Morfologia

Simboli, Segni e Allegorie di José Caballero



VI^ ALLEGORICA

Regole di interpretazione dell’allegoria

Considereremo qui queste semplici regole:

  1. La prima cosa che facciamo è quella di ridurre a simbolo l’allegoria che ci interessa interpretare in quanto questo ci permette di comprendere il sistema di tensioni nel quale si trova collocata. In questo senso il simbolo costituisce il contenente dell’allegoria. Quindi, se in una allegoria appaiono numerose persone che discutono o fanno una qualunque cosa in una piazza, riduciamo a simbolo la piazza che le include, che costituisce il contenente più ampio nel quale si trovano collocate. Il nostro primo interesse è quello di scoprire il sistema di tensioni a cui si trova sottoposta l’allegoria in questione e questo dipende appunto dal tipo di simbolo che l’include nel suo interno.

    A questo punto conviene precisare che tutto ciò che è stato detto sulla simbolica serve solo per determinare i sistemi di tensione che agiscono sulle allegorie.
  2. Cerchiamo di comprendere da dove proviene la materia prima dell’allegoria (soprattutto nelle interpretazioni di produzioni allegoriche personali). Questa può provenire in primo luogo dai sensi, ma anche dalla memoria o contemporaneamente da entrambi queste fonti, oppure da uno stato caratteristico della mente che tende a sviluppare queste particolari articolazioni che sono le allegorie. Da dove proviene il materiale di cui si compongono le allegorie? Questa è per noi una domanda estremamente importante. Il nostro filo conduttore, nello studio di una allegoria, è sempre dato dalla funzione che essa compie. Se cerchiamo di comprendere il sistema di tensioni in cui si trova collocata e da dove proviene la sua materia prima, è per determinare il processo che sta sviluppando, per sapere a che cosa serve.
  3. Effettuiamo l’interpretazione basandoci sulle leggi associative (similitudine, contiguità e contrasto) e su modelli interpretativi comunemente accettati. Quindi, se ci poniamo ad interpretare una allegoria che noi stessi abbiamo prodotto, dobbiamo chiederci quale è il significato che essa ha per noi.

    Se poi vogliamo interpretare l’allegoria contenuta in un oggetto esterno, per esempio in un quadro, dobbiamo chiedere all’autore che cosa essa significa per lui. 
    Certo, talvolta c’è una distanza di centinaia d’anni tra noi e l’autore di una allegoria per cui non è possibile una domanda diretta neanche il nostro sistema di significati risulta adeguato ad interpretare la funzione che essa ha avuto nell’economia psichica dell’autore. Al massimo lo possiamo intuire o, per altre vie, possiamo arrivare a comprendere i valori ed i significati che esistevano in quell’ epoca.

    Ma parlando in termini generali, diciamo che è sempre bene interpretare in base a leggi associative ed a modelli interpretativi comunemente accettati. Interpretare un’allegoria, molto lontano nel tempo e nello spazio, è estremamente difficile poiché non abbiamo a disposizione sufficiente materia prima. Se non c’è materiale per lavorare non si deve forzare la realtà interpretativa; e se non si conosce il significato che aveva per quel contesto culturale una determinata produzione allegorica, è corretto non dare soluzioni al problema fino a quando non veniamo a conoscenza dei dati culturali necessari. In nessun modo bisogna forzare l’ interpretazione quando manca l’ informazione poiché "si riempie allegoricamente" si copre quella realtà, che non si sa interpretare, con altre allegorie proprie. E’ evidente che se non si hanno dati di consenso globale è inadeguato considerare meccanismi di interpretazione secondo quello che rappresenta per l’interprete.

    Se per esempio mi interessa una allegoria sociale, chiederò a diverse persone che appartengono alla società a cui essa si riferisce quale è il suo significato. Le persone interrogate me lo diranno ed il significato dell’allegoria risulterà chiaro. Si tratta di un procedimento estremamente semplice.

    Per esempio, una persona mi parla dell’immagine di un vecchio buono e dotato di certe altre caratteristiche ed io le domando che cosa significa per lei tale immagine. La persona mi risponde: "la bontà". Bene, allora io so che questa allegoria significa la bontà per tale persona. Niente altro che questo. Non dico che significa un’altra cosa, non introduco tensioni e contenuti miei per spiegare ciò che accade all’altro.
    Perché debbo dire "Questo è tipico del condizionamento di una società sessualmente repressa". "L’immagine di quel vecchio a dei contenuti sessuali", queste sarebbero una proiezione di colui che interpreta dovuta delle sue tensioniinterne. Questo è un fenomeno notevole e proprio del mondo dell’allegoria, e cioè quello di realizzare lo spostamento di cariche, di climi che non coincidono con il sistema di rappresentazione.
  4. Comprendere l’argomento o gli argomenti presenti in ogni tema. Distinguiamo tra argomenti e temi degli argomenti. Un argomento è il racconto, ed al suo interno ci sono temi, come se fossero fotografie, immagini, che ne vanno formando la trama. I temi degli argomenti, nel caso dell’ onirico sono, per esempio, quei sogni giornalieri, diversi fra loro, ma dove sempre appaiono certi personaggi, o sorgono permanentemente determinate immagini o certi luoghi.
    A volte il tema permane e l’argomento cambia, ma più difficile da cogliere, sono quei temi che sempre cambiano di sogno in sogno dove però rimane lo stesso argomento. Per esempio nel caso di un argomento di ricerca: si stanno sempre cercando cose nei diversi sogni, oggi ce ne sono alcune e domani altre, i temi cambiano ma sempre rimane la ricerca. 
  5. Consideriamo il clima di un’ allegoria come il fattore che corrisponde alla situazione mentale di chi produce, crea o studia l’allegoria stessa. Sono da considerare anche le risposte interne rispetto ad un tema, come per esempio: disgusto o timore, attrazione o gusto per alcuni elementi; oppure la sensazione che dietro quel tema si nasconde qualcosa. Possiamo comprendere la situazione mentale di chi produce quei climi utilizzando le leggi allegoriche di similitudine, contiguità e contrasto. Per quanto già detto il "contrasto" non deve confondere l’interpretazione, ad esempio: quando qualcuno fugge da un tema sgradevole, riconosceremo in lui quello stesso clima interno ma anche il timore di esserne preso. Tutte le fobie sono fughe allegoriche da temi associati a climi di grande forza attrattiva per chi le patisce. 
  6. Quando tra il clima e l’immagine c’è corrispondenza seguiamo l’immagine per capire il significato di un’allegoria.
  7. Quando il clima non corrisponde all’immagine, il filo conduttore è dato dal clima.
  8. Un tema o un’ argomento possono ripetersi in una o diverse sequenze allegoriche. Ciò che denota la fissazione dello psichismo ad una tappa, è l’argomento o il clima ripetuto.
  9. Prenderemo in considerazione il nucleo d’insogno che appare allegorizzato sotto forma d’immagine o sotto forma di clima fissato, permanentemente, nonostante il passare del tempo e il variare delle diverse allegorie. 

    Tutto lo psichismo (come ogni attività umana) è orientato verso il nucleo d’insogno. Quando in alcune allegorieappare quel "centro" importante, che possiede tutti i poteri ed è circondato dalle più grandi difficoltà per raggiungerlo, si sta alludendo a quel nucleo che concentra l’energia di tutto lo psichismo. Quando si presenta la possibilità di poter afferrare o possedere quel nucleo, siamo in presenza di un cambio importante di tappa mentale: termina un periodo in colui che allegorizza e ne nasce un altro nuovo, gli atteggiamenti e le attività quotidiane (che sono anche allegorie) cominciano a trasformarsi per orientarsi verso una nuova tappa. "Raggiungere il cielo", "Fondersi con Dio", "Cercare la coppia ideale", "Produrre la pietra filosofale" sono allegorie del nucleo d’insogno che svelano il reale ed effettivo potere di quel centro che aggrega energia psichica. Questo grande concentratore è quello che si sposta in nuove fasi vitali, ed è stato descritto come "Fonte di potere" dietro l’allegoria del "Grande segreto", la "Parola dimenticata", "Il linguaggio universale", "Il grande velo illusorio della realtà"...

    Nell’allegoria individuale, il nucleo appare in poche occasioni; solo quelle in cui la situazione della persona è quella di domandarsi il senso finale della propria vita.
    Invece, nei temi dell’allegoria popolare e nei grandi miti, quel centro di potere è sempre presente. 

    Il metodo di lavoro, è quello di non cercare mai quel nucleo, perché quando appare "tutto gira intorno a lui", sia nell’argomento che nel clima, inoltre si può manifestare anche come un tema determinato. Quindi per una interpretazione allegorica,nel campo personale, è adeguato riferirsi a situazioni vissute in una tappa determinata.
  10. Nell’interpretazione allegorica tutto ciò che compie una funzione viene interpretato in base a tale funzione, senza dare importanza alle sue caratteristiche materiali. Se in un sogno si uccide con una parola, quella parola è un’arma. Se con una parola si fa resuscitare o guarire qualcuno, tale parola è uno strumento per resuscitare o guarire.
  11. Il colore deve intendersi nella stessa scala cromatica accettata, dal caldo rosso al freddo viola; il grigio come neutro indefinito, il bianco che irradia ed il nero come assorbente; le sfumature si interpreteranno nello stesso modo. I colori sono associati a sensazioni cenestesiche e tattili di temperatura ed anche ad allegorie di elementi, per esempio: il verde suggerisce la natura, il colore argentato la luna o l’acqua, il dorato l’oro o il sole. I colori a secondo siano nebbiosi o nitidi, svelano il grado di intuizione o comprensione che si ha della situazione che si vive, così come indicano la chiarezza o la confusione che colui che allegorizza attribuisce ad altri esseri.

    Cerchiamo di interpretare il colore dello spazio di rappresentazione basandoci sul fatto che esso va dallo scuro al chiaro in dipendenza della "altezza" in cui le rappresentazioni allegoriche si trovano collocate. Quando esse "scendono", cioè si collocano nelle parti basse dello spazio di rappresentazione, questo tende a diventare più scuro; quando "salgono", cioè si collocano nelle parti alte, tende a diventare più chiaro. Tra questi due estremi è possibile qualunque gradazione di colore.

    Di conseguenza, lo spazio medio della rappresentazione, quello che corrisponde alla vita di tutti i giorni, è sempre un po’ grigio. Ma diventa più luminoso nelle misura in cui la rappresentazione si sposta verso l’alto e più oscuro nella misura in cui si muove verso il basso.
  12. L´interpretazione completa di un´allegoria può essere condotta a livelli diversi. Dobbiamo precisare che, indipendentemente dal livello - cioè dall´estensione e dalla profondità - l´interpretazione di un sistema allegorico risulta completa quando se ne comprende sia l´aspetto compositivo (cioè gli elementi che lo conformano: temi argomenti, climi, ecc.) sia l´aspetto relazionale (i rapporti tra tali componenti) e quando, inoltre, si è in grado di fare una sintesi di questi due aspetti e di dare una ragione di essa.

    L´interpretazione di un sistema allegorico può essere condotta ad un primo livello di profondità e quindi risultare breve e poco complessa. Ma sullo stesso sistema si può in seguito fare uno studio di tipo compositivo e relazionale più profondo ed organizzare una nuova sintesi più amplia. Ma il punto importante è che ad ogni livello interpretativo si possa fare una sintesi una volta raccolti i dati compositivi e relazionali e compresa la funzione che l´allegoria compie e la materia prima di cui si nutre. 

    Se risponde a questi requisiti, un’interpretazione allegorica può essere brevissima e non deve necessariamente riempire centinaia di pagine. Ma si può anche lavorare ad un´interpretazione estesa, a patto però di non perdere di vista l´obiettivo fondamentale, che è quello di completare l´interpretazione stessa. 
  13. Varie sintesi interpretative (sia di una persona che di un popolo) attraverso il tempo, permettono di interpretarne il processo psichico.

    Una cosa è interpretare un sistema allegorico relativo ad un momento dato e un´altra cosa è interpretare un processo allegorico che si sviluppa nel tempo. Questo perché i contenuti allegorici rispondono a processi interni e questi si trasformano con il tempo. Quindi, anche se si dispone di un´interpretazione allegorica relativa ad un momento dato, l´apparizione in un secondo momento di nuovi contenuti renderà necessaria una nuova interpretazione che risulterà sicuramente diversa dalla precedente. Il confronto tra le due permetterà di valutare il processo di spostamento prodottosi nello psichismo. 

    Ma se si può contare solo su un´interpretazione allegorica, non sarà possibile capire il processo, sarà possibile capire un momento; ma questo ha un valore assai relativo. Dunque, si fanno diverse sintesi e interpretazioni e questo permette di comprendere il processo di trasformazione del sistema di allegorie.

SIMBOLO.


Immagine con caratteristiche fisse, riduttiva, priva di ogni qualità secondaria, che sorge dal canale astrattivo, che sintetizza o astrae ciò che c'è di più essenziale tra tutte le caratteristiche presenti. Quando il simbolo svolge la funzione di codificare i registri, lo chiamiamo segno (v. SEGNO).

ALLEGORIA


Immagine dinamica prodotta dal canale associativo della coscienza, avente caratteristiche moltiplicative, addizionative, associative, trasformative.

Le allegorie sono narrazioni trasformate in immagini in cui molti elementi diversi si unificano oppure si moltiplicano per allusione e in cui, inoltre, i concetti astratti si concretizzano. L'allegorico è fortemente legato a situazioni particolari, cioè varia al variare delle condizioni della mente individuale o collettiva che le produce. La mente individuale si esprime allegoricamente attraverso racconti, sogni, opere d'arte, misteri, manifestazioni patologiche, ecc; quella collettiva attraverso racconti, opere d'arte, folklore, miti, religioni, ecc.

INTERESSE.


(v. ATTENZIONE).

TENSIONI.


Chiamiamo tensioni le contrazioni dei sistemi muscolari più o meno profonde. Queste tensioni non sempre hanno un vincolo diretto con lo psichismo, poiché il rilassamento muscolare non sempre accompagna il rilassamento mentale. Da un punto di vista psicologico, diciamo che le tensioni psichiche sono in rapporto con aspettative eccessive che spingono lo psichismo alla ricerca, alla speranza di qualcosa, in esse è sempre presente un sottofondo di tipo possessivo, mentre le relazioni si producono quando sorge un atteggiamento psicologico di non possesso o di disposizione a dare (accompagnata dal registro di lasciarsi andare).

È' interessante poter individuare il registro delle tensioni, piuttosto che cercare la loro causa così come è importante individuare le dissociazioni delle tensioni non necessarie che accompagnano la tensione in un determinato momento. Dividiamo: tensioni esterne, che possono essere occasionali o permanenti; tensioni interne o di tipo muscolare profondo o in generale di irritazione viscerale.

Queste ultime sono accompagnate da un'importante componente emotiva e pertanto le chiamiamo climi (v. CLIMA), e possono, o non, coesistere con le tensioni esterne. In occasioni causano al lasciarsi andare, fenomeni mnemonici che fanno sorgere il registro che corrisponde al clima.

MEMORIA.


Funzione dello psichismo che regola i tempi e immagazzina i registri o sensazioni, generati dagli stimoli esterni ed interni, codificandoli, ordinandoli in base allo stato della struttura psichica nel momento dell'impressione (v. EVOCAZIONE). La memoria paragona ogni nuova sensazione con sensazioni precedenti. (v. COMPORTAMENTO, fattori che intervengono nella) Le sensazioni immagazzinate possono essere proiettate sia nel presente che nel futuro. Di entrambe queste operazioni - attualizzazione o ricordo e proiezione o immaginazione - si ha sensazione. L'attività della memoria è legata in modo strutturale a quella dei sensi, a quella dell'apparato di registro e al livello di coscienza.

SIGNIFICATO – SIGNIFICAZIONE.


E' il registro interno di corrispondenza tra:

  • A) la percezione di un oggetto che agisce come segno e
  • B) il registro interno, precedentemente codificato come forma, della percezione dell'oggetto in questione.

CLIMA.


Stato d'animo, situazione emotiva diffusa che pervade qualunque operazione effettuata dal soggetto. Un clima può essere occasionale, cioè legato ad una determinata circostanza, o fisso. Un clima fisso impedisce la comparsa di altri climi più adeguati alle circostanze che si presentano e in questo modo perturba il funzionamento di tutta la struttura psichica. Inoltre il clima fisso permane anche quando la coscienza cambia il suo livello di lavoro; in questo modo esso restringe la libertà operativa della coscienza.

SENSAZIONE.


A) Vedere Registro.

B) Atomo teorico della percezione.

C) Chiamiamo sensazione ciò che viene registrato quando si capta uno stimolo proveniente dall'ambiente esterno o interno (incluso le immagini e i ricordi), stimolo che fa variare il tono di lavoro del senso che percepisce. Da questo deriva che nella coscienza non può esistere alcun fenomeno che non sia stato prima captato dai sensi; anche i contenuti di memoria, l'attività della coscienza e quella dei centri vengono registrate dai sensi interni. Per la coscienza esiste solo ciò che si manifesta ad essa e questo vale anche quando la coscienza si manifesta a se stessa; anche questa manifestazione, come tutte le altre, deve essere registrata, cioè corrispondere ad una sensazione.

D) Ciò a cui ogni impulso si riduce (v. DOLORE).

PSICHISMO.


Sistema integrato e dinamicamente interregolato formato da sensi, memoria, coordinatore, livelli e centri.

FORMA.


A) Si chiama forma in generale la strutturazione che la coscienza effettua con gli impulsi.

B) Le forme sono ambiti di registro interno che permettono di strutturare i fenomeni.

C) Quando gli impulsi sono già stati tradotti dalle vie astrattive o associative della coscienza possiamo identificare quasi esattamente le forme con le immagini.

D) Nel momento di processo precedente a questo, vengono chiamate forme le strutture di percezione. La percezione relativa ad un senso si struttura in una forma che le è caratteristica. Ma proprio come ogni senso possiede la sua forma di strutturare i dati, così la coscienza struttura l'informazione apportata dai sensi in una forma, caratteristica che corrisponde alle vie di percezione usate; pertanto di un oggetto si potranno avere forme distinte a seconda dei canali di sensazione usati, della prospettiva con cui l'oggetto si è presentato, del tipo di strutturazione effettuato dalla coscienza in funzione del livello che è in attività (cioè ogni livello di coscienza pone un proprio ambito formale, struttura i dati in una forma caratteristica).

E) La coscienza articola i dati relativi ad un oggetto producendo una particolare forma; questa forma è legata ad un determinato registro interno che viene codificato nella memoria. Quando l'oggetto in questione viene nuovamente percepito, questa percezione agisce come un segno per la coscienza e attiva il registro interno che corrisponde a quella forma percettiva. E' in questo modo che l'oggetto acquista significato (v. SEGNO) (v. SIGNIFICATO).

F) Uno stimolo si converte in una forma quando la coscienza, lavorando in un determinato livello, lo struttura.

G) Uno stesso stimolo può essere tradotto in differenti forme - in differenti immagini - a seconda del canale percettivo usato. Queste differenti forme o immagini possono entrare in rapporto tra loro e sostituirsi le une alle altre - per esempio agli effetti del riconoscimento dell'oggetto a cui si riferiscono - perché hanno la stessa collocazione nello spazio di rappresentazione e perché compiono la stessa funzione, cioè attivano tutte lo stesso centro che corrisponde a quella collocazione.

RAPPRESENTAZIONE.


Ogni fenomeno di memoria che tocca il campo di presenza della coscienza. Differisce dal dato di memoria che agisce subliminalmente in compresenza; è anche, senza nessun dubbio, differente dalla percezione (v. PERCEZIONE).

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