Morfologia

Simboli, Segni e Allegorie di José Caballero



VI^ ALLEGORICA

Il sistema di tensioni e le allegorie come scarica

Le immagini allegoriche, come tutte le immagini, tendono ad attivare i centri di risposta, o meglio, tendono a trasferire le cariche psichiche dalla coscienza ai centri affinché questi eseguano le risposte. Quando c’è un trasferimento di cariche di questo tipo e un’allegoria agisce su di un centro, si determina una manifestazione energetica.

Queste si manifestano all’esterno sottoforma di riso o pianto. Questi sono i mezzi più adeguati per l’ alleggerimento della tensione interna ma quando queste allegorie sorgono, tendono normalmente a svolgere una funzione di scarica, provocando il pianto, il riso o l’indignazione, in quanto sono molto significative per il soggetto che sta allegorizzando.

Anche l’atto amoroso ed il confronto aggressivo svolgono questa funzione, e cioè di mobilizzare immagini che portano tensione ai centri per provocare la scarica corrispondente. Questo potenziale permette la mobilitazione dei centri verso il mondo.

E’ chiaro però che debbono esistere delle immagini perché ciò avvenga in maniera corretta. E’ per questo che le immagini, e più precisamente le immagini allegoriche che sono collegate a queste vie di scarica, sono per noi le più significative.

Per esempio: in una riunione di protocollo gli assistenti sono presentati in maniera cerimoniale, per nome e cognome, si menzionano titoli, ed i presenti si stringono le mani. In questa situazione, uno dei partecipanti invece di dare la mano da il piede... Questa strana risposta, che è accompagnata dall’esclamazione di alcuni, dalla collera di altri e dalle risate di altri ancora, in parte chiarisce come un sistema di tensioni si scarica per quelle vie (figure dal 148 al 154)

 

Questi elementi sono trattati con preferenza nelle allegorie, perché la loro presentazione plastica è adatta agli effetti della scarica di tensioniprodotte dagli impulsi interni.

Le allegorie sono "traduzioni" e riflessi degli impulsi interni, che tendono ad usare i canali di scarica menzionati, in relazione diretta con il climaemotivo che può o non può coincidere con la rappresentazione che l’accompagna.

Questo è il motivo per cui, durante il lavoro di interpretazione allegorica bisogna prestare attenzione al clima.

La determinazione del clima di un’allegoria, porta a comprendere il lavoro del sistema di tensioni alla sua radice (figure dal 155 al 157)

COSCIENZA.


1. Chiamiamo coscienza il registro effettuato dall'apparato che coordina e struttura sensazioni, immagini e ricordi. Data la dinamica delle operazioni che registra, questo apparato è esso stesso in continua dinamica; tuttavia la sua costituzione deve essere tale da conferirgli anche una certa unità ed identità.

L'essere umano non nasce con questo apparato già costituito, piuttosto esso si costituisce a poco a poco e nella misura in cui si organizza la sensazione globale del corpo. Questo apparato di registro di sensazioni, immagini e ricordi si trova nel corpo ed è vincolato alle sensazioni del corpo. In certi casi esso viene identificato con l'io (v. IO); tale identificazione avviene man mano che le sensazioni del corpo si sommano e si codificano all'interno di un campo di memoria. Se usiamo questo punto di vista diciamo che non si nasce con un io, ma che questo si sviluppa e si articola per accumulazione di esperienze. Non c'è io senza sensazione, immagine o ricordo. Anche quando l'io percepisce se stesso, utilizza queste tre vie, sia che esse forniscano informazioni vere che illusorie.

2. Chiamiamo coscienza il sistema di coordinamento e di registro dello psichismo umano. Precisiamo che ci riferiamo allo stesso apparato anche quando, secondo le funzioni che esso compie, utilizziamo denominazioni diverse: infatti, se coordina, lo chiamiamo coordinatore, se registra registratore. Non consideriamo cosciente alcuna operazione dello psichismo nella quale non siano presenti funzioni di coordinamento.

ALLEGORIA


Immagine dinamica prodotta dal canale associativo della coscienza, avente caratteristiche moltiplicative, addizionative, associative, trasformative.

Le allegorie sono narrazioni trasformate in immagini in cui molti elementi diversi si unificano oppure si moltiplicano per allusione e in cui, inoltre, i concetti astratti si concretizzano. L'allegorico è fortemente legato a situazioni particolari, cioè varia al variare delle condizioni della mente individuale o collettiva che le produce. La mente individuale si esprime allegoricamente attraverso racconti, sogni, opere d'arte, misteri, manifestazioni patologiche, ecc; quella collettiva attraverso racconti, opere d'arte, folklore, miti, religioni, ecc.

TENSIONI.


Chiamiamo tensioni le contrazioni dei sistemi muscolari più o meno profonde. Queste tensioni non sempre hanno un vincolo diretto con lo psichismo, poiché il rilassamento muscolare non sempre accompagna il rilassamento mentale. Da un punto di vista psicologico, diciamo che le tensioni psichiche sono in rapporto con aspettative eccessive che spingono lo psichismo alla ricerca, alla speranza di qualcosa, in esse è sempre presente un sottofondo di tipo possessivo, mentre le relazioni si producono quando sorge un atteggiamento psicologico di non possesso o di disposizione a dare (accompagnata dal registro di lasciarsi andare).

È' interessante poter individuare il registro delle tensioni, piuttosto che cercare la loro causa così come è importante individuare le dissociazioni delle tensioni non necessarie che accompagnano la tensione in un determinato momento. Dividiamo: tensioni esterne, che possono essere occasionali o permanenti; tensioni interne o di tipo muscolare profondo o in generale di irritazione viscerale.

Queste ultime sono accompagnate da un'importante componente emotiva e pertanto le chiamiamo climi (v. CLIMA), e possono, o non, coesistere con le tensioni esterne. In occasioni causano al lasciarsi andare, fenomeni mnemonici che fanno sorgere il registro che corrisponde al clima.

RAPPRESENTAZIONE.


Ogni fenomeno di memoria che tocca il campo di presenza della coscienza. Differisce dal dato di memoria che agisce subliminalmente in compresenza; è anche, senza nessun dubbio, differente dalla percezione (v. PERCEZIONE).

ATTENZIONE


Meccanismo della coscienza che permette di osservare i fenomeni interni ed esterni. Diciamo che quando uno stimolo supera una determinata soglia, esso suscita l'interesse della coscienza e rimane in un campo centrale verso il quale l'attenzione si dirige.

Quindi l'attenzione funziona per interessi, cioè per stimoli che in qualche modo agiscono sulla coscienza producendo un registro. Il campo centrale di attenzione in cui si colloca lo stimolo che risveglia l'interesse viene denominato campo di presenza. Questo campo è in rapporto con la percezione. Tutti gli oggetti che non appaiono strettamente legati a quello centrale diventano gradualmente più sfumati, ad essi viene dedicata sempre minore attenzione. L'oggetto centrale è sempre legato da rapporti associativi ad altri oggetti non presenti, ma compresenti. Chiamiamo questo fenomeno attenzionale campo di compresenza.

Questo campo è in rapporto con la memoria. Nell'evocazione, l'attenzione può essere spostata dal campo di presenza a quello di compresenza. Questo spostamento è possibile perché si è avuto il registro sia dell'oggetto presente sia quello degli oggetti compresenti. Il campo di compresenza permette di strutturare i nuovi dati.

Diciamo in sintesi che quando si presta attenzione a un oggetto ciò che è evidente diventa presente, mentre ciò che non è evidente opera in modo compresente. Questo succede sempre nella coscienza quando essa percepisce qualcosa; pertanto è possibile affermare che la coscienza struttura sempre più di quanto percepisce, cioè aggiunge sempre altri dati a quelli direttamente osservati.

Il meccanismo della compresenza esiste anche nel funzionamento dei livelli di coscienza: in veglia possono operare insogni (v. INSOGNI) in modo compresente e nel sogno può esserci tavolta compresenza di fenomeni vigilici. E' per questo che esistono diversi stati all'interno di ciascun livello di coscienza. (v. COSCIENZA, livelli di)

CLIMA.


Stato d'animo, situazione emotiva diffusa che pervade qualunque operazione effettuata dal soggetto. Un clima può essere occasionale, cioè legato ad una determinata circostanza, o fisso. Un clima fisso impedisce la comparsa di altri climi più adeguati alle circostanze che si presentano e in questo modo perturba il funzionamento di tutta la struttura psichica. Inoltre il clima fisso permane anche quando la coscienza cambia il suo livello di lavoro; in questo modo esso restringe la libertà operativa della coscienza.

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