Morfologia

Simboli, Segni e Allegorie di José Caballero



IV^ SIMBOLICA

L’azione di forma del simbolo

Intendiamo per azione di forma l’attività che una persona registra come cambio di tono generale quando si colloca all’interno di un ambito.

Se si passa da un luogo ad un altro, e questo ha una forma differente, questa sensazione risulta più evidente che se si transita per due spazi di forma simile.

Questo è stato compreso molto bene dagli architetti di tutte le epoche e particolarmente dagli architetti religiosi che hanno disegnato le costruzioni dei templi-simbolo.

Diversi simboli che sono stati costruiti hanno continuato a manifestare nel tempo la loro azione di forma (figura 66)

Sia che si tratti di sfere, semisfere, coni, punte verso il cielo, cilindri, piramidi, zigurat, coni sovrapposti, ecc., tutte queste forme hanno continuato a mantenere la loro azione, nonostante le numerose applicazioni di allegorie ed altri elementi, che possono confondere l’osservatore.

L’azione di forma del simbolo esiste nella misura in cui è percepito. Se qualcuno si colloca all’interno di una stanza e non conosce il posto, il fatto che essa sia sferica o piramidale non ha per quella persona nessun significato. Ma se lo stesso personaggio, anche se avesse gli occhi bendati, e sapesse di essere incluso in una stanza piramidale, avrà registri di tensioniinterne differenti da quelle che sperimenterebbe se sapesse di essere in uno spazio sferico.

Quando si ha un registro psicologico della forma del simbolo, questo agisce sulla rappresentazione interna. Ciò che influenza i fenomeni interni non è la forma che li circonda, ma la sensazione interna che corrisponde ad ogni rappresentazione, in quanto la forma in "sè" (indipendente dal fenomeno psicologico) non esercita alcun tipo di azione.

Questo fatto è di grande interesse se si vogliono comprendere numerose manifestazioni psicologiche che sono notevolmente influenzate dall’azione di forma di questi simboli, poiché lo studio dei simbolisituati nello spazio esterno, ci interessa per prendere parametri rispetto a ciò che succede all’interno della mente.

Questi simboli, queste forme rappresentate nello spazio interno, sono importanti in quanto generano numerose tensioni tra i contenuti: a seconda del caso, alcuni contenuti si dinamizzeranno altri verranno esclusi, altri ancora inclusi. Si verrà a formare un sistema completo che dipenderà dal tipo di simbolo prodotto nella coscienza.

Quindi, lo studio iniziale da intraprendere su una costruzione è di tipo simbolico, e cioè ridurlo a forme semplici, geometriche, per poi studiarne i casi particolari.

Le figure dal numero 67 al numero 78 illustrano questo tema.

Nel tempio di Todai-Ji in Nara (figura 79) si può osservare il predominio delle forme a barca. Questo edificio è costruito in legno. Si suppone, allegoricamente, che questa è una costruzione celeste e che in questa specie di "cielo spirituale" naviga il tempio.

La struttura curvata verso l’alto, dal punto di vista morfologico, è una ricezione di forze dovute alla sua concavità ed è inoltre l’allegoria di una barca. Quanto detto è valido anche per le figure successive (figure 80, 81 e 82)

Esistono altri tipi di costruzioni dove la semisfera si impone sul resto dell’edificio (figure 83, 84) In molti luoghi del mondo si trovano riproduzioni di templi in grandezza ridotta che rappresentano fedelmente gli originali in tutte le loro forme. Questo aspetto si può osservare a volte nel caso di certe cupole (cibori). Molti personaggi del santorale, di diverse religioni, sostengono piccoli edifici nelle loro mani, facendo intendere, con quella allusione e quell’attributo simbolico, l’azione di forma che produrrebbero questi templi nel caso in cui fossero realizzati come grandi costruzioni (figure 85 e 86)

Si possono osservare inoltre modelli di costruzioni religiose nelle quali il sistema di minareti con sovrapposizione di sfere, semisfere e coni, si eleva verso il cielo, come accade nei templi mussulmani (figure 87, 88 e 89)

I templi buddisti tailandesi, con le loro tipiche forme triangolari e i loro terminali a forma di fiamma aiutano l’occhio ad orientarsi in quella stessa direzione (figura 90)


Nei templi greci e romani (anche quando all’esterno sono utilizzati dei triangoli), il "potere delle punte" si orienta in orizzontale, rafforzato dalla forma rettangolare della struttura delle colonne che, a loro volta, inquadra un altro rettangolo (figura 91)


Ci sono una infinità di forme miste, dove in diverse proporzioni, si combinano numerosi elementi e forme composte.
(figura 92)

L’azione delle forme si può anche analizzare osservando i portali e gli interni.
(figure 93 e 94)

Altrettanto succede esaminando le cripte religiose a spirale, e gli interni dei santuari con le loro navate, percorsi e scale, il tutto sviluppato avendo come riferimento il centro che è l’altare centrale (figure da 95 al 100)

Il tema dell’altare, come centro manifesto, è di grande interesse nella simbolica. In alcune occasioni è ubicato all’esterno della costruzione, come ad esempio negli zigurat (figure dal 101 al 104)

Il zigurat è una costruzione a piramide molto usuale nei popoli mesopotamici (sistema al quale hanno fatto riferimento anche gli egizi), consistente in una struttura gradinata dove nella sua parte finale, nella sommità di questa costruzione, si colloca l’altare religioso.

Negli stupa nepalesi si osserva un sistema gradonato di quadrati ed un’insieme di semisfere; tutto quanto è incluso in un circolo centrale maggiore, che costituisce un vero "mandala" architettonico (figure 105 e 106)

FORMA.


A) Si chiama forma in generale la strutturazione che la coscienza effettua con gli impulsi.

B) Le forme sono ambiti di registro interno che permettono di strutturare i fenomeni.

C) Quando gli impulsi sono già stati tradotti dalle vie astrattive o associative della coscienza possiamo identificare quasi esattamente le forme con le immagini.

D) Nel momento di processo precedente a questo, vengono chiamate forme le strutture di percezione. La percezione relativa ad un senso si struttura in una forma che le è caratteristica. Ma proprio come ogni senso possiede la sua forma di strutturare i dati, così la coscienza struttura l'informazione apportata dai sensi in una forma, caratteristica che corrisponde alle vie di percezione usate; pertanto di un oggetto si potranno avere forme distinte a seconda dei canali di sensazione usati, della prospettiva con cui l'oggetto si è presentato, del tipo di strutturazione effettuato dalla coscienza in funzione del livello che è in attività (cioè ogni livello di coscienza pone un proprio ambito formale, struttura i dati in una forma caratteristica).

E) La coscienza articola i dati relativi ad un oggetto producendo una particolare forma; questa forma è legata ad un determinato registro interno che viene codificato nella memoria. Quando l'oggetto in questione viene nuovamente percepito, questa percezione agisce come un segno per la coscienza e attiva il registro interno che corrisponde a quella forma percettiva. E' in questo modo che l'oggetto acquista significato (v. SEGNO) (v. SIGNIFICATO).

F) Uno stimolo si converte in una forma quando la coscienza, lavorando in un determinato livello, lo struttura.

G) Uno stesso stimolo può essere tradotto in differenti forme - in differenti immagini - a seconda del canale percettivo usato. Queste differenti forme o immagini possono entrare in rapporto tra loro e sostituirsi le une alle altre - per esempio agli effetti del riconoscimento dell'oggetto a cui si riferiscono - perché hanno la stessa collocazione nello spazio di rappresentazione e perché compiono la stessa funzione, cioè attivano tutte lo stesso centro che corrisponde a quella collocazione.

SENSAZIONE.


A) Vedere Registro.

B) Atomo teorico della percezione.

C) Chiamiamo sensazione ciò che viene registrato quando si capta uno stimolo proveniente dall'ambiente esterno o interno (incluso le immagini e i ricordi), stimolo che fa variare il tono di lavoro del senso che percepisce. Da questo deriva che nella coscienza non può esistere alcun fenomeno che non sia stato prima captato dai sensi; anche i contenuti di memoria, l'attività della coscienza e quella dei centri vengono registrate dai sensi interni. Per la coscienza esiste solo ciò che si manifesta ad essa e questo vale anche quando la coscienza si manifesta a se stessa; anche questa manifestazione, come tutte le altre, deve essere registrata, cioè corrispondere ad una sensazione.

D) Ciò a cui ogni impulso si riduce (v. DOLORE).

TONO.


Le operazioni di ciascun livello di lavoro possono essere effettuate con maggiore o minore intensità o tono.

ALLEGORIA


Immagine dinamica prodotta dal canale associativo della coscienza, avente caratteristiche moltiplicative, addizionative, associative, trasformative.

Le allegorie sono narrazioni trasformate in immagini in cui molti elementi diversi si unificano oppure si moltiplicano per allusione e in cui, inoltre, i concetti astratti si concretizzano. L'allegorico è fortemente legato a situazioni particolari, cioè varia al variare delle condizioni della mente individuale o collettiva che le produce. La mente individuale si esprime allegoricamente attraverso racconti, sogni, opere d'arte, misteri, manifestazioni patologiche, ecc; quella collettiva attraverso racconti, opere d'arte, folklore, miti, religioni, ecc.

REGISTRO.


Esperienza della sensazione prodotta dagli stimoli captati dai sensi interni ed esterni; includiamo negli stimoli i ricordi e l'immaginazione.

RAPPRESENTAZIONE.


Ogni fenomeno di memoria che tocca il campo di presenza della coscienza. Differisce dal dato di memoria che agisce subliminalmente in compresenza; è anche, senza nessun dubbio, differente dalla percezione (v. PERCEZIONE).

INTERESSE.


(v. ATTENZIONE).

TENSIONI.


Chiamiamo tensioni le contrazioni dei sistemi muscolari più o meno profonde. Queste tensioni non sempre hanno un vincolo diretto con lo psichismo, poiché il rilassamento muscolare non sempre accompagna il rilassamento mentale. Da un punto di vista psicologico, diciamo che le tensioni psichiche sono in rapporto con aspettative eccessive che spingono lo psichismo alla ricerca, alla speranza di qualcosa, in esse è sempre presente un sottofondo di tipo possessivo, mentre le relazioni si producono quando sorge un atteggiamento psicologico di non possesso o di disposizione a dare (accompagnata dal registro di lasciarsi andare).

È' interessante poter individuare il registro delle tensioni, piuttosto che cercare la loro causa così come è importante individuare le dissociazioni delle tensioni non necessarie che accompagnano la tensione in un determinato momento. Dividiamo: tensioni esterne, che possono essere occasionali o permanenti; tensioni interne o di tipo muscolare profondo o in generale di irritazione viscerale.

Queste ultime sono accompagnate da un'importante componente emotiva e pertanto le chiamiamo climi (v. CLIMA), e possono, o non, coesistere con le tensioni esterne. In occasioni causano al lasciarsi andare, fenomeni mnemonici che fanno sorgere il registro che corrisponde al clima.

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