Morfologia

Simboli, Segni e Allegorie di José Caballero



I^ IMPULSI, CAMPO DI RAPPRESENTAZIONE E MEMORIA

Spazio di rappresentazione

Lo spazio di rappresentazione è una specie di "schermo mentale" su cui vengono proiettate le immagini derivanti dagli stimoli sensoriali, da quelli della memoria e da quelli prodotti dall’attività immaginativa della coscienza.

"Inoltre, la nostra preoccupazione non è rivolta al "problema dell’origine della rappresentazione dello "spazio" ma, al contrario, al problema dello "spazio" che accompagna ogni rappresentazione e nel quale si manifesta ogni rappresentazione. Ma poiché "lo spazio" di rappresentazione non è indipendente dalle rappresentazioni, non potremo rappresentare tale "spazio" se non come coscienza della spazialità in qualunque rappresentazione." (1)

Questo "schermo di proiezione", è formato dall’insieme delle rappresentazioni interne delle sensazioni cenestesiche e cinestesiche (sensi interni), pertanto corrisponde esattamente ai segnali provenienti dal corpo fisico e viene registrato come sommatoria di essi, come una specie di "secondo corpo"costituito da rappresentazioni interne. Corrisponde allo spazio di rappresentazione un registro visuale interno, per cui la sua composizione interna corrisponde alla struttura interna dell’occhio. Questo spazio oltre a possedere altezza e larghezza, possiede anche volume (profondità). E’ proprio in base alla profondità di collocazione dell’immagine che è possibile discriminare un fenomeno interno da uno esterno; in quest’ultimo caso si produce l’illusione che la rappresentazione, che è necessariamente interna, sia esterna come il fenomeno rappresentato. Nella misura in cui il livello di coscienza si abbassa, aumentano le dimensione quindi il volume dello spazio di rappresentazione e questo avviene in concomitanza con l’aumento dei registri dell’intracorpo. Invece, nella misura in cui il livello di coscienza si avvicina alla veglia, lo spazio di rappresentazione tende ad appiattirsi.Dobbiamo inoltre affermare che lo spazio di rappresentazione è sottomesso ai cicli o bioritmi che regolano l’intera struttura umana. Non esiste uno spazio di rappresentazione vuoto, cioè senza contenuti; è infatti grazie alle rappresentazioni che si ha sensazione di esso.

"Non abbiamo parlato di uno spazio di rappresentazione in se ne di un quasi-spazio mentale. Abbiamo detto che la rappresentazione in quanto tale non può rendersi indipendente dalla spazialità; ma con questo non abbiamo affermato che la rappresentazione occupi uno spazio. E’ la forma della rappresentazione spaziale ciò che prendiamo in considerazione. Stando così le cose se parliamo di "spazio di rappresentazione" senza riferirci ad una rappresentazionespecifica, è perché stiamo considerando l’insieme delle percezioni ed immagini (non visive) che danno l’esperienza vissuta ed il tono corporeo e di coscienza nel quale mi riconosco come "io", nel quale mi riconosco come un "continuo", nonostante il fluire ed il cambiamento che vado sperimentando. Quindi, lo "spazio di rappresentazione" è tale non perché sia un contenitore vuoto che debba essere riempito da fenomeni di coscienza, ma perché la sua natura è rappresentazione per cui, quando sorgono determinate immagini, la coscienza non può fare altro che presentarle sotto la formadell’estensione. In modo analogo, avremmo potuto insistere sull’aspetto materiale della cosa rappresentata, riferendoci alla sostanzialità, senza per questo parlare dell’immagine nel senso in cui si esprimono la fisica o la chimica. Ci saremmo riferiti, in quel caso, ai dati iletici, ai dati materiali che non sono la materialità stessa. E, ovviamente, a nessuno verrebbe in mente che la coscienza abbia un colore o che sia un contenitore colorato per il fatto che le rappresentazioni visive si presentano colorate.Ma nonostante tutto, sussiste una difficoltà. Quando diciamo che lo spazio di rappresentazione ha diversi livelli di profondità, è perché stiamo parlando di uno spazio volumetrico, tridimensionale, oppure perché la struttura percettivo-rappresentativa della mia cenestesi mi si presenta volumetricamente? E’ vera, senza alcun dubbio la seconda alternativa; ed è per questo che le rappresentazioni possono apparire in alto o in basso, a sinistra o a destra e avanti o indietro e che anche lo "sguardo" si colloca, rispetto all’immagine, in una prospettiva determinata." (2)

La rappresentazione interna dello spazio mentale, che corrisponde alla traduzione in immagini visive delle sensazioni interne del corpo, permette le connessioni tra le produzioni della coscienza ed il corpo stesso. Questa connessione è necessaria perché il corpo possa muoversi coerentemente in una data direzione. Infatti un qualunque sistema di impulsiproveniente dai sensi, dalla memoria o dalla immaginazione, quando raggiunge lo spazio di rappresentazione, viene trasformato in una immagine che si colloca ad una certa altezza e ad una certa profondità di tale spazio; questa immagineagisce poi sui centri ed il tipo di centro messo in azione, e quindi il tipo di risposta, dipende proprio dalla collocazione dell’immagine nello spazio di rappresentazione.Quindi la coscienza servendosi dell’astrazione e dell’associazione, struttura le immagini dentro uno spazio di rappresentazione.


  1. Silo," Contributi al pensiero", op. cit. pag. 233 - 234; 
  2. Silo, ibid. pag.255 - 256;

RAPPRESENTAZIONE.


Ogni fenomeno di memoria che tocca il campo di presenza della coscienza. Differisce dal dato di memoria che agisce subliminalmente in compresenza; è anche, senza nessun dubbio, differente dalla percezione (v. PERCEZIONE).

MEMORIA.


Funzione dello psichismo che regola i tempi e immagazzina i registri o sensazioni, generati dagli stimoli esterni ed interni, codificandoli, ordinandoli in base allo stato della struttura psichica nel momento dell'impressione (v. EVOCAZIONE). La memoria paragona ogni nuova sensazione con sensazioni precedenti. (v. COMPORTAMENTO, fattori che intervengono nella) Le sensazioni immagazzinate possono essere proiettate sia nel presente che nel futuro. Di entrambe queste operazioni - attualizzazione o ricordo e proiezione o immaginazione - si ha sensazione. L'attività della memoria è legata in modo strutturale a quella dei sensi, a quella dell'apparato di registro e al livello di coscienza.

COSCIENZA.


1. Chiamiamo coscienza il registro effettuato dall'apparato che coordina e struttura sensazioni, immagini e ricordi. Data la dinamica delle operazioni che registra, questo apparato è esso stesso in continua dinamica; tuttavia la sua costituzione deve essere tale da conferirgli anche una certa unità ed identità.

L'essere umano non nasce con questo apparato già costituito, piuttosto esso si costituisce a poco a poco e nella misura in cui si organizza la sensazione globale del corpo. Questo apparato di registro di sensazioni, immagini e ricordi si trova nel corpo ed è vincolato alle sensazioni del corpo. In certi casi esso viene identificato con l'io (v. IO); tale identificazione avviene man mano che le sensazioni del corpo si sommano e si codificano all'interno di un campo di memoria. Se usiamo questo punto di vista diciamo che non si nasce con un io, ma che questo si sviluppa e si articola per accumulazione di esperienze. Non c'è io senza sensazione, immagine o ricordo. Anche quando l'io percepisce se stesso, utilizza queste tre vie, sia che esse forniscano informazioni vere che illusorie.

2. Chiamiamo coscienza il sistema di coordinamento e di registro dello psichismo umano. Precisiamo che ci riferiamo allo stesso apparato anche quando, secondo le funzioni che esso compie, utilizziamo denominazioni diverse: infatti, se coordina, lo chiamiamo coordinatore, se registra registratore. Non consideriamo cosciente alcuna operazione dello psichismo nella quale non siano presenti funzioni di coordinamento.

REGISTRO.


Esperienza della sensazione prodotta dagli stimoli captati dai sensi interni ed esterni; includiamo negli stimoli i ricordi e l'immaginazione.

BIORITMI.


Cicli e ritmi appaiono in ogni essere vivente. Tutte le attività umane seguono cicli. Per esempio, nelle attività vegetative riconosciamo:

A) Cicli corti (come respirazione, circolazione, digestione).
B) Cicli giornalieri (sistema alternante sonno-veglia).
C) Cicli mensili (come quello mestruale).
D) Cicli lunghi (le diverse età della vita: fanciullezza, gioventù, maturità ecc.).

Ciascun centro possiede un proprio ciclo e ritmo. La struttura umana, a sua volta, ha un ciclo e un ritmo generale. Questi sono differenti da centro a centro, ma interdipendenti; pertanto alla variazione del ciclo o del ritmo di un centro corrispondono variazioni nei cicli o nei ritmi degli altri centri; queste variazioni, anche se sono di entità differente, sono tali da produrre un sistema generale di compensazioni. Questo sistema di compensazioni è l'indicatore dell'equilibrio che la struttura totale dei centri è capace di mantenere con il passare del tempo, nonostante le variazioni nei singoli centri.

I bioritmi sono presenti, oltre che nell'attività dei centri, anche nel funzionamento dei livelli di coscienza e in generale nel comportamento.

SENSAZIONE.


A) Vedere Registro.

B) Atomo teorico della percezione.

C) Chiamiamo sensazione ciò che viene registrato quando si capta uno stimolo proveniente dall'ambiente esterno o interno (incluso le immagini e i ricordi), stimolo che fa variare il tono di lavoro del senso che percepisce. Da questo deriva che nella coscienza non può esistere alcun fenomeno che non sia stato prima captato dai sensi; anche i contenuti di memoria, l'attività della coscienza e quella dei centri vengono registrate dai sensi interni. Per la coscienza esiste solo ciò che si manifesta ad essa e questo vale anche quando la coscienza si manifesta a se stessa; anche questa manifestazione, come tutte le altre, deve essere registrata, cioè corrispondere ad una sensazione.

D) Ciò a cui ogni impulso si riduce (v. DOLORE).

FORMA.


A) Si chiama forma in generale la strutturazione che la coscienza effettua con gli impulsi.

B) Le forme sono ambiti di registro interno che permettono di strutturare i fenomeni.

C) Quando gli impulsi sono già stati tradotti dalle vie astrattive o associative della coscienza possiamo identificare quasi esattamente le forme con le immagini.

D) Nel momento di processo precedente a questo, vengono chiamate forme le strutture di percezione. La percezione relativa ad un senso si struttura in una forma che le è caratteristica. Ma proprio come ogni senso possiede la sua forma di strutturare i dati, così la coscienza struttura l'informazione apportata dai sensi in una forma, caratteristica che corrisponde alle vie di percezione usate; pertanto di un oggetto si potranno avere forme distinte a seconda dei canali di sensazione usati, della prospettiva con cui l'oggetto si è presentato, del tipo di strutturazione effettuato dalla coscienza in funzione del livello che è in attività (cioè ogni livello di coscienza pone un proprio ambito formale, struttura i dati in una forma caratteristica).

E) La coscienza articola i dati relativi ad un oggetto producendo una particolare forma; questa forma è legata ad un determinato registro interno che viene codificato nella memoria. Quando l'oggetto in questione viene nuovamente percepito, questa percezione agisce come un segno per la coscienza e attiva il registro interno che corrisponde a quella forma percettiva. E' in questo modo che l'oggetto acquista significato (v. SEGNO) (v. SIGNIFICATO).

F) Uno stimolo si converte in una forma quando la coscienza, lavorando in un determinato livello, lo struttura.

G) Uno stesso stimolo può essere tradotto in differenti forme - in differenti immagini - a seconda del canale percettivo usato. Queste differenti forme o immagini possono entrare in rapporto tra loro e sostituirsi le une alle altre - per esempio agli effetti del riconoscimento dell'oggetto a cui si riferiscono - perché hanno la stessa collocazione nello spazio di rappresentazione e perché compiono la stessa funzione, cioè attivano tutte lo stesso centro che corrisponde a quella collocazione.

TONO.


Le operazioni di ciascun livello di lavoro possono essere effettuate con maggiore o minore intensità o tono.

IMMAGINE.


Chiamiamo immagine la rappresentazione, organizzata e conformata dalla coscienza, delle sensazioni o percezioni che provengono (v. SENSAZIONE) o sono pervenute (v. MEMORIA) dal mondo esterno o interno. Esistono immagini visive, tattili, olfattive, auditive, gustative, cenestesiche e cinestetiche (v. FORMA). Le immagini sono il risultato integrato delle operazioni di trasformazione degli impulsi. Ogni impulso che arriva alla coscienza viene trasformato in un'immagine. Questa immagine, a sua volta, è l'insieme degli impulsi che la coscienza invia ai centri per attivare risposte.

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