Fig. 180. Adamo ed Eva. Tiziano. Museo del Prado. Madrid (Spagna)

Interpretazioni psicologiche e mistiche:

Il serpente rappresenta il ciclo naturale che obbliga a distaccarsi da una situazione di unità e di armonia in cui non esistono conflitti tra gli opposti. In questo quadro ha un aspetto umano con due code di serpente al posto delle gambe, simile a quello dei Giganti appartenenti alla mitologia greca, anch’essi incarnazioni di forze naturali. L’albero si identifica in generale con l’asse cosmico attorno a cui ruota l’esistenza (vedi nota alla figura 192) ma, ad attestare il carattere dissociato dei miti ebraici, nel giardino dell’Eden ce ne sono due: l’Albero della Vita, che rende immortali, e l’Albero del Bene e del Male, che rende consapevoli, e che è quello di cui mangiano i frutti Adamo ed Eva. Il primo si riferisce alla condizione in cui gli opposti sono unificati e si sperimenta l’unione con Dio, ma non si è consapevoli di esistere perché il mondo fisico si dissolve e non c’è più il pensiero dualistico. Questo è lo stato a cui cercano di tornare i cabalisti attraverso la meditazione sulle Sefirot (vedi nota alla figura 63). Il secondo si riferisce alla condizione in cui gli opposti sono separati ed è possibile vivere materialmente. La stessa nascita di Adamo ed Eva, nella Cabala è descritta come la separazione dell’Adamo Cosmico (cioè di Dio visto come un Androgino formato da un corpo maschile e femminile uniti), che si scinde nelle due parti che lo componevano. Purtroppo nella mentalità ebraica ortodossa, e poi cristiana, ciò è percepito come un distacco forzato dalla condizione divina (l’Eden) e imputato alla punizione di un dio geloso che pretende di essere superiore alle parti di sé stesso che si manifestano nel mondo degli opposti e le tiranneggia nei modi più meschini. Si tratta in definitiva di un complesso mitico che attesta una dissociazione schizofrenica a livello di un’intera cultura. Una dissociazione che comunque ha portato in seguito a valorizzare l’unicità e le qualità degli individui, una volta che hanno saputo opporsi ai sistemi totalitari ispirati all’autorità dell’immaginario tiranno divino.

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