Fig. 31. Miniatura. L’Albero di Giuseppe. Biblioteca Laurenziana. Firenze (Italia)

Interpretazioni tradizionali:

L’allegoria dell’Albero di Giuseppe, come quella analoga dell’albero di Jesse, rappresenta il presunto albero genealogico di Gesù, facendolo risalire a famosi re e personaggi del vecchio Testamento, come re David figlio di Jesse, in base a quanto riportato nei vangeli in conformità alle profezie bibliche, che definivano il futuro messia come figlio di David.

Paralleli culturali:

Nei fregi di miniature cristiane come questa si possono intravedere anche simboli più universali. Qui si può notare come l’andamento dei rami che si intrecciano all’asse centrale corrispondano ai serpenti intrecciati a un albero o a una verga che appaiono in vari simboli mistici (vedi nota alla figura 45), o alla rappresentazione dei canali respiratori che si intersecano al percorso dell’energia vitale (sempre simboleggiata da un serpente) nelle pratiche del Kundalini Yoga.

Si tratta di una metafora che rappresenta i diversi livelli di coscienza che si possono percorrere nella propria evoluzione spirituale e che nello Yoga corrispondono ai sette chakra, ogni livello in genere coincide con uno dei punti in cui le tre linee si incrociano e con la figura inscritta nell’ovale che formano. In questo caso il primo livello, che equivale allo stato di quiete e di incoscienza della materia inerte, corrisponde alle radici dell’albero (che qui non si vedono ma che spesso spuntano dal capostipite dell’albero genealogico), i tre livelli successivi corrispondono ai re appollaiati su ogni incrocio, il quinto livello, in cui si manifesta la parola divina, corrisponde a Gesù, il sesto, in cui si visualizza la propria idea di divinità, corrisponde alla fiamma dello Spirito Santo che aleggia al di sopra di lui, e l’ultimo, in cui si percepisce la vacuità indistinta oltre ogni forma, pensiero o definizione, superando le distinzioni tra le diverse idee di dio, corrisponde al punto in cui le due foglie si toccano, ricostituendo l’unità degli opposti all’interno del cui alternarsi si è generato il mondo materiale.

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