Fig. 159. L’Arca di Noè. Museo della Cattedrale di Gerona (Spagna)

Paralleli culturali:

In questo disegno medievale l’Arca è suddivisa in cinque piani. Se a questi si aggiunge lo spazio sopra il tetto, in cui teoricamente risiede il dio ebraico, e l’abisso delle acque al di sotto, che corrisponde alla superficie terrestre, si ottengono i sette livelli che in molte culture sono associati agli stati interni (vedi note alle figure 31, 63, 101, 102 e 103). Il fatto che il piano più basso sia occupato da morti, quelli intermedi da diversi tipi di animali, il penultimo da esseri umani vivi e quello celeste da un dio privo di forma, potrebbe confermare una similitudine con i diversi gradi di un’evoluzione interiore. Questa divisione dell’arca in diversi piani si ritrova anche nella Bibbia, dove però sono solo tre (inferiore, medio e superiore). Invece nella più antica versione babilonese della leggenda, da cui quella biblica è direttamente derivata, i piani dell’arca sono proprio sette (un ponte superiore scoperto e sei ponti sottocoperta). I colori diversi che nel disegno contrassegnano i vari piani ricordano il modo in cui erano colorati i sette piani degli ziggurat mesopotamici, o i colori che contraddistinguono i chakra, anche se non vi corrispondono esattamente.  

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