Fig. 60. Mano magica. Bronzo romano, British Museum, Londra.

Dati storici:

Si tratta di un bronzetto votivo tardoromano, raffigurante la mano “panthea”, simbolo del dio Sabazio. Pantee era il nome che i Greci davano alle statue adorne dei simboli di più divinità, di cui erano figurazioni complessive.

Miti relativi:

Sabazio era un dio frigio del Sole, figlio della dea madre Cibele, e adorato in Tracia come dio dei boschi e delle selve. Introdotto in Grecia nel V secolo a.C. e poi nella Roma imperiale, fu assimilato al Dioniso greco.

Interpretazioni mistiche ipotetiche:

Le dita della mano potrebbero simboleggiare i cinque elementi, Terra, Acqua, Aria, Fuoco e Etere, che rappresentano sia i diversi stati del mondo materiale (solido, liquido, gassoso, intermedio o indiscriminato) che i componenti dell’essere umano (corpo fisico, principio vitale, anima, spirito e identificazione con l’Assoluto). Il palmo può rappresentare l’unità da cui sorgono e a cui ritornano. Le pratiche magiche dovrebbero servire a ricostituire simbolicamente la completezza ideale dell’Uomo, riunificandone gli elementi e conferendogli potere su di sé e sul mondo. Le tre dita alzate potrebbero rappresentare la creazione secondo la concezione pitagorica dell’uno che origina il due, cioè il principio unitario trascendente che origina gli opposti, tra cui diventa possibile l’esistenza.

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