Fig. 167. Il passaggio dello Stige di J. Patinir. Museo del Prado. Madrid (Spagna)

Miti relativi:

Lo Stige era uno dei fiumi degli Inferi della mitologia greca. Come tutti i fiumi, i Greci lo ritenevano dotato di personalità divina, in questo caso femminile. Stige era figlia del titano Oceano e della ninfa Teti e corrispondeva al decimo braccio del grande fiume di cui gli altri nove circondavano la Terra. Unendosi al titano Pallante generò molti figli, che con la madre furono i primi a schierarsi dalla parte di Zeus, quando dichiarò guerra ai Titani per conquistare il mondo. Perciò Zeus ordinò che i giuramenti sullo Stige fossero inviolabili.

Interpretazioni storiche:

Si tratta di un riconoscimento della sacralità e dell’importanza di quelle divinità arcaiche che si identificano con le forze naturali più basse e che erano adorate nei culti matriarcali, la cui sostituzione con una mitologia patriarcale è rappresentata appunto dal mito di Zeus (vedi nota alla figura 132).

Paralleli culturali:

Nella sua reinterpretazione dell’Inferno, basata sia sui miti greci che sulla struttura araba dell’aldilà, Dante collocò lo Stige nel quinto cerchio, descrivendolo come una palude fangosa in cui stanno immersi gli Iracondi, sorvegliati dal demone Flegiàs, che fa da traghettatore per chi deve proseguire verso i cerchi più bassi.

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