Morfologia

Simboli, Segni e Allegorie di José Caballero



IV^ SIMBOLICA

Il simbolo e le sue applicazioni

Abbiamo esaminato il simbolo come funzione di astrazione e di ordinamento, il suo ruolocompensativo per la coscienza di fronte al mondo e come traduzione plastica di impulsi interni. 

Ma si possono attribuire altre funzioni ad esempio quella di feticcio o di talismano; in questo caso il simbolo acquista valore in se stesso ed ha "potere" per operare nel mondo (figura 62)

Un’altra concezione del simbolo è il piano o schema di lavoro interno. Questo caso si può vedere nell’esempio dello schema dell’Albero della Cabala, un modello di lavoro logico e rigoroso di tipo mentale, come appare nell’illustrazione (figura 63)

Infine, il simbolo può utilizzarsi come "macchina" per organizzare ed ordinare fenomeni, come nel caso dei simboli usati per studi astronomici ( figura 64 )

Il simbolo può essere visto in un modo differente da quello che stiamo menzionando, e può essere presentato nel seguente modo (figura 65):

  1. il punto, per la sua dinamica, normalmente si usa come riferimento che può essere ubicato in qualsiasi piano. La sua rappresentazione è centrifuga.
  2. Il circolo è utilizzato per rappresentare processi, qualcosa che nasce, si sviluppa e si conclude.
  3. La mandorla rappresenta due punti di tensione e le loro relazioni.
  4. Il triangolo indica la composizione di una entità qualsiasi, prestando attenzione a tre forze o elementi basilari. 

Esistono numerose "macchine-simbolo" che possono essere usate come ausiliarie di un metodo di pensiero, ma le principali sono quelle menzionate, che servono per fissare il punto di interesse, il processo, la relazione e la composizione di un dato oggetto di studio.

SIMBOLO.


Immagine con caratteristiche fisse, riduttiva, priva di ogni qualità secondaria, che sorge dal canale astrattivo, che sintetizza o astrae ciò che c'è di più essenziale tra tutte le caratteristiche presenti. Quando il simbolo svolge la funzione di codificare i registri, lo chiamiamo segno (v. SEGNO).

ASTRAZIONE


Meccanismo della coscienza che, a partire da criteri di funzionalità degli oggetti, permette di formare i concetti. La capacità di astrazione della coscienza aumenta nel livello di veglia e diminuisce nei livelli inferiori.

Caratteristiche proprie del funzionamento del meccanismo di astrazione sono: l'indebolimento delle immagini e l'apparizione di certe categorie logiche difficilmente rappresentabili con immagini.

COSCIENZA.


1. Chiamiamo coscienza il registro effettuato dall'apparato che coordina e struttura sensazioni, immagini e ricordi. Data la dinamica delle operazioni che registra, questo apparato è esso stesso in continua dinamica; tuttavia la sua costituzione deve essere tale da conferirgli anche una certa unità ed identità.

L'essere umano non nasce con questo apparato già costituito, piuttosto esso si costituisce a poco a poco e nella misura in cui si organizza la sensazione globale del corpo. Questo apparato di registro di sensazioni, immagini e ricordi si trova nel corpo ed è vincolato alle sensazioni del corpo. In certi casi esso viene identificato con l'io (v. IO); tale identificazione avviene man mano che le sensazioni del corpo si sommano e si codificano all'interno di un campo di memoria. Se usiamo questo punto di vista diciamo che non si nasce con un io, ma che questo si sviluppa e si articola per accumulazione di esperienze. Non c'è io senza sensazione, immagine o ricordo. Anche quando l'io percepisce se stesso, utilizza queste tre vie, sia che esse forniscano informazioni vere che illusorie.

2. Chiamiamo coscienza il sistema di coordinamento e di registro dello psichismo umano. Precisiamo che ci riferiamo allo stesso apparato anche quando, secondo le funzioni che esso compie, utilizziamo denominazioni diverse: infatti, se coordina, lo chiamiamo coordinatore, se registra registratore. Non consideriamo cosciente alcuna operazione dello psichismo nella quale non siano presenti funzioni di coordinamento.

RAPPRESENTAZIONE.


Ogni fenomeno di memoria che tocca il campo di presenza della coscienza. Differisce dal dato di memoria che agisce subliminalmente in compresenza; è anche, senza nessun dubbio, differente dalla percezione (v. PERCEZIONE).

ATTENZIONE


Meccanismo della coscienza che permette di osservare i fenomeni interni ed esterni. Diciamo che quando uno stimolo supera una determinata soglia, esso suscita l'interesse della coscienza e rimane in un campo centrale verso il quale l'attenzione si dirige.

Quindi l'attenzione funziona per interessi, cioè per stimoli che in qualche modo agiscono sulla coscienza producendo un registro. Il campo centrale di attenzione in cui si colloca lo stimolo che risveglia l'interesse viene denominato campo di presenza. Questo campo è in rapporto con la percezione. Tutti gli oggetti che non appaiono strettamente legati a quello centrale diventano gradualmente più sfumati, ad essi viene dedicata sempre minore attenzione. L'oggetto centrale è sempre legato da rapporti associativi ad altri oggetti non presenti, ma compresenti. Chiamiamo questo fenomeno attenzionale campo di compresenza.

Questo campo è in rapporto con la memoria. Nell'evocazione, l'attenzione può essere spostata dal campo di presenza a quello di compresenza. Questo spostamento è possibile perché si è avuto il registro sia dell'oggetto presente sia quello degli oggetti compresenti. Il campo di compresenza permette di strutturare i nuovi dati.

Diciamo in sintesi che quando si presta attenzione a un oggetto ciò che è evidente diventa presente, mentre ciò che non è evidente opera in modo compresente. Questo succede sempre nella coscienza quando essa percepisce qualcosa; pertanto è possibile affermare che la coscienza struttura sempre più di quanto percepisce, cioè aggiunge sempre altri dati a quelli direttamente osservati.

Il meccanismo della compresenza esiste anche nel funzionamento dei livelli di coscienza: in veglia possono operare insogni (v. INSOGNI) in modo compresente e nel sogno può esserci tavolta compresenza di fenomeni vigilici. E' per questo che esistono diversi stati all'interno di ciascun livello di coscienza. (v. COSCIENZA, livelli di)

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