Morfologia

Simboli, Segni e Allegorie di José Caballero



VI^ ALLEGORICA

Il clima ed il sistema di ideazione delle allegorie

Come già detto in precedenza, un aspetto importante delle allegorie è quello riferito al clima mentale nel quale sorgono queste produzioni, a differenza di ciò che succede nella simbolica e nella segnica, in cui l’emozione ha poca rilevanza.

Nelle allegorie il fattore emotivo non dipende dalla rappresentazione, sovrapponendosi, a volte climi di altre situazioni, alla rappresentazione di quel momento. Questa situazione si riscontra anche nella vita quotidiana dove viene considerata insolita, mentre nel campo delle allegorie, la stessa situazione è circondata dalla sensazione di normalità.

Se qualcuno prendesse un’allegoria sorta da un sogno e la portasse nelle situazioni della vita quotidiana, provocherebbe un insieme di emozioni particolari, proprie di quella rappresentazione; mentre nel sogno, molto spesso, le emozioni non hanno niente a che vedere con quella allegoria. Ad esempio: qualcuno sta sognando di essere legato mentre qualcosa di minaccioso si avvicina.

Questa situazione dovrebbe far sorgere un senso di disperazione, il desiderio di sciogliersi dai legami ed altre cose di questo genere. Invece non succede niente di tutto questo, ma la situazione gli provoca un gran piacere o magari lo fa scoppiare in una grande risata.

Dunque, quando il livello di coscienza cambia, le rappresentazioni interne tendono a separarsi dal clima che dovrebbe corrispondere loro nel livello di partenza (figura 134)

L’accordo o il disaccordo del clima mentale con la rappresentazione corrispondente merita alcune considerazioni. Vista la funzione dell’allegoria e prendendo in considerazione i meccanismi associativi che gli danno origine, non è strano trovare lo stesso piano di deazione proprio del sogno. L’allegoria ed il mondo onirico sono strettamente legati, possedendo una particolare logica dove il clima mentale non può essere ignorato. Il clima, in ogni caso, fa parte del sistema di ideazione dell’allegoria. Per interpretare metodicamente le allegorie consiglieremo: di analizzare inizialmente i simboli che inquadrano l’allegoria, ed inoltre di considerare il clima che accompagna la rappresentazione, in quanto questo è ciò che svela il significato reale per la coscienza. Diremo di più, un clima può suscitare, immediatamente, l’apparizione di immagini, scaturite dall’impulso del clima stesso, assumendo caratteristiche formali, visualizzabili.

Uno stato interno può essere allegorizzato; lo si può per esempio descrivere così: "mi sento come se stessi cadendo dentro un tubo". Lo stato, la sensazione interna che si sperimenta è simile alla disperazione, al vuoto ed è questa sensazioneche in seguito verrà allegorizzata come "una caduta dentro un tubo". Se poi esistessero tubi interni, cadere dentro di essi susciterebbe sicuramente la sensazione di disperazione.

Nel caso in cui il clima non coincide con le immagini, queste agiscono come occultatrici della realtà psichica. Per esempio: in una festa tutti ridono e giocano, però c’è un clima malinconico, un sottofondo tragico. Quando c’è accordo, invece, basta seguire la tematica dell’immagine per portare avanti l’interpretazione.

Qualcosa di interessante, inoltre succede, con le sequenze logiche dell’allegoria che hanno un carattere di occultamento e non aiutano direttamente l’interpretazione.

Per comprendere i significati dell’allegoria, in generale, quando non c’è accordo tra l’immagine ed il clima, tenderemo ad orientarci per il clima e non per l’immagine. Se ci fossero discordanze, saremo sempre a favore del clima. Quando il climaè perfettamente allacciato all’immagine corrispondente, la cosa più appropriata è di andare dietro l’immagine che è più facile da seguire. Ciò che abbiamo detto rispetto al clima ed al sistema di ideazione delle allegorie vale anche, sebbene con più limitazioni, per l’interpretazione dal livello di veglia.

L’allegoria, infine, non rispetta il tempo lineare né il tipo di strutturazione dello spazio caratteristica del livello di veglia. Il tempo e lo spazio propri della veglia sono fortemente alterati e trasformati dal sistema allegorico, incatenando sequenze, a volte molto differenti, assemblate in una sola situazione (figura 135)

In questo modo le allegorie devono essere interpretate come una struttura di situazione più che come processo del pensare e del sentire. Solamente attraverso il confronto di allegoriedifferenti, prodotte nel tempo da un popolo o un individuo, si può arrivare ad interpretare il processo che sta operando.

Dunque, un’interpretazione corretta è possibile se si possono fare varie sintesi di tutta una sequenza di produzioni allegoriche nel tempo e, osservando il processo, relazionarle tra loro.

Ci sono allegorie, come quelle dei racconti, che appaiono come un processo. Comunque, dalla successione di immagini si possono estrarre situazioni statiche, differenti "fotografie", che si combinano tra loro per dare il quadro generale (figure 136 e 137)

Nei complessi sistemi allegorici, come nel caso dell’alchimia, il processo non si realizza in una sequenza ma nel tempo e dopo aver esaurito le risorse di una forma di ideazione, di istanze psichiche (figure 138, 139 e 140)

Le allegorie o i climi che appaiono in differenti epoche di un popolo o di un individuo sono quelle che svelano il nodo del processo. Ciò non è valido per le allegorie o i climi occasionali, utili solamente alla traduzioni di impulsi di quel momento.

La materia prima dell’allegoria è presa dal mondo circostante attraverso i sensi. Tali percezioni sono poi deformate dalla massa di impulsiinterni a cui è sottomessa la coscienza in quel momento. (figure dal 141 al 147)

L’insogno, il sogno, il racconto e la barzelletta ci permettono, rapidamente, di familiarizzare con le tecniche interpretative delle allegorie. Nel mito, nella legenda e nella produzione plastica si incontrano maggiore difficoltà per gli elementi culturali che ne sono partecipi, a volte molto lontani da chi deve interpretare.

ALLEGORIA


Immagine dinamica prodotta dal canale associativo della coscienza, avente caratteristiche moltiplicative, addizionative, associative, trasformative.

Le allegorie sono narrazioni trasformate in immagini in cui molti elementi diversi si unificano oppure si moltiplicano per allusione e in cui, inoltre, i concetti astratti si concretizzano. L'allegorico è fortemente legato a situazioni particolari, cioè varia al variare delle condizioni della mente individuale o collettiva che le produce. La mente individuale si esprime allegoricamente attraverso racconti, sogni, opere d'arte, misteri, manifestazioni patologiche, ecc; quella collettiva attraverso racconti, opere d'arte, folklore, miti, religioni, ecc.

CLIMA.


Stato d'animo, situazione emotiva diffusa che pervade qualunque operazione effettuata dal soggetto. Un clima può essere occasionale, cioè legato ad una determinata circostanza, o fisso. Un clima fisso impedisce la comparsa di altri climi più adeguati alle circostanze che si presentano e in questo modo perturba il funzionamento di tutta la struttura psichica. Inoltre il clima fisso permane anche quando la coscienza cambia il suo livello di lavoro; in questo modo esso restringe la libertà operativa della coscienza.

RAPPRESENTAZIONE.


Ogni fenomeno di memoria che tocca il campo di presenza della coscienza. Differisce dal dato di memoria che agisce subliminalmente in compresenza; è anche, senza nessun dubbio, differente dalla percezione (v. PERCEZIONE).

SENSAZIONE.


A) Vedere Registro.

B) Atomo teorico della percezione.

C) Chiamiamo sensazione ciò che viene registrato quando si capta uno stimolo proveniente dall'ambiente esterno o interno (incluso le immagini e i ricordi), stimolo che fa variare il tono di lavoro del senso che percepisce. Da questo deriva che nella coscienza non può esistere alcun fenomeno che non sia stato prima captato dai sensi; anche i contenuti di memoria, l'attività della coscienza e quella dei centri vengono registrate dai sensi interni. Per la coscienza esiste solo ciò che si manifesta ad essa e questo vale anche quando la coscienza si manifesta a se stessa; anche questa manifestazione, come tutte le altre, deve essere registrata, cioè corrispondere ad una sensazione.

D) Ciò a cui ogni impulso si riduce (v. DOLORE).

COSCIENZA.


1. Chiamiamo coscienza il registro effettuato dall'apparato che coordina e struttura sensazioni, immagini e ricordi. Data la dinamica delle operazioni che registra, questo apparato è esso stesso in continua dinamica; tuttavia la sua costituzione deve essere tale da conferirgli anche una certa unità ed identità.

L'essere umano non nasce con questo apparato già costituito, piuttosto esso si costituisce a poco a poco e nella misura in cui si organizza la sensazione globale del corpo. Questo apparato di registro di sensazioni, immagini e ricordi si trova nel corpo ed è vincolato alle sensazioni del corpo. In certi casi esso viene identificato con l'io (v. IO); tale identificazione avviene man mano che le sensazioni del corpo si sommano e si codificano all'interno di un campo di memoria. Se usiamo questo punto di vista diciamo che non si nasce con un io, ma che questo si sviluppa e si articola per accumulazione di esperienze. Non c'è io senza sensazione, immagine o ricordo. Anche quando l'io percepisce se stesso, utilizza queste tre vie, sia che esse forniscano informazioni vere che illusorie.

2. Chiamiamo coscienza il sistema di coordinamento e di registro dello psichismo umano. Precisiamo che ci riferiamo allo stesso apparato anche quando, secondo le funzioni che esso compie, utilizziamo denominazioni diverse: infatti, se coordina, lo chiamiamo coordinatore, se registra registratore. Non consideriamo cosciente alcuna operazione dello psichismo nella quale non siano presenti funzioni di coordinamento.

SIGNIFICATO – SIGNIFICAZIONE.


E' il registro interno di corrispondenza tra:

  • A) la percezione di un oggetto che agisce come segno e
  • B) il registro interno, precedentemente codificato come forma, della percezione dell'oggetto in questione.

FORMA.


A) Si chiama forma in generale la strutturazione che la coscienza effettua con gli impulsi.

B) Le forme sono ambiti di registro interno che permettono di strutturare i fenomeni.

C) Quando gli impulsi sono già stati tradotti dalle vie astrattive o associative della coscienza possiamo identificare quasi esattamente le forme con le immagini.

D) Nel momento di processo precedente a questo, vengono chiamate forme le strutture di percezione. La percezione relativa ad un senso si struttura in una forma che le è caratteristica. Ma proprio come ogni senso possiede la sua forma di strutturare i dati, così la coscienza struttura l'informazione apportata dai sensi in una forma, caratteristica che corrisponde alle vie di percezione usate; pertanto di un oggetto si potranno avere forme distinte a seconda dei canali di sensazione usati, della prospettiva con cui l'oggetto si è presentato, del tipo di strutturazione effettuato dalla coscienza in funzione del livello che è in attività (cioè ogni livello di coscienza pone un proprio ambito formale, struttura i dati in una forma caratteristica).

E) La coscienza articola i dati relativi ad un oggetto producendo una particolare forma; questa forma è legata ad un determinato registro interno che viene codificato nella memoria. Quando l'oggetto in questione viene nuovamente percepito, questa percezione agisce come un segno per la coscienza e attiva il registro interno che corrisponde a quella forma percettiva. E' in questo modo che l'oggetto acquista significato (v. SEGNO) (v. SIGNIFICATO).

F) Uno stimolo si converte in una forma quando la coscienza, lavorando in un determinato livello, lo struttura.

G) Uno stesso stimolo può essere tradotto in differenti forme - in differenti immagini - a seconda del canale percettivo usato. Queste differenti forme o immagini possono entrare in rapporto tra loro e sostituirsi le une alle altre - per esempio agli effetti del riconoscimento dell'oggetto a cui si riferiscono - perché hanno la stessa collocazione nello spazio di rappresentazione e perché compiono la stessa funzione, cioè attivano tutte lo stesso centro che corrisponde a quella collocazione.

IMPULSI.


Chiamiamo impulsi i segnali che arrivano alla coscienza dall'apparato dei sensi o da quello della memoria e che la coscienza traduce in immagini, attraverso le vie astrattive o associative. Gli impulsi subiscono numerose trasformazioni e traduzioni anche prima di essere trasformati in immagini.

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