Morfologia

Simboli, Segni e Allegorie di José Caballero



I^ IMPULSI, CAMPO DI RAPPRESENTAZIONE E MEMORIA

Immaginazione

L’immaginazione è l’attività della coscienza in cui opera il meccanismo associativo. E’ interessante fare alcune distinzioni fra immaginazione spontanea e diretta: nell’immaginazione spontanea o libera il meccanismo associativo opera liberamente producendo immagini che si impongono alla coscienza (soprattutto nei livelli di sonno e dormiveglia); nell’immaginazione diretta al contrario l’associazione viene ordinata secondo un piano di inventiva proposto dalla coscienza, con l’interesse di dare forma a qualcosa di ancora inesistente.

Ogni nuova sensazione è comparata con altre già registrate in precedenza nella memoria. A volte, le sensazioni immagazzinate sono proiettate in un tempo diverso dall’ attuale il futuro. In entrambe le operazioni - attualizzazione o ricordo e proiezione o immaginazione - si sperimenta una sensazione.

La memoria opera strutturalmente con la coscienza, i sensi, ed il livello di lavoro dello psichismo.

Una complessa concatenazione di fattori - sensazione, memoria e immaginazione, lavorando in struttura, permettono che le sensazioni, per influenza dei dati provenienti dalla memoria, si trasformano e si traducono apparendo poi come immaginazione.

Il dolore e la sofferenza in particolare, finiscono generalmente fortemente deformati e tradotti dall’immaginazione. Quindi numerose sofferenze non esistono, tranne che nelle immagini trasformate da questi processi mentali.

In conclusione i centri di risposta si attivano grazie alle immagini che si formano nella coscienza, tranne nel caso di immagini corrispondenti ad alcuni impulsi che provengono direttamente dalla cenestesia e che si dirigono al centro vegetativo.

COSCIENZA.


1. Chiamiamo coscienza il registro effettuato dall'apparato che coordina e struttura sensazioni, immagini e ricordi. Data la dinamica delle operazioni che registra, questo apparato è esso stesso in continua dinamica; tuttavia la sua costituzione deve essere tale da conferirgli anche una certa unità ed identità.

L'essere umano non nasce con questo apparato già costituito, piuttosto esso si costituisce a poco a poco e nella misura in cui si organizza la sensazione globale del corpo. Questo apparato di registro di sensazioni, immagini e ricordi si trova nel corpo ed è vincolato alle sensazioni del corpo. In certi casi esso viene identificato con l'io (v. IO); tale identificazione avviene man mano che le sensazioni del corpo si sommano e si codificano all'interno di un campo di memoria. Se usiamo questo punto di vista diciamo che non si nasce con un io, ma che questo si sviluppa e si articola per accumulazione di esperienze. Non c'è io senza sensazione, immagine o ricordo. Anche quando l'io percepisce se stesso, utilizza queste tre vie, sia che esse forniscano informazioni vere che illusorie.

2. Chiamiamo coscienza il sistema di coordinamento e di registro dello psichismo umano. Precisiamo che ci riferiamo allo stesso apparato anche quando, secondo le funzioni che esso compie, utilizziamo denominazioni diverse: infatti, se coordina, lo chiamiamo coordinatore, se registra registratore. Non consideriamo cosciente alcuna operazione dello psichismo nella quale non siano presenti funzioni di coordinamento.

IMMAGINAZIONE.


A) Attività della coscienza in cui opera il meccanismo associativo. (v. ASSOCIAZIONE). Distinguiamo tra immaginazione libera, in cui il meccanismo associativo opera liberamente, producendo immagini che si impongono alla coscienza specialmente nei livelli di sonno e di dormiveglia - e immaginazione diretta, in cui le immagini vengono associate secondo un piano ordinato proposto dalla coscienza con l'interesse di dare forma a qualcosa di ancora inesistente. Si tratta di un fenomeno diverso dal ricordo diretto.

B) Funzione della coscienza che opera con dati di memoria trasformandoli in immagini e proiettandoli nel futuro.

FORMA.


A) Si chiama forma in generale la strutturazione che la coscienza effettua con gli impulsi.

B) Le forme sono ambiti di registro interno che permettono di strutturare i fenomeni.

C) Quando gli impulsi sono già stati tradotti dalle vie astrattive o associative della coscienza possiamo identificare quasi esattamente le forme con le immagini.

D) Nel momento di processo precedente a questo, vengono chiamate forme le strutture di percezione. La percezione relativa ad un senso si struttura in una forma che le è caratteristica. Ma proprio come ogni senso possiede la sua forma di strutturare i dati, così la coscienza struttura l'informazione apportata dai sensi in una forma, caratteristica che corrisponde alle vie di percezione usate; pertanto di un oggetto si potranno avere forme distinte a seconda dei canali di sensazione usati, della prospettiva con cui l'oggetto si è presentato, del tipo di strutturazione effettuato dalla coscienza in funzione del livello che è in attività (cioè ogni livello di coscienza pone un proprio ambito formale, struttura i dati in una forma caratteristica).

E) La coscienza articola i dati relativi ad un oggetto producendo una particolare forma; questa forma è legata ad un determinato registro interno che viene codificato nella memoria. Quando l'oggetto in questione viene nuovamente percepito, questa percezione agisce come un segno per la coscienza e attiva il registro interno che corrisponde a quella forma percettiva. E' in questo modo che l'oggetto acquista significato (v. SEGNO) (v. SIGNIFICATO).

F) Uno stimolo si converte in una forma quando la coscienza, lavorando in un determinato livello, lo struttura.

G) Uno stesso stimolo può essere tradotto in differenti forme - in differenti immagini - a seconda del canale percettivo usato. Queste differenti forme o immagini possono entrare in rapporto tra loro e sostituirsi le une alle altre - per esempio agli effetti del riconoscimento dell'oggetto a cui si riferiscono - perché hanno la stessa collocazione nello spazio di rappresentazione e perché compiono la stessa funzione, cioè attivano tutte lo stesso centro che corrisponde a quella collocazione.

SENSAZIONE.


A) Vedere Registro.

B) Atomo teorico della percezione.

C) Chiamiamo sensazione ciò che viene registrato quando si capta uno stimolo proveniente dall'ambiente esterno o interno (incluso le immagini e i ricordi), stimolo che fa variare il tono di lavoro del senso che percepisce. Da questo deriva che nella coscienza non può esistere alcun fenomeno che non sia stato prima captato dai sensi; anche i contenuti di memoria, l'attività della coscienza e quella dei centri vengono registrate dai sensi interni. Per la coscienza esiste solo ciò che si manifesta ad essa e questo vale anche quando la coscienza si manifesta a se stessa; anche questa manifestazione, come tutte le altre, deve essere registrata, cioè corrispondere ad una sensazione.

D) Ciò a cui ogni impulso si riduce (v. DOLORE).

RICORDO.


A) Chiamiamo ricordo il contenuto di coscienza che, non venendo dai sensi, arriva alla coscienza stessa. (v. EVOCAZIONE).

B) Attualizzazione di un'immagine nella coscienza (v. COSCIENZA) che proviene dal passato, dai sensi esterni e interni.

MEMORIA.


Funzione dello psichismo che regola i tempi e immagazzina i registri o sensazioni, generati dagli stimoli esterni ed interni, codificandoli, ordinandoli in base allo stato della struttura psichica nel momento dell'impressione (v. EVOCAZIONE). La memoria paragona ogni nuova sensazione con sensazioni precedenti. (v. COMPORTAMENTO, fattori che intervengono nella) Le sensazioni immagazzinate possono essere proiettate sia nel presente che nel futuro. Di entrambe queste operazioni - attualizzazione o ricordo e proiezione o immaginazione - si ha sensazione. L'attività della memoria è legata in modo strutturale a quella dei sensi, a quella dell'apparato di registro e al livello di coscienza.

DOLORE.


Il registro di uno stimolo spiacevole viene chiamato genericamente dolore; esso corrisponde sempre a un aumento di tensione.

Quando la fonte di questo registro ha una localizzazione precisa nel corpo, parliamo di dolore in senso stretto; il dolore viene registrato attraverso la via della sensazione (v. SENSAZIONE). Quando invece tale registro ha la sua radice nella mente e giunge per la via dell'immaginazione o per la via del ricordo, parliamo di sofferenza (v. SOFFERENZA).

Tuttavia, in ultima istanza, sia la radice del dolore che quella dell sofferenza si trovano nel corpo, in quanto abbiamo sempre un registro fisico o sensazione anche della memoria e dell'immaginazione. Da questo punto di vista, tanto il dolore che la sofferenza sono riducibili, come ogni impulso, alla sensazione. Il dolore è legato strutturalmente al rifiuto del dolore, cioè l'apparizione di uno stimolo doloroso fa mettere in moto un meccanismo che tende a rifiutare tale stimolo.

Il dolore giunto attraverso la via della sensazione si registra quando lo stimolo supera il limite di tolleranza del senso che lo percepisce (v. AMNESIA) (v. IMPULSI, trasformazione e traduzione degli).

SOFFERENZA.


(V. Dolore)

A) La sua radice si trova nella mente così come quella del dolore si trova nel corpo, tuttavia se la mente dipende dal corpo è corretto dire che anche la sofferenza mentale deriva dal corpo.

B) Gli impedimenti alla normalizzazione, all'ampliamento e allo sviluppo della coscienza sicuramente hanno come base la sofferenza.

C) La sofferenza non può soluzionarsi grazie ad una semplice rivalorizzazione o rivalutazione di persone, fatti o situazioni, a meno che questa non abbia prodotto un'attitudine mentale e una condotta differente rispetto al problema in questione.

RISPOSTA.


Viene denominata risposta l'azione che si esprime verso il mondo della sensazione (v. COMPORTAMENTO, valutazione del) (v. RUOLI).

IMPULSI.


Chiamiamo impulsi i segnali che arrivano alla coscienza dall'apparato dei sensi o da quello della memoria e che la coscienza traduce in immagini, attraverso le vie astrattive o associative. Gli impulsi subiscono numerose trasformazioni e traduzioni anche prima di essere trasformati in immagini.

CENTRI.


1. Astrazione o sintesi concettuale che si riferisce alle diverse attività possibili dell'essere umano; in essa viene inglobato il lavoro di differenti punti fisici, a volte molto distanti tra loro.

2. Apparati che controllano l'uscita di risposte verso il mondo. Questi centri appaiono come specializzazioni di risposte di relazione.

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