Seminari

Psicologia e Morfologia dell'Immagine



3º Seminario

VENTESIMA LEZIONE

Regole di interpretazione allegorica.

Infine, diremo che la pratica dell’interpretazione allegorica (v. glossario) provoca commozioni psichiche (a differenza di trasformazioni psichiche), dovute allo spostamento di climi mentali dal livello di sonno e semisonno al campo della veglia. È un semplice fenomeno meccanico di compensazione energetica, ma in alcune persone ha una forte carica drammatica poiché quelle allegorie sono in relazione con i loro climi più profondi.

Ci sono persone che fuggono da determinati temi perché si sentono molto coinvolte. Per questi temi sentono attrazione e affinità, ma nello stesso tempo, quando ne entrano in contatto, gli provocano uno squilibro. È molto significativo quando una persona si interessa vivamente per una materia ma anche quando ne fugge, questo è un importante indicatore perché ne è coinvolta irrazionalmente. I cosiddetti temi “tabù” rappresentano chiaramente quanto spiegato.

Le regole di interpretazione ci aiutino a capire che cosa significhi un’allegoria e quale funzione stia adempiendo nell’economia dello psichismo.

Abbiamo già detto che quando una allegoria (v. glossario) ci interessa, per comprenderla, dovremmo stabilire alcune regole di interpretazione. Quale è il significato di quella allegoria e che funzione sta svolgendo nell’economia dello psichismo? E’ necessario avere dei parametri chiari per comprendere globalmente la funzione che svolge.

Abbiamo utilizzato come esempio la trama ed alcune immgini de "La Bella e la Bestia" nella versione del regista francese Jean Cocteau il quale nel 1946 realizzò quella che viene considerata la migliore versione cinematografica della storia de "La belle et la bête".

Considereremo qui queste semplici regole:

1. Riduzione a simbolo dell’allegoria. La prima cosa che facciamo è quella di ridurre a simbolo l’allegoria che ci interessa interpretare in quanto questo ci permette di comprendere il sistema di tensioni nel quale si trova collocata. In questo senso il simbolo costituisce il contenente dell’allegoria. 

Dopo aver seguito questa bella favola tentiamo di farne una analisi allegorica: riduciamo a simbolo l’inquadramento maggiore, descriviamo le accumulazioni, le dispersioni e i trasferimenti di energia, cerchiamo anche di studiare le resistenze e i loro superamenti.

Quindi, se in una allegoria appaiono numerose persone che discutono o fanno una qualunque cosa in una piazza, riduciamo a simbolo la piazza che le include, che costituisce il contenente più ampio nel quale si trovano collocate. Il nostro primo interesse è quello di scoprire il sistema di tensioni a cui si trova sottoposta l’allegoria in questione e questo dipende appunto dal tipo di simbolo che l’include nel suo interno.La riduzione simbolica considera la piazza come contenitore che impone il suo sistema di tensioni (per esempio tensione bifocale se la piazza è ovale) alla situazione in cui, conflittualmente, si sviluppano i contenuti (le persone che discutono). A questo punto conviene precisare che tutto ciò che è stato detto sulla simbolica serve solo per determinare i sistemi di tensione che agiscono sulle allegorie.


2. Riduzione a simbolo dei contenuti. Riduciamo a simbolo i contenuti dell’allegoria per comprendere il loro sistema di tensioni.  

Tra la Bella e le sue sorelle ci sono forti tensioni dovute all’invidia che le due sorelle sentono nei confronti della Bella.

Non c’è apparente tensione tra il padre e la Bella e tra il padre e le due sorelle.

Potremmo perciò porre il padre come centro manifesto di una mandorla che ha la Bella e le due sorelle come poli.

Nel castello il sistema di tensione è:

Una forte tensione tra la bestia e il padre, la tensione si accumula nella rosa e dalla rosa si trasferisce alla Bella. 

Possiamo perciò costruire una mandorla che ha come poli il padre e la Bestia e come centro la rosa e un’altra mandorla con gli stessi  poli ma al centro la bella.

Tra la bella e la Bestia si produce il seguente sistema di tensione.

La tensione tra la Bella e la Bestia si accumula nell’aspetto  fisico della Bestia, questo fa sì che la Bella si allontani e si avvicini alla Bestia mentre si alnontana e si avvicina al padre. Tra la Bella e la Bestia c’è quindi attrazione e repulsione alla stesso tempo. Quando la Bella sta nella casa paterna desidera la rosa che si trova nel castello della Bestia. Quando la rosa viene trasportata nella casa paterna la Bella è costretta a trasferirsi nel castello della Bestia, quando sta nel castello la Bella desidera ritornare alla casa paterna.

ATTRAZIONE – REPULSIONE.

La riduzione simbolica che sembra meglio descrivere la situazione è una mandorla dove al centro c’è la Bella che è ugualmente attratta e respinta da due poli, il castello della bestia e la casa paterna.

La resistenza fondamentale affinché la Bella (e quindi l’energia) si trasferisca al castello della Bestia sta nel suo aspetto fisico.

La resistenza fondamentale affinché  la Bella (e quindi l’energia) rimanga nella casa paterna sta nell’ invidia delle sorelle e nel fatto che in questa casa non crescono rose.

3. Componenti dell’Allegoria. Temi:

Contenenti,
contenuti,
connettive,
attributi,
livelli,
momenti di processo,
caratteristiche tattili (colori, ecc.),
funzioni (difensori, protettori, intermediari e centri di potere)

Contenenti:

la casa paterna ed il castello.

Contenuti: la Bella, la Bestia, il padre, le rose, il guanto e lo specchio magico. 

Attributi

  • La Bestia: faccia animale, bruttezza, il vestito da nobile (che allude alla nobiltà d’animo).
  • La Bella: la bontà e la bellezza.
  • Le Sorelle: la malignità e l’ invidia.

Connettive:

  • il cammino nel  bosco,
  • il guanto  e
  • lo specchio magico.

Livelli:

  • il vestito da nobile della Bestia e il ruolo di mercante del padre, alludono alla differenza di livello tra la bestia e il padre.

Momenti di processo:

  • trasformismo  della Bestia in principe.

Sensazioni tattili:

  • la bruttezza della Bestia allude ad un registro tattile oltre che visuale.

Funzioni:

  • lo specchio e il guanto sono protettori e connettive.

La vita della Bella nel castello è una situazione di prova di intermediazione, così come la vita della Bella in cambio della vita del padre.

Il roseto e la rosa: questa produce una trasformazione repentina e ambigua, è il nucleo della storia; può produrre la morte del padre; cambia la vita della Bella; è la cosa più preziosa che la Bestia possiede; è la cosa che la Bestia desidera di più nel roseto dove la Bestia si trasforma in principe, si tratta perciò di un centro di potere.

4. Comprendere l’argomento o gli argomenti presenti in ogni tema. Distinguiamo tra argomenti e temi degli argomenti. Un argomento è il racconto, ed al suo interno ci sono temi, come se fossero fotografie, immagini (v. glossario), che ne vanno formando la trama. 

I temi degli argomenti, nel caso dell’ onirico sono, per esempio, quei sogni giornalieri, diversi fra loro, ma dove sempre appaiono certi personaggi, o sorgono permanentemente determinate immagini o certi luoghi.

A volte il tema permane e l’argomento cambia, ma più difficile da cogliere, sono quei temi che sempre cambiano di sogno in sogno dove però rimane lo stesso argomento. Per esempio nel caso di un argomento di ricerca: si stanno sempre cercando cose nei diversi sogni, oggi ce ne sono alcune e domani altre, i temi cambiano ma sempre rimane la ricerca. 

Sono presenti vari argomenti che relazionano tra loro i temi.

La relazione tra la bella e la Bestia è l’argomento più importante, può essere definito come la storia di un amore che si sviluppa vincendo una serie di resistenze: la bruttezza della Bestia, e la nostalgia della casa paterna fino al momento del matrimonio. All’inizio il clima (v. glossario) è di timore, repulsione, abbandono, ma anche di attrazione (gentilezza della Bestia, le rose che crescono nel suo giardino), è un argomento trasferenziale  (v. glossario) perché il clima iniziale si converte in un clima di amore accettazione. 

La relazione tra il padre e la Bestia:

l’argomento si sviluppa a partire dal nodo rappresentato dalla rosa (il padre prende la rosa per portarla alla figlia che la desidera), questo può significare la sua morte. L’argomento propone uno  scambio, una intermediazione: la vita del padre in cambio della vita della Bella. Il clima di violenza, paura, condanna per una colpa involontaria. Si intuisce che l’argomento è trasferenziale (v. glossario) perché il matrimonio finale va a risolvere le tensioni tra la Bestia (futuro marito) e  il padre.

Gli argomenti che legano tra loro i temi.

La relazione tra la Bella e il padre:

la Bella desidera la rosa e questo produce il suo  allontanamento dalla casa paterna affinché il padre possa continuare a vivere; una volta nel castello della Bestia, la Bella, desidera tornare alla  casa paterna finché l’amore per la Bestia (il marito) non la stacca definitivamente dal padre. Il clima è di devozione figliare e di sacrificio da parte della Bella, che si risolve con il matrimonio finale quando la Bestia prende il  posto del padre nella vita della Bella.

Relazione tra la Bella e le sue sorelle:

le sorelle frivole maltrattano e invidiano la Bella e le fanno rompere la sua promessa. Il clima è di competizione e rivalità. Questo argomento non è trasferenziale (v. glossario), non si risolve.

5. Sintesi interpretativa. 

 A. Cerchiamo di comprendere da dove proviene la materia prima dell’allegoria (soprattutto nelle interpretazioni di produzioni allegoriche personali)

Questa può provenire in primo luogo dai sensi, ma anche dalla memoria o contemporaneamente da entrambi queste fonti, oppure da uno stato caratteristico della mente che tende a sviluppare queste particolari articolazioni che sono le allegorie. Da dove proviene il materiale di cui si compongono le allegorie? Questa è per noi una domanda estremamente importante. Il nostro filo conduttore, nello studio di una allegoria, è sempre dato dalla funzione che essa compie. Se cerchiamo di comprendere il sistema di tensioni in cui si trova collocata e da dove proviene la sua materia prima, è per determinare il processo che sta sviluppando, per sapere a che cosa serve.

B. Effettuiamo l’interpretazione basandoci sulle leggi associative (similitudine, contiguità e contrasto) e su modelli interpretativi comunemente accettati. 

  • La Bella: la bontà e la bellezza.  
  • La Bestia: faccia animale, bruttezza, il vestito da nobile che allude alla nobiltà d’animo.
  • Le sorelle: la malignità e l’invidia.

C. Quando c’è coincidenza tra clima e immagine, si segue l’immagine.

D. Quando clima e immagine non coincidono, il filo conduttore è il clima.

E. Prenderemo in considerazione il nucleo d’insogno (v. glossario) che appare allegorizzato sotto forma d’immagine o sotto forma di clima continuo (fissato), attraverso diverse allegorizzazioni e nel corso del tempo.

Tutto lo psichismo (come ogni attività umana) è orientato verso il nucleo d’insogno. Quando in alcune allegorie appare quel “centro” importante, che possiede tutti i poteri ed è circondato dalle più grandi difficoltà per raggiungerlo, si sta alludendo a quel nucleo che concentra l’energia di tutto lo psichismo. Quando si presenta la possibilità di poter afferrare o possedere quel nucleo, siamo in presenza di un cambio importante di tappa mentale: termina un periodo in colui che allegorizza e ne nasce un altro nuovo, gli atteggiamenti e le attività quotidiane (che sono anche allegorie) cominciano a trasformarsi per orientarsi verso una nuova tappa. “Raggiungere il cielo”, “Fondersi con Dio”, “Cercare la coppia ideale”, “Produrre la pietra filosofale” sono allegorie del nucleo d’insogno che svelano il reale ed effettivo potere di quel centro che aggrega energia psichica. Questo grande concentratore è quello che si sposta in nuove fasi vitali, ed è stato descritto come “Fonte di potere” dietro l’allegoria del “Grande segreto”, la “Parola dimenticata”, “Il linguaggio universale”, “Il grande velo illusorio della realtà”…

Nell’allegoria individuale, il nucleo appare in poche occasioni; solo quelle in cui la situazione della persona è quella di domandarsi il senso finale della propria vita.Invece, nei temi dell’allegoria popolare e nei grandi miti, quel centro di potere è sempre presente.

Il metodo di lavoro, è quello di non cercare mai quel nucleo, perché quando appare “tutto gira intorno a lui”, sia nell’argomento che nel clima, inoltre si può manifestare anche come un tema determinato. Quindi per una interpretazione allegorica, nel campo personale, è adeguato riferirsi a situazioni vissute in una tappa determinata.

Un tema o un’argomento possono ripetersi in una o diverse sequenze allegoriche. Ciò che denota la fissazione dello psichismo ad una tappa, è l’argomento o il clima ripetuto.

F. Nell’interpretazione allegorica tutto ciò che compie una funzione viene interpretato in base a tale funzione, senza dare importanza alle sue caratteristiche materiali. 

Se in un sogno si uccide con una parola, quella parola è un’arma. Se con una parola si fa resuscitare o guarire qualcuno, tale parola è uno strumento per resuscitare o guarire.

"Eccoti il guanto magico, mettendolo potrai essere trasportata dove vuoi.
E di questo specchio potrai vedere quello che vuoi."

G. I colori vanno interpretati sia in base alla luminosità che alla scala cromatica.

La luminosità dipende dalla profondità delle allegorie nello Spazio di Rappresentazione. Via via che le rappresentazioni salgono, lo stesso spazio si schiarisce mentre, a mano a mano che scendono, lo spazio si oscura.

I diversi colori che vanno dal rosso al viola, vanno interpretati come comunemente si percepiscono (colori caldi, freddi, neutri, brillanti, assorbenti, ecc.)

I colore deve intendersi nella stessa scala cromatica comunemente accettata, dal caldo rosso al freddo viola; il grigio come neutro indefinito, il bianco che irradia ed il nero come assorbente. Le sfumature si interpreteranno nello stesso modo.

I colori sono associati a sensazioni cenestesiche e tattili di temperatura ed anche ad allegorie di elementi, per esempio: il verde suggerisce la natura, il colore argentato la luna o l’acqua, il dorato l’oro o il sole.

I colori a secondo siano nebbiosi o nitidi, svelano il grado di intuizione o comprensione che si ha della situazione che si vive, così come indicano la chiarezza o la confusione che colui che allegorizza attribuisce ad altri esseri.

Cerchiamo di interpretare il colore dello spazio di rappresentazione basandoci sul fatto che esso va dallo scuro al chiaro in dipendenza della “altezza” in cui le rappresentazioni allegoriche si trovano collocate. Quando esse “scendono”, cioè si collocano nelle parti basse dello spazio di rappresentazione, questo tende a diventare più scuro; quando “salgono”, cioè si collocano nelle parti alte, tende a diventare più chiaro.

Tra questi due estremi è possibile qualunque gradazione di colore.

Di conseguenza, lo spazio medio della rappresentazione, quello che corrisponde alla vita di tutti i giorni, è sempre un po’ grigio. Ma diventa più luminoso nelle misura in cui la rappresentazione si sposta verso l’alto e più oscuro nella misura in cui si muove verso il basso.

H. Quando si comprende la composizione dei diversi elementi che configurano un sistema allegorico, quando si capisce la relazione tra i componenti e quando si può operare una sintesi relativa alla funzione che svolgono gli elementi e le loro relazioni, allora un livello d’interpretazione può considerarsi risolto. Naturalmente, se fosse necessario, si potrebbe approfondire con nuovi livelli d’interpretazione.

L´interpretazione completa di un´allegoria può essere condotta a livelli diversi. Dobbiamo precisare che, indipendentemente dal livello - cioè dall´estensione e dalla profondità - l´interpretazione di un sistema allegorico risulta completa quando se ne comprende sia l´aspetto compositivo (cioè gli elementi che lo conformano: temi argomenti, climi, ecc.) sia l´aspetto relazionale (i rapporti tra tali componenti) e quando, inoltre, si è in grado di fare una sintesi di questi due aspetti e di dare una ragione di essa.

L´interpretazione di un sistema allegorico può essere condotta ad un primo livello di profondità e quindi risultare breve e poco complessa. Ma sullo stesso sistema si può in seguito fare uno studio di tipo compositivo e relazionale più profondo ed organizzare una nuova sintesi più amplia. Ma il punto importante è che ad ogni livello interpretativo si possa fare una sintesi una volta raccolti i dati compositivi e relazionali e compresa la funzione che l´allegoria compie e la materia prima di cui si nutre. 

Se risponde a questi requisiti, un’interpretazione allegorica può essere brevissima e non deve necessariamente riempire centinaia di pagine. Ma si può anche lavorare ad un´interpretazione estesa, a patto però di non perdere di vista l´obiettivo fondamentale, che è quello di completare l´interpretazione stessa. 

I. Per comprendere il processo e lo svolgimento di un sistema allegorico bisogna riuscire ad avere, nel corso del tempo, varie sintesi interpretative.

Immagini: 1. Venere di Willendorf, 2. Venere Cnidia, Prassitele; 3. Lukas Cranac, Venere e amore; 4 Giorgione Venere Dormiente; 5 Agnolo Bronzino, Allegoria di Venere; 6 Guercino; 7 Antonio Canova Venere; 8 Edward Manet, Olympia; 9 Gustav Klimt, Juditta.

Ecco perciò che un’interpretazione completa in un determinato momento può non essere sufficiente se non si possono intravedere il processo o le tendenze verso le quali il sistema allegorico in esame potrebbe incamminarsi. A volte, nel corso del tempo, potrà essere necessario ricorrere a varie interpretazioni.

Varie sintesi interpretative (sia di una persona che di un popolo) attraverso il tempo, permettono di interpretarne il processo psichico.

Una cosa è interpretare un sistema allegorico relativo ad un momento dato e un´altra cosa è interpretare un processo allegorico che si sviluppa nel tempo. Questo perché i contenuti allegorici rispondono a processi interni e questi si trasformano con il tempo.

Quindi, anche se si dispone di un´interpretazione allegorica relativa ad un momento dato, l´apparizione in un secondo momento di nuovi contenuti renderà necessaria una nuova interpretazione che risulterà sicuramente diversa dalla precedente. Il confronto tra le due permetterà di valutare il processo di spostamento prodottosi nello psichismo. Ma se si può contare solo su un´interpretazione allegorica, non sarà possibile capire il processo, sarà possibile capire un momento; ma questo ha un valore assai relativo.

Dunque, si fanno diverse sintesi e interpretazioni e questo permette di comprendere il processo di trasformazione del sistema di allegorie.

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