Fig. 134. L’Incubo di Fussli. Museo Goethe. Francoforte (Germania)

Paralleli culturali:

Il termine incubo deriva dal latino “incubare” che significa “giacere sopra”. Nell’antica Roma si indicavano con questa parola dei demoni che facevano la guardia a tesori nascosti. Per analogia si può dire che certi sogni particolarmente agitati (e quindi significativi) possono nascondere dei “tesori” a livello di conoscenza di sé stessi. Nel Medioevo (e almeno fino al XVI secolo), in ambito cristiano, Incubo divenne il nome dei diavoli che si univano a donne umane mentre queste dormivano. Da questo punto di vista i “brutti sogni” sono visti come risultati dell’unione con spiriti maligni, ovvero del non aver rimosso totalmente, almeno nell’inconscio, la propria parte passionale e istintiva legata al sesso, come l’asettico puritanesimo dell’ideologia cristiana prescriverebbe. Anche gli incubi provocati da indigestione o altri disturbi, in molte tradizioni popolari europee sono attribuiti a uno spirito, in questo caso un folletto (chiamato ad esempio Derscialet in Svizzera, Calcarot in Veneto, o Linchetto in Lucchesia), che è sempre rappresentato come una creatura che “pesa” sul petto o sullo stomaco del dormiente.  

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