Morfologia

Simboli, Segni e Allegorie di José Caballero



III^ SIMBOLO ALLEGORIA E SEGNI

Funzioni della rappresentazione interna della coscienza

L’attività della rappresentazione interna porta avanti tre funzioni precise:

  1. la prima funzione è quella di registrare la percezione nella memoria. Ad esempio: se osserviamo un oggetto, chiudiamo gli occhi e lo rappresentiamo, l’oggetto risulta visualizzato, pertanto i dati del senso attivato si registrano nella memoria (fig.2/1 - fissare la percezione come memoria).
  2. la seconda funzione è quella di trasformare ciò che è percepito in accordo alle necessità della coscienza (fig.2/2 - trasformare ciò che è percepito in accordo alle necessità della coscienza). Quando si visualizza un oggetto arriva il segnale e sorge la sua immagine, ma può accadere che nel rappresentarlo non ci sia un’esatta coincidenza con quello percepito in precedenza. Questa deformazione, questa non coincidenza dell’immagine di percezione avviene nella coscienza perché esistono determinate necessità che trasformano quell’impulso.
  3. la terza funzione è quella di tradurre gli impulsi interni nel campo della percezione, questo modifica anche la rappresentazione (fig. 2/3 - tradurre impulsi interni al campo della percezione).

In altre parole: anche quando non sono presenti gli impulsi esterni (oscurità totale, mancanza di rumori, ecc...) esistono, comunque, degli impulsi interni che stanno lavorando soavemente nelle soglie, quelle sensazioni dell’intracorpo debolmente percepite. In un determinato momento e come conseguenza della mancanza di stimoli esterni, la memoriainizia a lanciare segnali, ad esempio se qualcuno sta dormendo ed ha un braccio in una posizione scomoda oppure ha una tensione in qualche parte del corpo, o ancora avverte un fenomeno di acidità nello stomaco, ecc. sorge una informazione che appare nello "schermo" come rappresentazione. 

Queste immagini sono anche modifiche di altre rappresentazioni già archiviate in memoria, e producono delle vere e proprie traduzioni. Il problema sorge quando questi impulsi interni, oltrepassando la soglia, prendono vie di rappresentazioneche corrispondono ai sensi esterni. Riprendendo l’esempio precedente, una sensazione di acidità di stomaco può venire tradotta in un’immagine visiva di un incendio.

Questa traduzione dell’impulso interno è fatta a discapito della materia prima di un altro tipo di rappresentazioni, con cui si modifica sostanzialmente il sistema di immagini. In questo caso appare una rappresentazione visiva che parte dalla memoria (conoscenza del fuoco), effettuando una traduzione dell’impulso originale. Questo è un argomento di studio di prioritaria importanza.

RAPPRESENTAZIONE.


Ogni fenomeno di memoria che tocca il campo di presenza della coscienza. Differisce dal dato di memoria che agisce subliminalmente in compresenza; è anche, senza nessun dubbio, differente dalla percezione (v. PERCEZIONE).

PERCEZIONE.


A) Semplice registro del dato sensoriale.

B) Il dato che arriva al senso viene registrato come variazione del tono di attività del senso stesso; ma oltre a questo, il dato viene configurato e strutturato dal senso. Pertanto, la percezione è il registro del dato a cui si somma l'attività del senso il quale si trova in una dinamica continua. In sintesi, si tratta di una struttura formata da: dato + attività del senso che astrae e organizza il dato.

C) Strutturazione di sensazioni effettuate: da un senso; da vari sensi, dall'attività della memoria e/o dalla coscienza insieme al senso, ai vari sensi e alla memoria.

MEMORIA.


Funzione dello psichismo che regola i tempi e immagazzina i registri o sensazioni, generati dagli stimoli esterni ed interni, codificandoli, ordinandoli in base allo stato della struttura psichica nel momento dell'impressione (v. EVOCAZIONE). La memoria paragona ogni nuova sensazione con sensazioni precedenti. (v. COMPORTAMENTO, fattori che intervengono nella) Le sensazioni immagazzinate possono essere proiettate sia nel presente che nel futuro. Di entrambe queste operazioni - attualizzazione o ricordo e proiezione o immaginazione - si ha sensazione. L'attività della memoria è legata in modo strutturale a quella dei sensi, a quella dell'apparato di registro e al livello di coscienza.

COSCIENZA.


1. Chiamiamo coscienza il registro effettuato dall'apparato che coordina e struttura sensazioni, immagini e ricordi. Data la dinamica delle operazioni che registra, questo apparato è esso stesso in continua dinamica; tuttavia la sua costituzione deve essere tale da conferirgli anche una certa unità ed identità.

L'essere umano non nasce con questo apparato già costituito, piuttosto esso si costituisce a poco a poco e nella misura in cui si organizza la sensazione globale del corpo. Questo apparato di registro di sensazioni, immagini e ricordi si trova nel corpo ed è vincolato alle sensazioni del corpo. In certi casi esso viene identificato con l'io (v. IO); tale identificazione avviene man mano che le sensazioni del corpo si sommano e si codificano all'interno di un campo di memoria. Se usiamo questo punto di vista diciamo che non si nasce con un io, ma che questo si sviluppa e si articola per accumulazione di esperienze. Non c'è io senza sensazione, immagine o ricordo. Anche quando l'io percepisce se stesso, utilizza queste tre vie, sia che esse forniscano informazioni vere che illusorie.

2. Chiamiamo coscienza il sistema di coordinamento e di registro dello psichismo umano. Precisiamo che ci riferiamo allo stesso apparato anche quando, secondo le funzioni che esso compie, utilizziamo denominazioni diverse: infatti, se coordina, lo chiamiamo coordinatore, se registra registratore. Non consideriamo cosciente alcuna operazione dello psichismo nella quale non siano presenti funzioni di coordinamento.

IMPULSI.


Chiamiamo impulsi i segnali che arrivano alla coscienza dall'apparato dei sensi o da quello della memoria e che la coscienza traduce in immagini, attraverso le vie astrattive o associative. Gli impulsi subiscono numerose trasformazioni e traduzioni anche prima di essere trasformati in immagini.

SENSAZIONE.


A) Vedere Registro.

B) Atomo teorico della percezione.

C) Chiamiamo sensazione ciò che viene registrato quando si capta uno stimolo proveniente dall'ambiente esterno o interno (incluso le immagini e i ricordi), stimolo che fa variare il tono di lavoro del senso che percepisce. Da questo deriva che nella coscienza non può esistere alcun fenomeno che non sia stato prima captato dai sensi; anche i contenuti di memoria, l'attività della coscienza e quella dei centri vengono registrate dai sensi interni. Per la coscienza esiste solo ciò che si manifesta ad essa e questo vale anche quando la coscienza si manifesta a se stessa; anche questa manifestazione, come tutte le altre, deve essere registrata, cioè corrispondere ad una sensazione.

D) Ciò a cui ogni impulso si riduce (v. DOLORE).

MONDO o AMBIENTE INTERNO.


Ciò che è situato al di qua del tatto esterno. Le sue manifestazioni caloriche, chimiche, di pressione, di tensione, di tattilità, di posizione ecc. vengono chiamate stimoli; quando questi agiscono sui sensi interni, si configurano le sensazioni interne. Esiste anche sensazione interna dell'attività della memoria e dell'immaginazione.

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