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Corso di morfologia: simboli, segni e allegorie
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INDICE DEGLI ARGOMENTI I^ IMPULSI, CAMPO DI RAPPRESENTAZIONE E MEMORIA II^ VIE ASTRATTIVE E ASSOCIATIVE III^ SIMBOLO ALLEGORIA E SEGNI IV^ SIMBOLICA V^ SEGNICA VI^ ALLEGORICA



III^ SIMBOLOCerca SIMBOLO nel images/glossario ALLEGORIACerca ALLEGORIA nel images/glossario E SEGNI.

Indice:


Simboli, segni e allegorie
Cerca ALLEGORIA nel glossario

Abbiamo osservato, in precedenza, che l’immagine interna che si formaCerca FORMA nel images/glossario nella coscienzaCerca COSCIENZA nel images/glossario può corrispondere o no ai dati percettivi esterni. Ma se questi ultimi risultano codificati come registri, allora la dinamica dei dati esterni determina una corrispondente dinamica di registriCerca REGISTRO nel images/glossario interni.

In questo senso, se osservo un fenomeno e se di tale fenomeno esterno ho un determinato registro, le variazioni che esso subirà produrranno modificazioni anche nel mio registroCerca REGISTRO nel images/glossario interno.

Se si osserva una linea nello spazio esterno e questa linea è seguita dall’occhio in una determinata direzione, si noterà, attraverso il registroCerca REGISTRO nel images/glossario interno, lo stesso spostamento nello spazio interno di rappresentazione. Dunque ciò che accade nell'occhio accade anche nello spazio di rappresentazione.

Se l’occhio vede o segue una linea che traccia un cerchio, anche nello spazio di rappresentazioneCerca RAPPRESENTAZIONE nel images/glossario interna apparirà la dinamica della linea che va formando quel cerchio. Quindi non è indifferente il tipo d’immagine che mi appare all’esterno, dato che l'immagine interna che le corrisponde effettuerà, in dipendenza da essa, determinati movimenti nel mio spazio interno e si collocherà in certe profondità, in certi punti specifici di tale spazio.

E’ sufficiente, allora, studiare il movimento dell’occhio quando seguendo determinati fenomeni di percezioneCerca PERCEZIONE nel images/glossario per comprendere ciò che accade internamente nel sistema di registro. Esiste ciò che convenzionalmente viene chiamato simboloCerca SIMBOLO nel images/glossario e ciò che convenzionalmente viene chiamato allegoriaCerca ALLEGORIA nel glossario. Tuttavia non c'è molta precisione in questi termini e neppure le loro differenze risultano convenientemente definite.

Per noi un simboloCerca SIMBOLO nel images/glossario è un'immagine che sorge dal canale astrattivo mentre un'allegoriaCerca ALLEGORIA nel glossario è un'immagine che sorge da quello associativo. Ma in ogni modo, sia l'uno che l'altra sono immagini che differiscono nella strutturazione, nella forma.

Le immagini che provengono dalla via astrattiva sono riduttive, spoglie di caratteri secondari, che sintetizzano grandi quantità di elementi o che astraggono ciò che c’è di più essenziale. Invece quelle che corrispondono alla via associativa sono immagini estremamente complesse, alle quali si vanno continuamente sommando altre immagini. Funzionano, potremo dire, come delle calamite mentali che attraggono tutto ciò che incontrano: vanno sempre sommando, moltiplicando. Sono queste le immagini a cui diamo il nome di allegorieCerca ALLEGORIA nel glossario; mentre le immagini astrattive, al contrario, passano per delle specie di filtri che purificano i dati, lasciando di essi solo l’essenziale.

Il simboloCerca SIMBOLO nel images/glossario quindi è un’immagine di tipo fisso, che appare dal canale astrattivo, sprovvista di caratteristiche secondarie, riduttiva, che sintetizza o astrae ciò che è più essenziale. Quando il simboloCerca SIMBOLO nel images/glossario assolve la funzione di codificare registriCerca REGISTRO nel images/glossario interni lo chiamiamo segno.

L’allegoriaCerca ALLEGORIA nel glossario è un’immagine dinamica prodotta dal canale associativo della coscienza, di caratteristiche moltiplicative, addizionatrici, associative e trasformative. Il mondo allegorico è fortemente legato a situazioni particolari, cioè racconta situazioni riferite alla mente individuale e si esprime attraverso racconti, sogni, opere d’arte, misteri, manifestazioni patologiche, ecc..;quella collettiva attraverso racconti, opere d’arte, folklore, miti, religioni, ecc.

Il segno, come già detto, compie la funzione di codificare i registriCerca REGISTRO nel images/glossario interni ed esprimere, in maniera convenzionale, astrazioni per operare nel mondo. In quel caso chiamiamo segniCerca SEGNO nel images/glossario i simboliCerca SIMBOLO nel images/glossario registrati, codificati, anche se operano nello stesso contesto in cui agisce il simbolo.

In questo senso, la parola, per esempio, è un segnoCerca SEGNO nel images/glossario codificato, che suscita un certo tipo di registroCerca REGISTRO nel images/glossario e che inoltre richiama - come ogni registroCerca REGISTRO nel images/glossario - una serie di operazioni e di processi. Ad esempio: se ad una persona gli si dice la parola "incendio", questa percepisce nient'altro che un suono. Ma a questo suono corrisponde un registroCerca REGISTRO nel images/glossario codificato, per cui nell'interno della persona si mette in moto un complesso sistema di reazioni. Ogni parola, ogni segno, evoca non solo la codificazione che gli corrisponde ma anche quelle immediatamente collegate ad essa.

Abbiamo già detto, che i segniCerca SEGNO nel images/glossario non sono solamente quelli del linguaggio. I segniCerca SEGNO nel images/glossario provengono da diversi canali ad esempio: si potrebbe stabilire un sistema di relazioni di segniCerca SEGNO nel images/glossario con un’altra persona, basato sul modo di muovere le braccia, di gesticolare. Quando muovo le braccia in una certa maniera, l'altra persona riceve un dato codificato internamente suscitando lo stesso processo che ha dato origine all'immagine nella persona che ha lanciato il segno. Si produce dunque un fenomeno di sdoppiamento, attraverso il quale alla fine si ottiene un registroCerca REGISTRO nel images/glossario comune per le due persone. Se non si arrivasse allo stesso registro, non ci sarebbero possibilità di comunicazione.

Se una persona indica qualcosa ad un’altra persona con un gesto, evidentemente, l’altra persona deve avere di quel gesto lo stesso tipo di registroCerca REGISTRO nel images/glossario interno, perché altrimenti non potrebbe comprendere il significatoCerca SIGNIFICATO nel images/glossario che tale operazione ha per l’altro. Grazie ai registriCerca REGISTRO nel images/glossario codificati che si possono stabilire relazioni tra le persone. Si tratti di parole, di mudras, di gesti, di sguardi, di posizioni corporali, in tutti i casi, siamo in presenza di segni.

Così a volte un semplice gesto è sufficiente ad attivare tutto un sistema di registriCerca REGISTRO nel images/glossario codificati: basta un gesto per spaventare profondamente una persona.

Allo stesso modo in cui un gesto, che corrisponde ad un sistema codificato di registriCerca REGISTRO nel images/glossario interni, è lanciato all'esterno come segnoCerca SEGNO nel images/glossario che l'altro interpreta ed elabora, così numerosi altri segni, e anche simboliCerca SIMBOLO nel images/glossario e allegorieCerca ALLEGORIA nel glossario, possono essere collocati nel mondo esterno.

Riassumendo: le formeCerca FORMA nel images/glossario sono ordinate in tre gruppi principali - simboli, segniCerca SEGNO nel images/glossario e allegorieCerca ALLEGORIA nel images/glossario - secondo le diverse funzioni di rispostaCerca RISPOSTA nel images/glossario che assumono ed al tipo di meccanismi che si attivano durante la loro produzione. Queste tre categorie saranno studiate in relazione alla trasformazione ed alla traduzione che l’apparato psicofisico effettua di fronte gli stimoli. D’altronde, i topici morfologici sono applicabili sia alla psicologia individuale, che a quella sociale.

Generalmente si relaziona la formaCerca FORMA nel images/glossario con la percezioneCerca PERCEZIONE nel images/glossario visiva. Le percezioni non sono solamente captate attraverso la vista - come sensazioni strutturate dalla coscienzaCerca COSCIENZA nel images/glossario - ma anche dagli altri sensi. Di conseguenza le formeCerca FORMA nel images/glossario degli oggetti si possono riferire al colore, all’estensione, al suono, al gusto, ecc.

Le formeCerca FORMA nel images/glossario sono le strutture di percezioneCerca PERCEZIONE nel images/glossario o di rappresentazione, e non sono le strutture degli oggetti stessi.

Le formeCerca FORMA nel images/glossario che emergono nella coscienzaCerca COSCIENZA nel images/glossario sono reali compensazioni di fronte allo stimolo, - sia interno che esterno - presentandosi come l’oggetto dell’atto di compensazione strutturatrice. Lo stimolo si converte in formaCerca FORMA nel images/glossario quando la coscienzaCerca COSCIENZA nel images/glossario lo struttura dal livello di lavoro in cui si trova. Pertanto uno stesso stimolo si traduce in formeCerca FORMA nel images/glossario diverse secondo le risposte strutturatici di differenti livelli di coscienza.

I livelli di coscienzaCerca COSCIENZA nel images/glossario hanno la funzione di compensare in maniera strutturale gli stimoli che provengono dal mondo.

Il simboloCerca SIMBOLO nel images/glossario opera traducendo astrattamente; il segnoCerca SEGNO nel images/glossario opera nello stesso modo, ma assumendo un carattere operativo convenzionale; l’allegoriaCerca ALLEGORIA nel glossario, invece, opera secondo meccanismi associativi e moltiplicativi.

Origine e significato

Se si vuole comprendere l’origine ed il significatoCerca SIGNIFICATO nel images/glossario del simbolo, del segnoCerca SEGNO nel images/glossario e dell’allegoriaCerca ALLEGORIA nel glossario è opportuno stabilire distinzioni fra: la sensazione, la percezioneCerca PERCEZIONE nel images/glossario e la rappresentazioneCerca RAPPRESENTAZIONE nel images/glossario (figura1).

La sensazioneCerca SENSAZIONE nel images/glossario è il registroCerca REGISTRO nel images/glossario che si produce quando un determinato stimolo è captato da un senso che ne fa variare il tono. La percezioneCerca PERCEZIONE nel images/glossario sorge quando un’insieme di sensazioni permettono alla coscienzaCerca COSCIENZA nel images/glossario di configurare l’oggetto che ha prodotto lo stimolo. Quando si configura un oggetto senza l’intermediazione dei sensi, si è in presenza della rappresentazione.

Clicca per ingrandireFigura 1
Sensazione, percezioneCerca PERCEZIONE nel images/glossario e rappresentazione.
Clicca per ingrandireFigura 2
Funzioni della rappresentazioneCerca RAPPRESENTAZIONE nel images/glossario interna della coscienza:
1. fissare la percezioneCerca PERCEZIONE nel images/glossario come memoria;
2. trasformare ciò che è percepito in accordo alle necessità della coscienza;
3. tradurre impulsiCerca IMPULSI nel images/glossario interni al campo della percezione.

Funzioni della rappresentazioneCerca RAPPRESENTAZIONE nel images/glossario interna della coscienza

L’attività della rappresentazioneCerca RAPPRESENTAZIONE nel images/glossario interna porta avanti tre funzioni precise:
- la prima funzione è quella di registrare la percezioneCerca PERCEZIONE nel images/glossario nella memoria. Ad esempio: se osserviamo un oggetto, chiudiamo gli occhi e lo rappresentiamo, l’oggetto risulta visualizzato, pertanto i dati del senso attivato si registrano nella memoriaCerca MEMORIA nel images/glossario (fig.2/1).
- la seconda funzione è quella di trasformare ciò che è percepito in accordo alle necessità della coscienzaCerca COSCIENZA nel images/glossario (fig.2/2). Quando si visualizza un oggetto arriva il segnale e sorge la sua immagine, ma può accadere che nel rappresentarlo non ci sia un’esatta coincidenza con quello percepito in precedenza. Questa deformazione, questa non coincidenza dell’immagine di percezioneCerca PERCEZIONE nel images/glossario avviene nella coscienzaCerca COSCIENZA nel images/glossario perché esistono determinate necessità che trasformano quell’impulso.
- la terza funzione è quella di tradurre gli impulsiCerca IMPULSI nel images/glossario interni nel campo della percezione, questo modifica anche la rappresentazioneCerca RAPPRESENTAZIONE nel images/glossario (fig. 2/3).

 In altre parole: anche quando non sono presenti gli impulsiCerca IMPULSI nel images/glossario esterni (oscurità totale, mancanza di rumori, ecc...) esistono, comunque, degli impulsiCerca IMPULSI nel images/glossario interni che stanno lavorando soavemente nelle soglie, quelle sensazioni dell’intracorpo debolmente percepite. In un determinato momento e come conseguenza della mancanza di stimoli esterni, la memoriaCerca MEMORIA nel images/glossario inizia a lanciare segnali, ad esempio se qualcuno sta dormendo ed ha un braccio in una posizione scomoda oppure ha una tensione in qualche parte del corpo, o ancora avverte un fenomeno di acidità nello stomaco, ecc. sorge una informazione che appare nello "schermo" come rappresentazione.
Queste immagini sono anche modifiche di altre rappresentazioni già archiviate in memoria, e producono delle vere e proprie traduzioni. Il problema sorge quando questi impulsiCerca IMPULSI nel images/glossario interni, oltrepassando la soglia, prendono vie di rappresentazioneCerca RAPPRESENTAZIONE nel images/glossario che corrispondono ai sensiCerca SENSI nel images/glossario esterni. Riprendendo l’esempio precedente, una sensazioneCerca SENSAZIONE nel images/glossario di acidità di stomaco può venire tradotta in un’immagine visiva di un incendio.

Questa traduzione dell’impulso interno è fatta a discapito della materia prima di un altro tipo di rappresentazioni, con cui si modifica sostanzialmente il sistema di immagini. In questo caso appare una rappresentazioneCerca RAPPRESENTAZIONE nel images/glossario visiva che parte dalla memoriaCerca MEMORIA nel images/glossario (conoscenza del fuoco), effettuando una traduzione dell’impulso originale. Questo è un argomento di studio di prioritaria importanza.


Clicca per ingrandireFigura 3
Simbolo. Insieme litico di Stonehenge, Wiltshire (Gran Bretagna).
Clicca per ingrandireFigura 4
Segno. Scrittura ideografica. Cina, Secolo VIII^.
Clicca per ingrandireFigura 5
AllegoriaCerca ALLEGORIA nel glossario. La "Chimera di Arezzo". Museo Archeologico di Firenze (Italia).
Funzioni della rappresentazioneCerca RAPPRESENTAZIONE nel images/glossario esterna della coscienza
Spostando le rappresentazioni al mondo esterno, queste svolgono delle funzioni di considerevole rilevanza:
- la prima funzione della rappresentazioneCerca RAPPRESENTAZIONE nel images/glossario nel mondo è quella di astrarre ciò che c’è di più essenziale per ordinare, il simboloCerca SIMBOLO nel images/glossario (figura 3);
- la seconda esprime convenzionalmente astrazioni per poter operare nel mondo, il segnoCerca SEGNO nel images/glossario (figura 4).
- la terza concretizza l’astratto per ricordare, l’allegoria (figura 5).

Clicca per ingrandireFigura 6
SegniCerca SEGNO nel images/glossario figurativi. Esempio di scrittura pittografica. Giara mixteca. Museo Nazionale di Antropologia (Messico).
Clicca per ingrandireFigura 7
Geroglifici. Tomba di Pachedu. Dinastia XX^. Deir El Medineh (Egitto).
Clicca per ingrandireFigura 8
Dettagli di geroglifici nel coperchio di un sarcofago. Museo di Il Cairo (Egitto)
Clicca per ingrandireFigura 9
SegniCerca SEGNO nel images/glossario non figurativi. Scrittura cuneiforme. Piccolo Gudea seduto. Lagash, mesopotamia. (Louvre, Parigi - Francia).
Clicca per ingrandireFigura 10
SegniCerca SEGNO nel images/glossario non figurativi. Piastra del Re Panda. Parantaka. Museo Nazionale . Nuova Delhi (India).
Clicca per ingrandireFigura 11
SegniCerca SEGNO nel images/glossario non figurativi. Segni.
Caratteristiche del segno, dell’allegoriaCerca ALLEGORIA nel glossario e del simbolo

Il segnoCerca SEGNO nel images/glossario ha un carattere convenzionale, operativo, associativo, a volte figurativo (figure 6,7 e 8) ed a volte non figurativo (figure 9,10 e11).
Clicca per ingrandireFigura 12
. Rappresentazioni del cosmo, secolo XVIII^. Rajasthan, (India).
Le formeCerca FORMA nel images/glossario geometriche (figura 12) conformano simboliCerca SIMBOLO nel images/glossario e inquadramenti, nei quali si osservano alcune parole e lettere che sono incluse e che hanno un significatoCerca SIGNIFICATO nel images/glossario che va oltre il contenuto stesso delle parole, queste hanno un valore in se e sono dotate di carattere sacro.
Clicca per ingrandireFigura 13
"Ombrello Sacro". Secolol XIX^. Rajasthan, (India).
Un altro esempio è quello che appare nella figura successiva, dove si possono osservare le lettere che compongono l’alfabeto sanscrito inscritte nel cosiddetto "Ombrello Sacro", le quali compiono funzioni simili a quelle descritte nello "Shri Yantra". (figura 13).
Clicca per ingrandireFigura 14
" Leone Alato" Dinastia Sung. British Museum, Londra (Inghilterra):
Clicca per ingrandireFigura 15
"Pazuzu". Demone assiro. Museo del Louvre, Parigi. (Francia). Entità terrificante, con doppie ali ed artigli.
Clicca per ingrandireFigura 16
" Centauro". Museo del Louvre, Parigi (Francia). Uomo-cavallo anziano in contrasto con il bambino alato che lo cavalca.
Clicca per ingrandireFigura 17
Disitinzioni moltiplicative in " Ashura". Secolo VIII^ (Giappone).
Clicca per ingrandireFigura 18
Il caratteristico "Leone di S. Marco". Venezia (Italia).
Clicca per ingrandireFigura 19
"Gorgone Alata". Acroterio di un tempio dorico del SecoloVII^ A.C. Museo di Siracusa (Italia).
Clicca per ingrandireFigura 20
"La Bocca della Verità". Roma (Italia).
L’allegoriaCerca ALLEGORIA nel glossario ha un carattere che è centrifugo, moltiplicativo, associativo, epocale e soprattutto figurativo. Le figure seguenti illustrano le caratteristiche proprie delle allegorieCerca ALLEGORIA nel images/glossario (da fig. 14 alla fig. 20).
Clicca per ingrandireFigura 21
Monumento megalitico di Stonehenge.
Clicca per ingrandireFigura 22
Megaliti di Stonehenge.
Clicca per ingrandireFigura 23
Megaliti di Stonehenge.

Il simboloCerca SIMBOLO nel images/glossario ha un carattere centripeto, sintetico, non associativo, non epocale e non figurativo.

Osservando il sistema litico di Stonehenge (Wiltshire - Gran Bretagna), si riconoscerà la struttura dei megaliti, disposti circolarmente, che formaCerca FORMA nel images/glossario il centro simbolico di uno spazio molto più amplio (figure 21,22, e 23).

Clicca per ingrandireFigura 24
Cattedrale di Chartres. Da lontano si osserva la cattedrale che appare come punto di riferimento, unico punto visibile a distanza di tutta la città.(Francia).
Clicca per ingrandireFigura 25
"Oroscopo di pietra". Fortezza Inca di Saxahuaman, Cusco (Perù).
In Sacsahuamàn vicino a Cuzco, esiste un oroscopo di dodici case fatte di pietra. E’ una costruzione probabilmente del XII^ secolo. Questo simboloCerca SIMBOLO nel images/glossario voleva essere girevole, ma siccome la pietra non poteva muoversi, si è pensato allora ad un sistema nel quale l’acqua circolasse intorno alla ruota. Questo simboloCerca SIMBOLO nel images/glossario è una astrazioneCerca ASTRAZIONE nel images/glossario di idee molto generali di tipo astronomico ed è, inoltre, un elemento estetico di primaria importanza. (fig.25).
 
 

Così, oggi vola verso le stelle l'eroe di quest'età. Vola verso regioni prima ignorate.
Vola verso l'esterno del suo mondo e senza saperlo è spinto verso il centro interno e luminoso.

(Silo - Lo Sguardo Interno, capitolo XX)
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