Seminari

Psicologia e Morfologia dell'Immagine



3º Seminario

DICIASETTESIMA LEZIONE

Attributi.

Sono elementi il cui valore è dovuto ad una operazione di trasferimento effettuata attraverso le leggi associative della similitudine, della contiguità e del contrasto. Un oggetto acquista una qualità perché richiama, per via associativa, un altro oggetto nel quale tale qualità è primaria. Si tratta dunque, di un´operazione di attribuzione.

Per esempio, un oggetto può diventare importante perché è stato regalato da un amico; dei vestiti possono acquistare un grande valore perché sono appartenuti ad una determinata persona. In questo caso agli oggetti in questione viene attribuita una certa qualità per trasferimento di tale qualità dalla persona che li possedeva (contiguità). Una simile operazione di trasferimento viene effettuata anche quando un valore o un sistema di valori astratto viene rappresentato allegoricamente: la "Giustizia" viene spesso rappresentata come una donna bendata che tiene in mano una bilancia e nell´altra una spada. In questo caso, la benda, la bilancia e la spada diventano attributi della Giustizia, cioè ad essi viene trasferito per contiguità un valore astratto.

Tanti geni non sono stati riconosciuti nella loro contemporaneità perchè non gli venivano riconosciuti degli attributi. Il valore di genio è un valore attribuito epocalmente. Vedi anche la presentazione di Miti e Radici universali.Gli attributi hanno a che vedere con la carica di fede che uno ripone in loro, alcune guide che agiscono in momenti di benessere, in altri momenti di grande difficoltà perdono carica, questo vuol dire che la carica negativa supera quella positiva. Infatti chi manifesta una forte fede in qualcosa riesce più di altri a superare le difficoltà  e le contraddizioni. Attribuiamo cariche per avere delle esperienze, nel caso in cui non riusciamo ad avere un’esperienza, ad esempio contatto con la guida e risposte che ci aiutano, dopo un po’ di tempo se la cosa non funziona finisce per perdere carica. 

Gli attributi, nelle allegorie, hanno un valore proprio indipendentemente dalla persona lo possegga o dal luogo in cui è contenuto. Ad esempio: il potere di chi è investito come un re; la santità di colui che è unto come sacerdote.

Quando l’attributo risalta è perché colui che ne dispone possiede la sua qualità (attributo manifesto).

Figura 188 - Attributi manifesti: "Il Re". Cattedrale di Colonia. (Germania).

Quando l’attributo non ha evidenza, però agisce in maniera nascosta, è il caso di un attributo tacito.

Per esempio: “Clark Kent” è un cittadino normale, ma nel momento in cui si traveste, nasconde il “superuomo”. Nel gioco dell’indovinello, chiamato in alcuni paesi “del gran bonete”, non si sa chi è il personaggio ne quale è l’oggetto di quel personaggio. In altri miti universali come la “fraternità bianca”, che protegge e governa il mondo, per esempio, non si sa da chi è composta, dove sta, ecc.

I miti indefiniti sono un caso di attributi taciti e polarizzano fortemente lo psichismo come nel caso dei miti universali come “La fraternità bianca”, che protegge e governa il mondo o altre forze nascoste che agiscono sul mondo.

Figura 187 - Attributi taciti: Cristo morto. G. Fernandez, Museo Nazionale di Scultura. Valladolid (Spagna).
Figura di Superman Clark Kent mentre si spoglia 

A volte, un luogo, una persona o un gruppo, incarnano tutto ciò che è benefico, nello stesso modo un luogo, una persona o un gruppo diventano il capro espiatorio, nel quale si carica irrazionalmente tutta la tensione negativa dello psichismo.

Gli attributi taciti negativi sono quelli che di solito si producono in tutti i regimi dittatoriali (tutto ciò che è buono da un lato e tutto ciò che è cattivo dall’altro), dando luogo alle grandi persecuzioni. 

Quando in un popolo le tensioni negative sono molto grandi è c’è la possibilità di esplosione psichica, quando sorgono grandi contraddizioni (economiche, sociali, ecc.) e quando le cose vanno molto male, sorgono con forza gli attributi negativi che si lanciano irrazionalmente concentrandosi contro un gruppo umano, un popolo o una persona, che appare come il colpevole di tutto ciò che succede.

Questo rivela il sistema di tensioni e grado di contraddizione di una società in una determinata tappa.

Figura 189 - "Condannato dall’Inquisizione". Eugenio Lucas, Museo del Prado, Cason del Buen Retiro, Madrid. (Spagna).

N.B. Questa parte è stata accorpata nella sezione sui Centri di Potere, come da autoliberazione.

Passiamo a trattare il tema degli attributi separati, che sono tutti quelli che esistono indipendentemente dal fatto che siano posseduti oppure no. Negli esempi degli attributi manifesti, la maestà, il potere si incarna nel re; non importa, agli effetti della sua manifestazione, chi sia colui che lo personifica. Siamo nel caso del Centro di Potere.

Nel caso dell’attributo separato, invece, il potere agisce per se stesso.

Esempio: il vello d’oro, la fonte della gioventù, ecc.

Normalmente i poteri mondani sono coperti da attributi allegorici i quali se nel momento in cui perdessero la loro realtà psichica crollerebbero, ed i difensori di questo ordine si rivolterebbero contro di lui.

Esempi. Nella coppia in un momento siamo difensori, ma se crolla il potere delle immagini di attrazione, è possibile che si diventi distruttori. Nel rapporto coi genitori avviene spesso che in età adolescenziale quelli che sono stati i nostri riferimenti psicologici diventano il nostro motivo di malessere a cui andiamo contro.

Quando il potere psichico di un personaggio pubblico, come un divo o un cantante, finisce la stessa persona da individuo adulato in un momento passa per essere degradato, un fuori moda. In alcuni casi quando nel massimo del potere psichico un personaggio pubblico se questo si ritira o muore, il suo potere diventa mitizzato e si mantiene nel tempo.

Il potere psichico molto spesso non si basa su cose concrete, in questo caso avrebbe una persistenza nel tempo, ma sono illusioni che possono crollare da un momento all’altro, provocando spesso delusione, rabbia, rifiuto, degradazione, ecc.

Livelli.

Le immagini ubicate in diversi piani della stessa scena, determinano livelli (per es.: una collina e una valle), o per le differenti grandezze (gigante - nano), o per le differenti funzioni e ruoli tra di loro (capo-subordinato).

Figura 191 - Livelli ne "La messa di San. Gregorio". Museo di San Paolo. (Brasile)
Figura di Faraoni egizi con schiavi
Figura meninas di Velasquez

I temi allegorici che sono posti in scala spaziale o di ruolo determinano livelli. 

Il terrazzo è più in alto del primo piano, negli scacchi i pezzi più importanti hanno più valore che i pedoni; nel Tarocchi gli arcani maggiori sono più importanti dei minori; nel gioco delle carte il fante, il cavallo ed il re valgono più delle altre carte.

Figura 190 - Tomba sacerdotale sotto l’altare. Machu-Pichu, (Perù).
Figura 192 - Yggdrasil, L’albero del mondo scandinavo. Northern Antiquity T. Perchy 1847 (Irlanda).
Figura 193 - Montagna dei filosofi. Incisione di Altona 1775. (Germania).

I livelli segnalano la posizione dello psichismo in un determinato momento. Chi sta allegorizzando riconosce la sua situazione interna in base alla sua ubicazione a secondo che stia su un gradino o un altro. Il simbolo della mandorla, allegorizzato come Albero della Cabala, è un eccellente esempio di gioco dei livelli nel quale ci sono i cammini, le scalinate o i sentieri che connettono i diversi livelli.

Fig. 63 - “L’Albero della Vita”. Incisione di Rictus, nel “Portae Lucis”, Secolo XV^
Figura degli stati interni di Silo

L’agorafobia, il terrore agli spazi aperti, si produce per l’allegoria che si ha di quella situazione, in quanto colui che non dispone di inquadramento interno, che ha bisogno di riferimenti, che si sente fuori dal suo centro, sperimenta la necessità di ubicarsi in un determinato livello.

La claustrofobia, invece, sorge per l’oppressione dei livelli, il riflesso di questo sono allegorie come il piccolo uomo-formica all’interno di città immense, di esseri chiusi in casse, ecc.

Le connettive, quando conducono a differenti livelli, segnalano la direzione durante il cammino, ad esempio: l’ascesa ai cieli o la discesa agli inferi.

Da ricercare figure con connettive che portano ai vari livelli

Sintesi finale

A. Attributi: sono elementi il cui valore è dovuto ad una operazione di trasferimento effettuata attraverso le leggi associative. Un oggetto acquista una qualità perché richiama, un altro oggetto nel quale tale qualità è primaria. Si tratta dunque, di un´operazione di attribuzione.

B. I livelli: Le immagini ubicate in diversi piani della stessa scena, determinano livelli, o per le differenti grandezze, o per le differenti funzioni e ruoli tra di loro.

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