Fig. 63. L’Albero della Vita. Incisione di Rictus, nel Portae Lucis, Secolo XV^

Interpretazioni tradizionali:

L’albero rappresenta in molte culture l’asse cosmico, simbolo sia del mondo esterno che degli stati interiori. Nella Cabala ebraica è raffigurato come uno schema astratto, spesso inscritto in una figura umana. I dieci punti che lo compongono rappresentano altrettante emanazioni divine, chiamate Sefirot (Numeri). L’ordine delle Sefirot va dall’alto in basso, dalla condizione trascendente di Dio alla sua incarnazione nella materia. I nomi delle dieci Sefirot sono: Corona Suprema, Sapienza, Comprensione, Amore, Potere, Bellezza, Pazienza, Maestà, Fondamento e Regno. Le prime nove costituiscono i vertici di tre triangoli, che rappresentano tre mondi, Intellettuale, Morale e Materiale, ognuno con due forze opposte e una terza che le equilibra al centro. L’ultima Sefirot isolata sul fondo rappresenta le forze interiori che permettono di risalire ai livelli più alti (come l’energia kundalini nello Yoga).

Secondo un’altra suddivisione, la prima Sefirot corrisponde al Mondo Divino, la coppia sottostante al Mondo Creativo, le sei successive al Mondo Formativo e l’ultima al Mondo Materiale. In ognuno di questi quattro mondi, le dieci sefirot sono messe in relazione rispettivamente con i nomi di Dio, gli arcangeli, gli ordini angelici, e i corpi celesti (nell’ultimo anche con gli ordini dei demoni e gli arcidiavoli). L’albero della vita è usato dai cabalisti come guida per l’evoluzione delle anime, che percorrendo a ritroso il cammino delle emanazioni divine, si identificano con le diverse Sefirot, dalle più basse alle più alte.

Paralleli culturali:

I sette livelli su cui si dispongono le Sefirot corrispondono a quelli dei chakra indiani, come in altre rappresentazioni a forma di Albero (vedi nota alla figura 31), ma nella cabala tre dei livelli si scindono in due principi (maschile a destra e femminile a sinistra) ottenendo così dieci punti invece dei sette dei chakra. I chakra sono ordinati dal basso verso l’alto, invece che dall’alto verso il basso come le Sefirot, ma in entrambi i casi la struttura può essere percorsa nei due sensi.

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