Morfologia

Simboli, Segni e Allegorie di José Caballero



V^ SEGNICA

Differenze fra segni e connettive segniche

Le connettive tra segni sono formalizzazioni di connessioni come ad esempio succede nella logica matematica. Le connettive di congiunzione, mutua implicazione, condizione, ecc. - essendo a loro volta segni - sono formalizzazioni di relazioni che si stabiliscono tra i segni (figura 109)

Le connettive matematiche relazionano numeri o lettere fra loro in termini di addizione, sottrazione, ecc. In molti casi danno importanza alla posizione dei numeri rispetto ai segni che sono utilizzati come tramite per una più facile lettura.

Anche nelle matematiche di solito si usa fissare il livello del linguaggio e il sistema di relazione di un numero con se stesso.

I segni generalmente vengono considerati come simboli quando perdono il loro significato per un cambiamento culturale. E’ il caso dei segni astrologici che svolgevano una funzione precisa, ma con il passare del tempo, furono "caricati" con differenti contenuti culturali.

Anche i simboli, ovviamente, sono stati convertiti spesso in segni. Questo è riscontrabile nel triangolo, che per numerose culture è stato facilmente convertito in un segno di fuoco (figura 110)

L’azione di forma del simbolo spesso permette questo tipo di trasferimento, ed è così che acquista un significato psichico per molti popoli o individui, anche quando non siano stati in contatto fra loro. 

SEGNO.


Simbolo o allegoria che svolge la funzione di codificare i registri interni (v. COMUNICAZIONE TRA PERSONE).

SIMBOLO.


Immagine con caratteristiche fisse, riduttiva, priva di ogni qualità secondaria, che sorge dal canale astrattivo, che sintetizza o astrae ciò che c'è di più essenziale tra tutte le caratteristiche presenti. Quando il simbolo svolge la funzione di codificare i registri, lo chiamiamo segno (v. SEGNO).

SIGNIFICATO – SIGNIFICAZIONE.


E' il registro interno di corrispondenza tra:

  • A) la percezione di un oggetto che agisce come segno e
  • B) il registro interno, precedentemente codificato come forma, della percezione dell'oggetto in questione.

FORMA.


A) Si chiama forma in generale la strutturazione che la coscienza effettua con gli impulsi.

B) Le forme sono ambiti di registro interno che permettono di strutturare i fenomeni.

C) Quando gli impulsi sono già stati tradotti dalle vie astrattive o associative della coscienza possiamo identificare quasi esattamente le forme con le immagini.

D) Nel momento di processo precedente a questo, vengono chiamate forme le strutture di percezione. La percezione relativa ad un senso si struttura in una forma che le è caratteristica. Ma proprio come ogni senso possiede la sua forma di strutturare i dati, così la coscienza struttura l'informazione apportata dai sensi in una forma, caratteristica che corrisponde alle vie di percezione usate; pertanto di un oggetto si potranno avere forme distinte a seconda dei canali di sensazione usati, della prospettiva con cui l'oggetto si è presentato, del tipo di strutturazione effettuato dalla coscienza in funzione del livello che è in attività (cioè ogni livello di coscienza pone un proprio ambito formale, struttura i dati in una forma caratteristica).

E) La coscienza articola i dati relativi ad un oggetto producendo una particolare forma; questa forma è legata ad un determinato registro interno che viene codificato nella memoria. Quando l'oggetto in questione viene nuovamente percepito, questa percezione agisce come un segno per la coscienza e attiva il registro interno che corrisponde a quella forma percettiva. E' in questo modo che l'oggetto acquista significato (v. SEGNO) (v. SIGNIFICATO).

F) Uno stimolo si converte in una forma quando la coscienza, lavorando in un determinato livello, lo struttura.

G) Uno stesso stimolo può essere tradotto in differenti forme - in differenti immagini - a seconda del canale percettivo usato. Queste differenti forme o immagini possono entrare in rapporto tra loro e sostituirsi le une alle altre - per esempio agli effetti del riconoscimento dell'oggetto a cui si riferiscono - perché hanno la stessa collocazione nello spazio di rappresentazione e perché compiono la stessa funzione, cioè attivano tutte lo stesso centro che corrisponde a quella collocazione.

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