Fig. 168. Toro androcefalo nella porta del Palazzo Khorsabad. Museo del Louvre Parigi (Francia)

Miti relativi:

Si tratta di un lamassu, un genio guardiano della mitologia assiro-babilonese con corpo di toro, ali d’aquila e volto umano. Geni di questo tipo prendevano più in generale anche il nome di karibu. Altri avevano corpo di leone anziché di toro.

Interpretazioni tradizionali:

Le creature di cui erano composti i karibu rappresentano le costellazioni collegate agli equinozi e ai solstizi (Toro, Leone, Acquario e Scorpione, che per i Babilonesi era l’Aquila) e quindi l’intera estensione della volta celeste, dietro cui risiedeva il dio supremo. I karibu erano quindi posti come guardiani all’ingresso di luoghi in cui si intendeva ricreare simbolicamente uno spazio divino, come templi o palazzi.

Paralleli culturali:

Da questo tipo di figura derivano poi i cherubini ebraici, che furono posti sia all’ingresso del Giardino dell’Eden che sull’Arca dell’Alleanza, e che nel Cristianesimo diventarono una gerarchia angelica.

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