Morfologia

Simboli, Segni e Allegorie di José Caballero



II^ VIE ASTRATTIVE E ASSOCIATIVE

Apprendimento

E’ opportuno evidenziare che in materia di apprendimento , per poter configurare un oggetto nei suoi diversi aspetti, esiste il problema di correlare le forme in cui ciascuna percezione si è organizzata in base al canale usato, con la formagenerale di strutturare i dati provenienti dai diversi sensi relativi all’oggetto.

Si consideri che l’apprendimento è un processo di registrazione, elaborazione e trasmissione di dati, e questa attività della coscienza è a sua volta registrata internamente. Quando si stabilisce questo tipo di retroalimentazione (feedback) la registrazione si accentua. Quindi si apprende agendo e non solo registrando, e questo sistema genera una nuova retroalimentazione tra chi insegna e chi apprende. Le domande sono operazioni mentali eseguite da chi sta apprendendo e che necessitano, da parte di chi insegna, l’elaborazione di operazioni e associazioni che non avrebbe mai pensato stando da solo . In questo sistema di relazione ambedue insegnano e apprendono simultaneamente.

Tornando al problema della correlazione tra le forme in cui le percezioni si organizzano secondo il senso che si usa, come arrivo a correlare, nella struttura della coscienza dei dati strutturati in modi tanto diversi, dati auditivi, tattili, olfattivi, ecc.? Come arrivo a strutturare un oggetto a partire, per esempio, da suoni, o da percezioni visive o di altro tipo, un oggetto che è una miscela di suoni, di immagini visive, ecc.?

Questa correlazione, questa corrispondenza è possibile perché questo dilatato sistema delle singole e diverse percezioni viene strutturato all’interno di una forma di percezione che è legata, logicamente, ai registri interni. In questo senso, quando si riconoscono gli oggetti, osserviamo che questi possono usare differenti segnali, differenti segni che sono codificazioni di registri interni. Quando un oggetto di cui possediamo un registro codificato appare nel mio campo di percezione posso considerarlo come un segno.

E’ così che il segno compie, allora, con la funzione di codificare registri interni. I segni possono essere numerosi e di diverso tipo. Sono segni non solo le articolazioni del linguaggio che ovviamente sono registri codificati di formestrutturate, in questo caso forme auditive. Cosa succede quando si ascolta una parola? Se si osserva il fenomeno dall’esterno si tratta di un’espressione dotata di significato. Ma se osservo il fenomeno dall’interno dalla configurazione della coscienza, questa parola che si ascolta è un’ impulso il cui registro è codificato. Quindi una parola mette in movimento diverse attività della mente, perché libera il registro corrispondente. Un’altra parola ne libera uno diverso e in questo modo fa scattare altre attività e così via.

Metteremo in risalto - ancora una volta - che queste espressioni che arrivano risultano ordinate in una determinata forma. Molte parole articolano frasi, periodi, discorsi, allacciano orazioni e questi insiemi, a volte, funzionano essi stessi come segni codificati.

La "parola" casa non sarà considerata segno perché risulta codificata come registro; tutto un insieme di parole può risultare codificato in modo coordinato, strutturato e funzionare come segno. E questo vale per altri tipi di strutturazioni, per altri modi di organizzare le cose e non solo per il linguaggio.

Ciascuno dei diversi livelli di coscienza, come abbiamo visto, pone il proprio ambito formale. Questo vuol dire che i diversi livelli strutturano i dati che arrivano alla coscienza in modo differente, compiendo la funzione di compensare strutturatamene gli stimoli del mondo sia interno che esterno.

I livelli, cioè, funzionano come gli ambiti strutturatori più generali e ciascuno di essi è legato a forme caratteristiche. Le forme che emergono nella coscienza dipendono, in grande misura, dal livello di coscienza che pone il suo specifico ambito strutturatore. E’ così che lo stimolo si converte in forma, in immagine, quando la coscienza lo struttura dal suo livello di lavoro.

APPRENDIMENTO


Processo di registro, elaborazione e trasmissione di dati.

Esso si basa su questa sequenza di eventi: un impulso percettivo si sdoppia e viaggia verso la coscienza e la memoria; quindi la memoria lo analizza e lo confronta con dati precedenti. Quando la percezione e la rappresentazione coincidono, si è in presenza di un atto di riconoscimento. Se invece non esistono in memoria dati relativi al fenomeno percepito, il primo dato - di tale fenomeno - che si presenta viene messo in correlazione con altri dati della memoria che si approssimano ad esso.

Le immagini che si formano alla conclusione dell'una o dell'altra sequenza mettono in moto i centri di risposta. Le risposte così prodotte vengono captate dai sensi interni ed inviate a loro volta alla coscienza e alla memoria (meccanismo di retroalimentazione della risposta). Con questi nuovi dati si ripete la sequenza descritta; in questo modo la coscienza può dare direzione alle nuove risposte dei centri, distinguendo tra quelle adeguate e quelle non adeguate (sistema "esatto-errato").

L'apprendimento non è dunque un processo passivo, ma un processo attivo al massimo che presuppone una messa in moto dei centri di risposta.

FORMA.


A) Si chiama forma in generale la strutturazione che la coscienza effettua con gli impulsi.

B) Le forme sono ambiti di registro interno che permettono di strutturare i fenomeni.

C) Quando gli impulsi sono già stati tradotti dalle vie astrattive o associative della coscienza possiamo identificare quasi esattamente le forme con le immagini.

D) Nel momento di processo precedente a questo, vengono chiamate forme le strutture di percezione. La percezione relativa ad un senso si struttura in una forma che le è caratteristica. Ma proprio come ogni senso possiede la sua forma di strutturare i dati, così la coscienza struttura l'informazione apportata dai sensi in una forma, caratteristica che corrisponde alle vie di percezione usate; pertanto di un oggetto si potranno avere forme distinte a seconda dei canali di sensazione usati, della prospettiva con cui l'oggetto si è presentato, del tipo di strutturazione effettuato dalla coscienza in funzione del livello che è in attività (cioè ogni livello di coscienza pone un proprio ambito formale, struttura i dati in una forma caratteristica).

E) La coscienza articola i dati relativi ad un oggetto producendo una particolare forma; questa forma è legata ad un determinato registro interno che viene codificato nella memoria. Quando l'oggetto in questione viene nuovamente percepito, questa percezione agisce come un segno per la coscienza e attiva il registro interno che corrisponde a quella forma percettiva. E' in questo modo che l'oggetto acquista significato (v. SEGNO) (v. SIGNIFICATO).

F) Uno stimolo si converte in una forma quando la coscienza, lavorando in un determinato livello, lo struttura.

G) Uno stesso stimolo può essere tradotto in differenti forme - in differenti immagini - a seconda del canale percettivo usato. Queste differenti forme o immagini possono entrare in rapporto tra loro e sostituirsi le une alle altre - per esempio agli effetti del riconoscimento dell'oggetto a cui si riferiscono - perché hanno la stessa collocazione nello spazio di rappresentazione e perché compiono la stessa funzione, cioè attivano tutte lo stesso centro che corrisponde a quella collocazione.

PERCEZIONE.


A) Semplice registro del dato sensoriale.

B) Il dato che arriva al senso viene registrato come variazione del tono di attività del senso stesso; ma oltre a questo, il dato viene configurato e strutturato dal senso. Pertanto, la percezione è il registro del dato a cui si somma l'attività del senso il quale si trova in una dinamica continua. In sintesi, si tratta di una struttura formata da: dato + attività del senso che astrae e organizza il dato.

C) Strutturazione di sensazioni effettuate: da un senso; da vari sensi, dall'attività della memoria e/o dalla coscienza insieme al senso, ai vari sensi e alla memoria.

SENSI.


Apparati o funzioni dello psichismo che registrano stimoli provenienti dall'ambiente esterno e da quello interno al corpo (sensi esterni ed interni, rispettivamente). I vari sensi sono in continua attività operano simultaneamente mantenendo una relazione strutturale sia tra di loro sia con gli apparati di memoria e di registro.

COSCIENZA.


1. Chiamiamo coscienza il registro effettuato dall'apparato che coordina e struttura sensazioni, immagini e ricordi. Data la dinamica delle operazioni che registra, questo apparato è esso stesso in continua dinamica; tuttavia la sua costituzione deve essere tale da conferirgli anche una certa unità ed identità.

L'essere umano non nasce con questo apparato già costituito, piuttosto esso si costituisce a poco a poco e nella misura in cui si organizza la sensazione globale del corpo. Questo apparato di registro di sensazioni, immagini e ricordi si trova nel corpo ed è vincolato alle sensazioni del corpo. In certi casi esso viene identificato con l'io (v. IO); tale identificazione avviene man mano che le sensazioni del corpo si sommano e si codificano all'interno di un campo di memoria. Se usiamo questo punto di vista diciamo che non si nasce con un io, ma che questo si sviluppa e si articola per accumulazione di esperienze. Non c'è io senza sensazione, immagine o ricordo. Anche quando l'io percepisce se stesso, utilizza queste tre vie, sia che esse forniscano informazioni vere che illusorie.

2. Chiamiamo coscienza il sistema di coordinamento e di registro dello psichismo umano. Precisiamo che ci riferiamo allo stesso apparato anche quando, secondo le funzioni che esso compie, utilizziamo denominazioni diverse: infatti, se coordina, lo chiamiamo coordinatore, se registra registratore. Non consideriamo cosciente alcuna operazione dello psichismo nella quale non siano presenti funzioni di coordinamento.

REGISTRO.


Esperienza della sensazione prodotta dagli stimoli captati dai sensi interni ed esterni; includiamo negli stimoli i ricordi e l'immaginazione.

SEGNO.


Simbolo o allegoria che svolge la funzione di codificare i registri interni (v. COMUNICAZIONE TRA PERSONE).

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