Fig. 174. Difensori nell’entrata del Prasad Phra Theebidorn (Thailandia)

Interpretazioni tradizionali:

Gli ingressi dei templi buddhisti sono tradizionalmente custoditi da due statue gigantesche che rappresentano dei guerrieri con le spade sguainate. Questi però non hanno tanto la funzione di spaventare o tenere lontani i visitatori, ma piuttosto di ricordare che la paura di morire, e il conseguente desiderio di vivere che suscitano in noi, devono essere lasciati alle spalle nell’oltrepassare la soglia del tempio. Nel pensiero buddhista infatti ciò che ci trattiene al di fuori dello spazio sacro privo di contraddizioni e di conflitti, in cui gli opposti si armonizzano e si annullano nell’unità, non è la volontà di un qualche dio geloso della propria supremazia, ma il nostro stesso attaccamento istintivo a ciò che crediamo essere la nostra vita. In pratica l’immortalità è già nostra e ci troviamo già nel Nirvana (quello che nelle tradizioni ebraico-cristiane si chiamerebbe il Giardino dell’Eden), solo che non ce ne accorgiamo a causa del desiderio, o della paura, del mondo fisico. I guardiani rappresentano questi due sentimenti, visti come una prova da superare a livello mentale.

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