Morfologia

Simboli, Segni e Allegorie di José Caballero



III^ SIMBOLO ALLEGORIA E SEGNI

Caratteristiche del segno, dell’ allegoria e del simbolo

Il segno ha un carattere convenzionale, operativo, associativo, a volte figurativo (figure 6,7 e 8) ed a volte non figurativo (figure 9,10 e11).



Le forme geometriche (figura 12) conformano simboli e inquadramenti, nei quali si osservano alcune parole e lettere che sono incluse e che hanno un significato che va oltre il contenuto stesso delle parole, queste hanno un valore in se e sono dotate di carattere sacro.

Un altro esempio è quello che appare nella figura successiva, dove si possono osservare le lettere che compongono l’alfabeto sanscrito inscritte nel cosiddetto "Ombrello Sacro", le quali compiono funzioni simili a quelle descritte nello "Shri Yantra". (figura 13).

L’ allegoria ha un carattere che è centrifugo, moltiplicativo, associativo, epocale e soprattutto figurativo. Le figure seguenti illustrano le caratteristiche proprie delle allegorie (da fig. 14 alla fig. 20).

Il simbolo ha un carattere centripeto, sintetico, non associativo, non epocale e non figurativo.

Osservando il sistema litico di Stonehenge (Wiltshire - Gran Bretagna), si riconoscerà la struttura dei megaliti, disposti circolarmente, che forma il centro simbolico di uno spazio molto più amplio (figure 21,22, e 23). 

In Sacsahuamàn vicino a Cuzco, esiste un oroscopo di dodici case fatte di pietra. E’ una costruzione probabilmente del XII^ secolo.

Questo simbolo voleva essere girevole, ma siccome la pietra non poteva muoversi, si è pensato allora ad un sistema nel quale l’acqua circolasse intorno alla ruota.

Questo simbolo è una astrazione di idee molto generali di tipo astronomico ed è, inoltre, un elemento estetico di primaria importanza. (fig.25).

ALLEGORIA


Immagine dinamica prodotta dal canale associativo della coscienza, avente caratteristiche moltiplicative, addizionative, associative, trasformative.

Le allegorie sono narrazioni trasformate in immagini in cui molti elementi diversi si unificano oppure si moltiplicano per allusione e in cui, inoltre, i concetti astratti si concretizzano. L'allegorico è fortemente legato a situazioni particolari, cioè varia al variare delle condizioni della mente individuale o collettiva che le produce. La mente individuale si esprime allegoricamente attraverso racconti, sogni, opere d'arte, misteri, manifestazioni patologiche, ecc; quella collettiva attraverso racconti, opere d'arte, folklore, miti, religioni, ecc.

SEGNO.


Simbolo o allegoria che svolge la funzione di codificare i registri interni (v. COMUNICAZIONE TRA PERSONE).

FORMA.


A) Si chiama forma in generale la strutturazione che la coscienza effettua con gli impulsi.

B) Le forme sono ambiti di registro interno che permettono di strutturare i fenomeni.

C) Quando gli impulsi sono già stati tradotti dalle vie astrattive o associative della coscienza possiamo identificare quasi esattamente le forme con le immagini.

D) Nel momento di processo precedente a questo, vengono chiamate forme le strutture di percezione. La percezione relativa ad un senso si struttura in una forma che le è caratteristica. Ma proprio come ogni senso possiede la sua forma di strutturare i dati, così la coscienza struttura l'informazione apportata dai sensi in una forma, caratteristica che corrisponde alle vie di percezione usate; pertanto di un oggetto si potranno avere forme distinte a seconda dei canali di sensazione usati, della prospettiva con cui l'oggetto si è presentato, del tipo di strutturazione effettuato dalla coscienza in funzione del livello che è in attività (cioè ogni livello di coscienza pone un proprio ambito formale, struttura i dati in una forma caratteristica).

E) La coscienza articola i dati relativi ad un oggetto producendo una particolare forma; questa forma è legata ad un determinato registro interno che viene codificato nella memoria. Quando l'oggetto in questione viene nuovamente percepito, questa percezione agisce come un segno per la coscienza e attiva il registro interno che corrisponde a quella forma percettiva. E' in questo modo che l'oggetto acquista significato (v. SEGNO) (v. SIGNIFICATO).

F) Uno stimolo si converte in una forma quando la coscienza, lavorando in un determinato livello, lo struttura.

G) Uno stesso stimolo può essere tradotto in differenti forme - in differenti immagini - a seconda del canale percettivo usato. Queste differenti forme o immagini possono entrare in rapporto tra loro e sostituirsi le une alle altre - per esempio agli effetti del riconoscimento dell'oggetto a cui si riferiscono - perché hanno la stessa collocazione nello spazio di rappresentazione e perché compiono la stessa funzione, cioè attivano tutte lo stesso centro che corrisponde a quella collocazione.

SIMBOLO.


Immagine con caratteristiche fisse, riduttiva, priva di ogni qualità secondaria, che sorge dal canale astrattivo, che sintetizza o astrae ciò che c'è di più essenziale tra tutte le caratteristiche presenti. Quando il simbolo svolge la funzione di codificare i registri, lo chiamiamo segno (v. SEGNO).

SIGNIFICATO – SIGNIFICAZIONE.


E' il registro interno di corrispondenza tra:

  • A) la percezione di un oggetto che agisce come segno e
  • B) il registro interno, precedentemente codificato come forma, della percezione dell'oggetto in questione.

ASTRAZIONE


Meccanismo della coscienza che, a partire da criteri di funzionalità degli oggetti, permette di formare i concetti. La capacità di astrazione della coscienza aumenta nel livello di veglia e diminuisce nei livelli inferiori.

Caratteristiche proprie del funzionamento del meccanismo di astrazione sono: l'indebolimento delle immagini e l'apparizione di certe categorie logiche difficilmente rappresentabili con immagini.

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