Morfologia

Simboli, Segni e Allegorie di José Caballero



I^ IMPULSI, CAMPO DI RAPPRESENTAZIONE E MEMORIA

Immagine

Queste immagini sono collegamenti fra la coscienza che le forma e quei fenomeni del mondo oggettuale alle quali si riferiscono. Non si potrebbe verificare questa comunicazione se non esistessero queste connessioni che sono partite come impulsi e sono state tradotte in immagini, che si collocano nel livello corrispondente nello spazio di rappresentazione. Queste immagini "lanciano" un segnale sul centro di risposta corrispondente, affinché questo si attivi nel mondo esterno o interno.

"Abitualmente si conviene che durante il sonno la coscienza abbandoni gli interessi quotidiani, trascurando gli stimoli dei sensi esterni, ai quali risponde solo eccezionalmente, e cioè quando gli impulsi superano una determinata soglia oppure si avvicinano ad un "punto di allerta".Eppure, durante il sonno con sogni, l’abbondanza delle immagini rivela la presenza di una grandissima quantità di percezioni, che sono quelle che corrispondono a tali immagini. D’altra parte, gli stimoli esterni vengono non solo attutiti ma anche trasformati affinché il livello di sonno possa permanere.Questo modo di stare nel sonno da parte della coscienza non è, di sicuro un modo di non stare nel mondo, bensì una particolare maniera di stare in esso e di agire, anche se l’azione è ora diretta verso il mondo interno. Infatti, durante il sonno con sogni, le immagini oltre a trasformare le percezioni esterne per far si che il livello di sonno permanga, intervengono anche nelle tensioni e nelle distensioni profonde e nell’economia energetica dell’intracorpo. Lo stesso vale per le immagini del "sognare da svegli", ed è proprio in questo livello intermedio che è possibile accedere alle drammatizzazioni che sorgono quando gli impulsi vengono tradotti da un senso all’altro.In veglia, poi, le immagini non solo contribuiscono al riconoscimento della percezione ma tendono ad incanalare l’attività del corpo verso il mondo esterno.Anche delle immagini dello stato di veglia si ha necessariamente un vissuto interno ed è per questo che esse finiscono per influenzare il comportamento dell’intracorpo. Certo quando l’interesse è posto sulla tonicità muscolare e sull’attività motoria, tali vissuti sono accessibili solo in via secondaria. Ma la situazione cambia rapidamente quando la coscienza si configura "emozionalmente": in questo caso, il vissuto dell’intracorpo si amplifica mentre le immagini continuano a trainare le azioni nel mondo esterno oppure, come avviene in certe occasioni, inibiscono ogni azione determinando un"accomodamento tattico del corpo" alla situazione; questa inibizione in seguito sarà interpretata come un’ atteggiamento corretto oppure come un’ atteggiamento sbagliato, ma in ogni caso essa costituisce un’ adattamento della condotta al mondo." (1)


Sia nella veglia, che nel sonno e nel semisonno queste immagini connettono lo psichismo con quelle realtà psichiche che si vogliono segnalare e che appaiono notevolmente tradotte.

Gli impulsi, che sono partiti dall’apparato sensoriale, saranno notevolmente tradotti e trasformati prima ancora di raggiungere la coscienza, questa informazione non corrisponderà esattamente al dato percepito dal senso. Tutto questo dipende sia dalle condizioni sensoriali previe che dal lavoro particolare dei diversi livelli di coscienza. Altrettanto succederà con dati che, provenenti dalla memoria, aprono le vie astrattive o associative nella coscienza, ma che prima di arrivare uscendo dalla memoria, hanno già subito variazioni.

Ribadiamo ancora una volta che da ogni senso partono degli impulsi che saranno tradotti con immagini corrispondenti, che non saranno necessariamente visive. Tutti i sensi "lanciano" il loro impulso sensoriale che si modificherà convertendosi in un’immagine adeguata a secondo del senso: immagine tattile, auditiva, cenestesica, ecc..

Chiameremo "immagine" la rappresentazione strutturata e conformata dalla coscienza, delle sensazioni o percezioni che provengono (sensazione) o sono pervenute (memoria) dal mondo esterno o interno. L’immagine a sua volta è l’insieme di impulsi che la coscienza invia ai centri per attivare risposte.


  1. Silo," Contributi al pensiero", pag. 249 - 250;

COSCIENZA.


1. Chiamiamo coscienza il registro effettuato dall'apparato che coordina e struttura sensazioni, immagini e ricordi. Data la dinamica delle operazioni che registra, questo apparato è esso stesso in continua dinamica; tuttavia la sua costituzione deve essere tale da conferirgli anche una certa unità ed identità.

L'essere umano non nasce con questo apparato già costituito, piuttosto esso si costituisce a poco a poco e nella misura in cui si organizza la sensazione globale del corpo. Questo apparato di registro di sensazioni, immagini e ricordi si trova nel corpo ed è vincolato alle sensazioni del corpo. In certi casi esso viene identificato con l'io (v. IO); tale identificazione avviene man mano che le sensazioni del corpo si sommano e si codificano all'interno di un campo di memoria. Se usiamo questo punto di vista diciamo che non si nasce con un io, ma che questo si sviluppa e si articola per accumulazione di esperienze. Non c'è io senza sensazione, immagine o ricordo. Anche quando l'io percepisce se stesso, utilizza queste tre vie, sia che esse forniscano informazioni vere che illusorie.

2. Chiamiamo coscienza il sistema di coordinamento e di registro dello psichismo umano. Precisiamo che ci riferiamo allo stesso apparato anche quando, secondo le funzioni che esso compie, utilizziamo denominazioni diverse: infatti, se coordina, lo chiamiamo coordinatore, se registra registratore. Non consideriamo cosciente alcuna operazione dello psichismo nella quale non siano presenti funzioni di coordinamento.

FORMA.


A) Si chiama forma in generale la strutturazione che la coscienza effettua con gli impulsi.

B) Le forme sono ambiti di registro interno che permettono di strutturare i fenomeni.

C) Quando gli impulsi sono già stati tradotti dalle vie astrattive o associative della coscienza possiamo identificare quasi esattamente le forme con le immagini.

D) Nel momento di processo precedente a questo, vengono chiamate forme le strutture di percezione. La percezione relativa ad un senso si struttura in una forma che le è caratteristica. Ma proprio come ogni senso possiede la sua forma di strutturare i dati, così la coscienza struttura l'informazione apportata dai sensi in una forma, caratteristica che corrisponde alle vie di percezione usate; pertanto di un oggetto si potranno avere forme distinte a seconda dei canali di sensazione usati, della prospettiva con cui l'oggetto si è presentato, del tipo di strutturazione effettuato dalla coscienza in funzione del livello che è in attività (cioè ogni livello di coscienza pone un proprio ambito formale, struttura i dati in una forma caratteristica).

E) La coscienza articola i dati relativi ad un oggetto producendo una particolare forma; questa forma è legata ad un determinato registro interno che viene codificato nella memoria. Quando l'oggetto in questione viene nuovamente percepito, questa percezione agisce come un segno per la coscienza e attiva il registro interno che corrisponde a quella forma percettiva. E' in questo modo che l'oggetto acquista significato (v. SEGNO) (v. SIGNIFICATO).

F) Uno stimolo si converte in una forma quando la coscienza, lavorando in un determinato livello, lo struttura.

G) Uno stesso stimolo può essere tradotto in differenti forme - in differenti immagini - a seconda del canale percettivo usato. Queste differenti forme o immagini possono entrare in rapporto tra loro e sostituirsi le une alle altre - per esempio agli effetti del riconoscimento dell'oggetto a cui si riferiscono - perché hanno la stessa collocazione nello spazio di rappresentazione e perché compiono la stessa funzione, cioè attivano tutte lo stesso centro che corrisponde a quella collocazione.

IMPULSI.


Chiamiamo impulsi i segnali che arrivano alla coscienza dall'apparato dei sensi o da quello della memoria e che la coscienza traduce in immagini, attraverso le vie astrattive o associative. Gli impulsi subiscono numerose trasformazioni e traduzioni anche prima di essere trasformati in immagini.

IMMAGINE.


Chiamiamo immagine la rappresentazione, organizzata e conformata dalla coscienza, delle sensazioni o percezioni che provengono (v. SENSAZIONE) o sono pervenute (v. MEMORIA) dal mondo esterno o interno. Esistono immagini visive, tattili, olfattive, auditive, gustative, cenestesiche e cinestetiche (v. FORMA). Le immagini sono il risultato integrato delle operazioni di trasformazione degli impulsi. Ogni impulso che arriva alla coscienza viene trasformato in un'immagine. Questa immagine, a sua volta, è l'insieme degli impulsi che la coscienza invia ai centri per attivare risposte.

RISPOSTA.


Viene denominata risposta l'azione che si esprime verso il mondo della sensazione (v. COMPORTAMENTO, valutazione del) (v. RUOLI).

SENSI.


Apparati o funzioni dello psichismo che registrano stimoli provenienti dall'ambiente esterno e da quello interno al corpo (sensi esterni ed interni, rispettivamente). I vari sensi sono in continua attività operano simultaneamente mantenendo una relazione strutturale sia tra di loro sia con gli apparati di memoria e di registro.

TENSIONI.


Chiamiamo tensioni le contrazioni dei sistemi muscolari più o meno profonde. Queste tensioni non sempre hanno un vincolo diretto con lo psichismo, poiché il rilassamento muscolare non sempre accompagna il rilassamento mentale. Da un punto di vista psicologico, diciamo che le tensioni psichiche sono in rapporto con aspettative eccessive che spingono lo psichismo alla ricerca, alla speranza di qualcosa, in esse è sempre presente un sottofondo di tipo possessivo, mentre le relazioni si producono quando sorge un atteggiamento psicologico di non possesso o di disposizione a dare (accompagnata dal registro di lasciarsi andare).

È' interessante poter individuare il registro delle tensioni, piuttosto che cercare la loro causa così come è importante individuare le dissociazioni delle tensioni non necessarie che accompagnano la tensione in un determinato momento. Dividiamo: tensioni esterne, che possono essere occasionali o permanenti; tensioni interne o di tipo muscolare profondo o in generale di irritazione viscerale.

Queste ultime sono accompagnate da un'importante componente emotiva e pertanto le chiamiamo climi (v. CLIMA), e possono, o non, coesistere con le tensioni esterne. In occasioni causano al lasciarsi andare, fenomeni mnemonici che fanno sorgere il registro che corrisponde al clima.

RICONOSCIMENTO.


Si produce nel momento in cui si riceve un dato e viene comparato con i dati anteriori, appare come già registrato. (v. OBLIO).

PERCEZIONE.


A) Semplice registro del dato sensoriale.

B) Il dato che arriva al senso viene registrato come variazione del tono di attività del senso stesso; ma oltre a questo, il dato viene configurato e strutturato dal senso. Pertanto, la percezione è il registro del dato a cui si somma l'attività del senso il quale si trova in una dinamica continua. In sintesi, si tratta di una struttura formata da: dato + attività del senso che astrae e organizza il dato.

C) Strutturazione di sensazioni effettuate: da un senso; da vari sensi, dall'attività della memoria e/o dalla coscienza insieme al senso, ai vari sensi e alla memoria.

PSICHISMO.


Sistema integrato e dinamicamente interregolato formato da sensi, memoria, coordinatore, livelli e centri.

MONDO o AMBIENTE ESTERNO.


Ciò che è situato al di là del tatto interno. Le sue manifestazioni luminose, odorose, auditive, gustative e tattili vengono denominate stimoli; quando questi agiscono sui sensi esterni, si configurano le sensazioni.

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