Morfologia

Simboli, Segni e Allegorie di José Caballero



VI^ ALLEGORICA

Contenenti, contenuti e connettive

Per iniziare, il primo contenente da cercare è quello che appare come l’inquadramento che include l’intera allegoria.

Generalmente, riducendo l’inquadramento di una allegoria si configura un simbolo che si dovrà interpretare secondo quanto stabilito nella simbolica.

I contenenti sono ambiti che custodiscono, proteggono o racchiudono tutto ciò che si trova nel loro interno: situazioni, elementi, ecc. (figure 158 e 159)

Solitamente, i travestimenti, le abitazioni ed i veicoli proteggono tranne i casi in cui iniziano a comprimere, per esempio: la maschera di ferro, le pareti che si chiudono, i vestiti di Ofelia in Amleto, (figura 160) che gli permettono di galleggiare sull’acqua ma una volta bagnati la trascinano nelle profondità; veicoli che danno la possibilità di spostarsi o volare ma perdendone il controllo si convertono in prigioni.

Qualcosa di simile succede nella vita quotidiana, quando accadono situazioni psichiche dove la gente cerca protezione e cerca di mettersi al riparo dalle aggressioni esterne, chiudendosi.

Trascorso un po’ di tempo le cariche interne cambiano operando una trasferenza: ciò che in un momento era una protezione ed un rifugio si converte in qualcosa di fortemente oppressivo. Questo è un esempio chiarificatore di trasferenza di contenenti.

Appaiono anche prigioni manifeste, gabbie, carceri, paesi di uomini ostili, labirinti e laghi che proteggono le immagini e conservano anche la vita acquatica informe. Non possono essere considerati come contenenti i casi in cui gli specchi e i laghi restituiscono o riflettono le immagini (figura 161 e 162)

Nelle allegorie tutto ciò che sta all’interno di un ambito è un contenuto. Esempio: l’uomo nell’"uovo alchemico", la natura sotto "il manto della notte", il pensiero e le attività interne, in quanto contenuti all’interno dei diversi esseri. I contenenti organizzano e strutturano, mentre nei contenuti o per i contenuti ci sono: la forza, la potenza, l’energia, il potere o il pericolo (figure 163 e 164)

I contenenti possono avere un potere trasferito: ad esempio il Santo Graal, secondo una legenda, è stato costruito con un cristallo verde che cadde dalla fronte di Luzbel; o secondo un’altra versione, la virtù del Graal proviene dal fatto che ha ricevuto il sangue di Cristo in croce, trasferendogli il suo potere per contiguità (figura 165)

Anche le connettive possono avere un potere trasferito.

In allegoria è connettiva, tutto ciò che svolge quella funzione, indipendentemente dalle loro caratteristiche materiali. Si considera una connettiva: sia un ponte che un telefono, una parola o qualsiasi veicolo, (non in quanto contenente ma in quanto trasporto), le entrate, le scale, le rampe, i cammini, i sentieri, i fiumi che portano in qualche luogo. Sono anche connettive quelle che impediscono le connessioni: i veicoli impantanati, i laghi o i mari che separano, le porte chiuse, le statue, gli esseri ieratici o muti, le persone che parlano linguaggi incomprensibili, i rumori o i suoni confusi o senza senso, ma che vengono cercati o gli si intuisce un significato (figure da 166 a 171)

Generalmente le connettive di impedimento, di stanchezza, di sforzo, indicano che c’è un potere, una forza o un beneficio che si possono raggiungere anche se protetti dalle difficoltà. Tutto ciò è molto differente dalle fughe difficili o faticose, le quali non si devono interpretare come connettive di impedimento, a meno che quella connettiva (per esempio un fiume) impedisca la fuga, o che si chiudano le porte di un luogo che potrebbe essere la salvezza.

Le scale o le rampe sono particolarmente importanti, in quanto oltre ad essere delle connettive di solito svelano l’esistenza di livelli differenti (argomento che sarà trattato in seguito). I difensori delle entrate convertono le connettive in difficoltà, come si evidenzia negli esempi grafici (figure da 172 a 177)

Il tema dei difensori è importante ed è diventato indipendente nelle allegorie popolari, sottoforma di: dragoni, uomini selvaggi con armi, giganti, ciclopi, angeli armati, animali feroci, cani con varie teste e mostri di ogni tipo. Questi difendono l’entrata a luoghi dove è presente il potere, la grazia o la bellezza (figura 178)

Esistono anche, nella stessa categoria, i difensori invisibili che risultano come o più pericolosi di quelli precedenti, così come: lacci, inganni, trappole e seduzioni che sviano, come succede con le sirene, gli stregoni, gli incantatori ed i maghi (figure da 179 a 183)

Infine, su questa linea, ci sono i protettori: l’angelo custode che aiuta contro gli angeli del male, il mago bianco che lotta contro il mago nero ed il genio della lampada che realizza prodigi per eludere i difensori (figure da 184 a 186)

Alcuni attributi indipendenti svolgono anche il ruolo di protettori: tappeti che volano, macchine meravigliose o anelli incantati, che saranno propriamente trattati quando studieremo l’allegorie degli attributi. Inoltre sono protettori gli amici di rango o potenti e tutto ciò (persone o oggetti) che trasmettono sensazioni di sicurezza. E’ ovvio che un popolo o un individuo, nei loro sogni, insogni o burle, possono personificare il difensore o il protettore, in tal caso si deve chiedere quale potere o valore è difeso o protetto.

Per sintetizzare questo tema riferito ai contenenti, contenuti e connettive, che fanno parte della composizione delle allegorie, diciamo quanto segue:

  • i contenenti custodiscono, proteggono o racchiudono tutto ciò che si trova nel loro interno e devono essere interpretati d’accordo alla funzione che svolgono secondo i casi;
  • i contenuti sono quelle entità all’interno di un ambito;
  • i valori (forza, potere, saggezza, ecc.) sono sostanzialmente nei contenuti;
  • l ’argomento allegorico è in relazione diretta con i contenuti e non con i contenenti o le connettive. Sono connettive quelle che facilitano o impediscono la connessione tra contenuti e tra ambiti, o tra ambiti e contenuti.

ALLEGORIA


Immagine dinamica prodotta dal canale associativo della coscienza, avente caratteristiche moltiplicative, addizionative, associative, trasformative.

Le allegorie sono narrazioni trasformate in immagini in cui molti elementi diversi si unificano oppure si moltiplicano per allusione e in cui, inoltre, i concetti astratti si concretizzano. L'allegorico è fortemente legato a situazioni particolari, cioè varia al variare delle condizioni della mente individuale o collettiva che le produce. La mente individuale si esprime allegoricamente attraverso racconti, sogni, opere d'arte, misteri, manifestazioni patologiche, ecc; quella collettiva attraverso racconti, opere d'arte, folklore, miti, religioni, ecc.

SIMBOLO.


Immagine con caratteristiche fisse, riduttiva, priva di ogni qualità secondaria, che sorge dal canale astrattivo, che sintetizza o astrae ciò che c'è di più essenziale tra tutte le caratteristiche presenti. Quando il simbolo svolge la funzione di codificare i registri, lo chiamiamo segno (v. SEGNO).

TRASFERENZA.


A) Tecnica che, insieme ala catarsi e all'autotrasferenza, configura il sistema dell'operativa.

B) Tecnica che agisce nel campo della rappresentazione interna scaricando tensioni di uno dei contenuti e portando le sue cariche fino ad altri. Opera nel livello di dormiveglia attivo guidate da una guida.

SIGNIFICATO – SIGNIFICAZIONE.


E' il registro interno di corrispondenza tra:

  • A) la percezione di un oggetto che agisce come segno e
  • B) il registro interno, precedentemente codificato come forma, della percezione dell'oggetto in questione.

RUOLI.


Sono abitudini fisse, codificate, di comportamento che una persona conforma nella misura in cui affronta i diversi ambienti in cui si trova a vivere (v. COMPORTAMENTO, fattori che intervengono nel) (v. RISPOSTA). I ruoli hanno a che vedere con il mondo di rappresentazione esterno dell'immagine di sé stessi.

INSOGNI.


Nel livello di veglia appaiono numerose immagini, idee e pensieri estranei all'idea o al pensiero che si sta sviluppando in un dato momento. Chiamiamo insogni queste immagini. Esse sono formalizzazioni di stimoli provenienti da altri livelli di coscienza, dall'ambiente esterno o dal corpo, che esercitano un'azione, una pressione nel livello di veglia. Gli insogni sono instabili e mutevoli e costituiscono l'ostacolo maggiore al lavoro con l'attenzione. Esistono insogni occasionali che scompaiono rapidamente e che chiamiamo secondari, che danno risposte compensatorie agli stimoli provenienti sia dall'ambiente esterno sia da quello interno, i quali producono tensioni - interne - dolorose; la loro funzione è proprio quella di scaricare tali tensioni. Questi insogni secondari girano intorno a un clima emotivo particolare, che si può osservare come costante e che denota un nucleo di grande fissità, che chiamiamo Nucleo d'Insogno (v. INSOGNO, nucleo di). L'osservazione e lo studio degli insogni che appaiono nei diversi livelli di coscienza permettono di individuare il nucleo d'insogno.

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