Fig. 67. Tomba a scaloni del re Zoser. Sakara (Egitto)

Dati storici:

E’ la prima piramide egizia, costruita intorno al 2630 a.C., al posto delle tombe reali precedenti scavate nel sottosuolo. Il cambiamento nel modo di costruirle coincise con il passaggio dalla Seconda alla Terza Dinastia, quando la sede del potere politico si spostò a nord di Menfi. Il potere religioso passò nelle mani dei sacerdoti di Ptah, il dio che modella il mondo con la forza della parola, considerato immanente nella materia da lui creata e patrono degli artigiani e degli architetti costruttori delle piramidi.

Interpretazioni storiche:

Secondo la precedente mitologia lunare (d’origine matriarcale), il faraone morto era accolto nelle profondità della terra con i suoi dignitari, sacrificati e sepolti con lui perché continuassero a servirlo nell’aldilà, ma il suo potere terreno svaniva col suo ritorno nel grembo della Grande Madre. Con la successiva mitologia solare, si tentava evidentemente di far riunire il faraone al cielo di cui era considerato il dio vivente, mantenendo inalterata nel tempo la presenza del suo potere anche dopo la morte, così come si cercava di mantenere inalterato il suo corpo con la mummificazione.

Miti relativi:

La struttura delle tombe fu rivolta verso l’alto, a imitazione dell’altura primordiale su cui secondo i miti il Sole era apparso per la prima volta.

Paralleli culturali:

La forma delle piramidi egizie è affine a quella della montagna cosmica di molte altre culture (vedi note alle figure 13, 101/103 e 105).

Interpretazioni tradizionali:

I quattro lati costituiti da triangoli con i vertici rivolti in alto che convergono, nel simbolismo alchemico (originario dell’Egitto), si possono interpretare come il principio maschile che si eleva dai quattro elementi del mondo terreno.

>> Chiudi