Fig. 25. Oroscopo di pietra. Fortezza di Sacsahuamàn, Cuzco (Perù)

Dati storici:

La fortezza di Sacsahuamàn fu eretta nel XVI secolo d.C. per difendere dalle tribù selvagge della giungla la capitale Cuzco, in cui risiedeva l’Inca, che evidentemente, in quanto incarnazione limitata nel tempo del dio Sole, aveva bisogno di essere protetto dalla sua eterna presenza, riprodotta nella pietra sotto forma di un grande calendario.

Miti relativi:

L’importanza del simbolo del cerchio diviso in dodici parti presso i Quechua del Perù è dovuto alla loro adorazione per il dio Sole Viracocha, di cui i loro re (gli Inca) erano considerati i diretti discendenti.

Interpretazioni naturalistiche:

Come presso molte altre culture (vedi note alle figure 34 e 35), il Sole è al centro di un circolo più grande, che i suoi raggi suddividono in diverse sezioni, il cui numero si può riferire sia alle fasi del ciclo annuale (stagioni, mesi, giorni, ecc.) che alle direzioni dello spazio. Il cerchio esterno rappresenta fisicamente il tempo poiché i suoi 360 gradi equivalgono ai giorni di un anno (i cinque giorni di scarto, in varie culture sono aggiunti al calendario in vari modi e considerati un periodo sacro).

Il cosiddetto “oroscopo di pietra” di Sacsahuamàn, non doveva necessariamente muoversi o essere percorso da qualcosa per svolgere la sua funzione simbolica. Anzi, l’inamovibile fissità dei massi che lo costituiscono rende tangibile l’immutabilità delle leggi astronomiche che rappresenta, considerate il fondamento del cosmo.

Paralleli culturali:

Questa concezione, che unifica spazio e tempo, e rende partecipi gli uomini di una dimensione cosmica, ebbe origine in Mesopotamia nelle prime città sumere del 3500 a.C. e dovette diffondersi da Occidente a Oriente fino a giungere nell’America Centro-Meridionale tra il 1500 a.C. e il 200 d.C., probabilmente attraverso viaggi d’esplorazione polinesiani e cinesi.

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