Morfologia

Simboli, Segni e Allegorie di José Caballero



VI^ ALLEGORICA

Prendiamo in esame ora come gli impulsi, quando attivano i sistemi di associazione, operano in generale e come sono legati all’emozione, coinvolgendo anche un’insieme di esperienze vissute che chiamiamo "climi".

Nell’allegorica (come nella simbolica) vedremo anche le trasformazioni e le tensioni che operano nello psichismo, ma, in questo caso, considereremo i climi un’ elemento molto importante, una specie di filtro, di tinta con cui si coprono i contenuti interni e che agiscono coinvolgendo e colorando le esperienze vissute.

Possiamo dire che generalmente le allegorie si manifestano come un’immagine con un carattere molto dinamico all’interno della coscienza, plasmandosi in una specie di racconto di narrazione estremamente mobile (figura 114 e 115)

L’allegoria possiede la curiosa proprietà di muoversi, di modificarsi e di trasformarsi. Anzi, se essa non possiede questa capacità, siamo portati a sospettare che l’attività di strutturazione dello psichismo presenti dei problemi.

Normalmente una immagine allegorica, una volta uscita dal canale associativo possiede una mobilità, un sistema di trasformismi davvero curiosi grazie ai quali finisce per diventare una specie di narrazione che descrive un qualche processo. L’immagine allegorica si trasforma e diventa una storia.

Mentre le immagini simboliche sono fisse, le allegoriche sono immagini vive, che si muovono, che si trasformano, che compiono operazioni dentro se stessi. E’ sufficiente che si liberi un’immagine di questo tipo nel proprio spazio di rappresentazione perché essa acquisti vita propria ed agisca per suo conto.

Questa dinamica va continuamente trasformando i contenuti, va continuamente aprendo nuove strade. Pertanto, se colloco un simbolo nello spazio della rappresentazione interna, rimango fermo nel tempo, come immortalato in quel simbolo. Ma se vi colloco un’allegoria, questa comincia a danzare, per così dire, a spostarsi, a trasformarsi seguendo la corrente della coscienza la corrente dei processi psichici.

E’ chiaro che un´allegoria può anche essere spostata dal mondo interno a quello esterno ed essere magari collocata sotto forma di statua nel bel mezzo di una piazza. Fenomeni interni di questo tipo ammettono molte possibilità. Su questo punto c´è da dire che alcuni credono che le allegorie esistano veramente nel mondo esterno. Per esempio, sono molti a credere che angeli, demoni o rappresentazioni di questo genere abbiano una vita propria al di fuori della coscienza. Un´illusione di questo tipo è perfettamente in linea con la natura delle allegorie: queste possiedono una tale mobilità, una tale spontaneità che alla fine non siamo più noi a controllarle, ma esse a controllare noi.

La confusione tra fenomeni interni e fenomeni che esistono al di fuori della rappresentazione è un´illusione molto frequente che in genere si verifica per mancanza di sufficiente informazione sui processi psichici.

Se chiediamo di parlare ad una persona del "bene" e questa si concentra sul proprio mondo interno per comprendere questa parola, questo "bene" costituisce un segno a cui può corrispondere o no un registro codificato. Nel secondo caso si tratta di un segno senza significato, di una parola vuota che non dice niente internamente. Ma può anche darsi che abbia un qualche significato e che risvegli tutta una serie di catene associative.

Se questo è il caso, il "bene" potrà trasformarsi, per esempio, nell´immagine di una donna dotata di certe caratteristiche o in quella di alcune persone che svolgono una determinata attività: il processo di allegorizzazione scatta subito per cui un racconto, una storia sul "bene" comincia a prendere vita. Possiamo anche dire che le allegorie sono narrazioni trasformate in immagini, nelle quali molti elementi diversi si uniscono oppure si moltiplicano per allusione, come si osserva nei rilievi degli stupa indiani (figure 116, 117 e 118) dove i concetti astratti si concretizzano (figure 119, 120 e 121)

TENSIONI.


Chiamiamo tensioni le contrazioni dei sistemi muscolari più o meno profonde. Queste tensioni non sempre hanno un vincolo diretto con lo psichismo, poiché il rilassamento muscolare non sempre accompagna il rilassamento mentale. Da un punto di vista psicologico, diciamo che le tensioni psichiche sono in rapporto con aspettative eccessive che spingono lo psichismo alla ricerca, alla speranza di qualcosa, in esse è sempre presente un sottofondo di tipo possessivo, mentre le relazioni si producono quando sorge un atteggiamento psicologico di non possesso o di disposizione a dare (accompagnata dal registro di lasciarsi andare).

È' interessante poter individuare il registro delle tensioni, piuttosto che cercare la loro causa così come è importante individuare le dissociazioni delle tensioni non necessarie che accompagnano la tensione in un determinato momento. Dividiamo: tensioni esterne, che possono essere occasionali o permanenti; tensioni interne o di tipo muscolare profondo o in generale di irritazione viscerale.

Queste ultime sono accompagnate da un'importante componente emotiva e pertanto le chiamiamo climi (v. CLIMA), e possono, o non, coesistere con le tensioni esterne. In occasioni causano al lasciarsi andare, fenomeni mnemonici che fanno sorgere il registro che corrisponde al clima.

ALLEGORIA


Immagine dinamica prodotta dal canale associativo della coscienza, avente caratteristiche moltiplicative, addizionative, associative, trasformative.

Le allegorie sono narrazioni trasformate in immagini in cui molti elementi diversi si unificano oppure si moltiplicano per allusione e in cui, inoltre, i concetti astratti si concretizzano. L'allegorico è fortemente legato a situazioni particolari, cioè varia al variare delle condizioni della mente individuale o collettiva che le produce. La mente individuale si esprime allegoricamente attraverso racconti, sogni, opere d'arte, misteri, manifestazioni patologiche, ecc; quella collettiva attraverso racconti, opere d'arte, folklore, miti, religioni, ecc.

PSICHISMO.


Sistema integrato e dinamicamente interregolato formato da sensi, memoria, coordinatore, livelli e centri.

IMMAGINE.


Chiamiamo immagine la rappresentazione, organizzata e conformata dalla coscienza, delle sensazioni o percezioni che provengono (v. SENSAZIONE) o sono pervenute (v. MEMORIA) dal mondo esterno o interno. Esistono immagini visive, tattili, olfattive, auditive, gustative, cenestesiche e cinestetiche (v. FORMA). Le immagini sono il risultato integrato delle operazioni di trasformazione degli impulsi. Ogni impulso che arriva alla coscienza viene trasformato in un'immagine. Questa immagine, a sua volta, è l'insieme degli impulsi che la coscienza invia ai centri per attivare risposte.

RAPPRESENTAZIONE.


Ogni fenomeno di memoria che tocca il campo di presenza della coscienza. Differisce dal dato di memoria che agisce subliminalmente in compresenza; è anche, senza nessun dubbio, differente dalla percezione (v. PERCEZIONE).

SIMBOLO.


Immagine con caratteristiche fisse, riduttiva, priva di ogni qualità secondaria, che sorge dal canale astrattivo, che sintetizza o astrae ciò che c'è di più essenziale tra tutte le caratteristiche presenti. Quando il simbolo svolge la funzione di codificare i registri, lo chiamiamo segno (v. SEGNO).

COSCIENZA.


1. Chiamiamo coscienza il registro effettuato dall'apparato che coordina e struttura sensazioni, immagini e ricordi. Data la dinamica delle operazioni che registra, questo apparato è esso stesso in continua dinamica; tuttavia la sua costituzione deve essere tale da conferirgli anche una certa unità ed identità.

L'essere umano non nasce con questo apparato già costituito, piuttosto esso si costituisce a poco a poco e nella misura in cui si organizza la sensazione globale del corpo. Questo apparato di registro di sensazioni, immagini e ricordi si trova nel corpo ed è vincolato alle sensazioni del corpo. In certi casi esso viene identificato con l'io (v. IO); tale identificazione avviene man mano che le sensazioni del corpo si sommano e si codificano all'interno di un campo di memoria. Se usiamo questo punto di vista diciamo che non si nasce con un io, ma che questo si sviluppa e si articola per accumulazione di esperienze. Non c'è io senza sensazione, immagine o ricordo. Anche quando l'io percepisce se stesso, utilizza queste tre vie, sia che esse forniscano informazioni vere che illusorie.

2. Chiamiamo coscienza il sistema di coordinamento e di registro dello psichismo umano. Precisiamo che ci riferiamo allo stesso apparato anche quando, secondo le funzioni che esso compie, utilizziamo denominazioni diverse: infatti, se coordina, lo chiamiamo coordinatore, se registra registratore. Non consideriamo cosciente alcuna operazione dello psichismo nella quale non siano presenti funzioni di coordinamento.

MONDO o AMBIENTE INTERNO.


Ciò che è situato al di qua del tatto esterno. Le sue manifestazioni caloriche, chimiche, di pressione, di tensione, di tattilità, di posizione ecc. vengono chiamate stimoli; quando questi agiscono sui sensi interni, si configurano le sensazioni interne. Esiste anche sensazione interna dell'attività della memoria e dell'immaginazione.

SEGNO.


Simbolo o allegoria che svolge la funzione di codificare i registri interni (v. COMUNICAZIONE TRA PERSONE).

REGISTRO.


Esperienza della sensazione prodotta dagli stimoli captati dai sensi interni ed esterni; includiamo negli stimoli i ricordi e l'immaginazione.

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