Morfologia

Simboli, Segni e Allegorie di José Caballero



Introduzione all’edizione del 1981

Si dice che le persone immaginano cose fantastiche, fanno sogni assurdi, sconclusionati, belli, confusi, allegri o mostruosi. Tutto ciò, a volte, si manifesta attraverso la plasticità, il poema, la musica… in un complesso concerto di immagini allegoriche e di simboli diversi.

A questo punto sorge in maniera quasi inevitabile la domanda sul perché di queste attività umane.

Si può dire, per iniziare, che la produzione allegorica, segnica e simbolica non è una prerogativa dell’artista plastico, del musicista, dell’erudito matematico, del poeta o dello squilibrato psichico, ma è da sempre qualcosa inerente all’uomo fin dai primi rudimenti del linguaggio gestuale e fino ad arrivare ai nostri giorni.

In questo libro, l’obiettivo principale è quello di rispondere alle domande sul come sorgono, come operano e quale funzione compiono queste immagini.

Le produzioni dello psichismo non sono qualcosa di arbitrario non sorgono a caso, ma compiono una funzione precisa e cioè quella di dare una risposta che compensi una necessità fino ad arrivare ad un buono sviluppo ed equilibrio psicofisico. Di conseguenza questo studio permetterà un progresso nella conoscenza dell’essere umano.

La coscienza umana (coscienza di qualcosa o verso qualcosa) agisce come compensazione nel mondo. L’attività della coscienza è un modo di "stare" nel mondo, sia esterno che interno, cercando di compensarlo strutturalmente organizzando un sistema di risposte. Queste operazioni della coscienza svolgono la missione di equilibrare il mondo interno con quello esterno, stabilendo un legame dato dalla continua ed urgente esigenza di dare risposte, poichè l’individuo si trova in un mondo complesso: un mondo naturale, umano; un mondo sociale, culturale, tecnico, ecc…

Un’insogno è una immagine-risposta diretta verso l’interno dello psichismo, mentre uno spostamento motorio è un movimento-risposta (anch’esso animato da immagini), diretto verso l’esterno dello psichismo. Anche nelle ideazioni puramente intellettuali che si manifestano come espressioni segniche, se portate ad alti livelli di astrazione, si mette in rilievo una forma di immagine-risposta diretta verso il mondo esterno della coscienza, in questo caso i segni che ne risultano assumono una funzione precisa. Nel caso del linguaggio un chiaro esempio è la funzione del comunicare. In questo contesto, lo studio dei miti, delle leggende, delle religioni, delle arti e del folclore, produzioni degli uomini e dei popoli, saranno considerate dalla psicologia, dall’antropologia, dall’etnologia, e dalle diverse arti con un’altra prospettiva. In ogni modo queste pagine sono dirette principalmente alle persone che desiderano conoscersi sempre di più.

Non è sempre corretto studiare la mitologia allo scopo di far vivere alle persone come propri i sogni ed insogni di temi mitici più straordinari; poiché gli eroi, gli dei, gli animali favolosi, gli gnomi, i maghi ed i vari mostri, che popolano l’immaginazione ed i sogni di un individuo, continuano ad esercitare la stessa funzione, tramite le mitologie dei differenti popoli, anche se sono separate tra loro nel tempo e nello spazio. Infatti tali immagini aiutano l’uomo a liberarsi, a trasferire cariche psicologiche che opprimono in modo temporaneo o permanente la sua coscienza. L’insieme delle tensioni, alle quali è sottomesso un popolo, un gruppo o un’ individuo, è tradotto con immagini determinate dall’accumulazione storica (memoria), sulla cui base è interpretato il mondo.

Un’intera mitologia può essere nascosta da un’esistenza mediocre. I sogni e gli insogni di ogni persona sono inondati da immagini che operano nei tre tempi: immagini del passato o ricordi, immagini del presente o sensazioni, e immagini lanciate al futuro o immaginazione. Anche l’uomo più realista vive di immagini. I sogni e gli insogni, le immagini dei ricordi, dei desideri e delle illusioni sono grandi forze che agiscono nell’uomo d’oggi, influendo notevolmente nella sua vita quotidiana.

Infine, affinché il lettore possa utilizzare questa opera con agilità sarà conveniente prendere in considerazione il piano della stessa che è strutturato nel seguente modo:

  • cap.I^ Impulsi, Campi di Presenza e Compresenza, Spazio di Rappresentazione e Immagine; 
  • cap II^ Vie Astrattive ed Associative;
  • capIII^ Simbolo, Allegoria e Segno;
  • capIV^ Simbolica;
  • cap.V^ Segnica;
  • cap.VI^ Allegorica.

Questo studio sui temi morfologici proviene, nella sua ispirazione e sviluppo, dalla filosofia siloista. Si è cercato di semplificare tale studio inserendo un nutrito materiale grafico (fotografie, schemi e disegni), anche se per una maggiore comprensione ed approfondimento è indispensabile fare riferimento al libro di Autoliberazione di L. A. Ammann (1), opera che amplierà notevolmente e darà un maggiore contesto ai temi appena trattati.

Inoltre, per facilitare l’uso del presente libro, e prima di entrare nella trattazione dei temi specifici, presenteremo i seguenti schemi estratti dall’opera menzionata.Il primo schema mostra un sistema semplice dove gli stimoli arrivano alla coscienza e questa agisce dando una risposta.

Schema 1: Stimolo - Coscienza - Risposta  

Il secondo schema considera che gli stimoli possono essere esterni al corpo ma anche interni e dell’intracorpo. Questi stimoli sono ricevuti dai sensi come sensazione e portati alla coscienza come percezione cioè come sensazioni strutturate. La coscienza agisce e lo fa con immagini che portano energia ai centri: intellettuale, emotivo, motorio e vegetativo, producendo risposte esterne od interne a secondo i casi.

Schema 2: Sensi - Coscienza - Centri  

Il terzo schema è più completo. Si distinguono due sistemi di sensi: quelli esterni vista, udito, olfatto, gusto e tatto e quelli interni (cenestesici: dolore, temperatura, tensione muscolare, ecc. e cinestesici: posizione e movimenti del corpo).

Schema 3: Sensi - Memoria - Coscienza - Centri  

Gli stimoli provenienti dall’esterno e dall’interno arrivano alla coscienza come percezioni, registrandosi simultaneamente nella memoria. A sua volta, la memoria porta stimoli alla coscienza (ricordi). La coscienza fornisce immagini che agiscono sui centri che danno risposte esterne (motorie), o interne (vegetative).

Ogni risposta che dà un centro è rilevata dai sensi interni e dalla coscienza. Di conseguenza a ciò si ha nozione delle operazioni che si effettuano (retroalimentazione della risposta) restando, inoltre registrate nella memoria. Quest’ultima è la base dell’apprendimento, e si perfeziona nella misura in cui si ripetono le operazioni.

Se per qualche circostanza si bloccano gli impulsi che dovrebbero arrivare ai sensi, o della risposta dei centri o della memoria (come nel caso delle anestesie e delle amnesie), nella coscienza si producono perturbazioni. Lo stesso succede anche quando gli impulsi che arrivano alla coscienza sono eccessivi.

Tutti gli impulsi che percorrono il circuito possono lavorare a intensità variabile: a volte normale (tra diverse soglie); a volte con energia molto debole (soglia bassa); a volte eccessiva (sopra la soglia di tolleranza); a volte nulla (blocco).

Può accadere che gli impulsi provenienti dalla coscienza arrivano ad un centro e si blocca la risposta, il centro si sovraccarica di energia, le cariche si spostano ad altri centri e si producono risposte sbagliate.

Per esempio quando le risposte motorie vengono inibite si sovraccarica il centro vegetativo che da risposte interne inadeguate, e crea delle disfunzioni organiche o delle somatizzazioni.

Altrettanto può succedere se si bloccano determinate risposte emotive che dovrebbero esprimersi per via motoria.

Il quarto schema contiene i precedenti, per semplificare non sono state menzionate le vie associative ed astrattive, e lo "schermo" delle operazioni della coscienza o spazio di rappresentazione che verrà spiegato più avanti.

Si sono segnalate le risposte dei centri con una semplice freccia, senza rilevare le risposte codificate complete, come ad esempio i ruoli di condotta.


1. Luis A. Hammann, Autoliberacion, Plaza y Valdes, Messico, 1991 (n.d.t. tradotto in italiano: Autoliberazine casa editrice Multimage)

SIMBOLO.


Immagine con caratteristiche fisse, riduttiva, priva di ogni qualità secondaria, che sorge dal canale astrattivo, che sintetizza o astrae ciò che c'è di più essenziale tra tutte le caratteristiche presenti. Quando il simbolo svolge la funzione di codificare i registri, lo chiamiamo segno (v. SEGNO).

SEGNO.


Simbolo o allegoria che svolge la funzione di codificare i registri interni (v. COMUNICAZIONE TRA PERSONE).

ALLEGORIA


Immagine dinamica prodotta dal canale associativo della coscienza, avente caratteristiche moltiplicative, addizionative, associative, trasformative.

Le allegorie sono narrazioni trasformate in immagini in cui molti elementi diversi si unificano oppure si moltiplicano per allusione e in cui, inoltre, i concetti astratti si concretizzano. L'allegorico è fortemente legato a situazioni particolari, cioè varia al variare delle condizioni della mente individuale o collettiva che le produce. La mente individuale si esprime allegoricamente attraverso racconti, sogni, opere d'arte, misteri, manifestazioni patologiche, ecc; quella collettiva attraverso racconti, opere d'arte, folklore, miti, religioni, ecc.

RISPOSTA.


Viene denominata risposta l'azione che si esprime verso il mondo della sensazione (v. COMPORTAMENTO, valutazione del) (v. RUOLI).

PSICHISMO.


Sistema integrato e dinamicamente interregolato formato da sensi, memoria, coordinatore, livelli e centri.

COSCIENZA.


1. Chiamiamo coscienza il registro effettuato dall'apparato che coordina e struttura sensazioni, immagini e ricordi. Data la dinamica delle operazioni che registra, questo apparato è esso stesso in continua dinamica; tuttavia la sua costituzione deve essere tale da conferirgli anche una certa unità ed identità.

L'essere umano non nasce con questo apparato già costituito, piuttosto esso si costituisce a poco a poco e nella misura in cui si organizza la sensazione globale del corpo. Questo apparato di registro di sensazioni, immagini e ricordi si trova nel corpo ed è vincolato alle sensazioni del corpo. In certi casi esso viene identificato con l'io (v. IO); tale identificazione avviene man mano che le sensazioni del corpo si sommano e si codificano all'interno di un campo di memoria. Se usiamo questo punto di vista diciamo che non si nasce con un io, ma che questo si sviluppa e si articola per accumulazione di esperienze. Non c'è io senza sensazione, immagine o ricordo. Anche quando l'io percepisce se stesso, utilizza queste tre vie, sia che esse forniscano informazioni vere che illusorie.

2. Chiamiamo coscienza il sistema di coordinamento e di registro dello psichismo umano. Precisiamo che ci riferiamo allo stesso apparato anche quando, secondo le funzioni che esso compie, utilizziamo denominazioni diverse: infatti, se coordina, lo chiamiamo coordinatore, se registra registratore. Non consideriamo cosciente alcuna operazione dello psichismo nella quale non siano presenti funzioni di coordinamento.

SEGNICA.


Funzione compiuta da una qualunque percezione oggettuale che sia stata precedentemente codificata.

RAPPRESENTAZIONE.


Ogni fenomeno di memoria che tocca il campo di presenza della coscienza. Differisce dal dato di memoria che agisce subliminalmente in compresenza; è anche, senza nessun dubbio, differente dalla percezione (v. PERCEZIONE).

INSOGNI.


Nel livello di veglia appaiono numerose immagini, idee e pensieri estranei all'idea o al pensiero che si sta sviluppando in un dato momento. Chiamiamo insogni queste immagini. Esse sono formalizzazioni di stimoli provenienti da altri livelli di coscienza, dall'ambiente esterno o dal corpo, che esercitano un'azione, una pressione nel livello di veglia. Gli insogni sono instabili e mutevoli e costituiscono l'ostacolo maggiore al lavoro con l'attenzione. Esistono insogni occasionali che scompaiono rapidamente e che chiamiamo secondari, che danno risposte compensatorie agli stimoli provenienti sia dall'ambiente esterno sia da quello interno, i quali producono tensioni - interne - dolorose; la loro funzione è proprio quella di scaricare tali tensioni. Questi insogni secondari girano intorno a un clima emotivo particolare, che si può osservare come costante e che denota un nucleo di grande fissità, che chiamiamo Nucleo d'Insogno (v. INSOGNO, nucleo di). L'osservazione e lo studio degli insogni che appaiono nei diversi livelli di coscienza permettono di individuare il nucleo d'insogno.

SENSI.


Apparati o funzioni dello psichismo che registrano stimoli provenienti dall'ambiente esterno e da quello interno al corpo (sensi esterni ed interni, rispettivamente). I vari sensi sono in continua attività operano simultaneamente mantenendo una relazione strutturale sia tra di loro sia con gli apparati di memoria e di registro.

SENSAZIONE.


A) Vedere Registro.

B) Atomo teorico della percezione.

C) Chiamiamo sensazione ciò che viene registrato quando si capta uno stimolo proveniente dall'ambiente esterno o interno (incluso le immagini e i ricordi), stimolo che fa variare il tono di lavoro del senso che percepisce. Da questo deriva che nella coscienza non può esistere alcun fenomeno che non sia stato prima captato dai sensi; anche i contenuti di memoria, l'attività della coscienza e quella dei centri vengono registrate dai sensi interni. Per la coscienza esiste solo ciò che si manifesta ad essa e questo vale anche quando la coscienza si manifesta a se stessa; anche questa manifestazione, come tutte le altre, deve essere registrata, cioè corrispondere ad una sensazione.

D) Ciò a cui ogni impulso si riduce (v. DOLORE).

PERCEZIONE.


A) Semplice registro del dato sensoriale.

B) Il dato che arriva al senso viene registrato come variazione del tono di attività del senso stesso; ma oltre a questo, il dato viene configurato e strutturato dal senso. Pertanto, la percezione è il registro del dato a cui si somma l'attività del senso il quale si trova in una dinamica continua. In sintesi, si tratta di una struttura formata da: dato + attività del senso che astrae e organizza il dato.

C) Strutturazione di sensazioni effettuate: da un senso; da vari sensi, dall'attività della memoria e/o dalla coscienza insieme al senso, ai vari sensi e alla memoria.

MEMORIA.


Funzione dello psichismo che regola i tempi e immagazzina i registri o sensazioni, generati dagli stimoli esterni ed interni, codificandoli, ordinandoli in base allo stato della struttura psichica nel momento dell'impressione (v. EVOCAZIONE). La memoria paragona ogni nuova sensazione con sensazioni precedenti. (v. COMPORTAMENTO, fattori che intervengono nella) Le sensazioni immagazzinate possono essere proiettate sia nel presente che nel futuro. Di entrambe queste operazioni - attualizzazione o ricordo e proiezione o immaginazione - si ha sensazione. L'attività della memoria è legata in modo strutturale a quella dei sensi, a quella dell'apparato di registro e al livello di coscienza.

IMPULSI.


Chiamiamo impulsi i segnali che arrivano alla coscienza dall'apparato dei sensi o da quello della memoria e che la coscienza traduce in immagini, attraverso le vie astrattive o associative. Gli impulsi subiscono numerose trasformazioni e traduzioni anche prima di essere trasformati in immagini.

RUOLI.


Sono abitudini fisse, codificate, di comportamento che una persona conforma nella misura in cui affronta i diversi ambienti in cui si trova a vivere (v. COMPORTAMENTO, fattori che intervengono nel) (v. RISPOSTA). I ruoli hanno a che vedere con il mondo di rappresentazione esterno dell'immagine di sé stessi.

CENTRI.


1. Astrazione o sintesi concettuale che si riferisce alle diverse attività possibili dell'essere umano; in essa viene inglobato il lavoro di differenti punti fisici, a volte molto distanti tra loro.

2. Apparati che controllano l'uscita di risposte verso il mondo. Questi centri appaiono come specializzazioni di risposte di relazione.

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