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V^ SEGNICA
Indice:
Un importante sviluppo nella specie umana avviene quando, grazie ad
un primo sistema gestuale, gli esseri umani iniziano a comunicare tra
loro. Nel momento in cui due esseri umani comunicano, attraverso la
codificazione di un sistema segnico di interpretazione elementare,
nascono i rudimenti del linguaggio.
Il segno
realizza la necessità di comunicazione. Questo sistema si elabora e
diventa complesso fino ad arrivare a linguaggi codificati. Quando il
segno
acquisisce pienezza e si converte in una entità indipendente e separata
dalla coscienza, e può essere percepito ed interpretato da altre
persone, anche appartenenti a diverse epoche, in quell’istante si è
prodotto un altro importante progresso qualitativo.
L’organizzazione sociale si forma con il linguaggio parlato, ma la grafica ed il segno scritto sono più importanti.
In questo lavoro non ci occuperemo delle implicazioni sociali della
segnica, ma tratteremo questo tema dal punto di vista psicologico: come
meccanismo della coscienza, come forma di astrazione
che crea codici che permettono la connessione tra le persone. Tutto
questo comporta una accumulazione di esperienza e quindi una ampiezza
della memoria, permettendo così che l’ informazione si possa
immagazzinare superando la memoria individuale e configurando una memoria collettiva (biblioteche ed archivi di ogni tipo).
Il segno
compie la funzione di manifestare in maniera convenzionale espressioni
per operare nel mondo, unificando in uno stesso livello di linguaggio
fenomeni di differente natura ed inoltre realizzando astrazioni (come
il simbolo), ma sempre in riferimento a situazioni operative.
Differenze tra espressione, significato e segno
L’espressione non è separabile dal significato. Quando si esprime qualcosa, che per l’altro non è comprensibile, la coscienza compensa cercando di strutturare immediatamente un significato. Inoltre, qualsiasi significato cerca sempre di prendere forma come espressione.
I significati e le espressioni hanno differenti ampiezze e livelli
di linguaggio e quando si miscelano, molto frequentemente, si producono
errori nella comunicazione. Il livello delle espressioni dipende dal
contesto e dalla maggiore o minore ampiezza.
Espressione e significato sono una struttura. Quando il significato di una espressione è sconosciuto, il segno perde valore operativo (anche se, in matematica ad esempio, si utilizzano segni che indicano valori sconosciuti).
Le espressioni equivoche, interpretabili e contraddittorie sono
quelle che assumono vari significati, e la loro comprensione dipende
dal contesto.
In realtà quasi tutti i segni, in particolare i linguaggi e gli alfabeti, ammettono più di un significato, a volte opposto.
Il contesto serve per uniformare il livello del linguaggio formato dai segni.
Figura 107
Segni musicali. |
Nelle matematiche, nella logica matematica e nella musica, il contesto solitamente è esplicito (figura 107).
Il problema dei contesti e dei livelli di linguaggio si può anche
semplificare nel seguente modo. Se diciamo: "Giovanni ama Maria"; si
sta indicando che c’è una azione di Giovanni su Maria, stabilendo tra
loro una relazione di tipo affettivo e affermando che Giovanni si
relaziona con Maria in un modo particolare.
Sarebbe differente dire: "L’espressione - Giovanni ama Maria - è
falsa". In questo caso, si sta mettendo l’accento nella strutturazione
formale, in maniera tale che il contesto ed il livello del linguaggio
sono chiaramente distinti.
I contesti di solito sono posti fuori dell’ambito di un livello di
linguaggio dato, sorgendo da espressioni senza categorie o occasionali.
Se a qualcuno bussando alla porta gli viene chiesto: "Chi è ", e
l’altro risponde: "Io!" in questo modo dà per scontato che l’altra
persona sappia chi sia, ma non lo saprà per il vocabolo "io", giacchè
il termine può essere usato da molte persone per designare se stessi.
Colui che risponde "io" da per scontato che sta agendo con un contesto
occasionale (l’orario, il tono di voce, un accordo previo, ecc.) che da significato a quella espressione. I contesti occasionali sono taciti e pertanto non compaiono nelle espressioni usate.
Il linguaggio retorico è difficile da trasferire al linguaggio
scritto proprio per il contesto tacito che circonda le parole. I
silenzi, l’enfasi e le pause nella voce non appaiono scritti,
trascurando l’ambientazione generale nella quale tale discorso o
conversazione erano inseriti. Nel caso menzionato riprodurre
testualmente le locuzioni è una deformazione in quanto manca il
contesto generale.
Differenziamo quindi nella segnica l’espressioni dai significati e questi dai contesti manifesti, taciti o occasionali, esterni al gioco delle espressioni.
In quanto al segno come tale, può essere espressione di un significato
o compiere la funzione di segnalare per associazione. Vediamo il caso:
il linguaggio di fumo di alcune tribù americane si basa, logicamente,
su convenzioni nel quale giocano le forme
a volta, le pause, ecc. Una persona che non conosce i significati di
tali espressioni comunque sa che si tratta di un linguaggio, comprende
che sono "segnali di fumo" e capisce la differenza che esiste tra
questo e il semplice fumo che segnala il fuoco sulla montagna.
Il codice di segnaletica internazionale per pedoni ed auto è stato realizzato con segni che indicano oggetti, fenomeni o attività, non nel senso del linguaggio tribale, ma in quello del segno associativo di fumo-fuoco (figura 108).
Figura 108
Segnali di circolazione. |
Figura 109
Connettive matematiche. |
Differenze fra segni e connettive segniche
Le connettive tra segni
sono formalizzazioni di connessioni come ad esempio succede nella
logica matematica. Le connettive di congiunzione, mutua implicazione,
condizione, ecc. - essendo a loro volta segni - sono formalizzazioni di relazioni che si stabiliscono tra i segni (figura 109).
Le connettive matematiche relazionano numeri o lettere fra loro in
termini di addizione, sottrazione, ecc. In molti casi danno importanza
alla posizione dei numeri rispetto ai segni che sono utilizzati come tramite per una più facile lettura.
Anche nelle matematiche di solito si usa fissare il livello del
linguaggio e il sistema di relazione di un numero con se stesso.
I segni generalmente vengono considerati come simboli quando perdono il loro significato per un cambiamento culturale. E’ il caso dei segni
astrologici che svolgevano una funzione precisa, ma con il passare del
tempo, furono "caricati" con differenti contenuti culturali.
Anche i simboli, ovviamente, sono stati convertiti spesso in segni.
Questo è riscontrabile nel triangolo, che per numerose culture è stato
facilmente convertito in un segno di fuoco (figura 110). L’azione di forma del simbolo spesso permette questo tipo di trasferimento, ed è così che acquista un significato psichico per molti popoli o individui, anche quando non siano stati in contatto fra loro.
Figura 110
Triangolo-fuoco. |
Figura 111
Carta geografica. |
Figura 112
Esempio di funzione segnica. |
Figura 113
"Elettricità-morte". |
La funzione segnica di simboli e allegorie
Quando ad un simbolo
viene dato un valore convenzionale in un senso operativo, questo si
converte in segno. Ad esempio, nella cartografia e nella statistica, i
cerchi, i quadrati, i triangoli, ecc. possono rappresentare aree o
valori che in relazione al numero o all’argomento visualizzano
grandezze o stabiliscono comparazioni (figura 111).
In alcune correnti di psicologia sociale, il triangolo rappresenta
l’uomo ed il cerchio la donna; le relazioni stabili sono rappresentate
da linee rette e quelle instabili con ritmi di curve; la ricerca con
una retta che termina con una punta a freccia diretta verso un lato o
l’altro a secondo il caso; il rifiuto con una linea retta formata da di
punti che terminano in una freccia. Le relazioni di un gruppo umano si
possono rappresentare da simboli convertiti in segni e connettive segniche (figura 112).
Le allegorie
svolgono, molto frequentemente, funzioni segniche. Il fulmine, per
esempio, può rappresentare l’elettricità; e l’immagine di un uomo che
sta per cadere fulminato allegorizza la morte. Quando le due allegorie
(il fulmine e la figura umana) appaiono nello stesso campo questo si
può facilmente interpretare come: "elettricita, pericolo di morte"
(figura 113).
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