Fig. 203. l Kuan-Yin cinese. Trasformazione del bodhisatva Avalokitesvara in figura femminile, Rijksmusum (Olanda)

Paralleli culturali:

Avalokiteshvara, il bodhisattva della compassione infinita (vedi note alle figure 56 e 57), era originario del Tibet, dove era rappresentato come divinità maschile, ma in Cina, e poi in Giappone, assunse sembianze femminili prendendo il nome di Kuan-yin, forse in conseguenza di influenze tantriche (poiché in queste tradizioni la saggezza e le altre prerogative del Buddha erano personificate in forma femminile), o più semplicemente per sovrapposizione con una divinità locale che, anche se di sesso diverso, incarnava lo stesso principio (visto anche che la dolcezza di un’immagine femminile si adatta di più a rappresentare la compassione).

Miti relativi:

Secondo la tradizione del Buddhismo cinese, Kuan-yin era una delle figlie del re Miao-chung, che si ritirò in monastero contro la volontà del padre, ma questo, adiratosi per la disobbedienza, la fece uccidere. Una volta all’inferno, Kuan-yin soccorse amorevolmente i dannati, trasformandolo in un paradiso. Perciò Yama, il re dei morti, la lasciò tornare sulla Terra.

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