Morfologia

Simboli, Segni e Allegorie di José Caballero



VI^ ALLEGORICA

Funzioni e tipi di allegorie

Una delle funzioni è quella di compensare, attraverso il racconto, la difficoltà di comprendere globalmente una situazione, agendo con la stessa meccanica degli insogni e del nucleo di insogno. Anch’essi, di fatto, si occupano di compensare difficoltà di situazioni.

Quando non è compreso in modo adeguato un fenomeno le allegorie operano con grande facilità, in quanto mancano spiegazioni razionali. Il fenomeno è trasformato in un racconto giacchè non è possibile farne una descrizione precisa.

Se non si intende bene il fenomeno del tuono, è assai probabile che si cominci a raccontare la storia di qualcuno che corre con un carro per il "selciato dei cieli" producendo quel frastuono.

Lo stesso vale per i fenomeni psichici: quando non si capisce ciò che succede nel mondo interno, sorgono i racconti per spiegarlo.

Si allegorizza una situazione reale perché si crede e si agisce su di essa in modo indiretto.

Le allegorie non si riferiscono solamente a immagini visive, ma a nomi, parole e frasi. I colori, dal nero assorbente al bianco luminoso, ponderano e modificano la situazione e pertanto l’allegoria (figure 132 e 133)

ALLEGORIA


Immagine dinamica prodotta dal canale associativo della coscienza, avente caratteristiche moltiplicative, addizionative, associative, trasformative.

Le allegorie sono narrazioni trasformate in immagini in cui molti elementi diversi si unificano oppure si moltiplicano per allusione e in cui, inoltre, i concetti astratti si concretizzano. L'allegorico è fortemente legato a situazioni particolari, cioè varia al variare delle condizioni della mente individuale o collettiva che le produce. La mente individuale si esprime allegoricamente attraverso racconti, sogni, opere d'arte, misteri, manifestazioni patologiche, ecc; quella collettiva attraverso racconti, opere d'arte, folklore, miti, religioni, ecc.

INSOGNI.


Nel livello di veglia appaiono numerose immagini, idee e pensieri estranei all'idea o al pensiero che si sta sviluppando in un dato momento. Chiamiamo insogni queste immagini. Esse sono formalizzazioni di stimoli provenienti da altri livelli di coscienza, dall'ambiente esterno o dal corpo, che esercitano un'azione, una pressione nel livello di veglia. Gli insogni sono instabili e mutevoli e costituiscono l'ostacolo maggiore al lavoro con l'attenzione. Esistono insogni occasionali che scompaiono rapidamente e che chiamiamo secondari, che danno risposte compensatorie agli stimoli provenienti sia dall'ambiente esterno sia da quello interno, i quali producono tensioni - interne - dolorose; la loro funzione è proprio quella di scaricare tali tensioni. Questi insogni secondari girano intorno a un clima emotivo particolare, che si può osservare come costante e che denota un nucleo di grande fissità, che chiamiamo Nucleo d'Insogno (v. INSOGNO, nucleo di). L'osservazione e lo studio degli insogni che appaiono nei diversi livelli di coscienza permettono di individuare il nucleo d'insogno.

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