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VI^ ALLEGORICA
Indice:
Prendiamo in esame ora come gli impulsi, quando attivano i sistemi di
associazione, operano in generale e come sono legati all’emozione,
coinvolgendo anche un’insieme di esperienze vissute che chiamiamo
"climi".
Nell’allegorica (come nella simbolica) vedremo anche le trasformazioni e le tensioni
che operano nello psichismo, ma, in questo caso, considereremo i climi
un’ elemento molto importante, una specie di filtro, di tinta con cui
si coprono i contenuti interni e che agiscono coinvolgendo e colorando
le esperienze vissute.
Figura 114
"L’ Incostanza", le Allegorie del "Restello" del Bellini. Accademia, Venezia (Italia). |
Figura 115
La Grande Sfinge di Giza. (Egitto). |
Possiamo dire che generalmente le allegorie
si manifestano come un’immagine con un carattere molto dinamico
all’interno della coscienza, plasmandosi in una specie di racconto di
narrazione estremamente mobile (figura 115).
L’allegoria possiede la curiosa proprietà di muoversi, di modificarsi e
di trasformarsi. Anzi, se essa non possiede questa capacità, siamo
portati a sospettare che l’attività di strutturazione dello psichismo presenti dei problemi.
Normalmente una immagine
allegorica, una volta uscita dal canale associativo possiede una
mobilità, un sistema di trasformismi davvero curiosi grazie ai quali
finisce per diventare una specie di narrazione che descrive un qualche
processo. L’immagine allegorica si trasforma e diventa una storia.
Mentre le immagini simboliche sono fisse, le allegoriche sono immagini
vive, che si muovono, che si trasformano, che compiono operazioni
dentro se stessi. E’ sufficiente che si liberi un’immagine di questo
tipo nel proprio spazio di rappresentazione perché essa acquisti vita propria ed agisca per suo conto.
Questa dinamica va continuamente trasformando i contenuti, va
continuamente aprendo nuove strade. Pertanto, se colloco un simbolo nello spazio della rappresentazione
interna, rimango fermo nel tempo, come immortalato in quel simbolo. Ma
se vi colloco un’allegoria , questa comincia a danzare, per così dire, a
spostarsi, a trasformarsi seguendo la corrente della coscienza la corrente dei processi psichici.
E’ chiaro che un'allegoria può anche essere spostata dal mondo interno a quello esterno ed essere magari collocata sotto forma
di statua nel bel mezzo di una piazza. Fenomeni interni di questo tipo
ammettono molte possibilità. Su questo punto c'è da dire che alcuni
credono che le allegorie
esistano veramente nel mondo esterno. Per esempio, sono molti a credere
che angeli, demoni o rappresentazioni di questo genere abbiano una vita
propria al di fuori della coscienza. Un'illusione di questo tipo
è perfettamente in linea con la natura delle allegorie : queste
possiedono una tale mobilità, una tale spontaneità che alla fine non
siamo più noi a controllarle, ma esse a controllare noi.
La confusione tra fenomeni interni e fenomeni che esistono al di fuori della rappresentazione è un'illusione molto frequente che in genere si verifica per mancanza di sufficiente informazione sui processi psichici.
Se chiediamo di parlare ad una persona del "bene" e questa si concentra
sul proprio mondo interno per comprendere questa parola, questo "bene"
costituisce un segno a cui può corrispondere o no un registro codificato. Nel secondo caso si tratta di un segno
senza significato, di una parola vuota che non dice niente
internamente. Ma può anche darsi che abbia un qualche significato e che
risvegli tutta una serie di catene associative. Se questo è il caso, il
"bene" potrà trasformarsi, per esempio, nell'immagine di una donna
dotata di certe caratteristiche o in quella di alcune persone che
svolgono una determinata attività: il processo di allegorizzazione
scatta subito per cui un racconto, una storia sul "bene" comincia a
prendere vita.
Figura 116
Portico Nord dello Stupa di Sanchi. Satavahana (India). Secolo II^ a.c.
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Figura 117
Dettaglio del Gopura nel tempio di Minaskshi, Nayak. (India). Secolo XVII^.
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Figura 118
Gopura del tempio Parthasarathi. Madras (India).
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Figura 119
"La Geometria". Dettaglio di un mosaico nella cattedrale di Colonia (Germania). |
Figura 120
Il dio Visnu’ museo di Arte Indiana. Berlino (Germania). |
Figura 121
Statua tolomeica di Horus. Edfu (Egitto). |
Possiamo anche dire che le allegorie
sono narrazioni trasformate in immagini, nelle quali molti elementi
diversi si uniscono oppure si moltiplicano per allusione, come si
osserva nei rilievi degli stupa indiani (figure 116, 117 e 118) dove i
concetti astratti si concretizzano (figure 119, 120 e 121). |
Leggi associative dell’allegoria
L’allegoria è situazionale
Figura 126
Il dio Hayagriva. Nepal, Sec. XVII^. Museo di Leyden. (Olanda). |
Figura 127
"L’Universo di Dante". Pittura di Michelino nella Cattedrale di Firenze. (Italia). |
L’ allegoria è dinamica e racconta situazioni. Queste sono riferite:
a) alla mente individuale nei sogni, nei racconti, nell’arte, nelle
manifestazioni patologiche nel misticismo, ecc. (figure 126 e 127); |
Figura 128
Bes danzanti. 1400 a.c. Egitto. |
Figura 129
Ballerine. Tomba di Antefoker. 1950 A.c. (Egitto). |
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Figura 130
Il Seppellimento della Sardina" del Goya.Accademia di San Fernando. Madrid (Spagna) |
b) allo psichismo collettivo nei racconti, nell’arte, nel folklore, nei miti, nelle religioni, ecc. (figure 128, 129 e 130); |
Figura 131
Dea della natura e della fecondità. "La Artemisia di Efeso". Museo Nazionale di Napoli (Italia). |
c) all’uomo di differenti epoche di fronte alla natura ed alla storia,
nell’epica, nei miti nelle espressioni plastiche che spiegano leggi e
fenomeni naturali (figure 131). |
Funzioni e tipi di allegorie
Una delle funzioni è quella di compensare, attraverso il racconto, la
difficoltà di comprendere globalmente una situazione, agendo con la
stessa meccanica degli insogni
e del nucleo di insogno. Anch’essi, di fatto, si occupano di compensare
difficoltà di situazioni. Quando non è compreso in modo adeguato un
fenomeno le allegorie
operano con grande facilità, in quanto mancano spiegazioni razionali.
Il fenomeno è trasformato in un racconto giacchè non è possibile farne
una descrizione precisa. Se non si intende bene il fenomeno del tuono,
è assai probabile che si cominci a raccontare la storia di qualcuno che
corre con un carro per il "selciato dei cieli" producendo quel
frastuono. Lo stesso vale per i fenomeni psichici: quando non si
capisce ciò che succede nel mondo interno, sorgono i racconti per
spiegarlo.
Si allegorizza una situazione reale perché si crede e si agisce su di essa in modo indiretto.
Figura 132
Saturno divorando i suoi figli. Goya. Museo del Prado Madrid. (Spagna).
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Figura 133
Mostro del Parco Orsini. Bomarzo (Italia). |
Le allegorie non si riferiscono solamente a immagini visive, ma a nomi, parole e frasi.
I colori, dal nero assorbente al bianco luminoso, ponderano e
modificano la situazione e pertanto l’allegoria (figure 132 e 133). |
Il clima
ed il sistema di ideazione delle allegorie
Come già detto in precedenza, un aspetto importante delle allegorie è quello riferito al clima
mentale nel quale sorgono queste produzioni, a differenza di ciò che
succede nella simbolica e nella segnica, in cui l’emozione ha poca
rilevanza.
Nelle allegorie
il fattore emotivo non dipende dalla rappresentazione, sovrapponendosi,
a volte climi di altre situazioni, alla rappresentazione
di quel momento. Questa situazione si riscontra anche nella vita
quotidiana dove viene considerata insolita, mentre nel campo delle
allegorie , la stessa situazione è circondata dalla sensazione di normalità.
Se qualcuno prendesse un’allegoria sorta da un sogno e la portasse
nelle situazioni della vita quotidiana, provocherebbe un insieme di
emozioni particolari, proprie di quella rappresentazione; mentre nel
sogno, molto spesso, le emozioni non hanno niente a che vedere con
quella allegoria . Ad esempio: qualcuno sta sognando di essere legato
mentre qualcosa di minaccioso si avvicina. Questa situazione dovrebbe
far sorgere un senso di disperazione, il desiderio di sciogliersi dai
legami ed altre cose di questo genere. Invece non succede niente di
tutto questo, ma la situazione gli provoca un gran piacere o magari lo fa scoppiare in una grande risata.
Dunque, quando il livello di coscienza cambia, le rappresentazioni interne tendono a separarsi dal clima che dovrebbe corrispondere loro nel livello di partenza (figura 134). |
Figura 134
"L’Incubo" di Fussli. Museo Goethe. Francoforte (Germania). |
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L’accordo o il disaccordo del clima mentale con la rappresentazione
corrispondente merita alcune considerazioni. Vista la funzione
dell’allegoria e prendendo in considerazione i meccanismi associativi
che gli danno origine, non è strano trovare lo stesso piano di deazione
proprio del sogno. L’allegoria ed il mondo onirico sono strettamente
legati, possedendo una particolare logica dove il clima
mentale non può essere ignorato. Il clima, in ogni caso, fa parte del
sistema di ideazione dell’allegoria . Per interpretare metodicamente le
allegorie consiglieremo: di analizzare inizialmente i simboli che inquadrano l’allegoria , ed inoltre di considerare il clima che accompagna la rappresentazione, in quanto questo è ciò che svela il significato reale per la coscienza. Diremo di più, un clima può suscitare, immediatamente, l’apparizione di immagini, scaturite dall’impulso del clima stesso, assumendo caratteristiche formali, visualizzabili.
Uno stato interno può essere allegorizzato; lo si può per esempio
descrivere così: "mi sento come se stessi cadendo dentro un tubo". Lo
stato, la sensazione interna che si sperimenta è simile alla disperazione, al vuoto ed è questa sensazione
che in seguito verrà allegorizzata come "una caduta dentro un tubo". Se
poi esistessero tubi interni,cadere dentro di essi susciterebbe
sicuramente la sensazione di disperazione.
Nel caso in cui il clima
non coincide con le immagini, queste agiscono come occultatrici della
realtà psichica. Per esempio: in una festa tutti ridono e giocano, però
c’è un clima malinconico, un sottofondo tragico.
Quando c’è accordo, invece, basta seguire la tematica dell’immagine per portare avanti l’interpretazione.
Qualcosa di interessante, inoltre succede, con le sequenze logiche
dell’allegoria che hanno un carattere di occultamento e non aiutano
direttamente l’interpretazione.
Per comprendere i significati dell’allegoria , in generale, quando
non c’è accordo tra l’immagine ed il clima, tenderemo ad orientarci per
il clima e non per l’immagine. Se ci fossero discordanze, saremo sempre a favore del clima. Quando il clima
è perfettamente allacciato all’immagine corrispondente, la cosa più
appropriata è di andare dietro l’immagine che è più facile da seguire.
Ciò che abbiamo detto rispetto al clima ed al sistema di ideazione delle allegorie vale anche, sebbene con più limitazioni, per l’interpretazione dal livello di veglia.
Figura 135
Inclusione nello spazio celeste di fatti ed oggetti di differenti tempi. Monastero di El Escorial (Spagna). |
L’allegoria, infine, non rispetta il tempo lineare né il tipo di
strutturazione dello spazio caratteristica del livello di veglia.
Il tempo e lo spazio propri della veglia sono fortemente alterati e
trasformati dal sistema allegorico, incatenando sequenze, a volte molto
differenti, assemblate in una sola situazione (figura 135). |
In questo modo le allegorie devono essere interpretate come una struttura di situazione più che come processo del pensare e del sentire.
Solamente attraverso il confronto di allegorie differenti, prodotte nel tempo da un popolo o un individuo, si può arrivare ad interpretare il processo che sta operando.
Dunque, un’interpretazione corretta è possibile se si possono fare
varie sintesi di tutta una sequenza di produzioni allegoriche nel tempo
e, osservando il processo, relazionarle tra loro.
Ci sono allegorie, come quelle dei racconti, che appaiono come un
processo. Comunque, dalla successione di immagini si possono estrarre
situazioni statiche, differenti "fotografie", che si combinano tra loro
per dare il quadro generale (figure 136 e 137). |
Figura 136
Crocifisso con storie della Passione. Fiocco di Malcovaldo. Museo di San Gimignano. (Italia). |
Figura 137
"La Legenda di Santa Lucia" del Maestro di Estimariu. Museo del Prado. Madrid. (Spagna). |
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Figura 141
Vaso a forma di uccello, arte cartaginese. Sec. VI^ A.c.. Museo Archeologico di Ibiza (Spagna). |
Figura 142
Maschera della Costa D’avorio. Arte grebo. Museo dell’Uomo. Parigi (Francia). |
Figura 143
Tombetta religiosa di Potala (Tibet). |
Figura 144
Brocca colima. "uomo seduto". Museo Nazionale di Antropologia, Messico |
Figura 145
"Il Gatto" Gronda di San Giovanni dei Re, Toledo. (Spagna). |
Figura 146
Maschera " scimmia nera". Arte Dogon, Mali. Museo dell’Uomo Parigi. (Francia). |
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Figura 147
Vaso con leone alato. Museo di Theran. (Iran). |
La materia prima dell’allegoria è presa dal mondo circostante
attraverso i sensi. Tali percezioni sono poi deformate dalla massa di
impulsi interni a cui è sottomessa la coscienza in quel momento. (figure dal 141 al 147).
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L’insogno, il sogno, il racconto e la barzelletta ci
permettono, rapidamente, di familiarizzare con le tecniche
interpretative delle allegorie.
Nel mito, nella legenda e nella produzione plastica si incontrano
maggiore difficoltà per gli elementi culturali che ne sono partecipi, a
volte molto lontani da chi deve interpretare.
Il sistema di tensioni e le allegorie come scarica
Le immagini allegoriche, come tutte le immagini, tendono ad attivare i
centri di risposta, o meglio, tendono a trasferire le cariche psichiche
dalla coscienza
ai centri affinché questi eseguano le risposte. Quando c’è un
trasferimento di cariche di questo tipo e un’allegoria agisce su di un
centro, si determina una manifestazione energetica.
Queste si
manifestano all’esterno sottoforma di riso o pianto. Questi sono i
mezzi più adeguati per l’ alleggerimento della tensione interna ma
quando queste allegorie
sorgono, tendono normalmente a svolgere una funzione di scarica,
provocando il pianto, il riso o l’indignazione, in quanto sono molto
significative per il soggetto che sta allegorizzando.
Anche
l’atto amoroso ed il confronto aggressivo svolgono questa funzione, e
cioè di mobilizzare immagini che portano tensione ai centri per
provocare la scarica corrispondente.
Questo potenziale permette la mobilitazione dei centri verso il mondo.
E’
chiaro però che debbono esistere delle immagini perché ciò avvenga in
maniera corretta. E’ per questo che le immagini, e più precisamente le
immagini allegoriche che sono collegate a queste vie di scarica, sono
per noi le più significative.
Per esempio: in una
riunione di protocollo gli assistenti sono presentati in maniera
cerimoniale, per nome e cognome, si menzionano titoli, ed i presenti si
stringono le mani. In questa situazione, uno dei partecipanti
invece di dare la mano da il piede…Questa strana risposta, che è
accompagnata dall’esclamazione di alcuni, dalla collera di altri e
dalle risate di altri ancora, in parte chiarisce come un sistema di
tensioni si scarica per quelle vie (figure dal 148 al 154). |
Figura 148
"La mostrua desnuda". Careno. Museo del Prado Madrid. (Spagna). |
Figura 149
"La lavativa" di E. Lucas, Cason del Buen Retiro, Museo del Prado Madrid. (Spagna). |
Figura 150
Particolare di un fregio del tempio di Laksmana. Kharjuraho,(India). |
Figura 151
"Ninfa inseguita da un satiro". Daumier. Museo di Montreal (Canada). |
Figura 152
"Aquelarre" di E. Lucas, Cason del Buen Retiro, Museo del Prado Madrid. (Spagna). |
Figura 153
"Lite con legnate", dettaglio. Goya. Museo del Prado Madrid. (Spagna). |
Figura 154
"I lottatori" scultura in marmo Galleria degli Uffizi, Firenze. (Italia). |
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Figura 155
Tensioni in un Telamone del Municipio di Tolone di Pouget (Francia). |
Figura 156
Un Atlante della Cattedrale di Pistoia di Pisano (Italia). |
Figura 157
Le Cariatidi dell’Erecteion. Atene (Grecia). |
Questi elementi sono trattati con preferenza nelle allegorie, perché la
loro presentazione plastica è adatta agli effetti della scarica di
tensioni prodotte dagli impulsi interni. Le allegorie sono " traduzioni" e riflessi degli impulsi interni, che tendono ad usare i canali di scarica menzionati, in relazione diretta con il clima emotivo che può o non può coincidere con la rappresentazione che l’accompagna. Questo è il motivo per cui, durante il lavoro di interpretazione allegorica bisogna prestare attenzione al clima.
La determinazione del clima di un’allegoria, porta a comprendere il lavoro del sistema di tensioni alla sua radice (figure dal 155 al 157). |
Composizione delle allegorie
I principali temi che compongono le allegorie
sono: contenenti, contenuti e connettive; attributi manifesti, taciti e
separati; livelli; elementi e materiali; momenti di processo, età,
trasformismi ed inversioni.
Contenenti, contenuti e connettive
Figura 158
Il reliquario dei tre "Re Magi". Cattedrale di Colonia (Germania). |
Figura 159
"L’Arca di Noè". Museo della Cattedrale di Gerona (Spagna). |
Figura 160
Ofelia. Everet Millais. Galleria Tates, Londra (Inghilterra). |
Per iniziare, il primo contenente da cercare è quello che appare come l’inquadramento che include l’intera allegoria.
Generalmente, riducendo l’inquadramento di una allegoria si configura un simbolo che si dovrà interpretare secondo quanto stabilito nella simbolica.
I contenenti sono ambiti che custodiscono, proteggono o racchiudono
tutto ciò che si trova nel loro interno: situazioni, elementi, ecc.
(figure 158 e 159).
Solitamente, i travestimenti, le
abitazioni ed i veicoli proteggono tranne i casi in cui iniziano a
comprimere, per esempio: la maschera di ferro, le pareti che si
chiudono, i vestiti di Ofelia in Amleto, (figura 160) che gli
permettono di galleggiare sull’acqua ma una volta bagnati la trascinano
nelle profondità; veicoli che danno la possibilità di spostarsi o
volare ma perdendone il controllo si convertono in prigioni.
Qualcosa di simile succede nella vita quotidiana, quando accadono
situazioni psichiche dove la gente cerca protezione e cerca di mettersi
al riparo dalle aggressioni esterne, chiudendosi. Trascorso un po’ di
tempo le cariche interne cambiano operando una trasferenza: ciò che in
un momento era una protezione ed un rifugio si converte in qualcosa di
fortemente oppressivo.
Questo è un esempio chiarificatore di trasferenza di contenenti.
Figura 161
Il labirinto della cattredale di Chartres. (Francia). |
Figura 162
"Rubino", pittura di J. Andrese. Manoscritto sec. XV^. British Museum, Londra. (Inghilterra) |
Appaiono anche prigioni manifeste, gabbie, carceri, paesi di uomini
ostili, labirinti e laghi che proteggono le immagini e conservano anche
la vita acquatica informe. Non possono essere considerati come
contenenti i casi in cui gli specchi e i laghi restituiscono o
riflettono le immagini (figura 161 e 162). |
Figura 163
"Il Papa simoniaco" di Blake. Galleria Tate, Londra (Inghilterra). |
Figura 164
La dea Tlazolteotl. Collezione privata Washington. (U.S.A.) |
Nelle allegorie
tutto ciò che sta all’interno di un ambito è un contenuto. Esempio:
l’uomo nell’"uovo alchemico", la natura sotto "il manto della notte",
il pensiero e le attività interne, in quanto contenuti all’interno dei
diversi esseri.
I contenenti organizzano e strutturano, mentre nei contenuti o per i
contenuti ci sono: la forza, la potenza, l’energia, il potere o il
pericolo (figure 163 e 164). |
Figura 165
Calice del Rito Visigoto. La Collegiata di S. Isidoro. Leon (Spagna). |
I contenenti possono avere un potere trasferito: ad esempio il Santo
Graal, secondo una legenda, è stato costruito con un cristallo verde
che cadde dalla fronte di Luzbel; o secondo un’altra versione, la virtù
del Graal proviene dal fatto che ha ricevuto il sangue di Cristo in
croce, trasferendogli il suo potere per contiguità (figura 165). |
Figura 166
Connettiva. Chiostro basso. S. Giovanni dei Re. Toledo. (Spagna). |
Figura 167
Connettiva. "Il passaggio dello Stige" di J. Patinir. Museo del Prado. Madrid (Spagna). |
Figura 168
Connettiva di impedimento. Toro androcefalo nella porta del Palazzo Khorsabad. Museo del Louvre Parigi. (Francia). |
Figura 169
Connettiva di impedimento. Sfinge di marmo. Museo Keramicos, Atene. (Grecia). |
Figura 170
Connettiva di impedimento. Statue di esseri armati, Gli "Atlanti" di Tula. (Messico). |
Figura 171
"La caduta di Icaro" di Gowi. Museo del Prado. Madrid (Spagna). |
Anche le connettive possono avere un potere trasferito.
In allegoria
è connettiva, tutto ciò che svolge quella funzione, indipendentemente
dalle loro caratteristiche materiali. Si considera una connettiva: sia
un ponte che un telefono, una parola o qualsiasi veicolo, (non in
quanto contenente ma in quanto trasporto), le entrate, le scale, le
rampe, i cammini, i sentieri, i fiumi che portano in qualche luogo.
Sono anche connettive quelle che impediscono le connessioni: i veicoli
impantanati, i laghi o i mari che separano, le porte chiuse, le statue,
gli esseri ieratici o muti, le persone che parlano linguaggi
incomprensibili, i rumori o i suoni confusi o senza senso, ma che
vengono cercati o gli si intuisce un significato (figure da 166 a 171). |
Figura 172
Due leoni, che fiancheggiano una colonna, difendendo l’entrata all’acropoli di Micene. (Grecia). |
Figura 173
"Attenti al cane". Pompei. (Italia). |
Figura 174
Difensori nell’entrata del Prasad Phra Theebidorn. (Thaillandia). |
Figura 175
Leone grifone nel palazzo di Dario di Susa. Museo del Louvre . Parigi. (Francia). |
Figura 176
Porta ovest chiamata "dei due Leoni" dell’Antica città Ittita di Hattussa. Yozgat (Turchia). |
Figura 177
Un leone difensore sostiene tra i suoi denti battente circolare di una porta nella città di Copenaghen. (Danimarca). |
Generalmente le connettive di impedimento, di stanchezza, di sforzo,
indicano che c’è un potere, una forza o un beneficio che si possono
raggiungere anche se protetti dalle difficoltà. Tutto ciò è molto
differente dalle fughe difficili o faticose, le quali non si devono
interpretare come connettive di impedimento, a meno che quella
connettiva (per esempio un fiume) impedisca la fuga, o che si chiudano
le porte di un luogo che potrebbe essere la salvezza.
Le scale o le rampe sono particolarmente importanti, in quanto oltre ad
essere delle connettive di solito svelano l’esistenza di livelli
differenti (argomento che sarà trattato in seguito).
I difensori delle entrate convertono le connettive in difficoltà, come si evidenzia negli esempi grafici (figure da 172 a 177). |
Figura 178
Selvaggi. Sculture nella facciata del Collegio di S. Gregorio. Valladolid. Spagna). |
Il tema dei difensori è importante ed è diventato indipendente nelle allegorie
popolari, sottoforma di: dragoni, uomini selvaggi con armi, giganti,
ciclopi, angeli armati, animali feroci, cani con varie teste e mostri
di ogni tipo. Questi difendono l’entrata a luoghi dove è presente il
potere, la grazia o la bellezza (figura 178). |
Figura 179
Particolare delle statue di Fausto Mefistofele nel Monumento a Goethe nella Villa Umberto I^. Roma. (Italia). |
Figura 180
Adamo ed Eva. Tiziano. Museo del Prado. Madrid (Spagna). |
Figura 181
Centauro e serpente grifone aggrovigliati tra lacci in un capitello del
chiostro della Collegiata di Santillana del Mare. Santander. (Spagna). |
Figura 182
"Ercole che lotta con l’Idra". Puget. Museo di Ruan. (Francia). |
Figura 183
"Il cavallo di Troia", pittura romana nel Museo Nazionale di Napoli. (Italia) |
Esistono anche, nella stessa categoria, i difensori invisibili che
risultano come o più pericolosi di quelli precedenti, così come: lacci,
inganni, trappole e seduzioni che sviano, come succede con le sirene,
gli stregoni, gli incantatori ed i maghi (figure da 179 a 183). |
Figura 184
Il Larario. Casa dei Vettii. Pompei (Italia). |
Figura 185
L’arcangelo San Michele. Museo Nazionale di Scultura. Valladolid (Spagna). |
Figura 186
Genio protettore della palma. Susa (Iran). |
Infine, su questa linea, ci sono i protettori: l’angelo custode che
aiuta contro gli angeli del male, il mago bianco che lotta contro il
mago nero ed il genio della lampada che realizza prodigi per eludere i
difensori (figure da 184 a 186). |
Alcuni attributi indipendenti svolgono anche il ruolo
di protettori: tappeti che volano, macchine meravigliose o anelli
incantati, che saranno propriamente trattati quando studieremo
l’allegorie degli attributi. Inoltre sono protettori gli amici di rango
o potenti e tutto ciò (persone o oggetti) che trasmettono sensazioni di
sicurezza. E’ ovvio che un popolo o un individuo, nei loro sogni,
insogni
o burle, possono personificare il difensore o il protettore, in tal
caso si deve chiedere quale potere o valore è difeso o protetto.
Per sintetizzare questo tema riferito ai contenenti, contenuti e
connettive, che fanno parte della composizione delle allegorie, diciamo
quanto segue:
i contenenti custodiscono, proteggono o racchiudono tutto ciò che si
trova nel loro interno e devono essere interpretati d’accordo alla
funzione che svolgono secondo i casi;
i contenuti sono quelle entità all’interno di un ambito;
i valori (forza, potere, saggezza, ecc.) sono sostanzialmente nei contenuti;
l
’argomento allegorico è in relazione diretta con i contenuti e non con i contenenti o le connettive.
Sono connettive quelle che facilitano o impediscono la connessione tra contenuti e tra ambiti, o tra ambiti e contenuti.
Attributi
Figura 187
Attributi taciti: Cristo morto. G.Fernandez, Museo Nazionale di Scultura. Valladolid (Spagna). |
Figura 188
Attributi manifesti: "Il Re". Cattedrale di Colonia. (Germania). |
Gli
attributi, nelle allegorie, sono tutto ciò che a valore in se
indipendentemente da chi o che lo possegga. Per esempio: il potere di
chi è investito come un re, chiunque esso sia; la santità di colui che
è unto come sacerdote. Quando l’attributo risalta è perché colui che ne
dispone possiede la sua qualità (figure 187 e 188).
Quando l’attributo non ha evidenza però agisce in maniera nascosta è il
caso di un attributo tacito. Per esempio: "Clark Kent" è un cittadino
normale, ma nel momento in cui si traveste, nasconde il "superuomo".
Nel gioco dell’indovinello, chiamato in alcuni paesi "del gran bonete",
non si sa chi è il personaggio ne quale è l’oggetto di quel
personaggio. In altri miti universali come la "fraternità
bianca", che protegge e governa il mondo, per esempio, non si sa da chi
è composta, dove sta, ecc.
Questi miti indefiniti polarizzano fortemente lo psichismo.
A volte, un luogo, una persona o un gruppo, incarnano tutto ciò che è
benefico, nello stesso modo un luogo, una persona o un gruppo diventano
il capro espiatorio, nel quale si carica irrazionalmente tutta la
tensione negativa dello psichismo.
Gli attributi taciti negativi sono quelli che di solito si producono in
tutti i regimi dittatoriali (tutto ciò che è buono da un lato e tutto
ciò che è cattivo dall’altro), dando luogo alle grandi persecuzioni.
Quando in un popolo le tensioni
negative sono molto grandi è c’è la possibilità di esplosione psichica,
quando sorgono grandi contraddizioni (economiche, sociali, ecc.) e
quando le cose vanno molto male, sorgono con forza gli attributi
negativi che si lanciano irrazionalmente concentrandosi contro un
gruppo umano, un popolo o una persona, che appare come il colpevole di
tutto ciò che succede. |
Figura 189
"Condannato dall’Inquisizione". Eugenio Lucas, Museo del Prado, Cason del Buen Retiro, madrid. (Spagna). |
Questo rivela il sistema di tensioni e grado di contraddizione di una società in una determinata tappa (figura 189).
Passiamo a trattare il tema degli attributi separati, che sono tutti
quelli che esistono indipendentemente dal fatto che siano posseduti
oppure no.
Negli
esempi degli attributi manifesti, la maestà, il potere si incarna nel
re; non importa, agli effetti della sua manifestazione, chi sia colui
che lo personifica. Nel caso dell’attributo separato, invece, il potere
agisce per se stesso. Esempio: il vello d’oro, la fonte della gioventù,
ecc. Normalmente i poteri mondani sono coperti da attributi allegorici
i quali se nel momento in cui perdessero la loro realtà psichica
crollerebbero, ed i difensori di questo ordine si rivolterebbero contro
di lui. |
Livelli
Figura 190
Tomba sacerdotale sotto l’altare. Machu-Pichu, (Perù). |
Figura 191
Livelli ne "La messa di San. Gregorio". Museo di San Paolo. (Brasile) |
Figura 192
Ygdrasil, L’albero del mondo scandinavo. Northern Antiquity T. Perchy 1847 (Irlanda). |
Figura 193
Montagna dei filosofi. Incisione di Altona 1775. (Germania). |
I temi allegorici che sono posti in scala spaziale o di ruolo
determinano livelli. Il terrazzo è più in alto del primo piano, negli
scacchi i pezzi più importanti hanno più valore che i pedoni; nel Tarot
gli arcani maggiori sono più importanti dei minori; nel gioco delle
carte il fante, il cavallo ed il re valgono più delle altre carte
(figure da 190 a 193). |
I livelli segnalano la posizione dello psichismo
in un determinato momento. Chi sta allegorizzando riconosce la sua
situazione interna in base alla sua ubicazione a secondo che stia su un
gradino o un altro. Il simbolo
della mandorla, allegorizzato come Albero della Cabala (figura 63), è
un eccellente esempio di gioco dei livelli nel quale ci sono i cammini,
le scalinate o i sentieri che connettono i diversi livelli.
L’agorafobia, il terrore agli spazi aperti, si produce per l’allegoria
che si ha di quella situazione, in quanto colui che non dispone di
inquadramento interno, che ha bisogno di riferimenti, che si sente
fuori dal suo centro, sperimenta la necessità di ubicarsi in un
determinato livello.
La claustrofobia, invece, sorge per l’oppressione dei livelli, il riflesso di questo sono allegorie come il piccolo uomo-formica all’interno di città immense, di esseri chiusi in casse, ecc.
Le
connettive, quando conducono a differenti livelli, segnalano la
direzione durante il cammino, ad esempio: l’ascesa ai cieli o la
discesa agli inferi.
Caratteristiche tattili ed elementi
Figura 194
L’arcangelo San Michele, di Juan Adan. Cattedrale di Granata. (Spagna). |
Figura 195
"Ercole ed il cerbero", Zurbaran. Museo del Prado, Madrid. (Spagna). |
Figura 196
Differenti caratteristiche tattili in un rilievo di pietra a Toledo (Spagna). |
Figura 197
Differenti elementi in una stessa donna-pesce. "La Sirenetta" Copenaghen. (Danimarca). |
Fuoco,
acqua, aria e terra, come ogni tipo di materiale e le loro
caratteristiche tattili, devono essere interpretate per le sensazioni
che comunemente producono. Non è difficile interpretare una barzelletta
dove ad una persona gli gettano dell’acqua. I detti popolari sono
fortemente colorati da questi elementi allegorici di tipo tattile.
Quindi in una allegoria, "ricevere un secchio d’acqua" equivale a dire:
"rimanere di ghiaccio", "rimanere stupefatto", "sorpreso".
Numerose entità hanno caratteristiche tattili o elementi definiti che
arricchiscono l’interpretazione. Un difensore svolge la missione di
impedire un passaggio. Un angelo (attributi di un essere che vola) con
una spada di fuoco (attributo tagliente e bruciante) allegorizza la
stessa situazione psichica di un cane con molte teste e denti taglienti
(figure da 194 a 197). Anche il colore, spesso, allegorizza sensazioni
tattili. Esempio: rosso-fuoco; nero-profondità, abisso. |
Figura 198
"Il vecchio del fuoco". Museo di antropologia Messico. |
Figura 199
"Le età e la morte" di Hans Baldung. Museo del Prado, Madrid. (Spagna). |
Figura 200
Testa di satiro giovane, sec. II^. Museo Archeologico di Tarragona. (Spagna). |
Figura 201
La Sibilla Cumana (dettaglio). Cappella Sistina. Vaticano. |
Momenti di processo. Età, trasformazioni ed inversioni
Il significato
allegorico delle età è lo stesso del senso comune, ammettendo comunque
diversi piani di interpretazione: un bambino significa purezza e
innocenza, ma anche l’inesperienza, la mancanza di forza, la necessità
di un altro in sintesi una carenza. Un vecchio invece suggerisce la
malattia, la prossimità della morte, la decadenza fisica e
simultaneamente, l’esperienza, la saggezza, ecc. (figure da 198 a 201). |
Figura 202
Coatlicue, Dea della morte e della rigenerazione. Museo di antropologia del Messico.
|
Figura 203
Il "Kuan-Yin" cinese. Trasformazione del bodhisatva Avalokitesvara in figura femminile, Rijksmusum (Olanda). |
A
volte gli attributi che accompagnano un’età ne spiegano il corretto
significato, ma in altre occasioni è necessario cogliere i diversi
aspetti interpretativi per scegliere quello adeguato nel contesto
dell’argomento.
Questo è anche valido per le
trasformazioni di una cosa in un’altra, e per le inversioni (caso
particolare della trasformazione). Questo fenomeno è frequente nei
giochi di parole e nelle allusioni scherzose. L’allegoria grossolana
lavora normalmente con trasformismi ed inversioni, pertanto con forti
associazioni di contrasto.
Età, trasformazioni e
inversioni, svelano esattamente il momento di processo in cui si trova
chi sta allegorizzando, oppure il momento di processo di altre persone
o esseri che appaiono agli occhi dell’allegorizzante (figure 202 e 203). |
Infine, diremo che la pratica dell’interpretazione allegorica
provoca commozioni psichiche (a differenza di trasformazioni
psichiche), dovute allo spostamento di climi mentali dal livello di
sonno e semisonno al campo della veglia. E’ un semplice fenomeno
meccanico di compensazione energetica, ma in alcune persone ha una
forte carica drammatica poiché quelle allegorie sono in relazione con i loro climi più profondi.
Ci sono persone che fuggono da determinati temi perché si sentono molto
coinvolte. Per questi temi sentono attrazione e affinità, ma nello
stesso tempo, quando ne entrano in contatto, gli provocano uno
squilibro. E’ molto significativo quando una persona si interessa
vivamente per una materia ma anche quando ne fugge, questo è un
importante indicatore perché ne è coinvolta irrazionalmente. I
cosiddetti temi "tabù" rappresentano chiaramente quanto spiegato.
Abbiamo già detto che quando una allegoria ci interessa, per comprenderla, dovremmo stabilire alcune regole di interpretazione.
Quale è il significato di quella allegoria
e che funzione sta svolgendo nell’economia dello psichismo? E’
necessario avere dei parametri chiari per comprendere globalmente la
funzione che svolge.
Regole di interpretazione dell’allegoria
Considereremo qui queste semplici regole:
-
La prima cosa che facciamo è quella di ridurre a simbolo
l’allegoria che ci interessa
interpretare in quanto questo ci permette di comprendere il sistema di tensioni nel quale si trova collocata. In questo senso il simbolo costituisce il contenente dell’allegoria. Quindi, se in una allegoria appaiono numerose persone che discutono o fanno una qualunque cosa in una piazza, riduciamo a simbolo la piazza che le include, che costituisce il contenente più ampio nel quale si trovano collocate. Il nostro primo interesse è quello di scoprire il sistema di tensioni a cui si trova sottoposta l’allegoria in questione e questo dipende appunto dal tipo di simbolo che l’include nel suo interno.
A questo punto conviene precisare che tutto ciò che è stato detto sulla
simbolica serve solo per determinare i sistemi di tensione che agiscono
sulle allegorie.
- Cerchiamo di comprendere da dove proviene la materia prima dell’allegoria
(soprattutto nelle interpretazioni di produzioni allegoriche
personali). Questa può provenire in primo luogo dai sensi, ma anche
dalla memoria
o contemporaneamente da entrambi queste fonti, oppure da uno stato
caratteristico della mente che tende a sviluppare queste particolari
articolazioni che sono le allegorie. Da dove proviene il materiale di
cui si compongono le allegorie? Questa è per noi una domanda
estremamente importante. Il nostro filo conduttore, nello studio di una
allegoria, è sempre dato dalla funzione che essa compie. Se cerchiamo
di comprendere il sistema di tensioni
in cui si trova collocata e da dove proviene la sua materia prima, è
per determinare il processo che sta sviluppando, per sapere a che cosa
serve.
- Effettuiamo l’interpretazione basandoci
sulle leggi associative (similitudine, contiguità e contrasto) e su
modelli interpretativi comunemente accettati. Quindi, se ci poniamo ad interpretare una allegoria
che noi stessi abbiamo prodotto, dobbiamo chiederci quale è il significato che essa ha per noi.
Se poi vogliamo interpretare l’allegoria contenuta in un oggetto
esterno, per esempio in un quadro, dobbiamo chiedere all’autore che
cosa essa significa per lui.
Certo, talvolta c’è una distanza di centinaia d’anni tra noi e l’autore di una allegoria
per cui non è possibile una domanda diretta neanche il nostro sistema
di significati risulta adeguato ad interpretare la funzione che essa ha
avuto nell’economia psichica dell’autore. Al massimo lo possiamo
intuire o, per altre vie, possiamo arrivare a comprendere i valori ed i
significati che esistevano in quell’ epoca.
Ma parlando in termini generali, diciamo che è sempre bene
interpretare in base a leggi associative ed a modelli interpretativi
comunemente accettati. Interpretare un’allegoria, molto lontano nel
tempo e nello spazio, è estremamente difficile poiché non abbiamo a
disposizione sufficiente materia prima. Se non c’è materiale per
lavorare non si deve forzare la realtà interpretativa; e se non si
conosce il significato
che aveva per quel contesto culturale una determinata produzione
allegorica, è corretto non dare soluzioni al problema fino a quando non
veniamo a conoscenza dei dati culturali necessari. In nessun modo
bisogna forzare l’ interpretazione quando manca l’ informazione poiché
"si riempie allegoricamente" si copre quella realtà, che non si sa
interpretare, con altre allegorie
proprie. E’ evidente che se non si hanno dati di consenso globale è
inadeguato considerare meccanismi di interpretazione secondo quello che
rappresenta per l’interprete.
Se per esempio mi interessa una allegoria
sociale, chiederò a diverse persone che appartengono alla società a cui
essa si riferisce quale è il suo significato. Le persone interrogate me
lo diranno ed il significato dell’allegoria risulterà chiaro. Si tratta di un procedimento estremamente semplice.
Per esempio, una persona mi parla dell’immagine di un vecchio buono e dotato di certe altre caratteristiche ed io le domando che cosa significa per lei tale immagine. La persona mi risponde: "la bontà". Bene, allora io so che questa allegoria significa la bontà per tale persona. Niente altro che questo. Non dico che significa un’altra cosa, non introduco tensioni e contenuti miei per spiegare ciò che accade all’altro.
Perché debbo dire "Questo è tipico del condizionamento di una società
sessualmente repressa". "L’immagine di quel vecchio a dei contenuti
sessuali", queste sarebbero una proiezione di colui che interpreta
dovuta delle sue tensioni
interne. Questo è un fenomeno notevole e proprio del mondo
dell’allegoria, e cioè quello di realizzare lo spostamento di cariche,
di climi che non coincidono con il sistema di rappresentazione.
- Comprendere l’argomento o gli argomenti presenti in ogni tema.
Distinguiamo tra argomenti e temi degli argomenti. Un argomento è il
racconto, ed al suo interno ci sono temi, come se fossero fotografie,
immagini, che ne vanno formando la trama. I temi degli argomenti, nel
caso dell’ onirico sono, per esempio, quei sogni giornalieri, diversi
fra loro, ma dove sempre appaiono certi personaggi, o sorgono
permanentemente determinate immagini o certi luoghi.
A volte il
tema permane e l’argomento cambia, ma più difficile da cogliere, sono
quei temi che sempre cambiano di sogno in sogno dove però rimane lo
stesso argomento. Per esempio nel caso di un argomento di ricerca: si
stanno sempre cercando cose nei diversi sogni, oggi ce ne sono alcune e
domani altre, i temi cambiano ma sempre rimane la ricerca.
- Consideriamo il clima
di un’ allegoria come il fattore che corrisponde alla situazione mentale di chi produce, crea o studia l’allegoria stessa. Sono
da considerare anche le risposte interne rispetto ad un tema, come per
esempio: disgusto o timore, attrazione o gusto per alcuni elementi;
oppure la sensazione
che dietro quel tema si nasconde qualcosa. Possiamo comprendere la
situazione mentale di chi produce quei climi utilizzando le leggi
allegoriche di similitudine, contiguità e contrasto. Per quanto già
detto il "contrasto" non deve confondere l’interpretazione, ad esempio:
quando qualcuno fugge da un tema sgradevole, riconosceremo in lui
quello stesso clima
interno ma anche il timore di esserne preso. Tutte le fobie sono fughe
allegoriche da temi associati a climi di grande forza attrattiva per
chi le patisce.
- Quando tra il clima
e l’immagine c’è corrispondenza seguiamo l’immagine per capire il significato di un’allegoria.
- Quando il clima
non corrisponde all’immagine, il filo conduttore è dato dal clima.
- Un tema o un’ argomento possono ripetersi in una o diverse sequenze allegoriche. Ciò che denota la fissazione dello psichismo
ad una tappa, è l’argomento o il clima ripetuto.
- Prenderemo in considerazione il nucleo d’insogno che appare allegorizzato sotto forma
d’immagine o sotto forma di clima fissato, permanentemente, nonostante il passare del tempo e il variare delle diverse allegorie.
Tutto lo psichismo (come ogni attività umana) è orientato verso il nucleo d’insogno. Quando in alcune allegorie
appare quel "centro" importante, che possiede tutti i poteri ed è
circondato dalle più grandi difficoltà per raggiungerlo, si sta
alludendo a quel nucleo che concentra l’energia di tutto lo psichismo.
Quando si presenta la possibilità di poter afferrare o possedere quel
nucleo, siamo in presenza di un cambio importante di tappa mentale:
termina un periodo in colui che allegorizza e ne nasce un altro nuovo,
gli atteggiamenti e le attività quotidiane (che sono anche allegorie)
cominciano a trasformarsi per orientarsi verso una nuova tappa.
"Raggiungere il cielo", "Fondersi con Dio", "Cercare la coppia ideale",
"Produrre la pietra filosofale"sono allegorie
del nucleo d’insogno che svelano il reale ed effettivo potere di quel
centro che aggrega energia psichica. Questo grande concentratore è
quello che si sposta in nuove fasi vitali, ed è stato descritto come
"Fonte di potere" dietro l’allegoria del "Grande segreto", la "Parola
dimenticata", "Il linguaggio universale", "Il grande velo illusorio
della realtà"….
Nell’allegoria individuale, il nucleo appare in poche occasioni; solo
quelle in cui la situazione della persona è quella di domandarsi il
senso finale della propria vita.
Invece, nei temi dell’allegoria popolare e nei grandi miti, quel centro di potere è sempre presente.
Il metodo di lavoro, è quello di non cercare mai quel nucleo, perché
quando appare "tutto gira intorno a lui", sia nell’argomento che nel
clima, inoltre si può manifestare anche come un tema determinato.
Quindi per una interpretazione allegorica,nel campo personale, è
adeguato riferirsi a situazioni vissute in una tappa determinata.
- Nell’interpretazione
allegorica tutto ciò che compie una funzione viene interpretato in base
a tale funzione, senza dare importanza alle sue caratteristiche
materiali. Se in un sogno si uccide con una parola, quella parola è
un’arma. Se con una parola si fa resuscitare o guarire qualcuno, tale
parola è uno strumento per resuscitare o guarire.
- Il colore deve intendersi nella stessa scala cromatica accettata,
dal caldo rosso al freddo viola; il grigio come neutro indefinito, il
bianco che irradia ed il nero come assorbente; le sfumature si
interpreteranno nello stesso modo. I colori sono associati a sensazioni
cenestesiche e tattili di temperatura ed anche ad allegorie
di elementi, per esempio: il verde suggerisce la natura, il colore
argentato la luna o l’acqua, il dorato l’oro o il sole. I colori a
secondo siano nebbiosi o nitidi, svelano il grado di intuizione o
comprensione che si ha della situazione che si vive, così come indicano
la chiarezza o la confusione che colui che allegorizza attribuisce ad
altri esseri.
Cerchiamo di interpretare il colore dello
spazio di rappresentazione basandoci sul fatto che esso va dallo scuro
al chiaro in dipendenza della "altezza" in cui le rappresentazioni
allegoriche si trovano collocate. Quando esse "scendono", cioè si
collocano nelle parti basse dello spazio di rappresentazione, questo
tende a diventare più scuro; quando "salgono", cioè si collocano nelle
parti alte, tende a diventare più chiaro. Tra questi due estremi è
possibile qualunque gradazione di colore.
Di conseguenza, lo spazio medio della rappresentazione, quello che
corrisponde alla vita di tutti i giorni, è sempre un po’ grigio. Ma
diventa più luminoso nelle misura in cui la rappresentazione si sposta verso l’alto e più oscuro nella misura in cui si muove verso il basso.
- L'interpretazione completa di un'allegoria può essere condotta a livelli diversi.
Dobbiamo precisare che, indipendentemente dal livello - cioè
dall'estensione e dalla profondità - l'interpretazione di un sistema
allegorico risulta completa quando se ne comprende sia l'aspetto
compositivo (cioè gli elementi che lo conformano: temi argomenti,
climi, ecc.) sia l'aspetto relazionale (i rapporti tra tali componenti)
e quando, inoltre, si è in grado di fare una sintesi di questi due
aspetti e di dare una ragione di essa.
L'interpretazione
di un sistema allegorico può essere condotta ad un primo livello di
profondità e quindi risultare breve e poco complessa. Ma sullo stesso
sistema si può in seguito fare uno studio di tipo compositivo e
relazionale più profondo ed organizzare una nuova sintesi più amplia.
Ma il punto importante è che ad ogni livello interpretativo si possa
fare una sintesi una volta raccolti i dati compositivi e relazionali e
compresa la funzione che l'allegoria compie e la materia prima di cui
si nutre.
Se risponde a questi requisiti, un’interpretazione allegorica può
essere brevissima e non deve necessariamente riempire centinaia di
pagine. Ma si può anche lavorare ad un'interpretazione estesa, a patto
però di non perdere di vista l'obiettivo fondamentale, che è quello di
completare l'interpretazione stessa.
-
Varie sintesi interpretative (sia di una persona che di un popolo)
attraverso il tempo, permettono di interpretarne il processo psichico.
Una cosa è interpretare un sistema allegorico relativo ad un momento dato e un'altra cosa è interpretare un processo allegorico che si sviluppa nel tempo.
Questo perché i contenuti allegorici rispondono a processi interni e
questi si trasformano con il tempo. Quindi, anche se si dispone di
un'interpretazione allegorica relativa ad un momento dato,
l'apparizione in un secondo momento di nuovi contenuti renderà
necessaria una nuova interpretazione che risulterà sicuramente diversa
dalla precedente. Il confronto tra le due permetterà di valutare il
processo di spostamento prodottosi nello psichismo.
Ma
se si può contare solo su un'interpretazione allegorica, non sarà
possibile capire il processo, sarà possibile capire un momento; ma
questo ha un valore assai relativo. Dunque, si fanno diverse sintesi e
interpretazioni e questo permette di comprendere il processo di
trasformazione del sistema di allegorie.
Note:
8. L.A. Ammann, "Autoliberazione" Multimage, Torino.
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