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Corso di morfologia: simboli, segni e allegorie
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INDICE DEGLI ARGOMENTI I^ IMPULSI, CAMPO DI RAPPRESENTAZIONE E MEMORIA II^ VIE ASTRATTIVE E ASSOCIATIVE III^ SIMBOLO ALLEGORIA E SEGNI IV^ SIMBOLICA V^ SEGNICA VI^ ALLEGORICA


V^ SEGNICA

 

Indice:

Un importante sviluppo nella specie umana avviene quando, grazie ad un primo sistema gestuale, gli esseri umani iniziano a comunicare tra loro. Nel momento in cui due esseri umani comunicano, attraverso la codificazione di un sistema segnico di interpretazione elementare, nascono i rudimenti del linguaggio.

Il segnoCerca SEGNO nel glossario realizza la necessità di comunicazione. Questo sistema si elabora e diventa complesso fino ad arrivare a linguaggi codificati. Quando il segnoCerca SEGNO nel glossario acquisisce pienezza e si converte in una entità indipendente e separata dalla coscienza, e può essere percepito ed interpretato da altre persone, anche appartenenti a diverse epoche, in quell’istante si è prodotto un altro importante progresso qualitativo.

L’organizzazione sociale si formaCerca FORMA nel glossario con il linguaggio parlato, ma la grafica ed il segnoCerca SEGNO nel glossario scritto sono più importanti.

In questo lavoro non ci occuperemo delle implicazioni sociali della segnica, ma tratteremo questo tema dal punto di vista psicologico: come meccanismo della coscienza, come formaCerca FORMA nel glossario di astrazioneCerca ASTRAZIONE nel glossario che crea codici che permettono la connessione tra le persone. Tutto questo comporta una accumulazione di esperienza e quindi una ampiezza della memoria, permettendo così che l’ informazione si possa immagazzinare superando la memoriaCerca MEMORIA nel glossario individuale e configurando una memoriaCerca MEMORIA nel glossario collettiva (biblioteche ed archivi di ogni tipo).

Il segnoCerca SEGNO nel glossario compie la funzione di manifestare in maniera convenzionale espressioni per operare nel mondo, unificando in uno stesso livello di linguaggio fenomeni di differente natura ed inoltre realizzando astrazioni (come il simbolo), ma sempre in riferimento a situazioni operative.


Differenze tra espressione, significatoCerca SIGNIFICATO nel glossario e segno

L’espressione non è separabile dal significato. Quando si esprime qualcosa, che per l’altro non è comprensibile, la coscienzaCerca COSCIENZA nel glossario compensa cercando di strutturare immediatamente un significato. Inoltre, qualsiasi significatoCerca SIGNIFICATO nel glossario cerca sempre di prendere formaCerca FORMA nel glossario come espressione.

I significati e le espressioni hanno differenti ampiezze e livelli di linguaggio e quando si miscelano, molto frequentemente, si producono errori nella comunicazione. Il livello delle espressioni dipende dal contesto e dalla maggiore o minore ampiezza.

Espressione e significatoCerca SIGNIFICATO nel glossario sono una struttura. Quando il significatoCerca SIGNIFICATO nel glossario di una espressione è sconosciuto, il segnoCerca SEGNO nel glossario perde valore operativo (anche se, in matematica ad esempio, si utilizzano segniCerca SEGNO nel glossario che indicano valori sconosciuti).

Le espressioni equivoche, interpretabili e contraddittorie sono quelle che assumono vari significati, e la loro comprensione dipende dal contesto.

In realtà quasi tutti i segni, in particolare i linguaggi e gli alfabeti, ammettono più di un significato, a volte opposto.

Il contesto serve per uniformare il livello del linguaggio formato dai segni.

Clicca per ingrandireFigura 107
SegniCerca SEGNO nel glossario musicali.

Nelle matematiche, nella logica matematica e nella musica, il contesto solitamente è esplicito (figura 107).

Il problema dei contesti e dei livelli di linguaggio si può anche semplificare nel seguente modo. Se diciamo: "Giovanni ama Maria"; si sta indicando che c’è una azione di Giovanni su Maria, stabilendo tra loro una relazione di tipo affettivo e affermando che Giovanni si relaziona con Maria in un modo particolare.

Sarebbe differente dire: "L’espressione - Giovanni ama Maria - è falsa". In questo caso, si sta mettendo l’accento nella strutturazione formale, in maniera tale che il contesto ed il livello del linguaggio sono chiaramente distinti.

I contesti di solito sono posti fuori dell’ambito di un livello di linguaggio dato, sorgendo da espressioni senza categorie o occasionali. Se a qualcuno bussando alla porta gli viene chiesto: "Chi è ", e l’altro risponde: "Io!" in questo modo dà per scontato che l’altra persona sappia chi sia, ma non lo saprà per il vocabolo "io", giacchè il termine può essere usato da molte persone per designare se stessi. Colui che risponde "io" da per scontato che sta agendo con un contesto occasionale (l’orario, il tonoCerca TONO nel glossario di voce, un accordo previo, ecc.) che da significatoCerca SIGNIFICATO nel glossario a quella espressione. I contesti occasionali sono taciti e pertanto non compaiono nelle espressioni usate.

Il linguaggio retorico è difficile da trasferire al linguaggio scritto proprio per il contesto tacito che circonda le parole. I silenzi, l’enfasi e le pause nella voce non appaiono scritti, trascurando l’ambientazione generale nella quale tale discorso o conversazione erano inseriti. Nel caso menzionato riprodurre testualmente le locuzioni è una deformazione in quanto manca il contesto generale.

Differenziamo quindi nella segnicaCerca SEGNICA nel glossario l’espressioni dai significati e questi dai contesti manifesti, taciti o occasionali, esterni al gioco delle espressioni.
In quanto al segnoCerca SEGNO nel glossario come tale, può essere espressione di un significatoCerca SIGNIFICATO nel glossario o compiere la funzione di segnalare per associazione. Vediamo il caso: il linguaggio di fumo di alcune tribù americane si basa, logicamente, su convenzioni nel quale giocano le formeCerca FORMA nel glossario a volta, le pause, ecc. Una persona che non conosce i significati di tali espressioni comunque sa che si tratta di un linguaggio, comprende che sono "segnali di fumo" e capisce la differenza che esiste tra questo e il semplice fumo che segnala il fuoco sulla montagna.

Il codice di segnaletica internazionale per pedoni ed auto è stato realizzato con segniCerca SEGNO nel glossario che indicano oggetti, fenomeni o attività, non nel senso del linguaggio tribale, ma in quello del segnoCerca SEGNO nel glossario associativo di fumo-fuoco (figura 108).

Clicca per ingrandireFigura 108
Segnali di circolazione.
Clicca per ingrandireFigura 109
Connettive matematiche.

Differenze fra segniCerca SEGNO nel glossario e connettive segniche

Le connettive tra segniCerca SEGNO nel glossario sono formalizzazioni di connessioni come ad esempio succede nella logica matematica. Le connettive di congiunzione, mutua implicazione, condizione, ecc. - essendo a loro volta segniCerca SEGNO nel glossario - sono formalizzazioni di relazioni che si stabiliscono tra i segniCerca SEGNO nel glossario (figura 109).

Le connettive matematiche relazionano numeri o lettere fra loro in termini di addizione, sottrazione, ecc. In molti casi danno importanza alla posizione dei numeri rispetto ai segniCerca SEGNO nel glossario che sono utilizzati come tramite per una più facile lettura.

Anche nelle matematiche di solito si usa fissare il livello del linguaggio e il sistema di relazione di un numero con se stesso.

I segniCerca SEGNO nel glossario generalmente vengono considerati come simboliCerca SIMBOLO nel glossario quando perdono il loro significatoCerca SIGNIFICATO nel glossario per un cambiamento culturale. E’ il caso dei segniCerca SEGNO nel glossario astrologici che svolgevano una funzione precisa, ma con il passare del tempo, furono "caricati" con differenti contenuti culturali.

Anche i simboli, ovviamente, sono stati convertiti spesso in segni. Questo è riscontrabile nel triangolo, che per numerose culture è stato facilmente convertito in un segnoCerca SEGNO nel glossario di fuoco (figura 110). L’azione di formaCerca FORMA nel glossario del simboloCerca SIMBOLO nel glossario spesso permette questo tipo di trasferimento, ed è così che acquista un significatoCerca SIGNIFICATO nel glossario psichico per molti popoli o individui, anche quando non siano stati in contatto fra loro.

Clicca per ingrandireFigura 110
Triangolo-fuoco.
Clicca per ingrandireFigura 111
Carta geografica.
Clicca per ingrandireFigura 112
Esempio di funzione segnica.
Clicca per ingrandireFigura 113
"Elettricità-morte".

La funzione segnicaCerca SEGNICA nel glossario di simboliCerca SIMBOLO nel glossario e allegorie

Quando ad un simboloCerca SIMBOLO nel glossario viene dato un valore convenzionale in un senso operativo, questo si converte in segno. Ad esempio, nella cartografia e nella statistica, i cerchi, i quadrati, i triangoli, ecc. possono rappresentare aree o valori che in relazione al numero o all’argomento visualizzano grandezze o stabiliscono comparazioni (figura 111).

In alcune correnti di psicologia sociale, il triangolo rappresenta l’uomo ed il cerchio la donna; le relazioni stabili sono rappresentate da linee rette e quelle instabili con ritmi di curve; la ricerca con una retta che termina con una punta a freccia diretta verso un lato o l’altro a secondo il caso; il rifiuto con una linea retta formata da di punti che terminano in una freccia. Le relazioni di un gruppo umano si possono rappresentare da simboliCerca SIMBOLO nel glossario convertiti in segniCerca SEGNO nel glossario e connettive segniche (figura 112).

Le allegorieCerca ALLEGORIA nel glossario svolgono, molto frequentemente, funzioni segniche. Il fulmine, per esempio, può rappresentare l’elettricità; e l’immagine di un uomo che sta per cadere fulminato allegorizza la morte. Quando le due allegorieCerca ALLEGORIA nel glossario (il fulmine e la figura umana) appaiono nello stesso campo questo si può facilmente interpretare come: "elettricita, pericolo di morte" (figura 113).

 
 

Così, oggi vola verso le stelle l'eroe di quest'età. Vola verso regioni prima ignorate.
Vola verso l'esterno del suo mondo e senza saperlo è spinto verso il centro interno e luminoso.

(Silo - Lo Sguardo Interno, capitolo XX)
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