Morfologia: Simboli , Segni e Allegorie
di Josè Caballero
Prologo (all’edizione del 1981)
Morfologia non è un libro per specialisti, come può apparire
dal titolo, ma al contrario è destinato al lettore medio. I temi,
sebbene siano complessi, sono trattati con semplicità, brevità e con
molti esempi e molti grafici. L’obiettivo del libro è un tipo di
produzione e di lavoro mentale che le persone comuni esercitano
quotidianamente, anche se non ne sono sufficientemente coscienti. La
sua lettura, pertanto, non solo offre una nuova conoscenza, ma permette
anche di migliorare la comprensione di se stessi; è un incitamento allo
sviluppo della capacità critica e uno stimolo per risvegliare la
creatività.
Al lettore specializzato non sfuggirà senza dubbio la novità
dell’inquadramento e l’importanza di certe idee, che a volte si
sviluppano e altre volte si abbozzano, come se l’autore giocasse nello
stimolare il nostro intelletto. Certamente i lettori potranno trarre
profitto da questo libro e, dopo aver superato alcuni ostacoli,
finiranno per aprire la porta che li introdurrà in un nuovo ambito di
conoscenza .
I Temi
Una delle novità di questo testo consiste negli apporti semantici. Nella storia della cultura la nozione di forma
è stata trattata con profondità nel senso metodologico, logico,
epistemologico ed estetico, ma raramente è stata descritta dal punto di
vista psicologico, attribuendogli, come in questo caso, un significato specifico.
Il significato utilizzato per spiegare i simboli , i segni e le allegorie
è sostanzialmente diverso da quello indicato da psicologi, linguisti ed
altri che ne hanno usurpato il linguaggio. Pertanto è stato necessario
restituirgli un significato
preciso, tenendo conto dell’influenza delle variazioni semantiche sullo
studio di queste grandi categorie delle forme. Credo che nel futuro non
sarà soddisfacente comparare la morfologia né ad un modello più o meno
biologico (come ad esempio le protoforme di Goethe) né ad una mera
tipologia.
La concezione qui esposta è intesa come una relazione tra mondo interno e mondo esterno all’uomo: le forme si possono studiare come operazioni che si realizzano e permangono nella coscienza; come operazioni della coscienza
verso il mondo e come stimoli che, provenienti dal mondo esterno,
esercitano la loro azione sulla coscienza. Il libro inizia con questo
triplice interesse: proporre alcuni schemi che spiegano sommariamente
il funzionamento dello psichismo, parlare dei meccanismi della coscienza e descrivere lo spazio della rappresentazione
fino ad arrivare, al termine del primo capitolo, alla proposta di un
concetto rivoluzionario dell’immagine. Il concetto di forma è inizialmente impostato in maniera essenziale, per poi classificarlo in simboli , allegorie e segni , ed infine ripreso per un ulteriore approfondimento conoscitivo.
Parliamo ora del metodo espositivo e del contenuto del libro.
L’esposizione che viene data è sempre succinta, molto spesso indiretta
e si sviluppa ripetendo argomentazioni che, introducendo nuovi
elementi, ruotano sempre intorno allo stesso centro semantico fino a
focalizzarlo da tutte le prospettive. Questa forma
di argomentazione può presentare una certa difficoltà iniziale ma, una
volta superata, il lettore avvertirà che ha incorporato la conoscenza
senza sforzo.
Dopo aver fatto questa digressione si comprende quanto la
spiegazione dei temi non si esaurisca nello spazio assegnato da una
prima presentazione, ma continui fino a segnalare gli interessi del
libro e la sua peculiarità. I temi di maggiore intesse che
costituiscono questo libro sono integrati dalla relazione forma-livelli
di coscienza e forme-vie sensoriali, dalle leggi visive e dall’importanza del registro interno di ogni fenomeno
La sensibilità plastica di J. Caballero, la sua sfumatura peculiare
dei temi e l’abbondante materiale grafico che li illustra, giustificano
qualche sovrapposizione che sarà gradita al lettore.
L.A. Amman
Francoforte, settembre 1981
Introduzione all’edizione del 1981
Si dice che le persone immaginano cose fantastiche, fanno sogni
assurdi, sconclusionati, belli, confusi, allegri o mostruosi. Tutto
ciò, a volte, si manifesta attraverso la plasticità, il poema, la
musica… in un complesso concerto di immagini allegoriche e di simboli diversi.
A questo punto sorge in maniera quasi inevitabile la domanda sul perché di queste attività umane.
Si può dire, per iniziare, che la produzione allegorica, segnica
e simbolica non è una prerogativa dell’artista plastico, del musicista,
dell’erudito matematico, del poeta o dello squilibrato psichico, ma è
da sempre qualcosa inerente all’uomo fin dai primi rudimenti del
linguaggio gestuale e fino ad arrivare ai nostri giorni.
In questo libro, l’obiettivo principale è quello di rispondere alle
domande sul come sorgono, come operano e quale funzione compiono queste
immagini.
Le produzioni dello psichismo non sono qualcosa di arbitrario non sorgono a caso, ma compiono una funzione precisa e cioè quella di dare una risposta
che compensi una necessità fino ad arrivare ad un buono sviluppo ed
equilibrio psicofisico. Di conseguenza questo studio permetterà un
progresso nella conoscenza dell’essere umano.
La coscienza umana (coscienza di qualcosa o verso qualcosa) agisce come compensazione nel mondo. L’attività della coscienza
è un modo di "stare" nel mondo, sia esterno che interno, cercando di
compensarlo strutturalmente organizzando un sistema di risposte. Queste operazioni della coscienza svolgono la missione di equilibrare il mondo interno
con quello esterno, stabilendo un legame dato dalla continua ed urgente
esigenza di dare risposte, poichè l’individuo si trova in un mondo
complesso: un mondo naturale, umano; un mondo sociale, culturale,
tecnico, ecc…
Un’insogno è una immagine-risposta diretta verso l’interno dello
psichismo, mentre uno spostamento motorio è un movimento-risposta
(anch’esso animato da immagini), diretto verso l’esterno dello
psichismo. Anche nelle ideazioni puramente intellettuali che si
manifestano come espressioni segniche, se portate ad alti livelli di
astrazione, si mette in rilievo una forma di immagine-risposta diretta verso il mondo esterno della coscienza, in questo caso i segni
che ne risultano assumono una funzione precisa. Nel caso del linguaggio
un chiaro esempio è la funzione del comunicare. In questo contesto, lo
studio dei miti, delle leggende, delle religioni, delle arti e del
folclore, produzioni degli uomini e dei popoli, saranno considerate
dalla psicologia, dall’antropologia, dall’etnologia, e dalle diverse
arti con un’altra prospettiva. In ogni modo queste pagine sono dirette
principalmente alle persone che desiderano conoscersi sempre di più.
Non è sempre corretto studiare la mitologia allo scopo di far vivere alle persone come propri i sogni ed insogni
di temi mitici più straordinari; poiché gli eroi, gli dei, gli animali
favolosi, gli gnomi, i maghi ed i vari mostri, che popolano
l’immaginazione ed i sogni di un individuo, continuano ad esercitare la
stessa funzione, tramite le mitologie dei differenti popoli, anche se
sono separate tra loro nel tempo e nello spazio. Infatti tali immagini
aiutano l’uomo a liberarsi, a trasferire cariche psicologiche che
opprimono in modo temporaneo o permanente la sua coscienza. L’insieme
delle tensioni, alle quali è sottomesso un popolo, un gruppo o un’
individuo, è tradotto con immagini determinate dall’accumulazione
storica (memoria), sulla cui base è interpretato il mondo.
Un’intera mitologia può essere nascosta da un’esistenza mediocre. I sogni e gli insogni
di ogni persona sono inondati da immagini che operano nei tre tempi:
immagini del passato o ricordi, immagini del presente o sensazioni, e
immagini lanciate al futuro o immaginazione. Anche l’uomo più realista
vive di immagini. I sogni e gli insogni, le immagini dei ricordi, dei
desideri e delle illusioni sono grandi forze che agiscono nell’uomo
d’oggi, influendo notevolmente nella sua vita quotidiana.
Infine, affinché il lettore possa utilizzare
questa opera con agilità sarà conveniente prendere in considerazione il
piano della stessa che è strutturato nel seguente modo:
cap.I^ Impulsi,Campi di Presenza e Compresenza, Spazio di Rappresentazione e Immagine; cap II^ Vie Astrattive ed Associative; capIII^ Simbolo , Allegoria e Segno ; capIV^ Simbolica; cap.V^ Segnica; cap.VI^ Allegorica.
Questo studio sui temi morfologici proviene, nella sua ispirazione e
sviluppo, dalla filosofia siloista. Si è cercato di semplificare tale
studio inserendo un nutrito materiale grafico (fotografie, schemi e
disegni), anche se per una maggiore comprensione ed approfondimento è
indispensabile fare riferimento al libro di Autoliberazione di
L.A.Hamman, opera che amplierà notevolmente e darà un maggiore contesto
ai temi appena trattati.
Inoltre, per facilitare l’uso del presente libro, e prima di entrare
nella trattazione dei temi specifici, presenteremo i seguenti schemi
estratti dall’opera menzionata. Il primo schema mostra un sistema semplice dove gli stimoli arrivano alla coscienza e questa agisce dando una risposta.

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Schema 1 Coscienza Stimolo Risposta |
Il secondo schema considera che gli stimoli possono essere esterni
al corpo ma anche interni e dell’intracorpo. Questi stimoli sono
ricevuti dai sensi come sensazione e portati alla coscienza come percezione cioè come sensazioni strutturate. La coscienza
agisce e lo fa con immagini che portano energia ai centri:
intellettuale, emotivo, motorio e vegetativo, producendo risposte
esterne od interne a secondo i casi.

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Schema 2 Coscienza Sensi Centri |
Il terzo schema è più completo. Si distinguono due sistemi di sensi:
quelli esterni vista, udito, olfatto, gusto e tatto e quelli interni
(cenestesici: dolore, temperatura, tensione muscolare, ecc. e
cinestesici: posizione e movimenti del corpo).

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Schema 3 Coscienza Sensi Centri Memoria |
Gli stimoli provenienti dall’esterno e dall’interno arrivano alla coscienza come percezioni, registrandosi simultaneamente nella memoria. A sua volta, la memoria porta stimoli alla coscienza (ricordi). La coscienza fornisce immagini che agiscono sui centri che danno risposte esterne (motorie), o interne (vegetative).
Ogni risposta che dà un centro è rilevata dai sensi
interni e dalla coscienza. Di conseguenza a ciò si ha nozione delle
operazioni che si effettuano (retroalimentazione della risposta)
restando, inoltre registrate nella memoria. Quest’ultima è la base
dell’apprendimento, e si perfeziona nella misura in cui si ripetono le
operazioni.
Se per qualche circostanza si bloccano gli impulsi che dovrebbero arrivare ai sensi, o della risposta dei centri o della memoria (come nel caso delle anestesie e delle amnesie), nella coscienza si producono perturbazioni. Lo stesso succede anche quando gli impulsi che arrivano alla coscienza sono eccessivi.
Tutti gli impulsi
che percorrono il circuito possono lavorare a intensità variabile: a
volte normale (tra diverse soglie); a volte con energia molto debole
(soglia bassa); a volte eccessiva (sopra la soglia di tolleranza); a
volte nulla (blocco). Può accadere che gli impulsi provenienti dalla coscienza
arrivano ad un centro e si blocca la risposta, il centro si
sovraccarica di energia, le cariche si spostano ad altri centri e si
producono risposte sbagliate. Per esempio quando le risposte motorie
vengono inibite si sovraccarica il centro vegetativo che da risposte
interne inadeguate, e crea delle disfunzioni organiche o delle
somatizzazioni. Altrettanto può succedere se si bloccano determinate
risposte emotive che dovrebbero esprimersi per via motoria.
Il quarto schema contiene i precedenti, per semplificare non sono
state menzionate le vie associative ed astrattive, e lo "schermo" delle
operazioni della coscienza o spazio di rappresentazione che verrà spiegato più avanti.
Si sono segnalate le risposte dei centri con una semplice freccia,
senza rilevare le risposte codificate complete, come ad esempio i ruoli di condotta.

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Schema 4 Schema generale dello spichismo |
Josè Caballero
Madrid, 5 maggio 1981
Nota:
1. Luis A. Hammann, Autoliberacion, Plaza y Valdes, Messico, 1991 (n.d.t. tradotto in italiano: Autoliberazine casa editrice Multimage)
Introduzione all'edizione del 1997.
Sono passati quindici anni da quando questo libro è stato presentato
al pubblico. Il testo non è stato sostanzialmente modificato, sebbene
abbiamo preferito tralasciare, nell’attuale presentazione, alcuni
riferimenti a questioni complesse sulla natura della forma. Inoltre in
una più amplia concezione sulla teoria della coscienza
alcune considerazioni, che sono state fatte sulla ubicazione della
Morfologia, sono diventate un epilogo. Si è tagliato considerevolmente
il materiale grafico che accompagnava l’edizione precedente. Tutte le
modifiche annotate non influiscono, ovviamente, sul discorso generale e
neanche sulla comprensione sostanziale dell’opera.
Vorrei aggiungere che il veloce sviluppo dei mezzi di diffusione e l’inevitabile progresso delle forme
di pubblicità e propaganda ci hanno suggerito la necessità di
comprendere questi fenomeni dal punto di vista della trasformazione dei
segni di comunicazione nel contesto storico.
Purtroppo entrare in questo tema romperebbe la sequenza del presente
lavoro, pertanto questo mi impegna a sviluppare le conclusioni in
un’altra pubblicazione.
Josè Caballero
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