Fig. 57. Dea Tara. Secolo XVI^ Museo di Copenhagen (Danimarca)

Miti relativi e paralleli culturali:

Tara era una dea induista sposa di Brihaspati, il dio della preghiera signore dei sacerdoti.

Nel Buddhismo diventa la shakti (energia - sposa) del bodhisattva Avalokiteshvara (il “buddha” della compassione infinita), e in quanto tale rappresenta le qualità di saggezza, grazia e misericordia che caratterizzano il suo sposo.

Interpretazioni tradizionali:

La posizione delle mani di questa particolare rappresentazione corrisponde al Bhumisparsha-Mudra, in cui la mano sinistra col palmo in alto e la mano destra col dorso che indica la terra, rappresentano il fatto di chiamarla a testimone della raggiunta illuminazione.

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