Fig. 201. La Sibilla Cumana (dettaglio). Cappella Sistina. Vaticano.

Dati storici:

Quella cumana la più famosa delle sibille, le sacerdotesse che nella tradizione greco-romana facevano profezie ispirate dagli dèi. Risiedeva in una grotta presso Cuma e di solito dava i suoi responsi scrivendoli su foglie che il vento scompigliava o disperdeva in parte, rendendo quasi impossibile dare un senso alle frasi. A volte rispondeva anche parlando, ma sempre in modo ambiguo, da cui l’espressione “sibillino” per indicare qualcosa di poco chiaro. A lei erano attribuiti i Libri Sibillini, una raccolta di responsi e sentenze di cui il Senato romano si serviva come strumento di governo, interpretandoli in relazione al destino di Roma.

Miti relativi:

Secondo la leggenda, la Sibilla Cumana era stata amante di Apollo, che le concesse di vivere tanti anni quanti i granelli di sabbia che teneva in mano, ma non pensò a chiedere l’eterna giovinezza. Per questo è rappresentata come una vecchia decrepita.

Interpretazioni storiche:

Le profezie delle sibille costituiscono probabilmente la sopravvivenza in epoca storica di culti matriarcali arcaici, in cui il potere e l’autorità spirituale era appannaggio principalmente delle donne. Le grotte in cui le sibille davano i loro responsi potevano essere stati in origine antichi santuari della Grande Madre o del dio Serpente (che rappresentavano le forze della terra, della natura e della sessualità), poi sostituiti dagli dèi olimpici.

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