ALLEGORIA
ALLEGORIA, clima
e sistema di ideazione della
ALLEGORIA, funzioni della
ALLEGORIA, composizione della
ALLEGORIA, leggi associative
della
ALLEGORIA, regole
di interpretazione della
ALLUCINAZIONE
AMNESIA
APPARATI
APPERCEZIONE
APPRENDIMENTO
ASSOCIAZIONE
ASTRAZIONE
ATTENZIONE
ATTENZIONE DIRETTA
ATTENZIONE TESA
AUTOCONOSCENZA, pratiche di
AUTOTRASFERENZA
BIOGRAFIA
BIORITMI
BIOTIPO O TIPO UMANO
CATARSI
CATARSI, applicazione della
CATARSI, passi principali della
CATARTICO, sondaggio
di retroalimentazione
CENTRI
CENTRI, cicli e ritmi dei
CENTRI, disfunzioni dei
CENTRI, energia dei
CENTRI, parti e sub-parti
CENTRI, registro dell'attività
dei
CENTRI DI RISPOSTA
CENTRI, velocità dei
CLIMA
CLIMA, caratteristiche del
CLIMA, origine del
COMPORTAMENTO
COMPORTAMENTO, errori del
COMPORTAMENTO, fattori
che intervengono nel
COMPORTAMENTO, funzione del
COMPORTAMENTO, limiti del
COMPORTAMENTO, valutazione del
COMUNICAZIONE TRA PERSONE
CONTENUTI MENTALI
COMPRENSENZA, campo di
COSCIENZA
COSCIENZA, disfunzioni della
COSCIENZA, livelli di
COSCIENZA, livelli di. Rapporti
COSCIENZA, meccanismi della
COSCIENZA, vie
associative e astrattive della
DISTENSIONE, pratiche di
DOLORE
DOLORE, tempo del
DOLORE, vie del
EVOCAZIONE
EVOCAZIONE, gradi della
FORMA
IMMAGINAZIONE
IMMAGINE
IMMAGINE, funzione della
IMMAGINE DEL MONDO
IMPULSI
IMPULSI, trasformazione
e traduzione degli
IMPULSI, trasformazione degli
INSOGNI
INSOGNO, nucleo di
INTENZIONALITA'
INTERESSE
IO
ISTINTI
DI CONSERVAZIONE INDIVIDUALE E DELLA SPECIE
|
LUCE, registro della
MEMORIA
MEMORIA, errori della
MEMORIA, frange di
MEMORIA, funzione della
MEMORIA, impressione nella
MEMORIA, leggi di impressione
nella
MONDO, attività nel
MONDO o AMBIENTE ESTERNO
MONDO o AMBIENTE INTERNO
MORTE
NUCLEO D'INSOGNO
OBLIO
OPERATIVA, conseguenze
pratiche immediate della
OPERATIVA, tecniche di
OPERATIVA, teoria generale della
PERCEZIONE
PERCEZIONE, leggi della
PIACERE
PIACERE, tempo del
POSSESSO
PRESENZA E COMPRESENZA, campi
di
PSICHISMO
PSICHISMO, interregolazione
dello
PSICHISMO,
rumore nel sistema di autoregolazione dello
PSICOFISICA, ginnastica
RAPPRESENTAZIONE
REGISTRO
RELAX
RELAX, passi del
REMINISCENZA
REVERSIBILITA'
RICONOSCIMENTO
RICORDO
RISPOSTA
RISPOSTA DIFFERITA
RISPOSTA RIFLESSA O RIFLESSO
RUOLI
RUOLI, errori nei
RUOLI, funzione dei
SEGNICA
SEGNO
SENSAZIONE
SENSI
SENSI, caratteristiche comuni
dei
SENSI, classificazione dei
SENSI, errore dei
SENSI, funzione dei
SENSI INTERNI
SIGNIFICATO
SIGNIFICAZIONE
SIMBOLO
SOFFERENZA
SPAZIO DI RAPPRESENTAZIONE
SPAZIO DI RAPPRESENTAZIONE,
funzioni dello
STATI INTERNI
TENSIONI
TONICITA' MUSCOLARE
TONO
TRASCINAMENTO
TRASFERENZA
TRASFERENZA, requisiti previ
della
TRASFERENZA, entrata nella
TRASFERENZA, sviluppo e
uscita dalla
TRASFERENZA, indicatori
di resistenza nella
TRASFERENZA, modi di operare
nella
TRASFERENZA, passi successivi
alla
TRASFERENZA, sistema
di valutazione della
TRASFERENZIALE, sondaggio
UNITA' INTERNA |
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ALLEGORIA. Immagine dinamica prodotta dal canale associativo
della coscienza, avente caratteristiche moltiplicative, addizionative, associative,
trasformative. Le allegorie sono narrazioni trasformate in immagini in cui molti
elementi diversi si unificano oppure si moltiplicano per allusione e in cui,
inoltre, i concetti astratti si concretizzano. L'allegorico è fortemente legato
a situazioni particolari, cioè varia al variare delle condizioni della mente
individuale o collettiva che le produce. La mente individuale si esprime allegoricamente
attraverso racconti, sogni, opere d'arte, misteri, manifestazioni patologiche,
ecc; quella collettiva attraverso racconti, opere d'arte, folklore, miti, religioni,
ecc.
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ALLEGORIA, clima
e sistema di ideazione della. Il clima, cioè la componente emotiva di un'allegoria,
non dipende dalla rappresentazione. Anche il clima è parte del sistema di ideazione
dell'allegoria ed è esso che rivela qual è il significato dell'allegoria per
la coscienza. Quindi, se il clima e le immagini non concordano, il clima è il
fattore più importante per determinare il significato dell'allegoria. Questa
non rispetta il tempo lineare né la strutturazione dello spazio caratteristici
del livello di veglia.
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ALLEGORIA, funzioni della. Un'allegoria
sorge: A) Per compensare la difficoltà di comprendere totalmente una situazione.
B) Per agire su una situazione reale in modo indiretto. C) Per trasferire -
in quanto sistema di immagini - cariche dalla coscienza ai centri di risposta,
producendo così scariche di tensioni presenti nello psichismo (riso, pianto,
rapporti sessuali, comportamente aggressivo, ecc).
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ALLEGORIA, composizione della.
Troviamo contenenti, contenuti, connettive di facilitazione o di impedimento,
attributi manifesti o taciti, livelli, caratteristiche tattili, elementi, momenti
di processo, trasformazioni ed inversioni.
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ALLEGORIA, leggi associative della.
A) La similitudine guida la mente quando essa cerca ciò che somiglia a un determinato
oggetto. B) La contiguità quando cerca ciò che è proprio di un determinato oggetto
o ciò che sta, è stato o starà in contatto con esso. C) Il contrasto quando
essa cerca ciò che si oppone o ciò che è in contraddizione con l'oggetto dato.
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ALLEGORIA, regole di interpretazione
della. Costituiscono un sistema di lavoro che permette di comprendere il
significato e la funzione delle allegorie nell'economia generale dello psichismo.
Il lavoro di interpretazione ha le seguenti finalità pratiche: produrre una
scarica di tensioni una volta che sia stata compresa la funzione di un'allegoria;
comprendere le illusioni attraverso la loro espressione allegorica ed operare
su di esse; in generale, eliminare la sofferenza.
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ALLUCINAZIONE. Errore della coscienza che si produce
quando appaiono rappresentazioni che, pur non essendo pervenute per via sensoriale,
sono percepite fuori della coscienza e sperimentate come reali situazioni nel
mondo, dotate di tutte le caratteristiche della percezione sensoriale. La coscienza
proietta impulsi, immagini, sull'apparato di ricezione - cioè sui sensi - che
li interpreta erroneamente e li restituisce alla coscienza come fenomeni appartenenti
al mondo esterno. In questo senso i fenomeni del sogno e del dormiveglia attivo
sono di tipo allucinatorio. Le allucinazioni vengono configurate dalla coscienza
in base a dati di memoria. Nel livello di veglia esse appaiono in momenti di
grande affaticamento, in occasione di certe malattie, nei casi di debolezza
fisica, di pericolo di morte e di coscienza emozionata; tutte situazioni, queste,
in cui la coscienza perde la facoltà di spostarsi nel tempo e nello spazio.
Nei casi di allucinazione è lo spazio di rappresentazione che si modifica, ed
è proprio per questa modificazione che il soggetto confonde ciò che avviene
all'interno di tale spazio con ciò che proviene dal mondo esterno.
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AMNESIA. Errore del lavoro della memoria (V.MEMORIA)
che si produce quando l'evocazione di un dato risulta bloccata perché non si
ha il registro di tale sensazione, giacché la sensazione del registro che corrisponde
a questa frangia di memoria è stata influenzata da un altro tipo di sensazioni
(per es. quelle dolorose che, rifiutate da tutta la struttura psichica, trascinano
con sé tutto ciò che le accompagna. (V.OBLIO). A volte,
questi dati che non si possono evocare si esprimono nei livelli non vigilici.
E' dunque il meccanismo del dolore nell'impressione di un dato, ciò che prima
o poi ne determina la scomparsa: tutto ciò che è stato impresso con dolore o
viene dimenticato o viene evocato di nuovo nella coscienza, ma con i contenuti
laterali trasformati. Esistono diversi tipi di amnesia, tra i quali si distinguono
gli anterogradi, i retrogradi e i retroanterogradi, tutti con riferimento a
un fatto dato.
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APPARATI. Consideriamo apparati la struttura dei sensi,
quella della memoria e quella della coscienza con i suoi diversi livelli di
lavoro. Gli apparati funzionano in modo integrato e sono collegati da un sistema
di impulsi i quali sono deformati, tradotti o trasformati in maniera diversa
a seconda dell'ambito in cui si trovano.
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APPERCEZIONE. Attività della coscienza caratterizzata
dalla partecipazione dell'attenzione alla percezione sensoriale. La coscienza
agisce sui sensi perché vadano in un'altra direzione. Quindi l'attività del
sensi viene stimolata non solo dai fenomeni che ad essi arrivano, ma anche dalla
coscienza.
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APPRENDIMENTO. Processo di registro, elaborazione
e trasmissione di dati. Esso si basa su questa sequenza di eventi: un impulso
percettivo si sdoppia e viaggia verso la coscienza e la memoria; quindi la memoria
lo analizza e lo confronta con dati precedenti. Quando la percezione e la rappresentazione
coincidono, si è in presenza di un atto di riconoscimento. Se invece non esistono
in memoria dati relativi al fenomeno percepito, il primo dato - di tale fenomeno
- che si presenta viene messo in correlazione con altri dati della memoria che
si approssimano ad esso. Le immagini che si formano alla conclusione dell'una
o dell'altra sequenza mettono in moto i centri di risposta. Le risposte così
prodotte vengono captate dai sensi interni ed inviate a loro volta alla coscienza
e alla memoria (meccanismo di retroalimentazione della risposta). Con questi
nuovi dati si ripete la sequenza descritta; in questo modo la coscienza può
dare direzione alle nuove risposte dei centri, distinguendo tra quelle adeguate
e quelle non adeguate (sistema "esatto-errato"). L'apprendimento non è dunque
un processo passivo, ma un processo attivo al massimo che presuppone una messa
in moto dei centri di risposta.
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ASSOCIAZIONE. Meccanismo della coscienza che permette
di stabilire relazioni tra oggetti della coscienza stessa attraverso le vie
della similitudine, della contiguità e del contrasto. (V.IMMAGINAZIONE).
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ASTRAZIONE. Meccanismo della coscienza che, a partire
da criteri di funzionalità degli oggetti, permette di formare i concetti. La
capacità di astrazione della coscienza aumenta nel livello di veglia e diminuisce
nei livelli inferiori. Caratteristiche proprie del funzionamento del meccanismo
di astrazione sono: l'indebolimento delle immagini e l'apparizione di certe
categorie logiche difficilmente rappresentabili con immagini.
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ATTENZIONE. Meccanismo della coscienza che permette
di osservare i fenomeni interni ed esterni. Diciamo che quando uno stimolo supera
una determinata soglia, esso suscita l'interesse della coscienza e rimane in
un campo centrale verso il quale l'attenzione si dirige. Quindi l'attenzione
funziona per interessi, cioè per stimoli che in qualche modo agiscono sulla
coscienza producendo un registro. Il campo centrale di attenzione in cui si
colloca lo stimolo che risveglia l'interesse viene denominato campo di presenza.
Questo campo è in rapporto con la percezione. Tutti gli oggetti che non appaiono
strettamente legati a quello centrale diventano gradualmente più sfumati, ad
essi viene dedicata sempre minore attenzione. L'oggetto centrale è sempre legato
da rapporti associativi ad altri oggetti non presenti, ma compresenti. Chiamiamo
questo fenomeno attenzionale campo di compresenza. Questo campo è in rapporto
con la memoria. Nell'evocazione, l'attenzione può essere spostata dal campo
di presenza a quello di compresenza. Questo spostamento è possibile perché si
è avuto il registro sia dell'oggetto presente sia quello degli oggetti compresenti.
Il campo di compresenza permette di strutturare i nuovi dati. Diciamo in sintesi
che quando si presta attenzione a un oggetto ciò che è evidente diventa presente,
mentre ciò che non è evidente opera in modo compresente. Questo succede sempre
nella coscienza quando essa percepisce qualcosa; pertanto è possibile affermare
che la coscienza struttura sempre più di quanto percepisce, cioè aggiunge sempre
altri dati a quelli direttamente osservati. Il meccanismo della compresenza
esiste anche nel funzionamento dei livelli di coscienza: in veglia possono operare
insogni (V.INSOGNI) in modo compresente e nel sogno
può esserci tavolta compresenza di fenomeni vigilici. E' per questo che esistono
diversi stati all'interno di ciascun livello di coscienza. (V.COSCIENZA,
livelli di)
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ATTENZIONE DIRETTA. Forma di attenzione percettiva
in cui l'attività del pensiero è legata a registri di distensione.
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ATTENZIONE TESA. Forma di attenzione in cui l'attività
del pensiero è legata a tensioni corporee di carattere muscolare, che non sono
necessarie al processo attenzionale.
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AUTOCONOSCENZA, pratiche di. Permettono
di comprendere quali sono gli aspetti negativi di noi stessi che debbono essere
modificati e quali gli aspetti positivi che debbono essere rinforzati. In questo
sistema di pratiche, per conoscerci, è necessario studiare noi stessi riferendoci,
per quanto è possibile, a situazioni della vita quotidiana. E' necessario considerare
che cosa ci è successo nel passato, qual è la situazione attuale in cui viviamo
e che cosa desideriamo ottenere nel futuro. L'autoconoscenza non si ferma a
una semplice analisi, ma spinge a formulare dei propositi di cambiamento, utilizzando
una corretta elaborazione di progetti.
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AUTOTRASFERENZA. Tecnica che si conclude con
il registro di cambiamento di senso. Essa non richiede la presenza di una guida
esterna, in quanto l'operatore segue un processo ordinato, compreso ed appreso
in precedenza, nel quale egli avanza nella misura in cui ottiene gli indicatori
e i registri dell'effettivo compimento di un passo. Il maggiore inconveniente
di questa tecnica sta nel fatto che, mancando una guida esterna, l'operatore
cerca di eludere le resistenze che appaiono nel processo, invece di vincerle
e superarle.
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BIOGRAFIA. Storia personale. (V.COMPORTAMENTO,
fattori che intervengono nel).
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BIORITMI. Cicli e ritmi appaiono in ogni essere vivente.
Tutte le attività umane seguono cicli. Per esempio, nelle attività vegetative
riconosciamo: A) Cicli corti (come respirazione, circolazione, digestione).
B) Cicli giornalieri (sistema alternante sonno-veglia). C) Cicli mensili (come
quello mestruale). D) Cicli lunghi (le diverse età della vita: fanciullezza,
gioventù, maturità ecc.). Ciascun centro possiede un proprio ciclo e ritmo.
La struttura umana, a sua volta, ha un ciclo e un ritmo generale. Questi sono
differenti da centro a centro, ma interdipendenti; pertanto alla variazione
del ciclo o del ritmo di un centro corrispondono variazioni nei cicli o nei
ritmi degli altri centri; queste variazioni, anche se sono di entità differente,
sono tali da produrre un sistema generale di compensazioni. Questo sistema di
compensazioni è l'indicatore dell'equilibrio che la struttura totale dei centri
è capace di mantenere con il passare del tempo, nonostante le variazioni nei
singoli centri. I bioritmi sono presenti, oltre che nell'attività dei centri,
anche nel funzionamento dei livelli di coscienza e in generale nel comportamento.
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BIOTIPO O TIPO UMANO. La predisposizione
naturale a sviluppare un'attività più intensa in un particolare centro è il
criterio che utilizziamo per distinguere i diversi tipi umani. Tale predisposizione
viene individuata attraverso la velocità di risposta agli stimoli e la direzione
dell'energia. Distinguiamo così quattro biotipi fondamentali, che manifestano
comportamenti caratteristici: il vegetativo, il motorio, l'emotivo e l'intellettuale.
Possiamo individuare anche sub-tipi, se consideriamo la predisposizione a lavorare
di più in una parte di un centro. L'educazione e la pratica possono far sviluppare
centri, parti e sub-parti, facendo variare il biotipo di base.
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CATARSI. Tecnica di scarica di tensioni interne e/o contenuti
oppressivi, i quali vengono portati all'esterno attraverso i centri di risposta.
Le tecniche catartiche, insieme a quelle trasferenziali, costituiscono la parte
del sistema di autoliberazione denominata operativa.
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CATARSI, applicazione della. La catarsi
si applica: A) Come tecnica preparatoria che pone il soggetto in condizione
di affrontare i lavori di trasferenza. B) Quando il soggetto si trova in una
situazione di inquietudine generale o di angoscia. C) Quando il soggetto ha
problemi di relazione. D) Quando, durante una trasferenza, il soggetto si pone
in un atteggiamento appunto catartico; in questo caso, se è necessario, si abbandona
il proposito iniziale di effettuare la trasferenza.
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CATARSI, passi principali della.
A) Il soggetto effettua un esame interno - della durata di pochi minuti - che
gli permette di individuare quali temi avrebbe resistenza a raccontare alla
guida. B) Il soggetto effettua un rilassamento esterno. C) La guida enuncia
parole a caso tra le quali intercala parole che hanno attinenza con i tre temi
centrali (sesso, denaro, immagine di sé) e alle quali il soggetto risponde a
caso. D) La guida determina le "parole chiave" attraverso le reazioni significative
del soggetto (ritardi, tensioni, blocchi, tentennamenti). E) La guida enuncia
due o tre parole-chiave alle quali anche il soggetto risponde con due o più
parole; quindi, passa a pronunciare "frasi-chiave" alle quali il soggetto risponde
con frasi; infine chiede con amabilità al soggetto di esprimersi liberamente.
A questo punto la guida partecipa sempre meno al dialogo. F) La catarsi si conclude
quando si manifestano evidenti scariche di tensione (pianto, riso, ecc) o -
in mancanza di esse - quando il soggetto lo desidera.
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CATARTICO, sondaggio di
retroalimentazione. Serve ad individuare i problemi del soggetto e può essere
effettuato in una qualunque situazione quotidiana. Il soggetto risponde alle
parole enunciate dalla guida, tra le quali sono intercalate parole-chiave che
gli provocano commozione. La guida poi ri-inietta nel soggetto le parole con
cui questi ha risposto, cioè le utilizza come nuove parole-stimolo, fino a quando
il soggetto comincia a parlare dei suoi temi. Il lavoro si conclude con una
catarsi. Questa tecnica non richiede condizioni ambientali particolari.
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CENTRI. 1. Astrazione o sintesi concettuale che si riferisce
alle diverse attività possibili dell'essere umano; in essa viene inglobato il
lavoro di differenti punti fisici, a volte molto distanti tra loro. 2. Apparati
che controllano l'uscita di risposte verso il mondo. Questi centri appaiono
come specializzazioni di risposte di relazione.
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CENTRI, cicli e ritmi dei. I centri
possiedono una particolare attività interna che è indipendente dagli stimoli
in arrivo. Infatti, anche se gli stimoli in arrivo esercitano una certa influenza
sul funzionamento dei centri, questi riprendono subito dopo il loro ritmo normale
di attività (V.BIORITMI).
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CENTRI, disfunzioni dei. Sorgono quando
le risposte non sono organizzate tra loro, ma i centri rivolgono la loro attività
in direzioni contrastanti. In poche parole: "Nella contraddizione si pensa,
si sente e si agisce in direzioni diverse."
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CENTRI, energia dei. Chiamiamo energia nervosa
l'energia che corrisponde all'attività dei centri e che circola tra di essi.
Il livello di tale energia è fisso; pertanto, se l'attività di alcuni centri
aumenta, quella degli altri - specie di quelli contigui - diminisce. Quando
la circolazione dell'energia si blocca in un centro, appaiono disfunzioni nel
resto della struttura dei centri. Non si deve confondere la mancanza di energia
o il blocco di un centro con la mancanza di addestramento. E' importante considerare
anche che un centro può svolgere una funzione catartica nei confronti di un
altro contiguo, bloccato o sovraccarico; questo intervento facilita la scarica
delle tensioni. Quando fuzniona in negativo, un centro fa diminuire la carica
di quelli contigui per "suzione"; viceversa, una forte carica positiva in un
centro può "traboccare" in quelli contigui e produrre anche in essi un sovraccarico.
Tanto l'attività negativa che un sovraccarico si riflettono nell'economia energetica
di tutti gli altri centri, dei quali determinano alla fine la scarica. Il centro
vegetativo fornisce energia a tutti gli altri: è il corpo che dà energia ai
centri. Il centro sessuale è il collettore dell'energia e il suo funzionamento
influenza quello di tutti gli altri.
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CENTRI, parti e sub-parti. In termini
astratti possiamo dividere ogni centro in tre parti: una intellettuale, una
emotiva e una motoria. Tali parti corrispondono, nell'ordine, ad attività semrpe
meno volontarie del centro; le parti involontarie rispondono più velocemente
delle altre e, quando si sovraccaricano, influenzano in modo determinante il
funzionamento di tutto il centro. Ciascuna parte, a sua volta, può essere divisa
in tre sub-parti che corrispondono rispettivamente ad un lavoro di: selezione
o confusione, adesione o rifiuto; tensione o rilassamento.
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CENTRI, registro dell'attività
dei. Le attività dei centri vengono registrate in alcuni punti del corpo,
punti che però non sono i centri. Il registro del centro vegetativo è corporeo,
interno e diffuso; quello del centro sessuale viene sperimentato nel centro
sessuale; quello del centro motorio nel plesso solare; quello del centro emotivo
nel plesso cardiaco (zona respiratoria); quello del centro intellettuale nella
testa. Quando effettuano le risposte, i centri emettono segnali che vengono
captati dai sensi interni; il registro di questi segnali va sia alla memoria
che alla coscienza. Questo feed-back permette la regolazione delle risposte.
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CENTRI DI RISPOSTA. Sintesi concettuale che
si riferisce ad un meccanismo dello psichismo che dà risposta al mondo della
sensazione. Le risposte sono la manifestazione delle attività dei centri nell'ambiente
esterno e/o interno. In base al tipo di risposta distinguiamo i seguenti centri:
Centro intellettuale: regola l'elaborazione delle risposte pensate, le relazioni
tra i diversi stimoli, le relazioni tra i dati e l'apprendimento. Invia ordini
agli altri centri, con esclusione delle parti involontarie di essi e del centro
vegetativo. Funziona in base ai meccanismi di astrazione, classificazione, associazione,
ecc. Opera selezionando immagini o confondendole e possiede una gamma di attività
che si estende dalla produzione di astrazioni fino all'immaginazione volontaria
(diretta) e involontaria (divagatoria). Le immagini possono essere simboliche,
segniche o allegoriche. Quando vengono date risposte intellettuali a una situazione
che richiede un altro tipo di risposte, questo crea confusione in tutta la struttura
psicofisica e quindi nel comportamento. Centro emotivo: regola i sentimenti
e le emozioni che sono le sue risposte a fenomeni interni ed esterni. La sua
attività produce modificazioni in quella degli altri centri, anche nelle loro
parti involontarie, come l'azione del centro vegetativo. Le risposte del centro
emotivo sono sintetiche e strettamente legate alle situazioni, alle circostanze
e vengono elaborate attraverso un sistema di adesione-rifiuto. Attraverso le
emozioni il soggetto può sperimentare la capacità dello psichismo di avvicinarsi
al piacere e di allontanarsi dal dolore senza che il corpo si muova; in altre
parole, le emozioni possono produrre una sorta di spostamento psichico. Le risposte
eccessive del centro emotivo alterano la sincronizzazione tra le attività dei
centri: si producono in essi blocchi parizali che influiscono sul comportamento.
Centro motorio: permette il movimento del corpo nello spazio e regola le abitudini
del movimento. Funziona attraverso tensioni e distensioni. Questo centro, come
tutti gli altri, dà le sue risposte solo quando possiede un livello adeguato
di carica. Centro sessuale: regola le attività sessuali, che sono le sue risposte
a stimoli esterni ed interni ed invia agli altri centri segnali che sono di
carattere involontario. Possiede tuttavia, in minima parte, anche caratteristiche
volontarie. E' il principale collettore e distributore di energia; opera per
concentrazione e diffusione alternate, cioè ha la capacità di mobilizzare l'energia
localizzandola in un punto o diffondendola. E' la specializzazione più immediata
del centro vegetativo. La tensione nel centro sessuale e la distribuzione di
energia da esso agli altri centri produce forti registri cenestesici. La diminuzione
della tensione si produce per: 1. Una scarica propria del centro sessuale. 2.
Una scarica attraverso gli altri centri. 3. Una trasmissione alla coscienza
di segnali che essa converte in immagini. Il centro sessuale può raccogliere
tensioni del corpo e degli altri centri; questi segnali cenestesici possono
a loro volta mettere in moto un sistema di risposte nel centro sessuale stesso.
Centro vegetativo: regola l'attività interna del corpo, dando risposte che tendono
ad equilibrare ogni squilibrio che si produce. Invia segnali agli altri centri
perché si mettano in attività per soddisfare le sue necessità; opera cercando
di evitare il dolore e di far continuare il piacere. Usando un altro punto di
vista diciamo che il centro vegetativo è la base dello psichismo e che in esso
si attivano gli istinti di conservazione individuale e di specie; questi istinti
sono "eccitati" da segnali di dolore o di piacere e si mobilizzano per difendere
o espandere la struttura totale. Non esiste registro degli istinti; esiste invece
un registro di determinati segnali i quali rivelano che una parte o la totalità
della struttura psicofisica risulta compromessa. (Quelli che chiamiamo istinti
non sono dunque degli apparati ma delle attività). Il centro vegetativo si mobilizza
per mezzo di immagini cenestesiche che vengono generate dallo stato di sonno
o di fatica, dalla sensazione di fame, dal riflesso del sesso, ecc. Il registro
di tali immagini cenestesiche aumenta in caso di malattia o in caso di mancanza
di dati forniti dai sensi esterni. Le risposte del centro vegetativo liberano
deteminati livelli di energia che mettono in moto punti opportuni del'intracorpo,
compensando in questo modo i segnali che sono stati captati come sensazioni
cenestesiche. Le attività del centro vegetativo eludono quasi totalmente i meccanismi
di coscienza, però sono captate dai sensi interni, i cui segnali, quando arrivano
alla coscienza, vengono trasformati in immagini che possono attivare le parti
involontarie degli altri centri. In sintesi: A) I centri non sono in alcun modo
separati, ma conformano una struttura dinamica: le loro attività sono concomitanti
- e questo può essere registrato - e tra di essi circola un'enegia che, provvisoriamente,
chiamiamo nervosa. B) Tutti i centri danno registri specifici della propria
attività secondo due possibili vie: l'una automatica, attraverso i sensi interni
(risposte del centro vegetativo e risposte involontarie del centro motorio e
del centro emotivo); l'altra, che utilizza la connessione dei centri con la
coscienza (risposte del centro intellettuale e risposte volontarie dei centri
motorio ed emotivo).
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CENTRI, velocità dei. La velocità con cui
i differenti centri rispondono agli stimoli dell'ambiente aumenta a partire
dal centro intellettuale, che è il più lento; seguono il centro emotivo e quello
motorio; il sessuale e il vegetativo sono i più rapidi. La velocità di risposta
è dunque inversamente proporzionale alla complessità del centro.
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CLIMA. Stato d'animo, situazione emotiva diffusa che pervade
qualunque operazione effettuata dal soggetto. Un clima può essere occasionale,
cioè legato ad una determinata circostanza, o fisso. Un clima fisso impedisce
la comparsa di altri climi più adeguati alle circostanze che si presentano e
in questo modo perturba il funzionamento di tutta la struttura psichica. Inoltre
il clima fisso permane anche quando la coscienza cambia il suo livello di lavoro;
in questo modo esso restringe la libertà operativa della coscienza.
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CLIMA, caratteristiche del. A) Il
clima sfugge a un controllo volontario. B) Il clima fisso permane nel soggetto
anche dopo la scomparsa della circostanza che lo aveva motivato e si "trascina"
oltre che nel tempo, anche nei diversi livelli di coscienza. C) Il clima viene
registrato e tradotto in modo diffuso e generalizzato perché deriva da impulsi
cenestesici che non sono localizzati in un unico punto del corpo. D) Il meccanismo
di traduzione degli impulsi a volte produce immagini che sono adeguate al clima;
in questo caso diciamo che esiste corrispondenza tra clima e immagine (o tema).
E) A volte, invece, i climi non sono accompagnati da immagini visualizzabili,
ma vengono registrati senza di esse; tuttavia anche in questo caso è presente
un'immagine cenestesica, che però è collocata in modo diffuso e generalizzato
nello spazio di rappresentazione. Queste immagini, che sorgono dal clima, agiscono
comunque sui centri di risposta, specialmente su quelli istintivi, perturbandone
l'attività.
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CLIMA, origine del. Il clima può avere origine:
A) Nei sensi interni. B) Nella memoria, la cui attività mette in moto registri
interni. C) Nella coscienza, soprattutto quando essa opera attraverso l'immaginazione.
In alcuni casi gli impulsi provenienti dai sensi interni vengono associati con
quelli provenienti dai sensi esterni o dalla memoria; in altri casi la catena
di eventi che produce il clima inizia quando gli impulsi esterni mobilizzano
registri interni; entrambi questi eventi vengono impressi simultaneamente nella
memoria; in altri casi ancora gli impulsi provenienti dai sensi esterni o da
quelli interni o dalla memoria vengono associati ad elementi immaginari. In
tutti questi casi risulta evidente un incatenamento che non è semplicemente
lineare, ma strutturale, tra sensi, memoria e coscienza.
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COMPORTAMENTO. Struttura che ingloba: a) il registro
della sensazione e b) la risposta alla sensazione. Questa struttura si manifesta
attraverso l'attività dei centri di risposta. Il comportamento varia in funzione
del livello di coscienza, ossia dello stato o momento di processo in cui la
struttura psichica si trova; il livello di coscienza modula l'intensità del
registro della sensazione e l'intensità e/o velocità della risposta. Includiamo
nell'espressione "registro della sensazione" il registro dell'immagine che si
forma e il relativo intervento della memoria.
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COMPORTAMENTO, errori del. A) Comportamento
chiuso, quando lo psichismo nega il mondo oggettuale. B) Comportamento alterato,
quando esso nega il mondo interno. C) Comportamento rituale, che è una disfunzione
del rapporto tra psichismo e mondo: agli oggetti viene negata la loro qualità
oggettuale, che viene convertita in qualità psichica e, di conseguenza, il corpo
viene sostituito nel rapporto con il mondo da operazioni esclusivamente psichiche.
Questo atteggiamento, che è inefficace nel rapporto con il mondo degli oggetti,
può essere efficace nel rapporto con altri psichismi e produrre una condotta
adeguata. E' questo il caso della coscienza magica o emozionata nella quale
l'elemento rituale ha appunto una grande importanza.
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COMPORTAMENTO, fattori
che intervengono nel. Le differenti velocità di reazione e i differenti
tipi di risposta agli stimoli possono essere spiegati attraverso i meccanismi
di funzionamento dei centri, con i loro cicli e i loro ritmi. Anche i livelli
di coscienza esercitano una grande influenza su tutto il comportamento. Gli
insogni e il nucleo d'insogno agiscono come forze inibitrici o mobilizzatrici
del comportamento, indirizzando le aspirazioni, gli ideali e le illusioni, che
cambiano a ogni cambiamento di età, di "tappa" della vita. Ma sul comportamento
intervengono anche fattori di tipo sociale e ambientale, come pure la natura
e la caratteristica degli stimoli. Inoltre la biografia o memoria che lo psichismo
possiede sia degli stimoli e delle risposte precedenti sia dei livelli di coscienza
relativi a queste ultime, esercita una forte pressione sul comportamento. In
questo senso la memoria è un sistema sempre "vigente" di stimoli che agisce
dal passato con un'intensità pari a quella degli stimoli presenti. I dati di
memoria, esplicitamente evocati o no, esercitano fatalmente un'influenza sulla
struttura psichica in ogni istante in cui essa riceve stimoli ed elabora risposte.
Così pure i ruoli (V.RUOLI) agiscono in ogni istante,
anche quando la situazione esterna è diversa da quella che li ha formati. Infatti,
nel ruolo corrispondente ad una determinata situazione filtrano sempre numerose
componenti di ruoli che corrispondono ad altre situazioni: è proprio per questa
dinamica e questa influenza reciproca che possiamo parlare di una vera struttura
di ruoli. Da quanto detto risulta che tutti i fattori che intervengono nel comportamento
interagiscono in forma dinamica e strutturale; cioè i centri di risposta, i
livelli e la biografia formano una struttura indivisibile in cui la modificazione
di un fattore fa variare l'insieme.
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COMPORTAMENTO, funzione del. E' quella
di preservare l'integrità dell'individuo che cerca di soddisfare le proprie
necessità, orientandosi per mezzo dei registri di dolore e di piacere. La mancata
soddisfazione di una necessità provoca dolore, che viene registrato come aumento
di tensione. In realtà, è bene precisare che ciò che determina il comportamento
non sono le necessità, ma i registri di dolore e di piacere. Studiando la funzione
del comportamento da un altro punto di vista, diciamo che la coscienza tende
a compensare il mondo in modo strutturale e per far questo essa organizza un
sistema di risposte che in generale chiamiamo comportamento o condotta. Le risposte
possono essere reattive o differite a seconda del tempo che impiegano a manifestarsi
all'esterno. Le risposte possono anche essere interne, cioè non uscire dal corpo
ma agire direttamente su di esso. Precisiamo che la condotta compensatoria può
essere messa in atto perché nella coscienza è sorta in precedenza un'immagine
che ha posto in attività i centri. Esaminando il caso del nucleo d'insogno (V.
INSOGNO, nucleo di), in cui non si possiede
un'immagine, osserviamo che ciò che sorge nella coscienza ed agisce sui centri
è un'immagine compensatoria del nucleo e non il nucleo stesso.
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COMPORTAMENTO, limiti del. Sono dati
sia dai limiti delle possibilità dello psichismo che da quelli delle possibilità
del corpo.
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COMPORTAMENTO, valutazione del.
La valutazione può essere fatta: A) In base ad un punto di vista esterno, determinando
se il comportamento segue o no una linea evolutiva, cioè una linea di adattamento
crescente. B) In base a un punto di vista interno, determinando se esso produce
un'integrazione o una disintegrazione crescente. Il registro dell'integrazione
è quello di equilibrio interno, di non contraddizione, di accordo con se stessi,
di armonia nel lavoro dei centri. Dal punto di vista dell'adattamento crescente,
i comportamenti più validi sono quelli che permettono il maggior numero di opzioni
di risposta. Questa possibilità di scelta, infatti, consente un risparmio di
energia che potrà essere utilizzata per nuovi passi di adattamento. Un cambiamento
di condotta viene valutato come significativo quando un'istanza psichica si
esaurisce, quando cioè i contenuti vigenti in essa, con i loro temi ed argomenti
caratteristici, si logorano fino ad estinguersi. Allora lo psichismo si orienta
verso una nuova istanza e dà così una nuova risposta articolata al mondo.
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COMUNICAZIONE TRA PERSONE. E' resa
possibile dall'uso di un qualche sistema segnico che funziona grazie alla somiglianza
che esiste tra le codificazioni dei registri interni che le persone possiedono
(V.SEGNO) (V.SEGNICA) (V.SIGNIFICATO).
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CONTENUTI MENTALI. Oggetti della coscienza,
forme che la coscienza organizza per rispondere al mondo. La materia prima con
cui vengono elaborati è quella della rappresentazione: essi cioè sono nel senso
più ampio delle immagini, che operano nello spazio di rappresentazione. C'è
corrispondenza tra la forma in cui un contenuto di coscienza viene organizzato
e la sua collocazione nello spazio di rappresentazione. I contenuti, quando
si trovano nel loro livello di formazione, hanno un significato importante per
il coordinatore; quando invece passano ad altri livelli a causa di fenomeni
di inerzia o di trascinamento, diventano fattori di rumore; in questo caso,
infatti, sono accompagnati da toni, tensioni e climi che possono non concordare
con essi e che spesso non sono direttamente percepiti dalla coscienza, soprattutto
quando si tratta di immagini di tipo cenestesico.
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COMPRENSENZA, campo di. (V.ATTENZIONE).
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COSCIENZA. 1. Chiamiamo coscienza il registro effettuato
dall'apparato che coordina e struttura sensazioni, immagini e ricordi. Data
la dinamica delle operazioni che registra, questo apparato è esso stesso in
continua dinamica; tuttavia la sua costituzione deve essere tale da conferirgli
anche una certa unità ed identità. L'essere umano non nasce con questo apparato
già costituito, piuttosto esso si costituisce a poco a poco e nella misura in
cui si organizza la sensazione globale del corpo. Questo apparato di registro
di sensazioni, immagini e ricordi si trova nel corpo ed è vincolato alle sensazioni
del corpo. In certi casi esso viene identificato con l'io (V.IO);
tale identificazione avviene man mano che le sensazioni del corpo si sommano
e si codificano all'interno di un campo di memoria. Se usiamo questo punto di
vista diciamo che non si nasce con un io, ma che questo si sviluppa e si articola
per accumulazione di esperienze. Non c'è io senza sensazione, immagine o ricordo.
Anche quando l'io percepisce se stesso, utilizza queste tre vie, sia che esse
forniscano informazioni vere che illusorie. 2. Chiamiamo coscienza il sistema
di coordinamento e di registro dello psichismo umano. Precisiamo che ci riferiamo
allo stesso apparato anche quando, secondo le funzioni che esso compie, utilizziamo
denominazioni diverse: infatti, se coordina, lo chiamiamo coordinatore, se registra
registratore. Non consideriamo cosciente alcuna operazione dello psichismo nella
quale non siano presenti funzioni di coordinamento.
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COSCIENZA, disfunzioni della. A)
Disfunzioni nel rapporto tra coscienza e sensi: 1. Incapacità di mettere in
rapporto dati provenienti da vie sensoriali diverse. 2. Confusione derivante
dall'attribuire ad un senso i dati provenienti da un altro. B) Disfunzione nel
rapporto tra coscienza e memoria: alcuni tipi di oblio e di blocco.
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COSCIENZA, livelli di. Sono le differenti
forme di funzionamento del circuito coscienza-sensi-memoria-centri. I livelli
di coscienza possono essere distinti in base al tipo di operazioni che vengono
effettuate e al registro di esse. Senza tali operazioni -contenuti- non esiste
registro dei livelli di coscienza. Questi compiono la funzione di compensare
e strutturare tutta l'informazione in arrivo per ristabilire l'energia psichica.
Distinguiamo vari livelli di coscienza: Il livello di sonno profondo è caratterizzato
da operazioni minime dei sensi esterni, la cui soglia si innalza tanto che solo
una piccola parte dell'informazione proveniente dal mondo esterno riesce a superarla.
Vi predomina invece l'attività del senso cenestesico i cui impulsi sono tradotti
e trasformati attraverso i meccanismi associativi che producono le immagini
oniriche dotate di grande potere suggestivo. Rispetto alla veglia si modifica
il tempo psicologico e lo spazio; anche la struttura atto-oggetto risulta diversa,
nel senso che i due componenti possono essere privi di quella corrispondenza
che normalmente si stabilisce in veglia. Lo stesso vale per il rapporto tra
climi e situazioni che si rendono indipendenti gli uni dalle altre; cioè le
cariche emotive che accompagnano le rappresentazioni si separano dagli oggetti
ai quali sono legati nella veglia. Scompaiono inoltre i meccanismi critici ed
autocritici, la cui attività invece aumenta quando il livello di coscienza sale.
Distinguiamo il livello di sonno profondo con immagini da quello senza immagini.
Nel livello di dormiveglia aumenta l'attività dei sensi esterni, anche se la
loro informazione non viene completamente strutturata, in quanto sono presenti
interferenze dovute agli insogni e alle sensazioni interne. Il potere suggestivo
delle immagini diminuisce, mentre riappaiono debolmente i meccanismi autocritici.
Distinguiamo lo stato di dormiveglia passivo, dal quale si passa facilmente
al sonno e che è caratterizzato da un sistema di distensione interna, dallo
stato di dormiveglia attivo, dal quale si passa facilmente alla veglia. Quest'ultimo
stato, a sua volta, può essere alterato (in esso si trova la base delle tensioni
e dei climi), oppure calmo e attento. Lo stato di dormiveglia attivo alterato
è il più indicato per individuare i climi e le tensioni vigiliche. Nel livello
di veglia i sensi esterni apportano la massima quantità di informazione, regolano
per inibizione i sensi interni e rendono possibile alla coscienza di dirigersi
verso il mondo per svolgere la sua attività di compensazione degli stimoli in
arrivo. Diminuisce la suggestione esercitata dai contenuti infravigilici, mentre
si intensifica il funzionamento dei meccanismi di critica e di autocritica,
di astrazione e di reversibilità, che intervengono sempre di più nei compiti
di coordinamento e di registro. Distinguiamo lo stato di veglia passiva da quello
di veglia attiva; ciascuno di questi può essere, a sua volta, attento oppure
alterato. Quando si passa da un livello di coscienza a un altro, si manifestano
fenomeni di inerzia (V.COSCIENZA, livelli
di) e di trasferimento di contenuti ed inoltre si modificano il tempo di
coscienza, lo spazio di rappresentazione e il modo in cui il soggetto colloca
se stesso nello spazio di rappresentazione.
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COSCIENZA, livelli di. Rapporti.
Ciascun livello di coscienza può produre alterazioni negli altri. Distinguiamo
in questo rapporto di reciproca alterazione quattro fattori: 1. Inerzia: ciascun
livello ha la tendenza a prolungare la sua attività anche dopo aver terminato
il proprio ciclo e nonostante che i contenuti si vadano spostando verso un altro
livello. Il fenomeno dell'inerzia fa sì che il passaggio da un livello all'altro
sia graduale. 2. Rumore: si dà quando, per inerzia, climi, tensioni e contenuti
propri di un livello inferiore passano ad uno superiore; in questo essi agiscono
come interferenze, come rumore di fondo. 3. Rimbalzo: sebbene ciascun livello
cerchi di mantenere la propria attività per inerzia, talvolta i meccanismi propri
di un livello si introducono tra i meccanismi propri di un altro. Questo provoca
un effetto rimbalzo: tutta la costellazione dei contenuti del livello invaso
si introduce, a sua volta, nel livello invasore. 4. Trascinamento (V.TRASCINAMENTO).
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COSCIENZA, meccanismi della. A) Reversibilità
(V.REVERSIBILITA'). B) Intenzionalità e tempi
di coscienza (V.COSCIENZA). C) Attenzione (V.ATTENZIONE).
D) Astrazione (V.ASTRAZIONE). E) Associazione (V.
ASSOCIAZIONE). Questi meccanismi - ad eccezione
di quello associativo - si esprimono e funzionano con più efficacia nel livello
di veglia, di cui sono la caratteristica fondamentale. Nella misura in cui il
livello di coscienza si abbassa, il funzionamento di tali meccanismi diminuisce
e diventa meno efficace. Al contrario, il campo di lavoro del meccanismo di
associazione si trova, di preferenza, nei livelli di sonno e di dormiveglia.
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COSCIENZA, vie associative
e astrattive della. Parliamo di vie associative quando la coscienza struttura
le rappresentazioni in base alla similitudine, alla contiguità e al contrasto.
Parliamo di vie astrattive quando essa invece riduce i fenomeni alle loro caratteristiche
essenziali, fenomeni che possono appartenere sia al mondo esterno che a quello
interno.
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DISTENSIONE, pratiche di. Portano a
una diminuzione delle tensioni muscolari esterne, interne e mentali. Di conseguenza
facilitano un aumento della capacità di concentrazione e permettono un maggiore
rendimento nelle attività quotidiane.
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DOLORE. Il registro di uno stimolo spiacevole viene chiamato
genericamente dolore; esso corrisponde sempre a un aumento di tensione. Quando
la fonte di questo registro ha una localizzazione precisa nel corpo, parliamo
di dolore in senso stretto; il dolore viene registrato attraverso la via della
sensazione (V.SENSAZIONE). Quando invece tale registro
ha la sua radice nella mente e giunge per la via dell'immaginazione o per la
via del ricordo, parliamo di sofferenza (V.SOFFERENZA).
Tuttavia, in ultima istanza, sia la radice del dolore che quella dell sofferenza
si trovano nel corpo, in quanto abbiamo sempre un registro fisico o sensazione
anche della memoria e dell'immaginazione. Da questo punto di vista, tanto il
dolore che la sofferenza sono riducibili, come ogni impulso, alla sensazione.
Il dolore è legato strutturalmente al rifiuto del dolore, cioè l'apparizione
di uno stimolo doloroso fa mettere in moto un meccanismo che tende a rifiutare
tale stimolo. Il dolore giunto attraverso la via della sensazione si registra
quando lo stimolo supera il limite di tolleranza del senso che lo percepisce
(V.AMNESIA) (V.IMPULSI,
trasformazione e traduzione degli).
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DOLORE, tempo del. Il tempo del dolore è "l'istante",
perché lo stimolo doloroso fa reagire la struttura psicofisica, che lo percepisce
in modo tale che essa invia una risposta tendente a modificare, il più presto
possibile, lo stimolo stesso e a prevenire, così, l'aumento di tensione. Al
contrario, quando lo stimolo è piacevole, la risposta della struttura tende
a farlo permanere. In quanto alla misura temporale esterna dello stimolo doloroso,
la psicologia sperimentale ha dato notevoli apporti. Questa messa a fuoco esula
senza dubbio dal nostro campo di studio.
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DOLORE, vie del. Il dolore in generale sorge
per le vie della sensazione, dell'immaginazione e del ricordo. Esistono sensazioni
illusorie, immagini illusorie e ricordi illusori. Queste sono le vie illusorie
della sofferenza (V.SENSAZIONE) (V.IMMAGINE)
(V.RICORDO) (V.ILLUSIONE).
Riconosciamo che queste stesse vie intervengono in ogni operazione della mente
e nella costituzione stessa dell'io. Tuttavia il dolore o la sofferenza illusoria
possiedono registri reali per la coscienza; è nel campo di questi registri che
la trasferenza (V.TRASFERENZA) trova la sua migliore
applicazione.
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EVOCAZIONE. Atto intenzionale della coscienza sulla
memoria. Quando evoca, la coscienza cerca dati già impressi in una determinata
frangia di ricordi (V.REVERSIBILITA'). Questi
dati risultano organizzati, ordinati nella memoria in base allo stato globale
della struttura psichica nel momento dell'impressione. Infatti i dati in questione
sono stati impressi insieme a quelli relativi agli altri sensi che erano in
azione e quelli relativi al livello di lavoro della struttura psichica (climi,
toni affettivi, emozioni). Nell'evocazione, quindi, appare sia il dato cercato
che l'insieme dei dati che ad esso sono collegati. La chiave per indirizzare
la ricerca nella memoria è data proprio dal clima o stato emotivo con cui i
dati sono stati impressi; le immagini delle situazioni cercate non vengono identificate
per se stesse, ma piuttosto tramite lo stato globale della struttura psichica
nel momento dell'impressione. Pertanto, quando evoca, la coscienza conduce una
ricerca tra i differenti stati interni finché identifica il clima generale che
esisteva nel momento dell'impressione; si tratta di una ricerca basata su sensazioni
interne. Quando l'immagine cercata finalmente appare (V.SPAZIO
DI RAPPRESENTAZIONE, funzione dello), essa può effettuare vari tipi di operazioni:
provocare una scarica di tensioni, mobilizzare i muscoli o un apparato perché
si mette a lavorare con questa immagine, con operazioni intellettuali o muovendo
emozioni ecc. (V.IMMAGINE, funzione della)
(V.RICONOSCIMENTO). La struttura dei tempi di
coscienza è distinta secondo il modo in cui nell'evocazione si ordini il trascorrere
del tempo. Questa strutturazione varia secondo il livello di lavoro, giacché
questo ordinamento risulta più efficace se realizzato in veglia.
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EVOCAZIONE, gradi della. Distinguiamo
differenti gradi di evocazione che dipendono dall'intensità con cui un dato
è stato registrato ed impresso. Esiste una soglia di memoria che corrisponde
alla soglia di percezione; un dato che si trova al di sotto di essa (subliminale)
non viene registrato dalla coscienza ma viene però impresso nella memoria insieme
allo stato particolare in cui la struttura psichica si trovava al momento dell'impressione.
A partire da questa soglia, al di sotto della quale non può esserci evocazione,
il grado dell'evocazione stessa aumenta all'aumentare dell'intensità e della
frequenza con cui un dato è stato impresso. L'evocazione raggiunge il suo massimo
grado nel ricordo automatico in cui c'è un riconoscimento veloce del dato evocato:
questo è il caso del linguaggio (V.MEMORIA,
leggi di impressione nella)
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FORMA. A) Si chiama forma in generale la strutturazione
che la coscienza effettua con gli impulsi. B) Le forme sono ambiti di registro
interno che permettono di strutturare i fenomeni. C) Quando gli impulsi sono
già stati tradotti dalle vie astrattive o associative della coscienza possiamo
identificare quasi esattamente le forme con le immagini. D) Nel momento di processo
precedente a questo, vengono chiamate forme le strutture di percezione. La percezione
relativa ad un senso si struttura in una forma che le è caratteristica. Ma proprio
come ogni senso possiede la sua forma di strutturare i dati, così la coscienza
struttura l'informazione apportata dai sensi in una forma, caratteristica che
corrisponde alle vie di percezione usate; pertanto di un oggetto si potranno
avere forme distinte a seconda dei canali di sensazione usati, della prospettiva
con cui l'oggetto si è presentato, del tipo di strutturazione effettuato dalla
coscienza in funzione del livello che è in attività (cioè ogni livello di coscienza
pone un proprio ambito formale, struttura i dati in una forma caratteristica).
E) La coscienza articola i dati relativi ad un oggetto producendo una particolare
forma; questa forma è legata ad un determinato registro interno che viene codificato
nella memoria. Quando l'oggetto in questione viene nuovamente percepito, questa
percezione agisce come un segno per la coscienza e attiva il registro interno
che corrisponde a quella forma percettiva. E' in questo modo che l'oggetto acquista
significato (V.SEGNO) (V.SIGNIFICATO).
F) Uno stimolo si converte in una forma quando la coscienza, lavorando in un
determinato livello, lo struttura. G) Uno stesso stimolo può essere tradotto
in differenti forme - in differenti immagini - a seconda del canale percettivo
usato. Queste differenti forme o immagini possono entrare in rapporto tra loro
e sostituirsi le une alle altre - per esempio agli effetti del riconoscimento
dell'oggetto a cui si riferiscono - perché hanno la stessa collocazione nello
spazio di rappresentazione e perché compiono la stessa funzione, cioè attivano
tutte lo stesso centro che corrisponde a quella collocazione.
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IMMAGINAZIONE. A) Attività della coscienza in cui
opera il meccanismo associativo. (V.ASSOCIAZIONE).
Distinguiamo tra immaginazione libera, in cui il meccanismo associativo opera
liberamente, producendo immagini che si impongono alla coscienza specialmente
nei livelli di sonno e di dormiveglia - e immaginazione diretta, in cui le immagini
vengono associate secondo un piano ordinato proposto dalla coscienza con l'interesse
di dare forma a qualcosa di ancora inesistente. Si tratta di un fenomeno diverso
dal ricordo diretto. B) Funzione della coscienza che opera con dati di memoria
trasformandoli in immagini e proiettandoli nel futuro.
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IMMAGINE. Chiamiamo immagine la rappresentazione, organizzata
e conformata dalla coscienza, delle sensazioni o percezioni che provengono (V.
SENSAZIONE) o sono pervenute (V.MEMORIA)
dal mondo esterno o interno. Esistono immagini visive, tattili, olfattive, auditive,
gustative, cenestesiche e cinestetiche (V.FORMA). Le immagini
sono il risultato integrato delle operazioni di trasformazione degli impulsi.
Ogni impulso che arriva alla coscienza viene trasformato in un'immagine. Questa
immagine, a sua volta, è l'insieme degli impulsi che la coscienza invia ai centri
per attivare risposte.
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IMMAGINE, funzione della. A) Attivare
i centri di risposta per allontanare la struttura psicofisica dagli stimoli
dolorosi e per avvicinarla a quelli piacevoli. L'attivazione dei centri può
essere dovuta anche ad immagini prodotte dalla memoria e non solo dalle sensazioni;
in questo caso sono i dati di memoria - piacevoli o spiacevoli - che mettono
in moto l'immaginazione, la quale attiva i centri. B-1) Trasportare gli impulsi
ai centri di risposta; quando sorge, un'immagine tende ad attivare una risposta
grazie al meccanismo della tonicità muscolare (V.TONICITA'
MUSCOLARE); invece quando sorge un'astrazione non necessariamente si attiva
una risposta. Pertanto diciamo che l'immagine porta cariche psichiche a livello
somatico, che essa funziona da connessione, da ponte tra le diverse attività
psichiche, trasportando cariche da un punto all'altro. L'immagine trasferisce
impulsi che possono essere tensioni, irritazioni, dati di percezione, dati di
memoria. In sintesi i diversi impulsi vengono tradotti in immagini, che si spostano
verso i centri, i quali muovono il corpo. B-2) Scaricare tensioni attraverso
la rappresentazione utilizzando lo stesso meccanismo - descritto precedentemente
- di avvicinamento al piacere e di allontanamento dal dolore; solo che in questo
caso il piacere e il dolore si riferiscono alle attività della mente. In questo
senso, l'evocazione di sensazioni piacevoli serve all'economia dello psichismo.
Questa viene chiamata "funzione catartica dell'immagine". B-3) L'immagine può
svolgere una funzione trasferenziale quando si separa dal campo di impulsi da
cui ha avuto origine. C) Ogni impulso proveniente dai sensi o dalla memoria
suscita un'immagine nell'apparato di registro. L'immagine che accompagna la
percezione mette in moto una risposta allo stimolo iniziale. Quindi non è la
percezione ad attivare una risposta, ma l'immagine suscitata dalla percezione.
Non è lo stimolo che muove i muscoli, ma è l'immagine che agisce sui sistemi
muscolari esterno ed interno facendo sì che si attivino numerosi fenomeni fisiologici.
Usando questo punto di vista, diciamo che l'immagine ha la funzione di restituire,
apportare, devolvere energia al mondo esterno dal quale arrivano le sensazioni.
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IMMAGINE DEL MONDO. E' configurata dai campi
di presenza e compresenza (V.PRESENZA
E COMPRESENZA, campi di).
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IMPULSI. Chiamiamo impulsi i segnali che arrivano alla
coscienza dall'apparato dei sensi o da quello della memoria e che la coscienza
traduce in immagini, attraverso le vie astrattive o associative. Gli impulsi
subiscono numerose trasformazioni e traduzioni anche prima di essere trasformati
in immagini.
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IMPULSI, trasformazione
e traduzione degli. Gli impulsi possono essere trasformati e tradotti anche
prima di arrivare alla coscienza. Queste operazioni vengono effettuate in base:
A) Allo stato precedente dei sensi. B) Al modo in cui la memoria ha elaborato
l'impulso: la memoria può averlo strutturato insieme a dati oggettuali e/o registri
interni che si trovano associati ad esso in una delle sue frange, immediata,
mediata, antica. Gli impulsi possono essere trasformati e tradotti dopo essere
arrivati alla coscienza in diversi modi: A) Come nel caso in cui impulsi auditivi
o cenestesici vengono tradotti in immagini visive. B) Come quando un impulso
percettivo, proveniente da un senso, viene strutturato nella coscienza insieme
a dati percettivi forniti dagli altri sensi, a dati di memoria, a dati immaginari,
a vari registri interni incluso quello che la coscienza ha della propria attività.
C) Attraverso l'elaborazione che le vie astrattive o associative effettuano
sull'impulso, trasformandolo in immagini caratteristiche (simboli, allegorie,
segni) che dipendono dal livello di coscienza che è in azione. Le operazioni
di trasformazione e traduzione degli impulsi sono in stretto rapporto con i
seguenti fattori: A) Con il dolore. Infatti gli impulsi sensoriali che producono
dolore vengono in genere immediatamente trasformati e tradotti in modo illusorio
- cioè deformati - e subiscono poi nuove deformazioni quando vengono evocati.
Tali impulsi si trasformano quindi in immagini che non corrispondono agli stimoli
iniziali e che attivano risposte che ancora meno corrispondono a tali stimoli.
Tutto questo produce un aumento del registro psicologico della sofferenza. B)
Con la sofferenza. Infatti gli impulsi iniziali che la producono vengono in
genere deformati e trasformati quando vengono rappresentati o, ancora prima,
nella memoria. Quindi sia la sensazione di dolore sia quella di sofferenza vengono
trasformate o tradotte ad opera dell'immaginazione o della memoria. Da questo
deriva che molte sofferenze esistono solo nelle immagini. Il nostro interesse
sta nel comprendere in che modo gli impulsi si associano e si strutturano per
poter operare trasformazioni dirette verso la liberazione dalla sofferenza.
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IMPULSI, trasformazione degli.
In senso specifico parliamo di trasformazione degli impulsi quando gli impulsi,
strutturati, articolati in un'immagine, prendono altre configurazioni nello
spazio di rappresentazione; è come se l'immagine acquistasse vita e dinamica
propria.
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INSOGNI. Nel livello di veglia appaiono numerose immagini,
idee e pensieri estranei all'idea o al pensiero che si sta sviluppando in un
dato momento. Chiamiamo insogni queste immagini. Esse sono formalizzazioni di
stimoli provenienti da altri livelli di coscienza, dall'ambiente esterno o dal
corpo, che esercitano un'azione, una pressione nel livello di veglia. Gli insogni
sono instabili e mutevoli e costituiscono l'ostacolo maggiore al lavoro con
l'attenzione. Esistono insogni occasionali che scompaiono rapidamente e che
chiamiamo secondari, che danno risposte compensatorie agli stimoli provenienti
sia dall'ambiente esterno sia da quello interno, i quali producono tensioni
- interne - dolorose; la loro funzione è proprio quella di scaricare tali tensioni.
Questi insogni secondari girano intorno a un clima emotivo particolare, che
si può osservare come costante e che denota un nucleo di grande fissità, che
chiamiamo Nucleo d'Insogno (V.INSOGNO, nucleo
di). L'osservazione e lo studio degli insogni che appaiono nei diversi livelli
di coscienza permettono di individuare il nucleo d'insogno.
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INSOGNO, nucleo di. E' possibile osservare
in ogni persona che gli insogni - nonostante la loro variabilità - possiedono
uno stesso clima emotivo costante. Questi insogni talvolta appaiono anche nelle
fantasticherie del dormiveglia e nei sogni, denotando sempre un nucleo fisso
di divagazione, che orienta le tendenze anche se il soggetto non lo avverte.
Questo nucleo fisso si manifesterà come immagine e questa immagine avrà la capacità
di orientare il corpo e le attività in una direzione. Questo nucleo d'insogno
orienta le tendenze della vita umana in una direzione che non è avvertita dalla
coscienza. Il nucleo d'insogno può evolversi o rimanere fissato a una tappa
vitale, dando luogo a ripetizioni di attività o di atteggiamenti di fronte a
un mondo che va cambiando. Il nucleo d'insogno viene sperimentato come "clima
mentale", come "stato", con connotazioni fortemente emotive, ma non può essere
visualizzato: di esso si possiede dunque un registro ma non un'immagine; tuttavia
esso motiva la produzione di numerose immagini compensatorie che guidano la
condotta del soggetto. Il cambiamento del nucleo si manifesta con il sorgere
di un'immagine fissa - un archetipo - che gli corrisponde esattamente; per mezzo
di essa, la tensione del nucleo si orienta verso la scarica. L'immagine in generale
ha infatti la funzione di scaricare tensioni; diciamo dunque che - in modo apparentemente
paradossale - il nucleo d'insogno perde efficacia quando sorge l'archetipo che
gli corrisponde. La funzione dell'immagine è quella di terminare di scaricare
tensioni; quindi questo clima di grande fissità sta trasportando le sue cariche
verso la periferia. Il nucleo d'insogno può cambiare per: A) Cambiamento di
età, tappa vitale (passaggio dalla fanciullezza alla giovinezza ecc). Infatti
in una determinata età della vita, il soggetto possiede un caratteristico sistema
di tensioni a cui corrisponde un nucleo. Passando a un'altra età, i cambiamenti
fisiologici modificano tale sistema di tensioni; sorge allora un nuovo insieme
di climi emotivi, cioè un nuovo nucleo. B) Incidenti o shocks capaci di determinare
un cambiamento nel sistema di tensioni interne. Varia così il nucleo cambiando
i climi e di conseguenza le immagini secondarie. In questo caso il comportamento
del soggetto subisce repentinamente notevoli cammbiamenti. Dunque quando un
nucleo si logora e ne appare un altro, la condotta cambia in modo significativo.
Sulla base di queste conoscenze, l'autoliberazione tende proprio verso la modificazione
del sistema di tensioni interne. facendo variare gli insogni secondari e provocando
un cambiamento nell'atteggiamento di fronte al mondo. Le tensioni interne che
generano il nucleo d'insogno sono correlate con il funzionamento del centro
vegetativo. Da questo deriva che eventuali tecniche destinate a produrre cambiamenti
di nucleo d'insogno non potrebbero essere applicate nel livello di veglia in
modo volontario a partire dal centro intellettuale (V.CENTRI
DI RISPOSTA).
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INTENZIONALITA'. Meccanismo fondamentale della
coscienza. La coscienza mantiene la sua strutturalità proprio attraverso questo
meccanismo che lega "atti" con "oggetti". Il legame tra un atto di coscienza
e il suo corrispondente oggetto non è permanente; esistono pertanto atti alla
ricerca di oggetti e questo dà alla coscienza la sua dinamica caratteristica.
L'intenzionalità è sempre diretta verso il futuro; questo fenomeno viene registrato
come tensione di ricerca, anche quando tale ricerca è volta verso avvenimenti
passati. L'ordinamento di tempi realizzato in questo gioco intenzionalità-evocazione
è più efficace se realizzato nel livello di veglia.
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INTERESSE. (V.ATTENZIONE).
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IO. Chiamiamo io l'entità che osserva i meccanismi e le operazioni
della coscienza nel loro continuo sviluppo. Nel livello di veglia questa osservazione
viene effettuata come "da dentro"; nel sogno, invece, viene effettuata come
"da fuori". In entrambi i casi, l'io appare separato, non incluso nelle operazioni
che osserva. Quindi, proprio per questi registri interni non è legittimo identificare
l'io con la coscienza né con le sue funzioni. (V.COSCIENZA).
I limiti dell'io corrispondono ai limiti delle sensazioni del corpo, specialmente
del tatto esterno.
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ISTINTI DI CONSERVAZIONE
INDIVIDUALE E DELLA SPECIE. (V.CENTRI
DI RISPOSTA, Centro vegetativo).
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LUCE, registro della. Esperienza che di
solito accompagna i processi di trasferenza o autotrasferenza: l'energia che
si libera perché determinati problemi sono stati risolti, determina un registro
cenestesico che si traduce come luce e aumento di chiarezza nello spazio di
rappresentazione.
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MEMORIA. Funzione dello psichismo che regola i tempi
e immagazzina i registri o sensazioni, generati dagli stimoli esterni ed interni,
codificandoli, ordinandoli in base allo stato della struttura psichica nel momento
dell'impressione (V.EVOCAZIONE). La memoria paragona
ogni nuova sensazione con sensazioni precedenti. (V.COMPORTAMENTO,
fattori che intervengono nella) Le sensazioni immagazzinate possono essere
proiettate sia nel presente che nel futuro. Di entrambe queste operazioni -
attualizzazione o ricordo e proiezione o immaginazione - si ha sensazione. L'attività
della memoria è legata in modo strutturale a quella dei sensi, a quella dell'apparato
di registro e al livello di coscienza.
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MEMORIA, errori della. A) Falso riconoscimento
che si verifica quando un dato nuovo non è messo correttamente in relazione
con un dato precedente; oppure quando un oggetto, che viene riconosciuto, suscita
l'immagine di una situazione che appare come già vissuta, anche se non è stata
vissuta (paramnesia). B) Ricordo equivoco: si verifica quando un dato di memoria
che non appare nella coscienza viene sostituito da un altro. C) Amensia, che
viene registrata come impossibilità di evocare un dato o una sequenza di dati.
Esistono differenti tipi di amnesia (V.AMNESIA). D)
Scambio di un ricordo contiguo con quello centrale. E) Ipermnesia, che è un
ampliamento anormale della memoria; in genere implica una maggiore affluenza
di dati antichi che sostituiscono quelli più recenti.
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MEMORIA, frange di. Distinguiamo tre frange:
A) Memoria antica: è il substrato o base formato dalle prime impressioni ovvero
dai toni affettivi o registri interni delle operazioni che hanno accompagnato
l'arrivo dei dati per la via sensoriale. Su questa base si struttura a poco
a poco tutto il sistema attraverso il quale i nuovi dati verranno messi in relazione.
B) memoria mediata: è costituita dalle impressioni che continuano ad accumularsi
durante la vita. C) Memoria immediata: si riferisce ai dati più recenti che
quotidianamente vengono confrontati ed ordinati. Grazie all'esistenza di queste
frange, la coscienza può collocarsi non solo nel tempo ma anche nello spazio,
in quanto lo spazio mentale è vincolato ai tempi di coscienza i quali, a loro
volta, sono dati da fenomeni di memoria. Se così non fosse la coscienza perderebbe
la sua strutturalità e l'io registrerebbe la propria disintegrazione. Esiste
anche un tipo di memoria "situazionale" così detto perché l'oggetto si imprime
attraverso il suo contesto, la sua situazione e viene anche evocato attraverso
di esso, cioè localizzando prima il contesto e poi l'oggetto.
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MEMORIA, funzione della. A) Imprimere,
ritenere, strutturare ed ordinare i dati dei sensi e della coscienza. L'impressione
dei dati viene effettuata principalmente nel livello di veglia, mentre il loro
ordinamento soprattutto durante il sonno. B) Somministrare dati alla coscienza
(V.EVOCAZIONE). C) Dare alla struttura psichica la
sensazione d'identità nel trascorrere del tempo (V.MEMORIA,
frange di) D) Fornire alla coscienza i riferimenti necessari perché essa
possa collocare i fenomeni nel tempo.
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MEMORIA, impressione nella. Si imprimono
contemporaneamente e strutturalmente i dati provenienti dai sensi, quelli relativi
all'attività della coscienza, quelli relativi al livello di lavoro di tutta
la struttura psichica e quelli relativi al funzionamento dei centri (V.EVOCAZIONE).
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MEMORIA, leggi di impressione nella.
L'impressione è migliore quando: A) Lo stimolo è forte. B) I dati relativi ad
uno stesso fenomeno entrano simultaneamente attraverso vari sensi. C) Uno stesso
dato viene presentato in maniere diverse. D) Lo stimolo è ripetuto. E) Il dato
è in un contesto. F) Il dato è nettamente privo di contesto. G) Non c'è rumore
di fondo, per cui il segnale è più nitido. H) non vi sono altri stimoli: allora
l'impressione del primo stimolo che arriva è forte. I) La memoria non fornisce
dati alla coscienza nel momento di impressione. L) Non c'è saturazione per reiterazione
o per blocco. M) La coscienza pone attenzione al dato (appercezione).
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MONDO, attività nel. Si esercitano fondamentalmente
per soddisfare necessità fisiche. Molte attività umane sono in rapporto con
scariche di tensione dirette verso il mondo. Altre, invece, si spiegano con
trasferimenti interni di cariche psichiche, con nuove configurazioni dei propri
contenuti che la mente effettua quando si applica nel mondo. Il primo caso è
quello della catarsi empirica nell'azione, il secondo è quello dell'autotrasferenza
empirica attraverso l'azione.
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MONDO o AMBIENTE ESTERNO. Ciò che è
situato al di là del tatto interno. Le sue manifestazioni luminose, odorose,
auditive, gustative e tattili vengono denominate stimoli; quando questi agiscono
sui sensi esterni, si configurano le sensazioni.
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MONDO o AMBIENTE INTERNO. Ciò che è
situato al di qua del tatto esterno. Le sue manifestazioni caloriche, chimiche,
di pressione, di tensione, di tattilità, di posizione ecc. vengono chiamate
stimoli; quando questi agiscono sui sensi interni, si configurano le sensazioni
interne. Esiste anche sensazione interna dell'attività della memoria e dell'immaginazione.
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MORTE. Osserviamo che il fenomeno della morte suscita forti
registri istintivi, vincolati cioè ai livelli di coscienza più bassi. Tutte
le valutazioni e le considerazioni che vengono fatte sulla morte dipendono:
A) Dalla difficoltà psicologica di rappresentare se stessi morti e quindi senza
registro. B) Dalla paura del dolore che sorge quando si considera il modo in
cui verranno trattati i resti mortali. In entrambi questi casi, quando si suppone
che i registri non cessino con la morte, si genera un sistema di immagini illusorie
che procurano dolore e sofferenza. Il registro fisico della paura della morte
è esclusivamente un prodotto dell'immaginazione, che elabora in modo allucinatorio
ciò che succede quando si muore. Immaginare che dopo la morte si continuerà
ad avere registri di attività è fonte di sofferenza. La sofferenza causata dal
tema della morte è anche in rapporto con il registro di possesso; in questo
caso si tratta del possesso di se stessi, del proprio corpo. Il registro di
possesso genera tensione e quindi sofferenza. In alcuni casi, l'idea che la
morte produrrà una distensione completa e una perdita definitiva di tutto -
intese come perdita totale dei registri di tensione e come disintegrazione dell'io
- genera il desiderio di permanenza. Ma anche in questi casi, alla base di tale
idea c'è il possesso, che genera sofferenza. Lo stesso accade quando si considera
la morte degli altri (V.SOFFERENZA).
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NUCLEO D'INSOGNO. (V.INSOGNO,
nucleo di)
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OBLIO. E` l'impossibilità di portare alla coscienza dati
già impressi. E` dovuto ad un blocco della reminiscenza (V.REMINISCENZA)
che impedisce la ricomparsa dell'informazione. A volte l'oblio include non solo
un determinato dato, ma l'intera situazione in cui questo è stato impresso:
tutto ciò che potrebbe suscitare il clima correlato a tale situazione rimane
cancellato; addirittura vengono cancellate intere frange di memoria. Esistono
anche delle forme funzionali di oblio che impediscono la continua comparsa di
ricordi; esse operano grazie a meccanismi di interregolazione che inibiscono
un'apparato mentre ne sta funzionando un altro (V.AMNESIA).
Cancellare qualcosa dalla memoria è però solo una possibilità teorica perché
è sperimentalmente dimostrabile che situazioni vissute e completamente dimenticate
possono essere recuperate. Esistono pessimi sistemi di "cancellatura" che, per
effetto chimico o elettrico, riescono a bloccare alcuni contenuti e ad inibire
le risposte dei centri senza nessuna integrazione.
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OPERATIVA, conseguenze
pratiche immediate della. A) Normalizzazione della coscienza ed in particolare
del livello di veglia attraverso l'eliminazione o guarigione della sofferenza.
Questa eliminazione si realizza quando si comprendono i meccanismi d'illusione
che generano la sofferenza stessa. Per far questo, è necessario far cessare
– anche se provvisoriamente – i registri dolorosi. Quest'ultimo è l'obiettivo
pratico immediato dell'operativa, che permette di progredire nella comprensione,
ottenendo registri vivi del superamento della sofferenza. Così, questa normalizzazione
è il passo più importante nella comprensione del problema, e questo è il primo
passo verso l'autoliberazione. B) L'operativa permette di comprendere meglio
il proprio processo personale diretto verso l'autoliberazione e, oltre essa,
verso l'ampliamento e lo sviluppo della coscienza. C) L'operativa permette di
comprendere fenomeni psichici individuali e collettivi, che sono la manifestazione
di tensioni e di climi legati alla sofferenza distruttiva e che conducono in
una direzione opposta a quella della mente e della vita. Per comprendere tali
fenomeni, è necessario considerare quei registri interni che risultano universalmente
validi in ragione del fatto che la struttura fisica e psichica di tutti gli
esseri umani è simile. Questi registri universali riguardano: 1. Le caratteristiche
d'illuminazione dello spazio di rappresentazione in dormiveglia e sogno. Come
norma generale, le parti alte di tale spazio risultano sempre chiare e quelle
basse sempre oscure. 2. La conformazione dello spazio di rappresentazione in
dormiveglia e sogno. I contenuti che appaiono nel dormiveglia e nel sogno sono
collocati nella cappa più interna dello spazio di rappresentazione che li circonda
e li avvolge. Questi fenomeni sembrano essere osservati dal fondo di tale spazio.
3. Determinati luoghi, esseri e fenomeni che si presentano nel dormiveglia e
nel sogno come categorie generali in tutti gli esseri umani. Le caratteristiche
proprie dello spazio di rappresentazione nel sogno e nel dormiveglia in certe
occasioni invadono la veglia: il mondo viene percepito, allora, all'interno
di uno spazio di rappresentazione che, in realtà, corrisponde al sonno o al
dormiveglia. In quelle occasioni, anche i luoghi, gli esseri e i fenomeni caratteristici
degli altri due livelli irrompono nella veglia in modo illusorio o talvolta
addirittura allucinatorio. Questo fatto è molto importante perché sono essi
che, nel rapporto del soggetto con gli oggetti esterni, orientano le scelte,
procurano e modulano la sensazione di gusto o di disgusto, spingono verso il
possesso o il rifiuto. Questi esseri, entità e paesaggi interni, li abbiamo
chiamati insogni ed il nucleo climatico permanente attorno a cui essi ruotano,
nucleo di insogno (V.INSOGNO, nucleo di).
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OPERATIVA, tecniche di. Esse sono: il
sondaggio catartico e il sondaggio trasferenziale, che hanno carattere preparatorio;
la catarsi e la trasferenza, che hanno carattere specifico.
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OPERATIVA, teoria generale della.
Si riferisce ad operazioni che possono modificare, convertire o riorientare
il comportamento.
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PERCEZIONE. A) Semplice registro del dato sensoriale.
B) Il dato che arriva al senso viene registrato come variazione del tono di
attività del senso stesso; ma oltre a questo, il dato viene configurato e strutturato
dal senso. Pertanto, la percezione è il registro del dato a cui si somma l'attività
del senso il quale si trova in una dinamica continua. In sintesi, si tratta
di una struttura formata da: dato + attività del senso che astrae e organizza
il dato. C) Strutturazione di sensazioni effettuate: da un senso; da vari sensi,
dall'attività della memoria e/o dalla coscienza insieme al senso, ai vari sensi
e alla memoria.
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PERCEZIONE, leggi della. A) Legge delle
soglie: se la coscienza desidera precisare un registro di percezione relativo
ad un determinato senso e, contemporaneamente, esiste un rumore di fondo proveniente
da quello stesso senso o da altri sensi o dalla memoria o dall'immaginazione
o dalla coscienza in generale, allora è necessario che gli apparati in cui esiste
tale rumore restringano le loro soglie, riducano le loro frange, oppure che
l'intensità dello stimolo aumenti. Tuttavia lo stimolo non deve superare il
limite massimo di tolleranza, perché altrimenti si produce saturazione o blocco
del senso. In generale le soglie dei sensi variano al variare dei livelli di
coscienza: infatti, nel sonno e nel dormiveglia le soglie del sistema dei sensi
esterni si restringono mentre quelle del sistema dei sensi interni si ampliano;
il contrario avviene in veglia. B) Legge di diminuizione del registro dello
stimolo costante per adattamento di soglia: quando è presente uno stimolo costante
la soglia di percezione si adatta ad esso, così che lo stimolo si trova collocato
nel limite di percezione ed il senso può continuare ad operare, registrando
altri stimoli.
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PIACERE. Il registro di uno stimolo piacevole è definito,
in modo generico, piacere. Esso è in relazione con la diminuzione della tensione
e con il registro della distensione. (V.DOLORE).
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PIACERE, tempo del. (V.DOLORE,
tempo del).
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POSSESSO. (V.SOFFERENZA).
A) La sofferenza nel rapporto con il timore: il timore delle malattie, della
solitudine, della morte; il timore è in rapporto con il ricordo, con la sensazione
e con l'immaginazione. A sua volta, tutta questa struttura è in sé in intimo
e fondamentale rapporto con il possesso: possesso di sé stessi, degli oggetti,
delle altre persone. Si soffre anche per il fatto di non avere qualcosa, per
il timore di perdere qualcosa che si ha o perché non si riesce ad ottenere qualcosa
che si desidera; anche questi tipi di sofferenza hanno la loro radice nel possesso.
B) Il registro del possesso è in rapporto con la tensione; anzi la tensione
ne è l'indicatore.
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PRESENZA E COMPRESENZA, campi di.
(V.ATTENZIONE).
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PSICHISMO. Sistema integrato e dinamicamente interregolato
formato da sensi, memoria, coordinatore, livelli e centri.
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PSICHISMO, interregolazione dello.
Se una funzione o un fattore si modifica, si modificano anche tutte le altre
in quanto tutte agiscono strutturalmente. Per esempio, l'appercezione inibisce
l'evocazione, la memoria inibisce la percezione. Il funzionamento dei sensi
esterni frena l'entrata di stimoli interni e viceversa. La discesa al sonno
blocca i meccanismi di reversibilità e libera quelli di associazione; nell'ascesa
alla veglia, il funzionamento dei meccanismi critici inibisce quello dei meccanismi
associativi. Questo esiste anche tra gli stessi sensi esterni: quando la frangia
della vista si amplia, quelle del tatto, dell'olfatto, dell'udito, ecc. si restringono.
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PSICHISMO,
rumore nel sistema di autoregolazione dello. Vi sono rumori che si originano
per interferenza di impulsi nel circuito di informazione o in quello di decisione.
Essi rendono confusa l'informazione che arriva ad uno o a tutti gli apparati
e ai centri: per esempio, l'informazione che arriva dai sensi esterni è permeata,
è “tinta” dallo stato in cui si trova l'intera struttura in quel momento (climi,
tensioni, ecc.). Il rumore suole provocare un aumento delle tensioni che, a
sua volta, quando superano la soglia di tolleranza dei sensi interni (o esterni,
se si tratta dell'aumento della tensione muscolare esterna puntuale), interferiscono
nei canali informativi, vengono registrate come dolore mentale. Climi e “trascinamenti”
quando arrivano alla coscienza, producono l'emissione di immagini che risultano
inadeguate, perché la coscienza non dispone di parametri adeguati per ordinare
una tale miscela di informazioni.
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PSICOFISICA, ginnastica. Permette di
raggiungere un maggior controllo di se stessi nella vita quotidiana. E' un sistema
di pratiche di controllo di se stessi e di sviluppo integrale. Tende a ristabilire
un equilibrio tra mente e corpo. I lavori di psicofisica non hanno l'obiettivo
di aumentare lo sviluppo muscolare e la resistenza o l'agilità del corpo a differenza
dello sport e della ginnastica. Gli esercizi permettono al praticante, attraverso
un sistema di tests, di comprendere i suoi punti di minor controllo e di cominciare
un lavoro coerente per perfezionare il suo comportamento.
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RAPPRESENTAZIONE. Ogni fenomeno di memoria che
tocca il campo di presenza della coscienza. Differisce dal dato di memoria che
agisce subliminalmente in compresenza; è anche, senza nessun dubbio, differente
dalla percezione (V.PERCEZIONE).
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REGISTRO. Esperienza della sensazione prodotta dagli
stimoli captati dai sensi interni ed esterni; includiamo negli stimoli i ricordi
e l'immaginazione.
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RELAX. Insieme di tecniche che permettono di distendere
la muscolatura esterna ed interna e le tensioni mentali. Il elax, abbassando
le tensioni e facilitando il riposo, rende possibile una normalizzazione in
senso generale del livello di veglia e l'accesso alle pratiche catartiche e
trasferenziali. Le tecniche di relax richiedono esercizi preliminari che permettono
di distinguere una specifica tensione puntuale dal sistema di tensioni non necessarie
che si sviluppano insieme ad essa.
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RELAX, passi del. A) Assumere la posizione corporea
migliore permessa dalla situazione esterna, eliminando le tensioni non necessarie.
B) Evitare di addormentarsi, ricorrendo per questo ad una posizione di equilibrio
instabile, lavorando sui sistemi di tensioni in modo simmetrico, in base alle
sequenze: viso, testa, collo, membra e torace in generale. C) Ripassare mentalmente
per gli stessi punti. D) Approfondire il lavoro toccando i punti più interni:
fare attenzione al registro cenestetico degli occhi, della testa e del tronco.
F) Sperimentare, appoggiandosi a registri, sensazioni sempre più interne di
“mormidezza”, di “caduta”, ecc.
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REMINISCENZA. Atomo teorico di memoria. Ciò che
si registra è quello che si riceve in memoria; processa e ordina i dati sensoriali
e, inoltre, lo stato generale della struttura che percepisce. Di conseguenza
non si ricordano elementi isolati di contesti mnemici. (V.EVOCAZIONE).
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REVERSIBILITA'. Meccanismo fondamentale della
coscienza che definiamo come la facoltà della coscienza di dirigersi, per mezzo
dell'attenzione, alle sue fonti di informazione. Così nel caso dei sensi abbiamo
l'appercezione (V.APPERCEZIONE) e nel caso della
memoria l'evocazione (V.EVOCAZIONE). Può esistere,
inoltre, l'appercezione nell'evocazione. Il suo funzionamento è direttamente
relazionato con il livello di lavoro della coscienza, in maniera che quando
si ascende aumenta il lavoro della coscienza e viceversa. Esistono inoltre fenomeni
di blocco della reversibilità o parzializzazione della stessa, anche in piena
veglia.
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RICONOSCIMENTO. Si produce nel momento in cui
si riceve un dato e viene comparato con i dati anteriori, appare come già registrato.
(V.OBLIO).
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RICORDO. A) Chiamiamo ricordo il contenuto di coscienza
che, non venendo dai sensi, arriva alla coscienza stessa. (V.EVOCAZIONE).
B) Attualizzazione di un'immagine nella coscienza (V.COSCIENZA)
che proviene dal passato, dai sensi esterni e interni.
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RISPOSTA. Viene denominata risposta l'azione che si
esprime verso il mondo della sensazione (V.COMPORTAMENTO,
valutazione del) (V.RUOLI).
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RISPOSTA DIFFERITA. Si distingue dalla risposta
riflessa perché in essa intervengono circuiti di coordinamento, perché può essere
canalizzata verso centri differenti e perché risulta ritardata rispetto allo
stimolo.
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RISPOSTA RIFLESSA O RIFLESSO. Segnale
che va direttamente dal senso al centro eludendo la coscienza; in questo tipo
di risposta non interviene alcuna immagine, che se fosse, invece, presente,
si proietterebbe sullo schermo di rappresentazione, agendo, da lì, sui centri.
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RUOLI. Sono abitudini fisse, codificate, di comportamento
che una persona conforma nella misura in cui affronta i diversi ambienti in
cui si trova a vivere (V.COMPORTAMENTO,
fattori che intervengono nel) (V.RISPOSTA). I ruoli
hanno a che vedere con il mondo di rappresentazione esterno dell'immagine di
sé stessi.
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RUOLI, errori nei. A) Selezione di ruoli. B)
Fissazione: applicazione di un ruolo vecchio ad un ambiente mutato. In entrambi
i casi si origina una condotta non adeguata allo stimolo.
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RUOLI, funzione dei. La funzione dei ruoli
è quella di far risparmiare energia al soggetto, riducendo al minimo le resistenze
che questi incontra nell'ambiente. I ruoli si codificano per apprendimento attraverso
il sistema “esatto-errato”. Essi danno luogo a risposte tipiche o atipiche,
a seconda che si adattino o meno alle situazioni o a ciò che viene considerato
normale. Si produce in questo modo un adattamento crescente o decrescente. Il
nucleo d'insogno – attraverso le immagini che genera – dà una risposta compensatoria
globale sia alle esigenze dell'ambiente sia alle carenze fondamentali del sistema
di ruoli.
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SEGNICA. Funzione compiuta da una qualunque percezione
oggettuale che sia stata precedentemente codificata.
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SEGNO. Simbolo o allegoria che svolge la funzione di codificare
i registri interni (V.COMUNICAZIONE TRA
PERSONE).
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SENSAZIONE. A) Vedere Registro. B) Atomo teorico della
percezione. C) Chiamiamo sensazione ciò che viene registrato quando si capta
uno stimolo proveniente dall'ambiente esterno o interno (incluso le immagini
e i ricordi), stimolo che fa variare il tono di lavoro del senso che percepisce.
Da questo deriva che nella coscienza non può esistere alcun fenomeno che non
sia stato prima captato dai sensi; anche i contenuti di memoria, l'attività
della coscienza e quella dei centri vengono registrate dai sensi interni. Per
la coscienza esiste solo ciò che si manifesta ad essa e questo vale anche quando
la coscienza si manifesta a se stessa; anche questa manifestazione, come tutte
le altre, deve essere registrata, cioè corrispondere ad una sensazione. D) Ciò
a cui ogni impulso si riduce (V.DOLORE).
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SENSI. Apparati o funzioni dello psichismo che registrano
stimoli provenienti dall'ambiente esterno e da quello interno al corpo (sensi
esterni ed interni, rispettivamente). I vari sensi sono in continua attività
operano simultaneamente mantenendo una relazione strutturale sia tra di loro
sia con gli apparati di memoria e di registro.
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SENSI, caratteristiche comuni dei.
A) Attività di registro degli stimoli. B) Attività di astrazione di alcune caratteristiche
del dato e di strutturazione e configurazione dei dati tra di loro. C) Attività
permanente di ricerca degli stimoli. D) Tutti i sensi possiedono una sorta di
rudimentale “memoria”, ossia un'inerzia nella percezione: la percezione continua
anche quando lo stimolo è cessato. E) Operano all'interno di frange di percezione
con un tono che è loro proprio e che deve essere alterato dallo stimolo. F)
Possiedono una soglia minima e un limite massimo di tolleranza, che sono entrambi
mobili; quando lo stimolo non supera la soglia, non c'è percezione, quando esso
sorpassa il limite di tolleranza viene registrato come dolore. G) Traducono
gli stimoli in un sistema omogeneo di impulsi. H) I loro terminali – o organi
– possono avere localizzazioni precise o diffuse che sono sempre collegate con
l'apparato di coordinamento. I) Sono collegati con l'apparato di memoria generale
dell'organismo. L) Producono registri caratteristici per variazione del tono
che è loro proprio. M) Possono commettere errori nella percezione del dato (V.
PERCEZIONE, leggi della). N) La loro
attività può essere diretta o influenzata dalla coscienza (V.REVERSIBILITÀ)
(V.APPERCEZIONE) (V.ALLUCINAZIONE).
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SENSI, classificazione dei. A) Sensi
fisici: vista, udito. B) Sensi chimici: gusto, olfatto e cenestesica. C) Sensi
meccanici: tatto esterno cenestesica parzailmente, in quanto tatto interno,
e Cinestetica. D) Esterni e interni, come più ampia classificazione. In quanto
ai sensori detentori di pressione (baroricettori) e della temperatura (termoricettori),
della salinità e della alcalinità, ecc., possono essere classificati all'interno
dei sensi interni e in particolare della cenestesica. D'altra parte sensi come
l'occhio che ricevono l'impatto della luce prima di trasmettere l'impulso nervoso,
effettuano una grande quantità di operazioni chimiche, cosa che succede anche
con altri sensi. Cosicché i sensi appaiono alla luce delle nuove investigazioni
come misti.
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SENSI, errore dei. Sono dovuti a: A) Un blocco
del senso per saturazione o per eccessiva intensità dello stimolo. B) Un difetto
organico del senso (miopia, sordità, ecc.). C) Alla creazione artificiale della
sensazione o della percezione mediante condizioni meccaniche, chimiche o una
interpretazione del dato.
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SENSI, funzione dei. E' quella di ricevere
dati e di somministrarli alla coscienza e alla memoria; tali dati verranno poi
organizzati in forme diverse a secondo delle attività e del livello di lavoro
che l'organismo ha in quel momento.
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SENSI INTERNI. Sono: A) Cenestesico, che fornisce
i dati relativi alla pressione, alla temperatura, all'umidità, all'acidità,
all'alcalinità, alla tensione, alla distensione, ecc. e in genere a tutte le
sensazioni che provengono dall'intracorpo. Esso inoltre capta: l'attività dei
centri (per esempio, le emozioni, le operazioni intellettuali, ecc.) il livello
di lavoro della struttura utilizzando come indicatori il sogno, la stanchezza,
ecc.; il lavoro della memoria ed il lavoro e l'attività dell'apparato di registro.
B) Cinestetico, che fornisce dati relativi al movimento, alla posizione, all'equilibrio
e allo squilibrio del corpo.
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SIGNIFICATO
– SIGNIFICAZIONE. E' il registro interno di
corrispondenza tra: A) la percezione di un oggetto che agisce come segno e B)
il registro interno, precedentemente codificato come forma, della percezione
dell'oggetto in questione.
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SIMBOLO. Immagine con caratteristiche fisse, riduttiva,
priva di ogni qualità secondaria, che sorge dal canale astrattivo, che sintetizza
o astrae ciò che c'è di più essenziale tra tutte le caratteristiche presenti.
Quando il simbolo svolge la funzione di codificare i registri, lo chiamiamo
segno (V.SEGNO).
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SOFFERENZA. V. Dolore. A) La sua radice si trova nella
mente così come quella del dolore si trova nel corpo, tuttavia se la mente dipende
dal corpo è corretto dire che anche la sofferenza mentale deriva dal corpo.
B) Gli impedimenti alla normalizzazione, all'ampliamento e allo sviluppo della
coscienza sicuramente hanno come base la sofferenza. C) La sofferenza non può
soluzionarsi grazie ad una semplice rivalorizzazione o rivalutazione di persone,
fatti o situazioni, a meno che questa non abbia prodotto un'attitudine mentale
e una condotta differente rispetto al problema in questione.
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SPAZIO DI RAPPRESENTAZIONE. Specie
di “schermo mentale” su cui vengono proiettate le immagini derivanti dagli stimoli
sensoriali, da quelli della memoria e da quelli prodotti dall'attività immaginativa
della coscienza. In sé, oltre a servire come schermo di proiezione, esso è formato
dall'insieme delle rappresentazioni interne delle sensazioni cenestesiche; pertanto
corrisponde esattamente ai segnali provenienti dal corpo fisico e viene registrato
come sommatoria di essi, come una specie di “secondo corpo” costituito da rappresentazioni
interne. Lo spazio di rappresentazione oltre a possedere altezza e larghezza,
possiede anche volume (profondità). E' proprio in base alla profondità di collocazione
dell'immagine che è possibile discriminare un fenomeno interno da uno esterno;
in quest'ultimo caso si produce l'illusione che la rappresentazione (che è necessariamente
interna) sia esterna come il fenomeno rappresentato. Nella misura in cui il
livello di coscienza si abbassa, aumentano le dimensioni e quindi il volume
dello spazio di rappresentazione e questo avviene in concomitanza con l'aumento
dei registri dell'intracorpo. Invece, nella misura in cui il livello di coscienza
si avvicina alla veglia, lo spazio di rappresentazione tende ad appiattirsi.
Più in generale diciamo che esso assume caratteristiche distinte in funzione
del livello di coscienza che è in attività. Anche lo spazio di rappresentazione
è sottomesso ai bioritmi che regolano l'intera struttura umana. Non esiste uno
spazio di rappresentazione vuoto, cioè senza contenuti; è infatti grazie alle
rappresentazioni che si ha sensazione di esso.
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SPAZIO DI RAPPRESENTAZIONE,
funzioni dello. La rappresentazione interna dello spazio mentale, che corrisponde
alla traduzione di immagini visive delle sensazioni interne del corpo, permette
le connessioni tra le produzioni della coscienza ed il corpo stesso. Questa
connessione è necessaria perché il corpo possa muoversi coerentemente in una
data direzione. Infatti un qualunque sistema di impulsi proveniente dai sensi,
dalla memoria o dall'immaginazione, quando raggiunge lo spazio di rappresentazione,
viene trasformato in un'immagine che si colloca ad una certa altezza e ad una
certa profondità di tale spazio; questa immagine agisce poi sui centri ed il
tipo di centro messo in azione – e quindi il tipo di risposta – dipende proprio
dalla collocazione dell'immagine nello spazio di rappresentazione.
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STATI INTERNI. Sono fenomeni di coscienza che influiscono
sulla situazione propria di ogni livello, tingendolo di certe caratteristiche
corrispondenti alle esperienze che si mobilizzano e che corrispondono a contenuti
degli altri livelli. Così, nel livello di sonno, distinguiamo uno stato passivo
e uno stato attivo; in quello di dormiveglia, ugualmente uno stato passivo ed
uno attivo; in quello di veglia distinguiamo ancora uno stato attivo ed uno
passivo, ciascuno dei quali può essere attento o alterato. (V.COSCIENZA,
livelli di). Lo stato attivo o passivo di un dato livello dipende dall'intensità
energetica - o tono – del livello stesso. Un errore che viene spesso commesso
è quello di confondere gli stati interni con i livelli di coscienza.
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TENSIONI. Chiamiamo tensioni le contrazioni dei sistemi
muscolari più o meno profonde. Queste tensioni non sempre hanno un vincolo diretto
con lo psichismo, poiché il rilassamento muscolare non sempre accompagna il
rilassamento mentale. Da un punto di vista psicologico, diciamo che le tensioni
psichiche sono in rapporto con aspettative eccessive che spingono lo psichismo
alla ricerca, alla speranza di qualcosa, in esse è sempre presente un sottofondo
di tipo possessivo, mentre le relazioni si producono quando sorge un atteggiamento
psicologico di non possesso o di disposizione a dare (accompagnata dal registro
di lasciarsi andare). È' interessante poter individuare il registro delle tensioni,
piuttosto che cercare la loro causa così come è importante individuare le dissociazioni
delle tensioni non necessarie che accompagnano la tensione in un determinato
momento. Dividiamo: tensioni esterne, che possono essere occasionali o permanenti;
tensioni interne o di tipo muscolare profondo o in generale di irritazione viscerale.
Queste ultime sono accompagnate da un'importante componente emotiva e pertanto
le chiamiamo climi (V.CLIMA), e possono, o non, coesistere
con le tensioni esterne. In occasioni causano al lasciarsi andare, fenomeni
mnemonici che fanno sorgere il registro che corrisponde al clima.
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TONICITA' MUSCOLARE. Tendenza dei sistemi
muscolari a spostare il corpo verso il luogo in cui è stata collocata un'immagine
(V.IMMAGINE, funzione della). Per es.,
immaginare un oggetto collocato verso destra significa predisporre i muscoli
esterni in quella direzione. Le immagini visive hanno il carattere di “traccianti”
della tonicità, che è poi posta in azione quando sorgono le immagini cinestetiche
con la carica e la collocazione adeguate.
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TONO. Le operazioni di ciascun livello di lavoro possono
essere effettuate con maggiore o minore intensità o tono.
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TRASCINAMENTO. Il fenomeno del trascinamento si
dà quando contenuti di rappresentazione, climi o tensioni propri di un livello
si trasferiscono in un altro livello ed in esso permangono per un certo tempo.
Un fenomeno di trascinamento si trasforma in una vera fissazione se la sua permanenza
diventa stabile nei vari livelli di coscienza.
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TRASFERENZA. A) Tecnica che, insieme ala catarsi
e all'autotrasferenza, configura il sistema dell'operativa. B) Tecnica che agisce
nel campo della rappresentazione interna scaricando tensioni di uno dei contenuti
e portando le sue cariche fino ad altri. Opera nel livello di dormiveglia attivo
guidate da una guida.
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TRASFERENZA, requisiti previ della.
Si richiede: A) confidenza reciproca tra soggetto e guida; B) perizia tecnica;
C) eliminazione di stimoli sensoriali; D) che non esista nel soggetto l'idea
che la sua situazione sarà danneggiata; E) che sono soggetto e guida intervengono
nel lavoro; F) cambiamento di guida in caso di ambivalenza affettiva o dipendenza
psichica; G) posizione fisica adeguata, la guida si colloca al limite della
compresenza visiva del soggetto; H) informazione sullo stato dei sensi del soggetto
e sulle deficienze organiche interne; I) una sessione di contatto per effettuare
un sondaggio trasfereziale e per questioni biografiche; J) padronanza adeguata
della tecnica di relax da parte del soggetto.
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TRASFERENZA, entrata nella. Il soggetto
propone le immagini di un sogno o un avvenimento biografico o un insogno per
lui significativi.
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TRASFERENZA, sviluppo e uscita
dalla. Quando il soggetto si vede presente nella scena (a livello di rappresentazione)
questa viene sviluppata secondo la tecnica dei livelli, delle trasformazioni
e delle espansioni, il soggetto racconta ciò che gli succede senza razionalizzare
o bloccare le scene. Nella tecnica dei livelli si parte dal piano medio, si
discende e si risale ripercorrendo lo stesso cammino per il quale si era discesi;
poi si torna al piano medio e lo si riconosce e si comincia a salire e si ritorna
quindi al piano medio rifacendo il percorso seguito nell'ascesa (tutto il percorso
attraverso gli stati interni viene effettuato nel livello di dormiveglia). La
tecnica delle trasformazioni consiste in questo: il soggetto trasforma l'immagine
iniziale o quella di se stesso ogni volta che questa operazione risulta opportuna;
poi fa il percorso inverso, tornando all'immagine iniziale. Nella tecnica delle
espansioni si opera espandendo alcune sensazioni cenestesiche in modo opportuno;
quindi si ritorna allo stato iniziale contraendo tali sensazioni. In tutti e
tre i casi, quando si terminano le operazioni, il soggetto deve trovarsi in
uno stato interno buono, di riconciliazione con se stesso.
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TRASFERENZA, indicatori
di resistenza nella. Sono indicatori la mancanza di immagini, l'eccessiva
razionalizzazione vigilica, l'insistenza in un atteggiamento catartico, i rimbalzi,
la fissazione di immagini, lo spostamento eccessivamente veloce delle immagini,
il rifiuto di uscire da un determinato stato, l'atteggiamento di chiusura. Queste
difficoltà, che possono sorgere nella pratica trasferenziale, sono i migliori
indicatori, che permettono alla guida di scegliere la tecnica appropriata, lavorando
nella direzione opposta alla resistenza che indica il blocco e che è la traduzione
in immagine di un clima. Tutto questo deve essere fatto senza forzature e senza
scontri diretti, cercando di persuadere i contenuti che oppongono resistenza
e di produrre una riconciliazione con essi, mostrando che possono essere integrati
in un sistema controllabile.
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TRASFERENZA, modi di operare nella.
Prestare attenzione al clima: si cerca di produrre, di indurre o di far recuperare
dal soggetto il clima fissato, elevando il suo potenziale. Quando questa operazione
è stata compiuta (il che è osservabile attraverso le concomitanze fisiche) si
cerca di far aderire il clima ad un'immagine opportuna, suggerita dalla guida,
capace di renderlo più intenso o di rinforzarlo; quindi si sostituisce la prima
immagine con un'altra simile o contigua. Si produce così uno spostamento della
carica aderita alla prima immagine, spostandola sulla seconda (di trasferimento
in trasferimento) fino ad arrivare a verificare che la prima immagine ha perduto
potenziale e il clima incomincia a distaccarsi. Prestando attenzione alle immagini:
si opera con la tecnica dei livelli, delle trasformazioni e delle espansioni;
si parte dal piano medio, si discende, si ascende e si ritorna al punto iniziale.
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TRASFERENZA, passi successivi
alla. A) Discussione nel livello di veglia tra soggetto e guida; ricostruzione
da parte del soggetto di quanto è successo durante la trasferenza con l'aiuto
mnemonico e sequenziale della guida. B) Interpretazione da parte del soggetto
del significato delle proprie allegorizzazioni, la guida si preoccupa solo di
rilevare gli eccessi interpretativi. C) Sintesi scritta in cui il soggetto espone
brevemente i problemi, le resistenze e le difficoltà che gli si sono presentati,
i climi che li hanno accompagnati ed i registri fisici corrispondenti ad essi.
D) Se la trasferenza è stata efficace, nel soggetto inizia, sia nel livello
di veglia che in quelli di sonno e di dormiveglia, un processo interno automatico
di riordinamento di dati e di integrazione di contenuti; prima di effettuare
nuove trasferenze il soggetto dovrà attendere la conclusione di questo processo
di rielaborazione e di integrazione post-trasferenziale.
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TRASFERENZA, sistema di
valutazione della. Il modo migliore per valutare i risultati di un processo
trasferenziale, nel quale si è attaccato e superato un problema, consiste nel
verificare se il soggetto sperimenta o no un sensibile cambiamento di condotta
in tutto ciò che è in relazione con il problema affrontato. Quando si manifesta,
questo cambiamento può essere più o meno intenso, a seconda che la trasferenza
abbia coinciso o no con un momento vita, significativo per il soggetto. Il registro
interno di cambiamento si produce nella fase post-trasferenziale, quando il
soggetto avverte che i sistemi di ideazione e di immaginazione del dormiveglia,
del sonno e persino della veglia, si sono modificati in modo considerevole.
Il lavoro trasferenziale ha dunque che dipende dal momento di processo vitale
del soggetto e si esaurisce quando appaiono gli indicatori opportuni; in ogni
caso il lavoro deve procedere sempre attraverso la comprensione di tutti i fenomeni
che si presentano e l'integrazione dei contenuti.
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TRASFERENZIALE, sondaggio. Tecnica
breve e veloce che opera nel livello di veglia e che si può usare in una qualunque
situazione quotidiana per determinare le resistenze di un soggetto. La guida
parte da un racconto, da una barzelletta o da un sogno proposti dal soggetto,
sceglie poi un personaggio di queste storie e propone al soggetto di realizzare
delle trasformazioni, spostamenti, di far aderire o staccare dalle scene immaginate
un determinato clima, ecc., osservando la facilità o la difficoltà. In alcune
occasioni il soggetto può interpretare il ruolo di qualcuno dei personaggi di
tali storie, effettuando gli spostamenti caratteristici del processo trasferenziale.
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UNITA' INTERNA. Si sperimenta il registro di
unità interna quando i centri lavorano armonicamente. Quando invece la loro
attività segue direzioni divergenti sorge il registro di contraddizione interna.
Si può esprimere con una frase: “Pensare, sentire ed agire nella stessa direzione”.
La disfunzione delle attività dei centri, l'opposizione tra di esse provoca
dolore interno, aumento della tensione interna.
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