Seminari

Psicologia e Morfologia dell'Immagine



3º Seminario

DICIANNOVESIMA LEZIONE

Le differenti fasi di sviluppo di un processo possono essere rappresentate da:

a. persone di differenti età
b. trasformazioni 
c. inversioni, che sono un caso particolare delle trasformazioni con forti associazioni di contrasto

Figura 199 - "Le età e la morte" di Hans Baldung. Museo del Prado, Madrid. (Spagna).

Il significato allegorico delle età è lo stesso del senso comune, ammettendo comunque diversi piani di interpretazione: un bambino significa purezza e innocenza, ma anche l’inesperienza, la mancanza di forza, la necessità di un altro in sintesi una carenza. Un vecchio invece suggerisce la malattia, la prossimità della morte, la decadenza fisica e simultaneamente, l’esperienza, la saggezza, ecc. (figure da 198 a 201)

Figura 198 -  "Il vecchio del fuoco". Museo di antropologia Messico.
Figura 200 - Testa di satiro giovane, sec. II. Museo Archeologico di Tarragona. (Spagna).
Figura 201  La Sibilla Cumana (dettaglio). Cappella Sistina. Vaticano.

A volte gli attributi che accompagnano un’età ne spiegano il corretto significato, ma in altre occasioni è necessario cogliere i diversi aspetti interpretativi per scegliere quello adeguato nel contesto dell’argomento.

Questo è anche valido per le trasformazioni di una cosa in un’altra, e per le inversioni (caso particolare della trasformazione). 

Questo fenomeno è frequente nei giochi di parole e nelle allusioni scherzose. L’allegoria grossolana lavora normalmente con trasformismi ed inversioni, pertanto con forti associazioni di contrasto.

Età, trasformazioni e inversioni, svelano esattamente il momento di processo in cui si trova chi sta allegorizzando, oppure il momento di processo di altre persone o esseri che appaiono agli occhi dell’allegorizzante.

Figura 202 - Coatlicue, Dea della morte e della rigenerazione. Museo di antropologia del Messico.
Figura 203 - Il "Kuan-Yin" cinese. Trasformazione del bodhisatva Avalokitesvara in figura femminile, Rijksmusum (Olanda).

Centri di potere.

Sono oggetti o luoghi che possiedono un potere trasformatore (per esempio, l´acqua o il fuoco dell’immortalità, l´isola della felicità, la pietra filosofale, ecc.). Alla fine di ogni ricerca, nella quale appaiono alcune o tutte le funzioni già viste, c´è un centro di potere, un´immagine che rappresenta il desiderio idealizzato di distensione piena e duratura.

 

A volte il centro di potere, pur essendo conosciuto, non può essere raggiunto. In questo caso esso si presenta come un centro manifesto che è però circondato da labirinti, o con difensori che impediscono di accedervi.

Altre volte, può succedere che una persona si trovi in una continua ricerca di un centro di potere sconosciuto.

In questo caso si presenta come un centro tacito.

Questo si manifesta come clima diffuso che non è legato ad immagini specifiche; la mancanza di queste immagini impedisce il trasferimento del clima.

Le immagini idealizzate del sesso opposto sono cioè dei centri di potere. Queste immagini possono apparire come "Lilith" o "Abraxas", o la Grande Madre o il Grande Padre. 

Gli impulsi sessuali femminili sono più diffusi nel corpo, essi sono spesso tradotti in figure di giganti o in grandi ombre; invece quelli maschili, che sono più concentrati, danno come traduzione figure di danzatrici o di donne sfuggenti dalle vesti morbide e cangianti. Questi temi trasformatori portano spesso a scariche sessuali per mezzo delle quali compiono una funzione catartica. Mentre da un punto di vista trasferenziale, le immagini idealizzate del sesso opposto rivelano il grado di difficoltà o di integrazione dei contenuti profondi.

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