Morfologia

Simboli, Segni e Allegorie di José Caballero



I^ IMPULSI, CAMPO DI RAPPRESENTAZIONE E MEMORIA

Campi di presenza e compresenza

Qualsiasi rappresentazione che appare nel campo di presenza della coscienza suscita catene associative fra l’oggetto presentato e la sua compresenza. Mentre nel campo di presenza l’oggetto è catturato con precisione di dettagli, nel campo di compresenza appaiono relazioni con altri oggetti che non sono presenti ma che ne sono comunque relazionati.

E’ da osservare l’importanza che hanno i campi di presenza e compresenza nella traduzione degli impulsi, come ad esempio nel caso della traduzione allegorica, dove molta materia prima proviene dai dati della compresenza vigilica.

"Spieghiamo meglio questo punto con un esempio riguardante il tema del linguaggio e delle sue espressioni e significati. Posso osservare che, nello sviluppo del mio discorso mi si presentano numerose alternative che scelgo non secondo un senso associativo lineare ma secondo dei significati che a loro volta sono in rapporto con il significato globale del mio discorso. Seguendo questa linea, posso arrivare a comprendere un qualunque discorso come un significato espresso in una regione determinata di oggetti. E’ evidente che potrei toccare un’altra regione di oggetti non omogenei con il significato globale che voglio trasmettere; mi astengo però dal farlo per non compromettere, appunto, la trasmissione del significato totale. Mi diventa chiaro allora, che le altre regioni oggettuali sono compresenti al mio discorrere e che potrei lasciarmi condurre da "associazioni libere" prive di finalità all’interno di una regione qualsiasi. E se lo faccio, mi rendo conto che tali associazioni corrispondono ad altre regioni, ad altre totalità significanti.In questo esempio relativo al linguaggio il mio discorso si sviluppa in una regione di significati e di espressioni, si struttura all’interno dei limiti posti da un "orizzonte" si separa da altre regioni che sicuramente risulteranno strutturate da altri oggetti o da altre relazioni tra oggetti." (1)

Quando uno stimolo opera fra soglie suscita l’interesse della coscienza rimanendo in un campo centrale - campo di presenza - verso il quale si dirige l’attenzione, in altre parole l’attenzione si muove per interessi, per qualcosa che in un modo o nell’altro impressiona la coscienza.

Lo stimolo che muove l’interesse può restare in un fuoco centrale di attenzione percettiva, che denominiamo campo di presenza, e che è in relazione diretta con la percezione. Si intende per percezione la struttura di sensazioni effettuata dalla coscienza, riferita ad un senso o a vari sensi. Tutto ciò che non appare strettamente legato all’oggetto centrale si diluisce nell’attenzione, accompagnando, comunque, la presenza dell’oggetto mediante relazioni associative con altri oggetti non presenti, ma che sono a lui collegati. Questo fenomeno dell’attenzione, strettamente legato alla memoria lo chiamiamo campo di compresenza. Nell’evocazione si può spostare l’attenzione dalle presenze alle compresenze, in quanto l’oggetto presente e gli oggetti compresenti sono stati registrati. La compresenza permette di strutturare i nuovi dati, in maniera tale che quando si fa attenzione ad un oggetto, l’evidente si fa presente e ciò che non è evidente è compresente. Questa operazione viene fatta dalla coscienza sulla percezione in modo tale che si struttura molto di più di quanto si percepisce. La compresenza include anche i diversi livelli di coscienza, così nella veglia c’è la compresenza degli insogni e nel sonno c’è la compresenza della veglia, e da luogo ai diversi stati.

In merito a questo argomento Silo spiega: "Un giorno qualsiasi entro nella mia stanza e percepisco la finestra: la riconosco, mi è conosciuta. Ora ne ho una nuova percezione, ma in me agiscono anche le vecchie percezioni di essa, ritenute nella memoria sotto forma di immagini. Oggi, però, mi rendo conto che in un angolo del vetro presenta una crepa…"quella non c’era", mi dico mettendo a confronto la nuova percezione con le ritenzioni in memoria relative alle percezioni precedenti. In più mi succede di trovare una specie di sorpresa. La "finestra" percepita in occasioni anteriori è rimasta impressa nella mia memoria come ritenzione, ma non passivamente come una fotografia: essa è attiva ed agisce proprio come agiscono le immagini. Le ritenzioni in memoria, infatti, agiscono su ciò che percepisco nonostante si siano formate nel passato. Si tratta di un passato sempre attualizzato, sempre presente prima di entrare nella mia stanza davo per scontato, presupponevo, che la finestra dovesse essere in perfette condizioni; non lo stavo pensando semplicemente, ci contavo. La finestra in particolare non era presente nei miei pensieri di quel momento, ma compresente: era interna all’orizzonte degli oggetti contenuti nella mia stanza. E’ grazie al sistema di compresenze, alla ritenzione in memoria attualizzata e sovrapposta alla percezione, che la coscienza presume più di quanto percepisca. In questo fenomeno troviamo il funzionamento più elementare della credenza. E’ come se, nell’esempio citato, io dicessi: "Credevo che la finestra fosse in perfette condizioni". Se, poi entrando nella mia stanza, mi fossero apparsi dei fenomeni propri di un campo differente di oggetti, per esempio il motore di un aereo o un ippopotamo, una tale situazione surreale mi risulterebbe incredibile: e non perché quegli oggetti non esistano, ma perché la loro collocazione sarebbe risultata esterna rispetto al campo di compresenza corrispondente alle mie ritenzioni. Riprendiamo l’esempio; io sono entrato nella mia stanza guidato dall’intenzione, guidato dall’immagine di prendere una penna. Mentre camminavo, forse non stavo pensando al mio obiettivo, ma le immagini di ciò che dovevo raggiungere in un futuro immediato continuavano in ogni caso ad agire in compresenza. Il futuro della coscienza era attualizzato, stava nel presente. Sfortunatamente ho trovato il vetro rotto e le mie intenzioni si sono modificate per via della necessità di risolvere un altro problema urgente. Ebbene, in qualsiasi istante presente della mia coscienza posso osservare l’incrociarsi di ritenzioni e di futurizzazioni che agiscono in compresenza e in struttura. L’istante presente si costituisce nella mia coscienza come un campo temporale attivo dato da tre tempi differenti." (2)

In questo caso la memoria gioca il ruolo fondamentale cioè quello di somministrare i dati che non sono presenti, ma che sono compresenti. La coscienza effettua relazioni fra dati presenti e dati che non sono presenti, ma che in qualche modo sono legati all’oggetto. Questo legame che si stabilisce è un vincolo della memoria.


  1. Silo,"Contributi al pensiero", opere complete volume 1 Multimage,Torino 2002, pag.256 - 257;
  2. Silo, Conferenza "Pensiero e opera letteraria" opere complete volume 1 Multimage, Torino 2002, pqg.885 - 886;

RAPPRESENTAZIONE.


Ogni fenomeno di memoria che tocca il campo di presenza della coscienza. Differisce dal dato di memoria che agisce subliminalmente in compresenza; è anche, senza nessun dubbio, differente dalla percezione (v. PERCEZIONE).

COSCIENZA.


1. Chiamiamo coscienza il registro effettuato dall'apparato che coordina e struttura sensazioni, immagini e ricordi. Data la dinamica delle operazioni che registra, questo apparato è esso stesso in continua dinamica; tuttavia la sua costituzione deve essere tale da conferirgli anche una certa unità ed identità.

L'essere umano non nasce con questo apparato già costituito, piuttosto esso si costituisce a poco a poco e nella misura in cui si organizza la sensazione globale del corpo. Questo apparato di registro di sensazioni, immagini e ricordi si trova nel corpo ed è vincolato alle sensazioni del corpo. In certi casi esso viene identificato con l'io (v. IO); tale identificazione avviene man mano che le sensazioni del corpo si sommano e si codificano all'interno di un campo di memoria. Se usiamo questo punto di vista diciamo che non si nasce con un io, ma che questo si sviluppa e si articola per accumulazione di esperienze. Non c'è io senza sensazione, immagine o ricordo. Anche quando l'io percepisce se stesso, utilizza queste tre vie, sia che esse forniscano informazioni vere che illusorie.

2. Chiamiamo coscienza il sistema di coordinamento e di registro dello psichismo umano. Precisiamo che ci riferiamo allo stesso apparato anche quando, secondo le funzioni che esso compie, utilizziamo denominazioni diverse: infatti, se coordina, lo chiamiamo coordinatore, se registra registratore. Non consideriamo cosciente alcuna operazione dello psichismo nella quale non siano presenti funzioni di coordinamento.

COMPRENSENZA, campo di.


(v. ATTENZIONE).

SIGNIFICATO – SIGNIFICAZIONE.


E' il registro interno di corrispondenza tra:

  • A) la percezione di un oggetto che agisce come segno e
  • B) il registro interno, precedentemente codificato come forma, della percezione dell'oggetto in questione.

ATTENZIONE


Meccanismo della coscienza che permette di osservare i fenomeni interni ed esterni. Diciamo che quando uno stimolo supera una determinata soglia, esso suscita l'interesse della coscienza e rimane in un campo centrale verso il quale l'attenzione si dirige.

Quindi l'attenzione funziona per interessi, cioè per stimoli che in qualche modo agiscono sulla coscienza producendo un registro. Il campo centrale di attenzione in cui si colloca lo stimolo che risveglia l'interesse viene denominato campo di presenza. Questo campo è in rapporto con la percezione. Tutti gli oggetti che non appaiono strettamente legati a quello centrale diventano gradualmente più sfumati, ad essi viene dedicata sempre minore attenzione. L'oggetto centrale è sempre legato da rapporti associativi ad altri oggetti non presenti, ma compresenti. Chiamiamo questo fenomeno attenzionale campo di compresenza.

Questo campo è in rapporto con la memoria. Nell'evocazione, l'attenzione può essere spostata dal campo di presenza a quello di compresenza. Questo spostamento è possibile perché si è avuto il registro sia dell'oggetto presente sia quello degli oggetti compresenti. Il campo di compresenza permette di strutturare i nuovi dati.

Diciamo in sintesi che quando si presta attenzione a un oggetto ciò che è evidente diventa presente, mentre ciò che non è evidente opera in modo compresente. Questo succede sempre nella coscienza quando essa percepisce qualcosa; pertanto è possibile affermare che la coscienza struttura sempre più di quanto percepisce, cioè aggiunge sempre altri dati a quelli direttamente osservati.

Il meccanismo della compresenza esiste anche nel funzionamento dei livelli di coscienza: in veglia possono operare insogni (v. INSOGNI) in modo compresente e nel sogno può esserci tavolta compresenza di fenomeni vigilici. E' per questo che esistono diversi stati all'interno di ciascun livello di coscienza. (v. COSCIENZA, livelli di)

PERCEZIONE.


A) Semplice registro del dato sensoriale.

B) Il dato che arriva al senso viene registrato come variazione del tono di attività del senso stesso; ma oltre a questo, il dato viene configurato e strutturato dal senso. Pertanto, la percezione è il registro del dato a cui si somma l'attività del senso il quale si trova in una dinamica continua. In sintesi, si tratta di una struttura formata da: dato + attività del senso che astrae e organizza il dato.

C) Strutturazione di sensazioni effettuate: da un senso; da vari sensi, dall'attività della memoria e/o dalla coscienza insieme al senso, ai vari sensi e alla memoria.

MEMORIA.


Funzione dello psichismo che regola i tempi e immagazzina i registri o sensazioni, generati dagli stimoli esterni ed interni, codificandoli, ordinandoli in base allo stato della struttura psichica nel momento dell'impressione (v. EVOCAZIONE). La memoria paragona ogni nuova sensazione con sensazioni precedenti. (v. COMPORTAMENTO, fattori che intervengono nella) Le sensazioni immagazzinate possono essere proiettate sia nel presente che nel futuro. Di entrambe queste operazioni - attualizzazione o ricordo e proiezione o immaginazione - si ha sensazione. L'attività della memoria è legata in modo strutturale a quella dei sensi, a quella dell'apparato di registro e al livello di coscienza.

INSOGNI.


Nel livello di veglia appaiono numerose immagini, idee e pensieri estranei all'idea o al pensiero che si sta sviluppando in un dato momento. Chiamiamo insogni queste immagini. Esse sono formalizzazioni di stimoli provenienti da altri livelli di coscienza, dall'ambiente esterno o dal corpo, che esercitano un'azione, una pressione nel livello di veglia. Gli insogni sono instabili e mutevoli e costituiscono l'ostacolo maggiore al lavoro con l'attenzione. Esistono insogni occasionali che scompaiono rapidamente e che chiamiamo secondari, che danno risposte compensatorie agli stimoli provenienti sia dall'ambiente esterno sia da quello interno, i quali producono tensioni - interne - dolorose; la loro funzione è proprio quella di scaricare tali tensioni. Questi insogni secondari girano intorno a un clima emotivo particolare, che si può osservare come costante e che denota un nucleo di grande fissità, che chiamiamo Nucleo d'Insogno (v. INSOGNO, nucleo di). L'osservazione e lo studio degli insogni che appaiono nei diversi livelli di coscienza permettono di individuare il nucleo d'insogno.

FORMA.


A) Si chiama forma in generale la strutturazione che la coscienza effettua con gli impulsi.

B) Le forme sono ambiti di registro interno che permettono di strutturare i fenomeni.

C) Quando gli impulsi sono già stati tradotti dalle vie astrattive o associative della coscienza possiamo identificare quasi esattamente le forme con le immagini.

D) Nel momento di processo precedente a questo, vengono chiamate forme le strutture di percezione. La percezione relativa ad un senso si struttura in una forma che le è caratteristica. Ma proprio come ogni senso possiede la sua forma di strutturare i dati, così la coscienza struttura l'informazione apportata dai sensi in una forma, caratteristica che corrisponde alle vie di percezione usate; pertanto di un oggetto si potranno avere forme distinte a seconda dei canali di sensazione usati, della prospettiva con cui l'oggetto si è presentato, del tipo di strutturazione effettuato dalla coscienza in funzione del livello che è in attività (cioè ogni livello di coscienza pone un proprio ambito formale, struttura i dati in una forma caratteristica).

E) La coscienza articola i dati relativi ad un oggetto producendo una particolare forma; questa forma è legata ad un determinato registro interno che viene codificato nella memoria. Quando l'oggetto in questione viene nuovamente percepito, questa percezione agisce come un segno per la coscienza e attiva il registro interno che corrisponde a quella forma percettiva. E' in questo modo che l'oggetto acquista significato (v. SEGNO) (v. SIGNIFICATO).

F) Uno stimolo si converte in una forma quando la coscienza, lavorando in un determinato livello, lo struttura.

G) Uno stesso stimolo può essere tradotto in differenti forme - in differenti immagini - a seconda del canale percettivo usato. Queste differenti forme o immagini possono entrare in rapporto tra loro e sostituirsi le une alle altre - per esempio agli effetti del riconoscimento dell'oggetto a cui si riferiscono - perché hanno la stessa collocazione nello spazio di rappresentazione e perché compiono la stessa funzione, cioè attivano tutte lo stesso centro che corrisponde a quella collocazione.

IO.


Chiamiamo io l'entità che osserva i meccanismi e le operazioni della coscienza nel loro continuo sviluppo. Nel livello di veglia questa osservazione viene effettuata come "da dentro"; nel sogno, invece, viene effettuata come "da fuori". In entrambi i casi, l'io appare separato, non incluso nelle operazioni che osserva. Quindi, proprio per questi registri interni non è legittimo identificare l'io con la coscienza né con le sue funzioni. (v. COSCIENZA). I limiti dell'io corrispondono ai limiti delle sensazioni del corpo, specialmente del tatto esterno.

INTERESSE.


(v. ATTENZIONE).

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